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Servizio Pubblico: lettera aperta al direttore. Sulla morìa delle vacche causata dall’incipit e su Grillo Garibaldi.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

TotoPeppino1956WPSignorina, pardon… Egregio direttore Michele Santoro, 

vengo io con questa mia addirLe che scusate se mi limito all’incipit ma l’esegesi di tutta la puntata mi è stata categoricamente vietata dai miei quaranta lettori.;.; A me mi fa specie mandarLe questa missiva perché io ho grandemente apprezzato la sua orazione quasi funebre rivolta a Pippo – Peppe- Giuseppe Grillo da Genova nell’ultima puntata del Suo Servizio Pubblico titolata L’imbroglio.

E bene ha fatto Lei a ricordare al suddetto comico-politico-maratoneta-Gesù (parole sue) in cerca d’identità che lui non è (nell’ordine delle sue citazioni) Berlusconi, Ghedini, D’Alema, Casaleggio, il papa, un cardinale, il capo-ufficio di Fantozzi, Briatore;.;. Meno che meno è Giuseppe Garibaldi e che non è ancora neppure arrivato all’Aspromonte (dico io: ma non aveva traversato lo Stretto?).

E dunque bene ha fatto Lei a ricordare al suddetto comico-politico-maratoneta-Gesù che non può impunemente cacciare Lei o altri, non può impunemente mandare all’inferno Lei o altri, che non può impunemente ordinare di togliersi dalle palle a Lei o ad altri, che non può impunemente farsi gioco della “vocina critica” di Giulia Innocenzi, che non può impunemente ascoltare Freccero e le voci dei reality. La politica non è un reality! – dice bene Lei – e comunque i reality sono morti: a che prò ascoltare le voci dei morti?

Quanto l’ho ammirata infine quando alla maniera di un Marco Antonio shakesperiano che parla al popolo romano ha ammonito: “Torna in te! Torna in te che se ti rincoglionisci tu questi si dimenticano le primarie e le loro promesse e faranno come prima: peggio di prima!”;.;.

È perciò con vivo rammarico che vengo nuovamente addirLe che purtroppo lo stesso discorso (ma non escludo sia stata colpa degli ospiti arrivati successivamente in studio!) ha pure causato una grande morìa delle vacche tra queste nostre vallate politicamente apatiche e rassegnate.;.; Le quali vacche sono quindi già arrivate “nelle verdi praterie dove tutti noi televisivi riposeremo in pace” a cui accennava Lei…  e La stanno attendendo nervose e con telecommando alla mano… pardon, alla zampa;.;. Ma non solo!

Questa mia modestissima serve adunque a che Lei, con codeste parole sentite, Vi consoliate dal dispiacere che avrete quando – mercé l’avere pubblicamente dichiarato la vostra simpatia politica per Giuseppe Grillo quasi Giuseppe Garibaldi – dovrete lasciare “in aeternum” la speranza della dirigenza dell’altro servizio pubblico che tanto vi è caro al cuore ad altri dirigenti che come sapete sono ragazzi che studiano che hanno già preso una laura e che sanno tenere la testa al solito posto cioè sul collo.;.;

Salutandovi indistintamente Rina Brundu (che sarei io medesima me stessa).

Featured image Totò e Peppino, fonte Wikipedia.

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3 Comments on Servizio Pubblico: lettera aperta al direttore. Sulla morìa delle vacche causata dall’incipit e su Grillo Garibaldi.

  1. Se lo trovi digli di scrivere… un opinionista così dove lo troviamo? Manco a Porta a Porta!!!

  2. Ottimo: quindi abbiamo opinionisti napoletani, siculi e sardi. Il Servizio Pubblico lo facciamo noi: a-gratis!

  3. francu pilloni // 17 December 2012 at 11:34 //

    Ma vi è sfuggito qualcosa?
    Servizio pubblico è qualsiasi cosa, a gratis o a pagamento, disponibile ad un pubblico indistinto che se ne voglia servire.
    Così erano e sono le poste, le ferrovie, le scuole e … anche i vespasiani, che spesso chiamiamo solamente servizi, se non abbiamo il coraggio di parlare francese.
    Quello di Santoro è un pullman che passa una volta alla settimana e carica un po’ di passeggeri assortiti, anzi così assortiti che lo spettacolo riesca più o meno piacevole.
    Il menù è sempre uguale: l’antipasto alla Santoro; un primo piatto alla Travaglio, un fritto misto con operai, giornaliste, politici e umanità varia, per chiudere con l’amaro di Vauro.
    C’è chi si diverte senza uscire di casa e non spende poi molto, specialmente se salta la pubblicità.
    Di che cosa si parlava? Ma lasciamo perdere!

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