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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Esclusivo e anteprima – Estratto dall’ultimo libro di Bruno Vespa: diario.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

a cura di Redazione Rosebud.

1 Nel principio creai i cieli, la terra e lo studio di Porta a Porta.
2 La terra era informe e le tenebre coprivano la faccia dell’abisso; lo studio era vuoto e io andavo avanti e indietro senza sapere che cappero fare o chi intervistare.
3 Poi dissi: “Sia la telecamera!”. E la telecamera fu.
4 E vidi che la telecamera era cosa buona; allora separai la platea dal palcoscenico.
5 E per non dimenticarmelo chiamai la platea “platea” e chiamai il palcoscenico “palcoscenico”. Così si fece almeno almeno l’una di notte e Marzullo incombeva. Poi fu Uno-mattina: il primo giorno.
6 Poi dissi: vi sia un uno schermo gigante che permetta i collegamenti esterni specialmente quelli da Cogne e da Avetrana ma, in verità vi dico, dovunque si annidi il maligno e permetta di fare audience.
7 E così feci uno schermo gigante che permette i collegamenti esterni specialmente quelli da Cogne e   da Avetrana ma, in verità vi dico.. etc etc. E così fu.
8 E chiamai il tutto “Servizio Pubblico”.  Così fu sera, poi fu Uno-mattina: il secondo giorno.
9 Poi dissi: che gli ospiti entrino tutti dal portone fornitori e suonino il campanello. E così fu.
10 E  così chiamai gli ospiti “ospiti” e il campanello “campanello”. E vidi che il tutto era buono… e funzionava (il campanello, intendo!).
11 Poi dissi: ci sia la regia, la scenografia, la fotografia. E che la regia produca regie, la scenografia produca scenografie e la fotografia faccia fotografie, ciascuno secondo la propria specie (????). E così fu.
12 E io vidi che anche questo era buono.
13 Così fu sera, poi fu Uno-mattina: il terzo giorno.
14 Poi dissi: vi siano dei luminari nello studio che diano un tremendo senso giornalistico al giorno e alla notte televisiva; e servano per sondaggi e per inchieste, per convegni  seriosi e per boutades goliardiche.
15 E così fu.
16 Quindi feci i due grandi luminari Renato Manheimer e Ilaria Cavo: e poi mi dissi, tra me e me (perché ‘azzo non c’era con chi parlare!) il luminare maggiore sia per i sondaggi governativi e il luminare minore sia per il giornalismo d’assalto; e feci pure i galoppini e i co.co.co a contratto a tempo determinato orizzontale.
17 E così ne misi uno nello studio e l’altro lo spedii prima a Cogne e poi ad Avetrana.
18 E vidi che pure questo era buono.
19 Così fu sera, e fu Uno-mattina: il quarto giorno.
20 Poi volli esagerare e mi dissi: e brulichi lo studio di vallette, vallettine, veline, velone e di una   interminabile moltitudine di aspiranti attori, presentatori, conduttori, imbonitori, saltinbanchi e brillino nell’ampio firmamento dello studio infinite stelle.
21 Così creai Crepet, diversi criminologhi, tuttologi e tutti parlavano e si muovevano secondo le necessità della propria specie (ma anche esagerando di tanto in tanto). E, cappero, vidi che anche questo era buono.
22 E poi li benedissi dicendo: siate capaci, loquaci, procaci, logorroici, mediatici, moltiplicatevi e riempite le pagine dei tabloid e dei quotidiani-che-contano.
23 Così fu sera, poi fu Uno-mattina: il quinto giorno.
24 Poi dissi: produca la Repubblica (l’avrei creata a posteriori ma già mi mettevo avanti col lavoro!) scandali, partiti politici e parlamentari corrotti, ciascuno secondo la propria diabolica natura, il suo orientamento ideologico e la sua specie. E così fu.
25 E poi creai blandi critici e tutti gli altri rettili della terra secondo la loro specie. E vidi che questo era buonissimo.
26 Poi dissi: e adesso creo la casta a mia immagine e somiglianza e che quella abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutta la terra, e su tutti i rettili (di cui ho già detto) che strisciano sulla terra.
27 Così creai la casta a mia immagine; e creai rappresentanti maschi e rappresentanti femmina che chiamai “quote rosa” a cui, per non farmi mancare nulla, ordinai di partorire nel dolore e di prendere lezioni di deltaplano che… mensilmente, può sempre servire.
28 E io li benedii e dissi loro siate BOT, BTP, Buoni Fruttif… pardon, siate buoni e fruttiferi, andate e moltiplicatevi, riempite i seggi elettorali e soggiogateli, dominate su confindustria e sui sindacati, sulle corporazioni e le agenzie di rating.
29 E infine dissi: ecco io vi do ogni erba…. cercate di usarla in modica quantità.
30 E così fu. O quasi….
31 Allora vidi tutto ciò che avevo fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu di nuovo Marzullo poi fu UNO-mattina: il sesto giorno.

Featured image, foto (apocrifa) di Bruno Vespa mentre intento a stend… a scrivere il Sacr… il suo ultimo libro (autore Upazzi).

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5 Comments on Esclusivo e anteprima – Estratto dall’ultimo libro di Bruno Vespa: diario.

  1. Si scherza dottor Vespa, si intende! Caso mai…

  2. SPETTACOLARE!!! Ma..”.Allora vidi tutto ciò che avevo fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu di nuovo Marzullo poi fu UNO-mattina: il sesto giorno.” Modificherei la finale in: e allora vidi che ciò che avevo fatto NON era molto buono, per cui mi dissi: “Tutto da rifare, pover’uomo!,”
    E ora sto riscrivendo un altro diario…anzi: Dio-ario, poiché non c’è solo Berlusconi a credersi un Dio, ma anch’io!!

  3. Effettivamente sto pensando di propormi a Zelig come scrittrice dei testi:)
    Ciao. Grazie.

  4. La vena comica non ti manca certo!! E ovviamente, anch’io ho seguito la scia ironica della redazione….scherzando, dottor Ape, pardon Vespa. s’intende!! Ma la Lambretta dov’è?

  5. francu pilloni // 7 November 2012 at 17:29 //

    Facci entrare, stretto stretto, anche l’incontro col suo Rousseau e la firma del Contratto Sociale in diretta. Fu il settimo giorno e ci mise tutti a sedere (col culo per terra).
    Bellu meda.

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