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Der Spiegel-Bundesbank, i due compari

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Redazione Anti. “Der Spiegel” annunzia che la Bce metterà un tetto allo spread – come se se ne potesse mettere uno. La Bundesbank smentisce la Bce. Non lo “Spiegel”. La Bce non fiata, perché non si polemizza tra banche centrali. La banca centrale tedesca invece può polemizzare. Su una palla sollevata da un “grande giornale” amico. Un trucco da compari. Mandando i mercati in tilt, e aggravando lo spread per Italia, Spagna eccetera.

Non è un errore, né un eccesso casuale: quello tedesco è un gioco al massacro costante e mirato. Violento. Cinico. Scoperto: che la Germania conduca il gioco al massacro diventa fattore inappellabile per il mercato. Oggi con meno fortuna, ma in grado di produrre sempre guai alla “concorrenza”, a costo zero. Non a opera di un gruppo o una minoranza isolata: è la Germania che aggredisce l’Italia.

I commentatori corretti distinguono tra la cancelliera e il presidente della Bundesbank, suo pupillo. Che in un gioco della parti alternerebbero concessioni e rigidità per tenere buona l’opinione pubblica. Ma il gioco non è a somma zero per l’Italia. E in Germania il presidente della Bundesbank è sempre un politico che fa politica. Il presidente in carica, Weidmann, è uno che inizia la carriera all’ombra della cancelliera (i suoi predecessori erano politici a fine carriera).

Featured image, da “Totò, Peppino e la malafemmena” (1956), fonte Wikipedia.

7 Comments on Der Spiegel-Bundesbank, i due compari

  1. Indovinata, quella foto di Totò e la “malafemmina”! Adeguata alla Nazione che sta consumando un devastante massacro del mercato economico! Coraggioso articolo!

  2. Guardiamola da altra prospettiva: la Germania non sta forse facendo i suoi interessi? Del resto si chiama real politik e non l’hanno inventata loro! Non sarà che invece noi vorremmo fare quanto fanno loro ma non lo possiamo fare visto il disastro in cui nuotiamo?

    Reply ↓

  3. Francamente non penso che Monti debba cercare alleati in Europa, mica siamo Sancho a seguito di Ronzinante e Don Chisciotte. L’Italia dovrebbe avere il coraggio di una post-autarchia di ritorno e risolvere dentro tutto ciò che è possibile risolvere… dentro. Appunto. Perché solo quando si è liberi e indipendenti si può alzare la voce, o almeno farsi sentire. Fermo restando che la “malafemmina” siamo noi, di sicuro non dovremmo sacrificare la nostra sovranità a le mire globali della Germania perché in fondo questo c’é sul piatto: insomma, essere ancora presenti sul palcoscenico internazionale val bene una Europa divorata dallo spread! Come direbbe Enrico IV… pardon, Angela Merkel!

  4. leggasi … alle mire…

  5. Più che i due compari, direi:”Il gatto e la volpe” e noi siamo i Pinocchio della situazione. Che dire? Che finalmente la CRANTE CERMANIA HA OTTENUTEN IL SUPER MARKEN! la moneta forte con cui FINALMENTE riuscirà dove non riuscì nel ’39-’40. llora con le armi, ora con la moneta. Ma sempre sangue butteremo. ma ci credete davvero ancora negli Stati Uniti d’Europa? ma come si fa a essere così miopi? o Avete scordato che l’Europa a differenza degli USA è un coacervo ci popolazioni profondamente digìfferenti per luìingua, usi, costumi etc?.
    Salvo

  6. Perdonate i refusi.

  7. Che vuoi dire che siamo Pinocchio in quando diciamo bugie?
    No, non abbiamo dimenticato che l’Europa non potrebbe mai diventare il melting-pot culturale statunitense. E questo lo sa pure la Germania. Anche se ci prova. Tuttavia tutto questo anti-germanismo di ritorno mi pare esagerato. Chi è causa dei suoi mali pianga se stesso. O no?

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