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GigantoWEBmachia italica: storia d’amore e di tagliola tra un Grillo di belle speranze e un Travaglio di buona famiglia…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Rina Brundu. Mi ci sono imbattuta per caso. Si tratta di un articolo apparso il 5 Ottobre 2011 su il Giornale.it, firmato da Ignazio Stagno e titolato “Grillo attacca il Fatto, Travaglio lo scarica…. (così finisce la liaison)”. Per sommi capi il pezzo tratta della fine della luna di miele tra Grillo e Travaglio, apparentemente procurata dalle accuse di Grillo al giornale di Padellaro di ospitare “paginate di pubblicità dell’Eni, Telecom, dell’Expo” e dunque pagate da quei poteri forti a lui poco graditi.

In realtà questa “accusa” sarebbe stata solo l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso dentro le segrete dinamiche di una delle prime e più aspre battaglie combattute allo scopo di vincere la guerra, ovvero di vincere la prima GigantoWEBmachia italica, in palio il primato mediatico nell’web. Nello specifico la situazione sarebbe degenerata con l’arrivo de IL FATTO in Rete, con il conseguente effetto “erosione-click” sul blog grilliano e la decisione di Grillo di non “linkare” più al quotidiano travaglico. Da qui la chiusura della storica rubrica di Travaglio sul blog del comico genovese e il consolidarsi della storia d’amore tra Travaglio e Santoro….

Stagno, in vena di citazioni canterine, chiudeva il suo scritto sostenendo che nonostante i grandi amori tendano a fare dei “giri immensi” e poi “ritornano”, questo non sarebbe stato il caso per Grillo e Travaglio. A giudicare dall’intervista-a-tutto-campo al comico genovese, firmata da Travaglio e apparsa su IL FATTO online il 13 Giugno scorso, costui però si sbagliava!

O magari sono io a sbagliarmi? Insomma, definire “intervista” un tal esercizio agiografico mi pare troppo! Preferisco pensare ad un comprensibilissimo momento di debolezza procurato da un perdonabile effetto ritorno-di-fiamma. Del resto in questi casi basta semplicemente una fotografia dell’amato-bene subito dopo il risveglio per estinguere il fuoco della passione… In alternativa, c’è sempre il di-lui rutto libero con bottiglie di birra vuotate in occasione dell’incombente incontro di calcio della nazionale e in perfetto stile fantozziano.

Ma come Travaglio? Meno di due settimane fa, in occasione dell’ultima puntata di Servizio Pubblico, ci hai letteralmente conquistato con la straordinaria – quanto triste et purtroppo vera – esegesi dell’ormai logorata telenovela nazional popolare “Guai se la Rai non si inginocchiasse in Vaticano” (vedi l’episodio dell’intervista di Alberto Maccari, erede di Minzolini, al Segretario di Stato Tarcisio Bertone, a tuo dire la figura “al centro della guerra di carte segrete e corvi che sta dilaniando la Chiesa”, nonché “l’uomo che tutti i giornalisti del mondo vorrebbero avere sottomano in questo momento…”) e adesso ti prostri davanti al Grillo nazionale, il garante (di Partito) che pure tutti i giornalisti del mondo vorrebbero avere sottomano? E che ne è stata dell’eroica dichiarazione di intenti mediatica rilasciata subito dopo a TV Talk (Rai 3) in virtù della quale ti saresti staccato dall’orbita grilliana proprio quando ti sei accorto che il suo blog era diventato la “centrale operativa di una lista elettorale”? Hai voglia dopo avere l’amministratore delegato de Il Fatto Quotidiano impegnato a smentire che “Non siamo e non saremo l’organo di Grillo”!

Proprio vero che con le GigantoWEBmachia italiche bisogna starci sempre molto attenti. Del resto per “l’arte della guerra” noi non siamo davvero portati, sebbene le strategie del generale Sun Tzu non ci siano del tutto estranee e sappiamo bene che l’ideale in ciascuna battaglia è sconfinggere il nemico senza combattere: della serie, come linkiamo e slinkiamo noi ai siti amici o nemici, non lo fa nessuno! Di serio (?) o di tragico (?) vi è tuttavia che mentre la feral tenzone sfoccia nella scaramuccia sentimental-mediatica tra il garante di belle speranze e il giornalista di buona famiglia (per dirla con il mitico Silver), non sono in pochi… nella fattoria Italia… a profittarne per prendere una insperata boccata d’aria. Occorrebbe non dimenticare, infatti, che se Grillo è il secondo “Partito” gli altri purtroppo restanoBe’ io l’ho scritto speriamo non mi slinkino!

Featured image, Via col vento (1939), poster.

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1 Comment on GigantoWEBmachia italica: storia d’amore e di tagliola tra un Grillo di belle speranze e un Travaglio di buona famiglia…

  1. Grazie masticone per il like… non slinkarci mi raccomando che un ad per smentire… noi non l’abbiamo!

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