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Euro 2012 e calcio scommesse: pubbliche confessioni di uno scommettitore pentito… Tutto per uno spezzatino!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Rina Brundu.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo confesso: ho scommesso anche io! Adesso non so quanto la faccenda potrà interessare la Finanza ma… ho scommesso anche io! Certo, non il milione e mezzo di euro di Buffon ma ho scommesso un “intero” pranzo che dopo 88 anni (circa) la Spagna non batterà l’Italia nella prima partita del girone. Che dopo avere visto il match inaugurale Polonia-Grecia (risultato finale 1-1), il tarlo ti rode: ma è giusto, per mera ingordigia (anche fosse di un solo spezzatino condito) scommettere sulle disgrazie altrui? Rigirare il dito nella piaga, anche quando – come è il caso di Spagna e Italia – è difficile dire in quale delle due nazioni la me*da abbia già raggiunto il collo e miri a passo più spedito verso le narici?

Ammettiamolo infatti: chi non si è lasciato andare, ieri – durante quel primo incontro di Euro 2012 – alle battute sarcastiche prima e messo dalla parte della squadra ellenica poi? Qui, da noi, i commenti ironici si sprecavano: chi ha pagato il biglietto ai Greci? Ovvio che Giorgios Karagounis sprecasse il rigore: chi salderà la seconda settimana di permanenza nell’hotel? Oggi, sul Corsera, il vignettista Giannelli ci va giù ancora più pesante. Secondo lui, è stato nella scelta del campo che i ventidue giocatori e l’arbitro di quella partita hanno vissuto il momento di maggior panico: chi ha una moneta?

Ma tra i molti “miracoli” della crisi – che ancora fanno fatica a notarsi – c’è pure quello di avere riconciliato i popoli europei come nessuno era riuscito a fare prima. Rivelanti a questo proposito finanche le ultime dichiarazioni di Obama che nel dare il suo appoggio incondizionato alle politiche dei leader nostrani ha affermato come la Grecia DEBBA “restare nella zona euro”. C’era un tempo in cui altre barzellette si sprecavano: quelle degli americani del biglietto verde che dominava il sistema economico mondiale nei confronti di una “divisa” (l’euro appunto) che era davvero “divisa” su tutto. Che la globalizzazione portasse seco effetti collaterali imprevisti? Del resto se si è tutti dentro la stessa zattera nel mare in tempesta il destino degli uni non dovrebbe essere molto diverso da quello degli altri…

Così, in questo tempo sottosopra, dove Berlusconi studia i comizi di Grillo “Faccio l’esegesi dei suoi discorsi, lui è la mia brutta copia”, gli hacker di Anonymous oscurano Grillo: “Non candida stranieri, sostiene cure dannose e distrugge la natura. Non sia più il volto del M5S”, dove i calciatori milionari si fanno cogliere a scommettere nella bettola all’angolo come poveri-cristi, tifare Grecia, anche per gli ultrà della nazionale italica, è il minimo che possa capitare. Un segnale come un altro per avere certezza che “dentro” (non in gabbia) sopravvive ancora qualcosa di “pulito”. E di vero.  Fermo restando che se domani la Spagna batterà l’Italia, sul campo, sarà davvero la fine… del mondo, come l’abbiamo sempre conosciuto!

Featured image, screenshot dalla cerimonia di inaugurazione di Euro 2012.

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