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Pensiero laterale (problema 1): il signor Rossi e la lettera.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Problema: il signor Rossi riceve una lettera. Entra nel suo studio, siede al suo scrittoio e la apre. La busta è vuota. Il signor Rossi, finalmente felice, prende il tutto ed esce.

Nota. In realtà, è uno dei “problemi” più noti (e più semplici) del pensiero laterale. Tuttavia, se non lo conoscete non fate i furbi. Provate comunque a dare una risposta. Eventualmente, per sapere di cosa si sta parlando, leggere qui di seguito…..

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Con il termine pensiero laterale, coniato dallo psicologo maltese Edward De Bono, si intende una modalità di risoluzione di problemi logici che prevede un approccio indiretto ovvero l’osservazione del problema da diverse angolazioni, contrapposta alla tradizionale modalità che prevede concentrazione su una soluzione diretta al problema.

Mentre una soluzione diretta prevede il ricorso alla logica sequenziale, risolvendo il problema partendo dalle considerazioni che sembrano più ovvie, il pensiero laterale se ne discosta (da cui il termine laterale) e cerca punti di vista alternativi prima di cercare la soluzione.

Pensiero laterale e strumenti

Il principio che sta alla base di questa modalità è simile a quanto proposto col pensiero divergente: per ciascun problema è sempre possibile individuare diverse soluzioni, alcune delle quali emergono solo

  • prescindendo da quello che inizialmente appare l’unico percorso possibile
  • cercando elementi, idee, intuizioni, spunti fuori dal dominio di conoscenza e dalla rigida catena logica.

È importante quindi disporre di modalità e strumenti che facilitino questi processi di pensiero, per generare creativamente ipotesi da abbinare e combinare con le conoscenze già possedute, fino al raggiungimento dell’obiettivo prefissato. È il caso delle mappe creative, che consentono al contempo di fermare le idee e di registrarle, predisponendole per essere poi rielaborate. Tra queste si collocano anche le mappe mentali di Tony Buzan oppure le solution map, che possono essere utilizzate per facilitare lo svolgimento di sessioni creative basate su tecniche come i sei cappelli per pensare.

Esempio di applicazione

Problema

In una prima stanza chiusa, è contenuta una lampadina ad incandescenza; nella seconda stanza, da cui la prima non è direttamente visibile, ci sono tre interruttori. Solo uno di questi interruttori accende la lampadina. Potendo azionare i tre interruttori a proprio piacimento, e potendo andare nella stanza chiusa solo una volta per verificare lo stato della lampadina, come si può determinare l’interruttore in grado di accenderla?

Le condizioni iniziali sono:

  1. Lampadina spenta
  2. Tutti gli interruttori in posizione off

Soluzione

Si mettono due interruttori (che chiameremo 1 e 2) su ON, si attende qualche minuto e se ne spegne uno (noi diremo il numero 1). Si va quindi a controllare la lampadina.

  • Se la lampadina è accesa l’interruttore giusto è il numero 2.
  • Se la lampadina è spenta ma calda l’interruttore giusto è l’1.
  • Se la lampadina è spenta e fredda l’interruttore giusto è il numero 3.

Il problema è conosciuto, e proposto molte volte su Internet e su riviste. Giorgio Dendi, creatore di giochi, lo propone con 4 interruttori, e stessa situazione. Soluzione:

  • Premo A e B;
  • dopo 10 minuti premo B e C ed entro.
  • Verifica:
    • La lampadina è accesa e calda ⇒ A;
    • spenta e calda ⇒ B;
    • accesa e fredda ⇒ C;
    • spenta e fredda ⇒ D.

Considerazioni

L’approccio diretto al problema si rivela impossibile: da un punto di vista puramente logico, una lampadina può essere solamente accesa o spenta, quindi essere in uno di due stati possibili.

L’unico modo per risolverlo è utilizzare una condizione “fisica” (il fatto che una lampadina accesa si scaldi) che permetta di aggiungere un terzo stato distinguibile dai primi due.

Questa pagina è tratta da http://it.wikipedia.org/wiki/Pensiero_laterale

Featured image, ritratto di Thomas Hobbes (April 5, 1588–December 4, 1679).
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24 Comments on Pensiero laterale (problema 1): il signor Rossi e la lettera.

  1. Grazie per il like ma sarebbe interessante un commento sulla soluzione, ripeto, semplice:)

  2. Ci provo, non ho mai sperimentato una mappa mentale: La busta è vuota, ma qualcosa può esserci scritto direttamente sopra o dentro la busta stessa. Oppure è profumata, un messaggio che può essere cifrato dal tipo di profumo usato. Ma credo che si possa aver usato l’interno della busta, per scrivere un messaggio. Sarà questa la soluzione?

    • Non proprio ma secondo me ci sei vicino. Io ho dato indizi scritturali che ti possono permettere di figurarti una situazione che soddisfi tutte le variabili. La risposta deve essere completa e soddisfacente…. Questo e’ il pensiero laterale…. Ne deriva pure che possono esistere piu risposte… Ma tutte logiche. Prova ancora. Ciao

  3. Credo di aver capito: se il Signor Rossi riceve una lettera, e la apre, ovvio che poi la busta è vuota, anche perché poi prende il tutto e se ne va felice. Non ha infatti aperto la busta, ma la lettera!!! Che stupida, vedi che ci fermiamo a cliché preimpostati nella mente,e non leggiamo il significato vero delle parole…aspetto un voto, spero sia alto!!!

  4. aggiungo. La busta è vuota. e’ un dettaglio laterale. Nel senso che serve per sviare ll lettore. Leggendo infatti, “La busta è vuota” la mente si concentra su questo particolare, e non sul principale elemento, che è presentato fin dalla prima frase: Il signor Rossi riceve una lettera”: Il Signor Rossi NON ha ricevuto una busta vuota, ma una lettera, che ha aperto per leggere, essendo di norma la lettera, piegata dentro la busta. Credo di aver sviscerato lo scibile umano! ciao!

    • Eh eh se non altro ci divertiamo. No non ci sei manco un poco. Usa la logica per la soluzione e la scrittura per creare il contesto. Prova ancora tornando al ragionamento iniziale.

  5. Peccato! Pensavo di averci preso! In realtà potrebbero esserci più soluzioni, e quest’ultima che avevo pensato, mi pareva molto logica, Analizzando la frase, la busta è vuota perché il Signor Rossi aveva già estratto la lettera. Ma avrebbe potuto essere stato d’accordo con il mittente, in questo senso: se non mi scrivi, significa che stai bene, per esempio. Quindi il mettente non gli ha scritto. E si è limitato a spedire una busta vuota. Oppure nella busta c’erano dei soldi, e quel “tutto” sono i soldi ricevuti ed esce soddisfatto. Più in là di questi ragionamenti non riesco ad andare, forse perché è sera e sono stanca. Mi sarebbe piaciuto sentire altre voci, in proposito. Buona serata

  6. daniela manca // 7 June 2012 at 10:51 //

    ma la domanda esattamente qual’è?

  7. Il pensiero laterale non si occupa di domande ma di risposte. Ciao

  8. Ho esaminato nuovamente le frasi. ENTRA NEL SUO STUDIO, SI SIEDE AL SUO SCRITTOIO E LA APRE. Questa frase, presa da sola, manca di soggetto e di oggetto. CHi entra nel suo studio? e di chi è lo studio? Suo, di chi entra, o suo del proprietario. E apre cosa? La porta, la busta, o la finestra? Quindi, se prendo il brano e lo riporto in quest’altro modo: Il Signor Rossi riceve una lettera. Il Signor Rossi, finalmente felice, prende il tutto ed esce. Sono due frasi a sé stanti, che possono non essere collegate né alla busta vuota, né all’entrata nello studio di un personaggio non ben identificato. Sono comunque contenta che il Signor Rossi, sia finalmente felice, ed esca a farsi una bella passeggiata!!! Quasi quasi la faccio anch’io! Cervellotico ma appassionante, il pensiero laterale. Infatti, a noi che ce ne cale se la busta era vuota, e comunque il signor Rossi è felice? Buon per lui!

  9. Oppure…la busta non era indirizzata a lui, ma riportava l’indirizzo della donna di cui era innamorato, e quindi è uscito per andarla a trovare! Sono un’inguaribile romantica!! ciao!

    • Mi dispiace danila ma se il pensiero laterale si occupasse di romanticismo non sarebbe su rosebud. Si occupa invece di logica e la logica non ama ne i trucchi ne i furbi. La logica e onesta per questo la amiamo. A stasera per la soluzione. Avevi iniziato a ragionare bene pero e brava x averci provato. Ciao

  10. Cara Danila ho un debito verso di te e intendo saldarlo. Intanto grazie per avere giocato da par tuo, senza nasconderti. E’ così che si comportano le persone grandi. Quelle che ci provano sempre, comunque vada, e a loro modo insegnano. Ma ti sto dicendo cose che già sai. Così come sai che quella notte di Natale io ho incontrato una donna e una amica davvero grande…. Come poche. Pochissime!

    Ma torniamo al signor Rossi. Comincio rispondendo anche alla brava Daniela che si interrogava dov’è la domanda? Di fatto il “pensiero laterale” (un hobby che coltivo da tempo e che è molto utile a chi scrive, per esempio, romanzi gialli ad enigma) non si occupa di domande, quanto piuttosto di dare spiegazioni alle situazioni. Dato un misterioso evento X, occorre spiegarlo con le soluzioni Y, Z, XY, ZYZ… etc…. tutte valide, posto che siano…. Logiche. E quindi è una di queste “soluzioni” che intendo proporre per il “problema” in questione.

    Ragioniamo e partiamo dal primo elemento. Il signor Rossi riceve una lettera. La definizione di lettera nel dizionario è più o meno questa “Comunicazione scritta da inviare a qlcu. SIN missiva: spedire, ricevere una l.;”. Mentre, dal canto suo, il postino ti avvisa che è arrivata una “lettera”, non una busta! Si tratta naturalmente, e in genere, di una busta che potrebbe o non potrebbe contenere qualcosa dentro… tuttavia, guardandola dal di fuori, sempre di “lettera” si tratta. Questo per risolvere anche i tuoi dubbi lettera vs busta.

    Un altro motivo che, a mio avviso, ci induce a parlare di “lettera” e non di busta è il fatto che guardandola dal di fuori riconosciamo una sua “personalizzazione”. Chissà magari viene da un amico, da un parente, da uno zio: non è quella la sua calligrafia? Del resto, nel caso del nostro signor Rossi non è scritto da nessuna parte che la lettera gliel’abbia consegnata il postino. Potrebbe essere stata consegnata pure a mano, o no? Diciamo allora che il signor Rossi, nel ricevere la lettera, ha pure riconosciuto la calligrafia dello zio. Ah, stava aspettando una sua missiva! Corre e si chiude nello studio, si siede nel suo scrittoio, la apre ma… sorpresa delle sorprese: la busta è vuota!!

    Leggiamo, tuttavia, che, a dispetto delle nostre aspettative, il signor Rossi è “finalmente felice”…. Che significa? A rigor di logica significa che un minuto prima di aprirla, forse di ricevere quella lettera, non lo era… Ma perché non lo era? Secondo me esiste una sola ragione convincente (di meno convincenti, infatti, ne esistono parecchie!) che potrebbe giustificare una sua infelicità risolta dalla missiva ricevuta: ovvero una problematica di tipo economico….

    Nulla da stupirsi: la crisi non guarda in faccia a nessuno! Meno che meno gli italici signori Rossi, lo sappiano bene, no? Fortuna che, a volte, ci pensa proprio la generosità degli zii! Nello specifico, lo zio del signor Rossi ha trovato una maniera davvero speciale per aiutare il nipote a risolvere i suo problemi di pecunia: ovvero, gli ha regalato un rarissimo francobollo (chissà, magari si trattava di un Gronchi Rosa, o forse, un Penny Black!) che naturalmente faceva bella mostra di sé… su quella busta vuota!

    Semplice, no? Non ho scritto infatti che il “pensiero laterale” predilige le soluzioni… semplici.

    PC. Non ci crederai ma mentre scrivevo mi è venuta in mente una possibile variante per questo problema. Totalmente nuova, ma debbo rifletterci.

  11. Grazie per la risposta chiara! Ero arrivata anche a pensare al francobollo, ricordando che quando ero ragazza, per non pagare un importo supplementare nello spedire cartoline ad amici, avevamo preso l’abitudine di scrivere sotto il francobollo qualche altra frase, molto piccola. Ed era divertente sollevare il francobollo e scoprire cosa c’era scritto sotto! Ma poi ho scartato l’idea. Il rischio di spedire una busta affrancata con un Gronchi rosa o un

    Penny Black è però quella che non possa arrivare a destinazione, a meno che…non venga consegnata a mano, magari dallo zio in persona! E ti ringrazio per le belle parole, però non incensarmi più, lo fa già il prete in chiesa!!! Guarda che è una battuta, un abbraccio speciale

  12. Come forse avrai notato io incenso raramente: sempre a ragion veduta!
    Un abbraccio. Alla prossima.

  13. daniela manca // 8 June 2012 at 07:09 //

    accidenti puru! ieri sera c’è stata un’interruzione della connessione e mi sono persa tutto. Quello che volevo dire è che non posso dare risposte se ignoro le domande. Per esempio il primo tentativo di Danila sembrava dare risposta a due diverse domande:
    -dapprima: cosa conteneva la busta?;
    -poi: perché il signor Rossi era felice?
    io ragiono a malapena di fronte e in stampatello maiuscolo, figurati di lato!

  14. daniela manca // 8 June 2012 at 09:41 //

    A Danila: insisto, la domanda non era chiara, se fosse stata perché x era felice, la tua risposta del profumo era valida, direi geniale, davvero “laterale” 🙂
    A Rina: ora Danila e io ci alleniamo mentalmente e la prossima volta ti capotiamo!

  15. Rina pontifica: la domanda non serve. Serve ragionare. Ci ho provato in mille modi…al francobollo avevo pensato, ma come scritta sotto di esso. Un tempo, se sulle cartoline scrivevi più di 5 parole, dovevi affrancarle con il valore della lettera. Se si voleva scrivere qualche parola in più, il segreto consisteva nel farlo sul lato dove si incollava il francobollo, ed era anche divertente. Quella poteva essere comunque una soluzione, ma non spiegava l’allegria del destinatario della missiva. A meno che non fosse, appunto, una faccenda sentimentale. La lettera, col francobollo raro, doveva senz’altro essere consegnata a mano, diversamente, poteva andare persa, e con lei il suo immenso valore. O rubata.
    I pensieri laterali portano a conclusioni….sconclusionate, talvolta!

    • Questo e’ uno dei quesiti piu semplici e piu famosi del pensiero laterale…. Che misura la prontezza intellettiva e fa dire spesso a chi ci gioca..ma io ci avevo pensato! Dopo pero’ 🙂 in ogni caso raccolgo la sfida e ne pubblichiamo un altro prima di chiudere questa stagione di rosebud. Per il resto grazie ad entrambe per le buone parole – grazie daniela anche x le rime in sardo che mi hai inviato – e soprattutto x avere capito æo spirito del sito. Molto bella questa cosa in fine stagione… Quando si chiude bene vi e’ sempre speranza. Un abbraccio ad entrambe.

  16. daniela manca // 8 June 2012 at 14:19 //

    esiste anche il pensiero “Superiore”?
    Alla fine di un pranzo di famiglia mio nipotino ha tenuto tutti in scacco con questo indovinello:
    su un piano liscio e inclinato due sfere d’acciaio rotolano fino al bordo e qui si fermano, perché?
    Via via tutti azzardavamo ogni tipo di ipotesi scientifico-fantasiosa che puntualmente veniva bocciata, finché ci siamo arresi e gli abbiamo chiesto la risposta.
    Lui ha alzato teatralmente le braccia al cielo e ha gridato:
    MIRACOLO!
    A voi l’ultima parola.

  17. francu pilloni // 8 October 2012 at 12:30 //

    Lo so che sono fuori tempo massimo, ma queste cose le sto vedendo solamente questa mattina.
    La soluzione che dai del problema del sig. Rossi è corretta, quasi perfetta.
    C’è però qualcosa che non va: l’uomo, è detto, si sente felice solo dopo aver constatato che la busta era vuota. Ora, se si fosse trattato del francobollo, si sarebbe allietato alla sua vista, anche prima che l’aprisse.
    Una ulteriore pecca nel ragionamento sta nel fatto che poggia il ragionamento sull’ipotesi di aver riconosciuto la grafia sull’indirizzo e che le fosse stata consegnata a mano dallo stesso mittente, in questo caso lo zio.
    Non c’è logica nel fatto che lo zio ci scrivesse l’indirizzo se doveva consegnargliela brevi manu, non c’è logica che un francobollo così prezioso fosse spedito per lettera.
    Non sono esperto di pensiero laterale, né destro, né sinistro, ma a me è venuto da pensare che il sig. Rossi avesse un affare in sospeso da regolare, per il quale aveva proposto un pagamento per assegno. Quando mandò la proposta con l’assegno allegato, ci mise anche una busta indirizzata a se stesso, che doveva rientrare vuota se l’accordo fosse stato raggiunto, oppure con l’assegno senza essere stato incassato, in caso di rifiuto.
    Che avesse potuto riconoscere la grafia, in questo caso, è ovvio, trattandosi della propria, ma è pur sempre ininfluente. Ciò che contava effettivamente era il fatto che la busta fosse vuota, segnale esplicito che l’affare era concluso. Da qui la sua felicità.
    Ho detto bene, maestra?

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