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Liberate Martinelli!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Rina Brundu. Si legge che tra i debiti di Luigi Martinelli, l’imprenditore del Nord che si è barricato nell’Agenzia delle Entrate prendendo in ostaggio 15 persone, ci fosse anche il canone Rai. Come a dire che ogni grande errore nasce da uno piccolo: dato il servizio pubblico che la televisione italica offre non avrebbe fatto meglio a non comprare la televisione? Una preoccupazione in meno.

Una preoccupazione in meno che forse lo avrebbe aiutato a non commettere il suo errore principale, ovvero quello di aver tentato di privare gli altri della loro libertà personale. Di avere messo in pericolo le loro vite, le vite delle forze dell’ordine e la sua stessa vita. Un errore imperdonabile e non scusabile indipendentemente dalla fine a suo modo felice della brutta avventura. Detto questo credo che uno Stato davvero civile si distingua non solo per la qualità delle sue leggi ma anche per il modus di applicazione delle stesse. E in questo senso noi abbiamo molto da imparare da altri popoli decisamente più evoluti.

Il problema che si pone in questo momento è un problema di ordine morale nel senso più ampio del termine. Luigi Martinelli, infatti, non era un delinquente nel momento in cui ha messo in atto il suo nefasto proposito, ma un uomo disperato. Si potrebbe obiettare che nessuno è delinquente prima di diventarlo, ma è pur vero che, nel dato momento storico, esistano situazioni contingenti gravi che la “disperazione” dell’individuo la propiziano. A dimostrarlo è l’elevato numero di suicidi connessi alla crisi, ma soprattutto lo status di solitudine e di abbandono in cui versano moltissimi altri.

Uno Stato civile sarebbe dunque uno Stato che invece di preoccuparsi di tassare l’abitazione (anche minima) dei suoi sudditi, si desse da fare per capire come aiutarli anche psicologicamente nella loro difficoltà. Perché renderebbe al meglio per la società, per noi tutti, un Martinelli ancora capace di sperare e dunque di mettersi di nuovo al lavoro e quindi di ripagare i suoi debiti in toto, nel breve o lungo termine, piuttosto che un Martinelli in gattabuia destinato a diventare emblema di ciò che, anche nella disperazione più nera, non bisogna comunque fare. Un monito per i Martinelli del futuro, insomma! Un monito per uno, nessuno e centomila…. proprio come usavasi dentro gli universi più asfittici raccontati dall’immenso genio orwelliano.

Perché a parlare siamo capaci tutti, soprattutto a cavalcare mediaticamente il caso per portare qualche voto a casa in periodi di vacche scheletriche, ma comportarci da uomini e da donne di buona volontà, crisi o non crisi, è compito decisamente più duro.  O per dirla con De Lamennais “il grido del disperato sale fino a Dio, ma non arriva mai alle orecchie dell’uomo”.

Featured image, Romano di Lombardia (Bg), il castello. Autore Giorces, fonte Wikipedia.

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1 Comment on Liberate Martinelli!

  1. A posteriori, leggendo tutto ciò che viene fuori a proposito di questa vicenda, ritengo che le mie parole possano essere state precipitose rispetto al personaggio…. Però vorrei che questo pezzo restasse… per un Martinelli ideale… che sono puoi quelli che stanno morendo ogni giorno come purtroppo insegnano le cronache.

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  1. Liberate Martinelli!

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