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Servizio Pubblico: tutti contro il Rigor-Montis e le “giacche” della Merkel. E sull’agenda di Travaglio fustigatore Finmeccanica.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Rina Brundu. “Se dovremmo batterci ci batteremo, se dovremmo lavorare lavoreremo, se dovremmo fare sacrifici li faremmo, ma non per LORO (i.e. loro sarebbero i banchieri di Goldman Sachs che governano l’Europa)… per NOI!  Perché ciò che conta è il lavoro dei LAVORATORI francesi!”. A scriverla così sarebbe giustificato chiunque pensasse che l’oratore in questione fosse una sorta di redivivo Antonio Gramsci d’oltralpe. Invece, a mettersi la desueta parola LAVORATORI in bocca è stata niente poco di meno che Marine Le Pen, leader del Front National francese, durante uno dei suoi comizi da fresca vincitrice morale del primo turno elettorale alle presidenziali del suo Paese.

Tempi duri dunque per i merkeliani-montiani di ferro sostenitori dell’austerity a tutti i costi! E questa sarebbe la verità dei fatti finanche sul nostro sacro suolo almeno  a sentire gli ospiti di Michele Santoro durante l’ultima puntata del suo programma Servizio Pubblico dedicato al dubbio dei dubbi: “Uscire dall’Euro?”. Fedele al suo stile colorato e quanto mai passionario, Alessandra Mussolini (PDL) ha ostentato sicurezza: “Uscire dall’Euro? Troppo tardi, il Paese è ormai dissanguato… gli mancano “i liquidi!”. La colpa è delle giacche viola e a colori vivaci della Merkel, ma guai a parlarne male (delle giacche o della Merkel?) davanti a Monti o a Napolitano!”. Più pacato Stefano Fassina (PD), anche lui parte attiva dell’importante cenacolo, ha mostrato la stessa baldanzosa sicumera: “Lo sfascio economico attuale è stato determinato da trent’anni di neoliberismo e (dulcis in fundo) da dieci anni di dissennata politica di destra. Tutto era prevedibile tutto era stato previsto!”. Della serie: crepa d’invidia Warren Buffet!

Collegato da New York, il giornalista di Repubblica Federico Rampini ha invece informato gli italici (come non avessero altro a cui pensare!) delle preoccupazioni di Obama, di quelle degli americani, nonché delle ansie più “segrete” del  New York Times. Secondo questa variegata categoria di “utenti” d’oltre-Atlantico l’austerity imposta (e poi negata) dai leader europei come baluardo nella difesa ad oltranza dell’Euro è distruttiva. La seconda fase recessionistica si risolverebbe infatti nella crisi del debito sovrano o, per meglio dire, in una mera crisi dell’Euro. Ad essere preoccupato sarebbe soprattutto il Premio Nobel Krugman.  Domanda: ma la preoccupazione è pregressa o recente? E dove ha vissuto quest’uomo fino al 15 Settembre 2008? Kazzenger: misteri d’America come non bastasse la riservatezza intorno ad Area 51!

La linea del Grillo determinato a non dar soddisfazione all’inviato santoriano, e a non rispondere alle sue domande, non era naturalmente troppo distante da quella del programma e si evinceva da un altro dei suoi sermoni: “Domandate, domandate in giro” arringava la folla “chiedete alle persone che incontrate: alle prossime elezioni votered PD o PDL? Vedrete se il 99% non vi risponderà affan****! L’1% vi dirà invece che non sa… prima di mandarvi affan**** comunque!”. Ma che il giorno del redde-rationem sia arrivato per la Politica e per la Finanza lo si è “dedotto” per lo più dall’orizzonte d’attesa al solito già attentamente programmato per l’ascoltatore. E per farla sembrare “più vicino” (i.e. quella ideale linea di arrivo) Santoro non si è fatto mancare davvero niente: non si è fatto mancare il consueto tocco populistico, il rammarico degli imprenditori del Nord-Est delusi dalla Lega, il tocco tragico e fin troppo vero della giovane figlia di un imprenditore suicidatosi a causa dell’entrata in crisi della sua azienda. A ben guardare la proposta più audace e provocatoria di tutto il programma è arrivata proprio da questa coraggiosa ragazza: le banche non prestano soldi? Considerato che per fare vivere una piccola impresa tipo quella della mia famiglia basterebbe una sovvenzione da centomila euro, qualcuno ha mai pensato a quante aziende si potrebbero salvare con i milioni intascati da Lusi?

Nel clima da assodato tramonto-di-un’epoca, Marco Travaglio pareva il più scettico: i Partiti sono morti? Forse! Di sicuro però continuano a mangiare!  Quindi, con il solito ritmo incalzante stile danzatore russo di kalinka (i.e. dando metaforici calci da tutte le parti), si è lanciato nel trascinante racconto delle altre “danze” che già si stanno aprendo in vista dell’assegnazione di importanti cadreghini (vedi nomine nel CDA Rai, AGCOM, Garante Privacy, etc). Non è mancata neppure una gustosa rassegna sui vari affaire Finmeccanica, ramo import-escort ma non solo…. E tale era il suo slancio mentre infinite perle-mediatiche cascavano dal cesto di diamanti che era la sua mitica agendina che la stessa rubrica non ha potuto non attirare l’attenzione di Alessandra Mussolini: “la vorrei io quell’agendina!” ha infatti azzardavo la nipote del Duce. Eh no, se Travaglio la cede chiediamo a gran voce che almeno venga venduta su E-bay con un’onesta base d’asta!

Chissà perché, ricordando il pur variegato programma il giorno dopo, mi torna in mente soprattutto Fassina che mai vinto, ossimorico senza pensarlo, chiedeva, pretendeva quasi, che Santoro organizzasse una puntata per “politici-onesti”: vai a trovarli!

Featured image, Marine Le Pen, collage da Servizio Pubblico.

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