PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10. Breaking News

Kazzenger: la verità (tutta la verità, nient’altro che la verità) sulle misteriose dimissioni respinte di Calderoli e altre storie incredibili.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Rina Brundu. Qui, Quo e Qua. Sarebbero stati loro, sobillati dal Gran Mogòl (che nulla ha a che vedere con quello di Battisti), delle Giovani Marmotte, il deus-ex-machina dietro il Gran Rifiuto. No, non sto parlando del Gran Rifiuto di Celestino V quanto piuttosto di quello relativo alle dimissioni dalla Lega di Roberto Calderoli, già Ministro per le Riforme Istituzionali del fu governo Berlusconi e già firmatario dell’infausta legge elettorale meglio nota come “porcellum”. Del resto, a chiarirlo sarebbe stato lo stesso Calderoli: “Non potevo non vedere l’esempio di Bossi. Appena saputo del mio coinvolgimento, sono andato dal presidente a dare le dimissioni, ma Bossi mi ha detto “tu resti lì”. Dopo due giorni, mi sono recato da Maroni e dalla Dal Lago, mi hanno mandato a quel paese e preso a male parole, aggiungendo “tu devi continuare”».

Certo la domanda sorge spontanea: continuare a fare che? Questo non è dato sapere. Non è dato neppure sapere perché se lo hanno mandato “a quel Paese” lui sia ancora qui. Tuttavia, mano a mano che lo scandalo-Lega si ricompone davanti ai nostri occhi, è indubbio che l’immagine che viene fuori dell’ex movimento secessionista dei “duri e puri” somiglia sempre di più a quella dell’incredibile mondo di Umberto nella Padania delle Meraviglie e delle stesse saghe disneyane già citate in precedenza. Un mondo tenerone, coccolone che a confronto Oliver Twist è storia per rei impenitenti. “Umberto? Ha tolto il pane di bocca ai figli per darlo dalla Lega” avrebbe esternato ancora il già citato ex-ministro dimissionario respinto, che lì per lì un qualunque lettore distratto resta indeciso su cosa sia meglio: denunciare l’ex segretario leghista per abbandono di minori o per atti osceni in luogo padano pubblico.

Che la dialettica è quasi sempre arma a doppio taglio e leggendo simili esternazioni ti verrebbe pure voglia di domandare: ma quale bocca hanno invece nutrito i soldi dello stato italiano dati alla Lega? Per chiarirlo non basterebbero diverse puntate del Kazzenger più ispirato, fortuna però che un qualche indizio lo fornisce, proprio quest’oggi, lo stesso Umberto Bossi intervenendo, a sorpresa, al comizio tenuto da Roberto Maroni a Besozzo, in provincia di Varese: “È il tempo che chi si è preso i soldi si faccia da parte. Un po’ (solo un po’?) ci vergognavamo di quello che è accaduto, ma la gente ha capito. Ha capito anche che se qualcosa è andato storto è perchè c’è stato un raggiro».

«Posso garantire che i vertici del partito non sapevano nulla rispetto a quello che è emerso» gli dà man forte lo stesso Roberto Calderoli in un’altra dichiarazione. Un complotto dunque. Un mistero ed un intrigo internazionale (vedi investimenti in Tanzania) degno del più appassionante film di James Tont. Ancora meglio, un vero e proprio whodunit da giallista dell’epoca d’oro, condito in salsa Kazzenger. Parafrasando sir Arthur Conan Doyle quindi non sarebbe azzardato concludere che per risolvere il mistero dello scandalo-Lega la linea investigativa da seguire dovrebbe muovere, più o meno, all’insegna del mitico motto: “Eliminato l’impossibile (ovvvero, che i soldi li abbiano presi gli UFO tenuti prigionieri nei sotterranei di Area51 e/o in alternativa l’indimenticabile ciupacabra del dottor Giacobbo), ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità”.

Featured image, fotogramma iniziale dello straordinario Kazzenger di Crozza.

1 Trackback / Pingback

  1. Kazzenger: la verità (tutta la verità, nient’altro che la verità) sulle misteriose dimissioni respinte di Calderoli e altre storie incredibili.

Comments are closed.