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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Ateismo religioso: è più facile dirsi atei o credenti ai giorni nostri?

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

di Riccardo Alberto Quattrini. A pormi questa domanda, è stato un’intervista ad Alain de Botton apparsa su La Lettura. “Sono cresciuto in una famiglia atea convinta, figlio di due ebrei laici, persuasi che la fede religiosa equivaleva pressappoco a voler bene a Babbo Natale” questo è quanto dice della sua famiglia Alain de Botton scrittore svizzero. E prosegue nel sostenere che la società laica rifugge l’idea della parola moralità, o predica. Che non è necessario che l’arte debba trasmettere un messaggio edificante o incarnare un progetto etico. Ecco, allora mi sono domandato, come affermavano i latini: affirmanti incumbit probatio, cioè l’onere della prova spetta a chi sostiene un’idea? La prova, pertanto, è sulle spalle del credente, di colui che afferma l’esistenza di Dio? Mostrami che esiste, è la richiesta più semplice che si chieda a colui che afferma di credere. Mai che la stessa prova si richieda a chi afferma il contrario: mostrami perché non esiste.

Niente di tutto ciò. Anche Sigmund Freud aveva evidenziato come i meccanismi psichici riescono a far nascere il senso del sacro nella nostra mente, come pura illusione, partorita dalla nostra mente, in tedesco si direbbe Besetzung per dire che con poco si riceve molto. E ancora: “L’uomo tende a costruirsi una falsa rappresentazione della realtà, utile per evitare la nevrosi da iper-investimento psichico…” Un altro pensatore ateo è il matematico Piergiorgio Odifreddi che in un suo libro: “Perché non possiamo essere cristiani” e nel sottotitolo specifica; (e meno che mai cattolici), – nessuno che metta mai in discussione la fede verso il Dio dei mussulmani ad esempio, che ha la stessa radice cristiano ebraica – si cimenta con il considerare il libro della Genesi “La prima stazione della nostra via crucis è l’inizio di tutti gli inizi” egli, come uomo di scienza, considera affermare che quello della Bibbia sia l’unico Dio sia una “bestemmia” nei confronti di coloro, da Pitagora a Platone, Spinoza ed Einstein, che hanno da sempre identificato l’universo con l’intelligenza e l’armonia del mondo. A leggere quei nomi così importanti e attribuire loro un totale ateismo è troppo riduttivo e troppo comodo.

Di Platone potremmo semplicemente citare l’Apologia di Socrate che a un certo punto fa dire a Socrate: “Ma ecco è l’ora di andare, per me di andare a morire, e per voi di continuare a vivere; chi di noi vada verso un migliore destino è oscuro a tutti fuori che a Dio”. Se prendiamo poi Baruch Spinoza il grande filosofo Olandese, e lo classifichiamo come ateo, sbagliamo. Quando ricevette la scomunica il 27 luglio 1656 l’eresia che gli contestarono era quella di non credere all’immortalità dell’anima. Mentre il suo pensiero era di non voler identificare un Dio-uomo come quello biblico. Non che Spinoza non credesse nella Bibbia, anzi, da essa diceva si possono trarre fonti d’insegnamenti morali, ma diceva che non per questo esse sono delle verità. Come si vede egli, non si considerava ateo nel termine che noi diamo alla parola ma, casomai, studioso del termine Dio.

Penso che il grande errore di tutte le religioni, sia stato quello di aver attribuito al dio un antropomorfismo teologico, mentre se immaginiamo un dio che mai ha avuto a che fare con l’uomo, ma un Dio universale, inteso nel più alto e infinito concetto del termine, forse, dico forse, potremmo anche pensare che esista.

Featured image, ritratto di Denis Diderot (1713-1784)

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1 Comment on Ateismo religioso: è più facile dirsi atei o credenti ai giorni nostri?

  1. cerquini // 23 April 2012 at 12:07 //

    Il senso della vita.

    Pochi fortunati esseri umani possono dare un senso alla vita. La stragrande maggioranza, invece, non ha la possibilità o la voglia di pensarci perché colpita da innumerevoli sofferenze, causate dalla natura o dagli uomini stessi. Molto frequentemente la sofferenza colpisce anche quei pochi che un senso alla vita l’ avevano già dato.

    La SOFFERENZA imperversa su tutto!

    Spontanea questa considerazione:

    La divina commedia.
    Immaginare, ipotizzare, pensare, credere, che possa esistere un essere tanto malefico, malvagio, tragico, che, oltre a tutte le altre malefatte ( infinite sofferenze per gli esseri viventi, umani ed animali ) abbia creato anche la tortura eterna, è una idiozia colossale.
    Dante che l’ ha scritta e Benigni che la decanta, sono due inconsapevoli terroristi idioti. ( iddioti e credini, detto alla maniera di Odifreddi )
    Purtroppo anche alcune persone geniali, essendo inculcati di religione sin dall’infanzia, non si rendono conto delle stupidaggini che gli hanno propinato.
    La scuola deve essere assolutamente liberata da insegnamenti religiosi. Ai nostri figli si deve insegnare l’ uso della ragione, e tanto, tantissimo allenamento al tale uso. Oltre, ovviamente, all’ apprendimento della storia delle religioni e dell’ ateismo. Amen.

    https://sites.google.com/site/cerquinigiuseppe/home

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