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Giornalismo online: dei “peccati” mediatici dell’Annunziata e del coccodrillo giornalistico “sui generis” del TG5…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Rina Brundu. Secondo il professor Aldo Grasso (per inciso lo stesso validissimo critico televisivo a cui Celentano diede del d********* dal palco di Sanremo) una delle ragioni che giustificano il calo di ascolti di RAI3 e di LA7 è la scomparsa dell’arci-nemico Silvio Berlusconi dalla scena politica. Concordo con questa valutazione: per certi versi è come la favola del lupo e dell’agnello senza il lupo (o senza l’agnello?), l’unica differenza è che i “personaggi” di Esopo tendevano a fare meno rumore.

Guardando allo status-quo infatti si potrebbe addirittura azzardare che il baccano prodotto è inversamente proporzionale alla tenuta degli ascolti. Valga per tutti il recente scontro mediatico, andato in onda proprio su RAI3, tra Francesco Rutelli – evidentemente ansioso di chiarificare che lui ha le “mani pulite” rispetto alle cose dell’infausto affaire-Lusi – e la giornalista Lucia Annunziata – evidentemente ansiosa di non farsi trattare un’altra volta (parole sue), pure lei, da d********* -, nel di lei programma “In mezz’ora”.

Diceva il grande Tonino Guerra che “In autunno, il rumore di una foglia che cade è assordante perché con lei precipita un anno”. Parafrasando questo suo aforisma si potrebbe forse dire che in Italia, il rumore di un tesoriere che ruba è assordante  perché con lui precipita un… sistema. Con la differenza che lo scompiglio prodotto – mentre precipita l’anno – dall’improbabile fuggi-fuggi delle altre foglie morte ai piedi di una qualsiasi  “quercia” di legno (cribbio, guarda dove ti possono portare date metafore senza volerlo!), è davvero nulla se comparato a quanto avviene ai piedi di una qualsiasi “quercia” politica, o suo ramo caduto, mentre precipita… un sistema. Appunto.

Favola per favola, aforisma per aforisma mi torna in mente pure quello che dice “Tra i due litiganti il terzo gode”. O meglio mi torna in mente il servizio mandato in onda pochi giorni fa dal TG5: una sorta di collage sui più recenti peccati-mediatici dell’Annunziata confezionato nell’aftermath della disgraziata querelle con l’ex leader de La Margherita. Quasi un “coccodrillo” giornalistico sui-generis. Nello specifico abbiamo potuto rivedere il momento in cui la rea Lucia ha fatto imbestialire il patron Silvio Berlusconi (che Canale5 stesse tentando di prendere due piccioni con una fava all’insegna dell’arcinoto motto faccio-notizia e difendo il padrone?), l’altro mitico istante in cui ha battibeccato con Tremonti et, dulcis in fundo, tutto ma proprio tutto su una delle sue più riuscite baruffe-chiozzotte con Santoro-Guzzanti. Come a dire dagli amici mi guardi Dio che dai nemici mi guardi io…

Giorni dopo mi sto ancora chiedendo: ma che cos’avrà fatto mai questa giornalista per meritare una così meditata “vendetta”? Di fatto, nel Paese del dagli-al-deficiente per nascondere le proprie magagne la domanda sorge comunque spontanea. Secondo Giovenale: dat veniam corvis, vexat censura columbas. Sarà vero?

Featured image, Francesco Rutelli e Lucia Annunziata.

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4 Comments on Giornalismo online: dei “peccati” mediatici dell’Annunziata e del coccodrillo giornalistico “sui generis” del TG5…

  1. francu pilloni // 22 March 2012 at 16:36 //

    Sicuramente è così, Giovenale vedeva lontano.Ma si fa presto a parlare di colombe: la nostra, se non è davvero deficiente, quanto è supponente?
    A me viene in mente lo specchio parlante di una favola famosa: cosa chiederà la nostra, dalla sera alla mattina, al suo specchio magico?

  2. Sarà et però io mi fermo sempre a pensare. Soprattutto in un Paese che ha fatto del dagli al deficiente il suo cavallo di battaglia. Te lo dico per esperienza: non c’é mai sostanza in chi ricorre all’insulto. L’ho testato sul campo anche divertendomi un poco. Fondamentalmente è un modo come un altro per nascondere frustrazioni, di solito una povera formazione e una mancanza totale di visione. Più che altro induce alla “pena”. Perché poi ti ritorna contro. Celentano docet!

    Il discorso annunziatico è diverso però dato che Rutelli non le ha dato della deficiente e francamente le macchiette della Guzzanti seppure non troppo divertenti a mio avviso non sono denigratorie. Fossero state dirette a me mi sarei divertita. Mi ha stupito invece notare quanti abbiano il dente avvelenato almento apparentemente con la Lucia nazionale. Se questo accade vuol dire che in un modo o nell’altro ha dato fastidio. E “dare fastidio” è il minimo che si richiede ad un vero giornalista. Un vero giornalista non deve essere simpatico, infatti, ma fastidioso. Fallaci docet! Ugh, ho detto!

  3. Se non altro siamo finiti nel best-of-di-liquida
    http://www.liquida.it/tg5/bestof/foto/?id=18817615

  4. francu pilloni // 23 March 2012 at 09:21 //

    Forse ha dato fastidio come presidente Rai più che come giornalista.
    A me pare una gallina che non sa più dove fare l’uovo!

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