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Giornalismo online: Servizio Pubblico di Santoro? Meglio del The Huffington Post.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Il parlamentarismo è l’incasermamento della prostituzione politica.
(Karl Kraus)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Avevo solo dieci anni quando, con mio padre Antonio, senatore del MSI, sbirciai per la prima volta su questo sito… (Ignazio La Russa aka Rina Brundu)

Rina Brundu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Rina Brundu. Sono già diverse settimane che non perdo una puntata del programma online di Michele Santoro, Servizio Pubblico. Ho cominciato a guardarlo turandomi il naso, poi però la trasmissione mi ha vinto e convinto. Oggi come oggi credo persino che lo stesso minimalistico sito di Servizio Pubblico sia in realtà il giornale-online più vicino all’ideale giornale virtuale che ho sempre ricercato. Per inciso, Servizio Pubblico assolve il suo compito giornalistico molto meglio di quanto non faccia il The Huffington Post della signora Arianna Huffington, nata Arianna Stassinopoulos.

Una esagerazione? Non proprio. Credo infatti che tutto dipenda dai parametri che si vogliono considerare per abbozzare il ritratto del perfetto giornale online. Se il metro adottato è quello del numero di click raccattati globalmente in un mese, è indubbio che non ci sarà mai gara con la creatura virtuale dell’ex moglie del miliardario Michael Huffington. Tuttavia, se i parametri diventano più “tecnici” e diventano quelli che caratterizzano (caratterizzavano) il giornalismo epico, dei tempi d’oro, Servizio Pubblico ha sicuramente una marcia in più. Nello specifico, www.serviziopubblico.it, con i suoi post, con i suoi filmati di investigazione dentro la notiza è un sito che – diversamente dal giornale online americano, il quale propone soprattutto opinione – fa del vero giornalismo.

Non è poco e non è poco specialmente se si guarda il tutto da una prospettiva più corale. Di fatto, con il progressivo venir meno dell’approfondimento giornalistico sulle reti generaliste, con l’avvento di Internet e la conseguente crisi della carta stampata, finanche con l’avvento di quella sorta di minusvalenza intellettuale che è Facebook, i “luoghi” italici, virtuali et non, dove continua a sopravvivere una sorta di giornalismo d’assalto (ovvero, un giornalismo con gli attributi) sono diventati davvero rari. Il sito di Santoro, a mio avviso, è invece l’eccezione che conferma la regola, e di questo occorre dargliene atto.

Rispetto a questi discorsi non fanno neppure testo le accuse di faziosità, di partigianeria, di tendenziosità, di parzialità spesso rivolte a questo tipo di giornalismo e  al suo propugnatore. E’ indubbio infatti che simili elementi siano tratto importante del fare-notizia-santoriano (i.e. una tale modalità informativa è sicuramente faziosa, è sicuramente partigiana, è sicuramente schierata, etc), ma è pure indubbio che quel suo fare-notizia sia brillante, informato, sentito, curato, provocatorio, indisciplinato, fastidioso,  autorevole, colto, divertente quel tanto che basta e dunque capace di interessare, coinvolgere, trascinare, appassionare come nient’altro. Detto altrimenti non si può imputare a Santoro la mancanza di una valida controparte informativa a destra che permetta ad un lettore-ascoltatore smaliziato di farsi un’idea più completa su dati argomenti.

Un modo come un altro per ribadire pure che ai “ricercati” (ma neppure più di tanto) editoriali huffingtoniani e ai suoi blogghisti trendy io preferisco di gran lunga i sermoni di Travaglio, le insinuazioni di Santoro, il suo entrare dentro la notizia, il suo modus saccente di trattare i cold-cases (vedi la puntata ancora i corso dedicata a Borsellino e alle stragi di mafia impunite con clamorosa intervista al figlio di Provenzano) e soprattutto le vignette di Vauro. De gustibus.

Featured image homepage di www.serviziopubblico.it

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Attività editoriali per scrittori e autori

4 Comments on Giornalismo online: Servizio Pubblico di Santoro? Meglio del The Huffington Post.

  1. Una cosa è sentir parlare, scrivere e commentare, l’altra è parlare e commentare, con immagini e report sotto gli occhi, come si fa a “Servizio pubblico”, le cui immagini danno direttamente il senso di quelo di cui si parla, e non è poco.
    I “sermoni” di Marco Travaglio possono anche annoiare o stupire,ma, alla fine, un fondo di verità, da cercare, lo lasciano intravvedere.
    Comunque e per ora, quel “servizio” è unico, incontrastato, evidentemente, e qui sono d’accordo con te

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  2. Ti dirò Gavino un caro amico mi ha testé detto che sto cominciando a frequentare “cattive compagnie”. Ma non è così. Ho sempre tentato di ragionare con obiettività laddove ho potuto… per questi stessi motivi ho spesso criticato Santoro…
    Tuttavia ieri guardando l’interessantissima puntata dedicata alla mafia ho capito che in Italia il giornalismo manca… l’avevo capito anche prima (penso che di Oriane Fallaci non ce ne saranno più purtroppo!) ma ieri più di di altri momenti….

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  3. Ma sai Rina, se le “cattive compagnie” sono queste, sinceramente non ti farei alcuna osservazione, perchè hai ascoltato, con Santoro ed altri come lui, alcune verità e, ripeto, verità che danno fastidio ma non perchè tali, ma per il fatto che qualcuno, solo lui o pochissimi altri, scopra quella pentola dove potrebbe trovarsi, appunto, la verità di molti fatti che han ridotto il nostro paese in queste condizioni, penose, lasciamelo dire.
    Abbiamo quasi tutta l’amministrazione pubblica sotto processo per ladrocinio continuato e legalizzato da sessant’anni di repubblica del c… ai danni nostri, solo nostri.
    E cosa fanno i giornalisti, tutti o quasi, non ne parlano o si accodano, perchè semplicemente ruffiani e plagiati dall’intera classe politica.
    E non faccio esempi, finirei domani a mezzanotte

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