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Scrittura online (12): l’arte di Marta Santospirito che da grande condurrà una vita bohèmien…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

 MEMENTO

Nella mia notte
dove il buio si fa coraggio
e prosegue;
mi piace il suo infliggermi silenzio.

Nella mia notte solo poche fiamme,
ma calde abbastanza da restar sola.
I rumori sono prepotenti
più d’ogni altro attimo del giorno.

Tu
mi sussurri poche parole
che restano dentro e graffiano.

Nella mia notte
il buio è forte,
il silenzio è come uno specchio.
Oggi si è sgretolato un po’
e come ceramica bianca
non fa che risaltare
sul pavimento rosso.
Sorrido.

Io
ti urlo un piacere
che ti resta dentro
…e t’innamora.

POSSEDERE E’ UNA BUONA ARMA PER ALLONTANARE….

L’ombra in questa stanza dipinge mostri provocanti.
Danzano.
Il sole fa capolino tra le nuvole.
Sotto di me il tappeto scivola e lo specchio mi infastidisce.
Ho chiuso tutti i cassetti stanotte, temevo uscissero troppi sogni.
Ho chiuso gli occhi, serrato le labbra, coperto bene la testa.
Mi sono infilata dentro me stessa e mi sono immersa dentro ogni vena.

Sono seduta, ora.
Sono seduta a terra, solida nel terreno, qui non posso cadere, oltre non posso andare.
Parlo sola, rivolgendomi allo specchio che, fastidioso, mi seduce.
Sopra di me il cielo è coperto, coperto da strutture umane, solide.
Ho messo i piedi nel fango ieri, sorridendo e riflettendo.
Non so se certi aspetti della mia vita vissuta siano sogni o meno.

Parlo, parlo molto ora.
Stringo me stessa con corde fitte, che lasciano i segni.
Amo ogni piega dei corpi, dei corpi fragili.
Io l’ho sempre detto, sono poco portata per il pogo.
Amo scontrarmi con la gente, nonostante il tatto sia da me poco gradito.
Danzo.

L’acqua è fredda.
Adesso sono immersa nella vasca.
Affogo.
Amo perdere il respiro.
Godere di me.
 
 

MOLECOLE

Guardateli!
Guardate come lui si prende cura di lei.
Sembra fragile lei, così piccola, così perfetta nella sua fermezza, afferrata nell’attimo.

Vorrei toccarla sapete? Vorrei amarla un attimo, mentre si gode il suo abbandono, mentre vive il suo mistico momento, nella sua bellezza.
Resterei ore ad osservarli, per innamorarmi un po’, mentre loro, si fanno spazio tra le molecole d’aria.
Ecco, sembra aria lei.
Lui l’ama, l’ama in un suo strano modo. Guardateli!
Adesso lui l’afferra con un amore violento e la stringe a se, accarezzandole i fianchi, accarezzandole il collo, tenendole la testa immobile da sotto, a palmo aperto. Lei è totalmente abbandonata a lui.

…e lui? Lui è così forte accanto a lei, la avvolge come fosse lui stesso amore, è lui a renderla splendida com’è, non che lei non lo sia, ma è l’unione dei due che rendo attraente la danza.
Lui trasforma l’energia di lei in ciò che rende lei stessa energia, è uno scambio di molecole, sensazioni, uno scambio di pelle ed emozioni, oltre che amore.

Vorrei poterla sfiorare, per sentire un po’ di loro sotto la mia pelle.

 

DALLA FORESTA NEI PRESSI DEL MARE….

Isolati, chiusi ermeticamente

nel mondo che appare

come una busta di cellophan

e dentro un infito e statico

caos appare e inerme riesce a saltare.

Tra il fumo misto a nebbia sul porto,

la musica balcanica e la netta sensazione

che tutto stesse per finire.

In lontananza scie di colori che danzano,

attorno niente più ossigeno.

Ricorda tanto quei momenti

nel rosso pomeriggio autunnale,

quando guardavamo le soglie varcabili

che il mondo ci metteva in fronte.

Foglie di una qualsiasi pianta,

manie e preconcetti che avrebbero

dovuto rallentarci il passo, ma lì,

nel rosso manto sul prato, siedevamo,

e cominciavamo il saluto al sole.

Ma eravamo ancora distanti dal fare un passo

che quasi rotolavamo.

La foglie si legarono ad ogni arto

spogliandoci di ogni abito e preconcetto.

Non c’era che la sensazione del corpo,

la mente era ancora distante dal raggiungerci.

Riguardava quella strana apparenza,

il tutto si confaceva alla medesima vita,

troppo distante per caderci dentro,

troppo enorme per evitare di perdersi.

Ho solo diviso due molecole, scisso

la mente dal corpo, in una giornata d’afa,

una nuotata nella gelida acqua oceanica.

Ci ritrovammo avvolti in quella nebbia,

in quel fumo, in quell’afa, tra le foglie

tra il sole ed i preconcetti che stavano per scivolare,

poi i colori, le luci e le scie…noi!

 (scritta a quattro mani)

Postfazione di Rina Brundu: Penso che gli artisti si possano riconoscere anche dai sogni che coltivano. Sarà forse pure per questo motivo che ho sempre avuto certezza di non essere nata tale, artista, intendo. Il mio “sogno”, infatti, sarebbe stato quello di fare l’archeologa in una nave spaziale tipo Enterprise, meglio se comandata da Jean-Luc Picard. Imparare quindi le “espressioni dialettali” in galassie multiple. Per certi versi l’ho pure realizzato diventando quel melting-pot linguistico che sono-io. Il sogno della giovanissima Marta Santospirito invece la dice lunga sulla sua vera natura. Marta, infatti, da grande, vorrebbe condurre una vita bohèmien. Insomma, la vita che meglio si addice all’artista-ideale. Ovvero, una vita libera da formule, costruzioni e costrizioni, una vita a suo modo semplice, a suo modo marginale, non tradizionale, non ortodossa e dove il concetto di affermazione sociale è un mero guizzo di vento fastidioso. Marta si definisce “stronzatamente perfezionista verso me stessa che tendo ad orrendizzare la gente solo per sentirmi superiore e bella!”. Se non fosse per tutto il resto della sua produzione che a momenti lascia stupiti per l’indubbia capacità artistica rivelata con disarmante semplicità, basterebbe solo questa perentoria e quanto mai onesta affermazione a darci certezza di trovarci davanti ad un vero spirito-che-scrive-online e che esiste in piena coscienza ideale oltre il prurito conformista dei benpensanti e degli scrittori-soggetto-verbo-e-complemento per destino e per incapacità. Non ho dubbi Marta che se sono rose fioriranno…

Featured image, La Bohémienne, ritratto di Pierre-August Renoir, 1868, Alte Nationalgalerie, Berlino (Germania).

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2 Comments on Scrittura online (12): l’arte di Marta Santospirito che da grande condurrà una vita bohèmien…

  1. Figurati, sempre alla ricerca di talenti da mostrare. Giusto per variare dai numerosi non-talenti che si mostrano…. di loro propria iniziativa:)
    TPW mi ha insegnato molto in quel senso! Et vade retro!
    Questo post ha avuto molto successo comunque… segno che qualcun altro la pensa come noi. Brava Marta!

  2. Bellissime poesé.Grazie.Non la conoscevo

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