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Giornalismo online: dal caso Mills al Montismo ombra, tutto sulla Politica New Age 2012.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Rina Brundu. Alcuni giorni fa, il cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, quasi come riferendosi al sermone celentanico sanremese avrebbe detto che “parole come Dio o Paradiso quando vengono usate da persone ignoranti, vengono avvolte come da una nuvola dorata, diventano realtà vaghe che possono essere accolte perchè inoffensive per le scelte di vita”. Insomma diventerebbero “new age”.

Pur con tutto il rispetto, non sono d’accordo con il cardinale, sia perché se c’è qualcosa che è new-age per antonomasia è proprio l’argomento religione (vedi la capacità transculturale, il mito dell’avvento di un Messia e di un mondo nuovo, l’idealizzazione degli stili di vita semplici, la fondamentale ricerca della spiritualità e via così predicando), sia perché se ci sono lemmi che, cristianamente parlando, possono stare in bocca a tutti, e dunque anche agli ignoranti (anzi, soprattutto gli ignoranti, quando intesi come poveri-di-spirito, immagino), sono proprio le parole “Dio” e “Paradiso”. Almeno, risulterebbe quanto mai strano saperle solo e soltanto in bocca ai “dotti”. O agli illuminati e ai saggi.

La provocazione del Cardinale – perché credo che in fondo di questo si trattasse –  dà però da riflettere. Per esempio, dà da riflettere sul come, forse, in questi tempi confusi e di crisi, tutto stia diventando un poco new-age, dalla giustizia alla politica. In questo senso, il caso Mills, appena chiusosi per prescrizione, è emblema lampante di come muovano date dinamiche (anche sociali) oggidì: un grande fracasso mediatico, una confusione di ruoli, di situazioni, di verità e di controverità, una chiusura che sa di avvento-evento-annunciato-e-mai-avvenuto, che non racconta nulla e non risolve nulla né a favore né contro niuna delle parti in causa. Salvo reiterare che in Italia siamo…lenti: a voglia biasimare la Merkel e la locomotiva teutonica!

Esattamente come sta accadendo con la Politica New Age di questi tempi! Quella dell’ABC (Alfano, Bersani e Casini) che all’ombra del Montismo vive nell’attesa del Messia… pardon delle Elezioni Politiche 2013 e che, nel dubbio, vorrebbe ripulirsi, candeggiarsi, nettarsi, ripartire da una visione semplice, salvo affannarsi, affaccendarsi, adoperarsi per proteggersi, reinventarsi, salvarsi… alla vecchia maniera. Inciuciando, insomma. Mentre, ad un tempo (appunto!), lo stesso termine Politica si sta progressivamente avvolgendo dentro una “nuvola dorata”, sta diventanto una “realtà vaga” che può essere pure facilmente “accolta” perché inoffensiva “per le scelte di vita”. Per le scelte da farsi nelle nostre vite: proprio quelle vite che dovrebbe “toccare”! Del resto, secondo Otto von Bismarck “La politica è la dottrina del possibile”. Per l’impossibile (e lo spirituale) sembrerebbe ci si stia comunque attrezzando!

Fonte featured picture, Wikipedia.

7 Comments on Giornalismo online: dal caso Mills al Montismo ombra, tutto sulla Politica New Age 2012.

  1. Assoluta verità. Ravasi è un dotto, un teologo, e come tutti i teologi ed esegeti, trascende….nel senso che non riesce più a comprendere che altri, i “poveri di spirito”, possano avere una visione “dorata” di Dio e del “Paradiso”. E meno male! Perché se dovessero basarsi sulla realtà politica odierna, non crederebbero più né a Dio né al Paradiso o, quanto meno, quella doratura svanirebbe, per lasciar intravvedere un bel po’ di ruggine! Lasciamo che rimanga la speranza nell’aldilà, poiché nell’aldiqua c’è molto sconforto.

  2. Straordinario commento, Danila. Grazie.

  3. Povero Ravasi, non trattamelo male perchè è persona che stimo per la grande cultura che possiede e che sa trasmettere, insieme alla fede cosiddetta “ragionata”. Gli ignoranti cui fa riferimento, non sono “i poveri di spirito” che sono tutt’altra cosa. Questi sono i semplici, gli umili, i diseredati,Gli ignoranti sono i tipi chye credono di sapere(come Celentano che ammiro come canyante) ma che invece non sanno, diremmo in siciliano “una minchia”scusate, quando ci viole…) e pretendono di dettra esermoni da cattedre a 350.000 euro a botta. Questi sono gli ignoranti e anche supponenti perchè non hanno stufiìdiato, sanno di essere in torto ma si danno aria da sapienti. la fede e la religione non sono per i colti come dite voi(scusate se dissento) ma sono per cho vuole imparare. E la fede e la religionbe vanno anche studiate non solo vissute intimamente. Gli ignoranti son quelli che non han voglia di studioare perchè credono di conoscere le cose. E Ravasi è uno che ha studiato tanto in vita sua. Che poi creda veramente o no, non è affar mio appurarlo. ma che Celentanop sia un ignorante, è lapalissiano. E’ il classico idiota che guarda il dito quando il saggio indica la luna.
    Salvo

  4. Di fatto, nell’articolo il termine poveri-di-spirito lo si intendeva (mi scuso se non è arrivato) quale sinonimo di “ignoranti”. Perché? Perché appartengo alla scuola di coloro che “odiano” quella parola. L’ignoranza, mi ha insegnato la vita, è cosa relativa e non amo chi dà dell’ignorante ad un altro. In questo, difendo Celentano. Non penso infatti che Celentano sia un ignorante, ma è solo un ricco signore, per certi versi molto potente (si è visto da come i lecca:::: che abbondano nella terra italica lo hanno difeso, laddove un vero amico lo avrebbe ripreso!) uno che con i suoi mezzi (in tutti i sensi) dice ciò che sente. Il problema semmai è dato da chi glielo lascia dire. In quei modi e in quelle forme.
    Ciao

  5. Scusate i i miliardi di refusi sono col pc piccolo e scrivo e leggo male.
    Salvo

  6. Caro Salvo, ho trattato Ravasi molto bene, scrivendo che è dotto, teologo ed esegeta: potrei dire ancora di più! Veniva, fin che abitava a Milano, a confessarsi dai nostri frati carmelitani, da uno in particolare, che io chiamavo Papà, e a cui ho fatto da figlia, assistendolo fin quasi all’ora della morte. Questo Padre Papà è stato per anni il primo confessore nel Duomo di Milano,oltre ad essere stato l’unico esorcista della Diocesi e quando si è trasferito a Legnano, Ravasi lo raggiungeva per farsi confessare da lui. Ho avuto così modo di incontrarlo più volte. Quindi so con chi ho a che fare. La mia era una sottile battuta, non avevo intenzione di prendermela con lui, ma piuttosto di collegare la sua frase riferita alla nuvola dorata, alla politica o non politica, piuttosto, che grava sulla nostra povera Italia.

  7. Danila carissima,
    il mio “non ,maltrattare il mio Ravasi era ironico. Non ha bisogno delle mie difese. Lo dicevo per riaffermare la mia stima di lui come uomo colto e fine teologo nonchè grande linguista… etc. etc.
    Certo che dia dell’ignorante a qualcuno, come fa notare Rina, non è educato, ma che Celentano dia degli ignoranti(spinto dalla moglie-manager) a due giornali che l’hanno attaccato per i suoi compensi stratosferici…).
    Il problema a mio avviso è che bisognerebbe parlare meno di fede e religione e agire MOLTO, MOLTO di più. Sofferenze di bambini nel mondo per cui basterebbe un F35 un meno per salvarli, una maggiore incisività della Chiesa, delle chiese non solo la cattolica nelle politiche del terzo mondo, ma non le conversioni a bastonate, ma il dialogo. Ecco cosa è la NON IGNORANZA. Non le parole a vuoto di un predicatore da strapazzo.
    Scusami per lo sfogo, ma io la mia fede cerco di arricchirla coi libri sacri e con lo studio dei libri storici.

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