Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Filosofia celentanica? Francamente me ne infischio (in rima)….

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

di Franco Pilloni.

Oh! Celentano, vestito di vecchio

Sul palcoscenico del festival!

Sol che ai silenzi alterni all’orecchio

Castronerie del tutto banal!

Porti le idee che nonna ti fece,

che non mutasti mai da quel dì,

non ti costarono un euro, in vece

ti costa il tempo che ti tradì.

Costa; ché ormai già tutto ci hai speso

della restante credibilità,

dal palco dei ricchi hai solo preteso

d’erudire i poveri in dignità.

Ora che siamo a carnevale

di Dio vaneggi e del Paradiso,

poi indichi la linea editoriale

al giornale che vorresti ucciso

fosse pure con un elettro shock.

Ma non ti basta, per noi fessi, ahimè!,

con le galline chiocciavi: Un rock!

Ecco, ecco un rock, un rock per te!

Le galline zittirono e tu a cantare

come sacrestano sciroccato

che vale la legge dell’amare

verso chi t’avesse licenziato.

I più contenti per i tuoi sermoni

In prima fila  ben appollaiati

son come te, poveri ricconi,

fra le reti e gli sponsor sbatacchiati

migranti da programmi a grandi eventi

nutriti coi nostri abbonamenti.

Titolo originale:

Oh, Valentino? No, oh, Celentano!

Nell’immagine, Girolamo Savonarola
Advertisements

Regala i noltri libri a Natale. Acquistali qui, risparmia!

7 Comments on Filosofia celentanica? Francamente me ne infischio (in rima)….

  1. Aggiungiamo soltanto e poi speriamo di non sentirne parlare mai più, vita natural durante: BRAVA, BRAVISSIMA E STRAORDINARIA COME SEMPRE GEPPY CUCCIARI! Buon sangue non mente… come direbbe Dracula quando gli offrono le caramelle.

  2. francu pilloni // 19 February 2012 at 17:11 //

    Poesia? Ma che dici, Gavino.
    Solo un’imprecazione con rima alternata.

  3. Ti invidio Franco
    Le mie imprecazioni ieri notte erano tutte in rima sciolta o verso livero che dir si voglia.
    Sic.

  4. La verità
    La Verità che stava in fonno ar pozzo
    Una vorta strillò: – Correte, gente,
    Chè l’acqua m’è arivata ar gargarozzo! –
    La folla corse subbito
    Co’ le corde e le scale: ma un Pretozzo
    Trovò ch’era un affare sconveniente.
    – Prima de falla uscì – dice – bisogna
    Che je mettemo quarche cosa addosso
    Perchè senza camicia è ‘na vergogna!
    Coprimola un po’ tutti: io, come prete,
    Je posso dà’ er treppizzi, ar resto poi
    Ce penserete voi…

    – M’assoccio volentieri a la proposta
    – Disse un Ministro ch’approvò l’idea. –
    Pe’ conto mio je cedo la livrea
    Che Dio lo sa l’inchini che me costa;
    Ma ormai solo la giacca
    È l’abbito ch’attacca. –

    Bastò la mossa; ognuno,
    Chi più chi meno, je buttò una cosa
    Pe’ vedè’ de coprilla un po’ per uno;
    E er pozzo in un baleno se riempì:
    Da la camicia bianca d’una sposa
    A la corvatta rossa d’un tribbuno,
    Da un fracche aristocratico a un cheppì.

    Passata ‘na mezz’ora,
    La Verità, che s’era già vestita,
    S’arrampicò a la corda e sortì fôra:
    Sortì fôra e cantò: – Fior de cicuta,
    Ner modo che m’avete combinata
    Purtroppo nun sarò riconosciuta!

  5. Bellissimo tutto questo! C’è chi cita, e chi accoglie e propone! Veramente questa del Trilussa è verità sacrosanta! Quante menzogne passano per verità!

  6. costantina frau // 20 February 2012 at 10:07 //

    sono pienmente d’accordo, a dire la verità a me Celentano, con la sua boria, con la sua ignoranza e imbecillità non è mai andato a genio

  7. bravissima risosta

2 Trackbacks / Pingbacks

  1. Filosofia celentanica? Francamente me ne infischio (in rima)….
  2. Google Alert – FILOSOFIA NEWS – Easy News Press Agency | Easy News Press Agency

Comments are closed.