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Giornalismo online: dies iræ forneriana, dalle “FEMEN” di Kiev alla farfallina argentina di Belen…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Rina Brundu. “Elsa Fornero? Chi é costei?”. È stato proprio con queste lapidarie parole che, intervistata in quel di Sanremo dal nostro inviato, la “farfallina di Belen” ha manzonianamente liquidato le voci secondo cui il Ministro (tecnico) del Lavoro del nuovo esecutivo montiano, sarebbe furiosa sia con lei sia con le sue colleghe lepidottere per il modo “osceno” con cui agghindano il corpo femminile via etere.“Qualche volta mi sono sentita offesa per come viene trattata la donna in tv. La cosa migliore è cambiare canale o spegnere del tutto, ché è più salutare” avrebbe infatti commentato la professoressa nell’aftermath del ciclone-gossiparo-festivaliero e dello scandalo-farfallina-beleniana.

Certo, si resta perplessi e le domande che uno non può fare a meno di porsi sono almeno tre. In primis: ma la Fornero in questi tempi di vacche-grasse per il Paese non ha altro da fare? In secondis: spegnere il “Sistema” per non farlo ripartire (e non sentirne parlare mai più vita natural durante) è forse metafora della modalità “tecnica” con cui il governo del Premier Mario Monti intende risolvere i problemi del Paese? Soprattutto: caro ministro, ma che male le fa quella farfallina? A me è parsa cosa carina sul corpo splendido di una ragazza molto solare, anche perché qualche secolo è certo passato da quando nostra-madre-chiesa ordinava che si coprissero con foglie di fico (o altra flora, quando non, ahinoi, piante xerofile) i “classici” attributi….

Di vero c’é che il ministro non ha tutti i torti! Volendo trovare “altri motivi”, dentro e fuori le cose del Festival, per biasimare la maniera volgare con cui viene trattato l’universo-donna, vi è purtroppo soltanto l’imbarazzo della scelta. Mi ha stupito, per esempio, “il punto di convergenza” quasi perfetto, sia a livello dialettico che prossemico, tra i due “conduttori” della manifestazione, Gianni Morandi e Rocco Papaleo, ogni qualvolta chiamano un ospite femminile accanto a loro. Credo che la ciliegina sulla torta sia stata messa quando quello che sembrava un assatanato Papaleo, solo sul proscenio, girandosi in tondo come una trottola impazzita, ha preso a gridare: “Mandatemi altre donne!”. Si potrebbe commentare oltre ma a che pro? Pappaleo resta infatti solo una grottesca caricatura televisiva del signor-Rossi-qualunque, quello che ogni giorno cammina per strada e dal tempo del suo primo vagito, alzandosi la mattina, mette in fila le priorità quotidiane: tette, culi, famiglia, gli-amici, fo**iamoci-il-Paese. Esattamente in quest’ordine.

E allora mi tornano in mente le FEMEN. Le femministe ucraine (il loro movimento di protesta fu fondato a Kiev nel 2008) che, alla stregua di coraggiose amazzoni moderne, battagliano a petto nudo nelle piazze di mezzo mondo per denunciare il turismo sessuale nell’Europa dell’Est, il machismo (Sanremo docet!), e ogni  altra forma di discriminazione contro le donne. Contro le donne bianche così come contro quelle nere, contro le donne ricche così come contro quelle povere, contro le donne “in-colte” così come contro quelle intellettualmente impegnate.

Altro che spegnerla, caro ministro! La TV occorrerebbe forse accenderla proprio per dare visibilità alle protagoniste di queste battaglie e alle situazioni terribili che portano alla ribalta (loro sì!) nell’Anno Domini 2012. Più utile sarebbe quindi un governo “tecnicamente” capace di togliere le responsabilità gestionali del nostro servizio pubblico televisivo a chi evidentemente non sa come farne l’handling per passarle a chi è in grado di farlo; magari ricordandosi che il “tempo stringe” e che nella vita di una farfalla (così come di ogni figura di donna da preservare) basta solo un maledetto battito d’ali per fare la differenza tra l’esserci e il diventare… mero ricordo!

Nell’immagine, una farfalla, autore Tbc, opera propria, fonte Wikipedia.

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2 Comments on Giornalismo online: dies iræ forneriana, dalle “FEMEN” di Kiev alla farfallina argentina di Belen…

  1. Domanda: Hai scritto che la farfallina argentata parlava? Ma quando mai hanno parlato quelle… “farfalle” Smuovpono imperi, li fanno nascere e crollare, la mia bisnonna le chiamava “U borsellinu di pilu”(credo sia superflua la traduzione, che basta aprirlo e non ci sono bankomat che tengano.
    ma ti do ragione su tutto. magari ad avercela in casa tutto i giorni una farfallina così anzichè le nostre SANTIPPE pantofolate. DIBìVENTEREI il più bravo entomologo del mondo!
    “Insetto sarai tu” era uno splendido libro degli annni 80, leggetelo.

  2. E certo che parlava! Se parlano tutti gli altri “cotanti” personaggi sanremesi che ho citato… non ho capito perché non si sarebbe dovuto dare la parola alla farfallina! Noi giornalisti online odiamo la censura. E’ noto!

    ps figurati che abbiamo inviato-l’inviato solo per intervistare lei. Tutte le altre cazzate abbiamo preferito non raccoglierle…..

    Che tempi inutili! Et ridicoli!

    regards,

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