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Dedicata a Whitney Houston: Marina Cvetaeva, la poetessa che si impiccò!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

A noi, fervide sorelle,
Toccherà andare all’inferno,
Bere l’infernale pece,
Noi, che in ogni nostra vena
Al Signore lodi alzammo!
Noi su culla e filatoio
Mai ricurve nella notte,
Trascinate sulla barca
Con indosso l’ampio burka.
Noi, fasciate in fini sete
Della Cina fin dall’alba,
Che cantammo inni celesti
Sotto il rogo del brigante.
Casalinghe neghittose
— Cuci e scuci, e tutto a sfascio! —
Danzatrici e flautiste,
Tutto il mondo ─ ai nostri piedi!
Ora indosso pochi stracci,
Ora appese fra le stelle.
Per fortezze e per taverne
Marinando i sette cieli.
A passeggio nelle notti
Nel giardino che fu d’Eva…
– A noi, care sorelline,
Ragazzine mie cortesi,
Toccherà andare all’inferno!

Whitney, we will always love you!

Nell’immagine, Marina Ivanovna Cvetaeva, o Svetaeva, in russo: Мари́на Ива́новна Цвета́ева, pronunciato Zvetàieva (Mosca, 8 ottobre 1892 – Elabuga, 31 agosto 1941), è stata una poetessa e scrittrice russa.
Tra i suoi temi rientrano l’emotività e la sessualità femminili, malviste dalla rigorosa censura staliniana.
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