PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Il “Guerrigliero del tempo” Fidel Castro presenta le sue memorie…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Gordiano Lupi. L’Avana - Il leader cubano Fidel Castro ha presentato i primi due volumi delle sue memorie Guerrigliero del tempo, conversazioni con la giornalista Katiuska Blanco, che vanno dalla sua infanzia fino al 1958, poco prima del trionfo rivoluzionario.

“Devo approfittarne adesso, perché la memoria si perde”, ha detto Fidel Castro, 85 anni, durante la presentazione di venerdì 3 febbraio, presso il Palazzo delle Convenzioni all’Avana. Tra gli ospiti si notavano il Ministro della Cultura Abel Prieto, il presidente della Unione degli Scrittori e Artisti Cubani (UNEAC), Miguel Barnet, e Katiuska Blanco, di fatto l’autrice del libro.

“Sono disposto a fare tutto il possibile per trasmettere ciò che ricordo bene… Ho espresso tutte le idee che avevo e i sentimenti che mi hanno percorso. Prendo coscienza dell’importanza che riveste raccontare tutto questo per trasmetterlo al mondo, in modo che serva per il futuro”, ha detto Castro.

I due libri raccolgono mille pagine di conversazioni, dove Castro confessa a Blanco: “Preferisco il vecchio orologio, i vecchi occhiali, i vecchi stivali, ma in politica amo le cose nuove”.

Blanco, autrice della prima biografia ufficiale di Castro e della sua famiglia, Todo el tiempo de los Cedros, adesso presenta due volumi di domande e risposte, simili a Cien horas con Fidel, conversazione con il giornalista ispano – francese Ignacio Ramonet, pubblicato alla fine del 2006, anno in cui Castro lasciò il potere per gravi problemi di salute e gli successe il fratello, l’attuale presidente Raúl Castro.

Durante questi anni, Castro si è dedicato a pubblicare articoli di stampa, sotto il generico titolo di Riflessioni, dove analizza l’attualità internazionale, e il libro La Contraofensiva Estratégica (2010), dove narra le vicissitudini della guerriglia e gli anni sulla Sierra Maestra fino all’entrata vittoriosa a Santiago de Cuba, nel dicembre del 1958.

Secondo fonti diplomatiche, Castro ha regalato i due volumi alla presidentessa brasiliana, Dilma Rousseff, nel corso della recente visita a Cuba. L’opera pubblicata dalla Casa Editrice Abril è illustrata con fotografie e disegni del pittore cubano Ernesto Rancaño.

Durante la presentazione Castro ha parlato di politica internazionale, e ha detto che segue con molta attenzione gli avvenimenti del Venezuela, sotto il governo del suo amico e discepolo, Hugo Chávez.

“Nessuno ha mai fatto tanto per il popolo venezuelano, quanto il Movimento Bolivariano”, ha detto.

Ha parlato anche delle proteste degli studenti cileni, sostenendo le pretese di un’educazione gratuita e di qualità per tutti.

“Dobbiamo appoggiare le idee della giovane cilena (la leader Cesar Vallejo). È giusto lottare perché l’educazione sia uguale per tutti, inoltre non deve essere solo generale e gratuita, ma di buona qualità”, ha aggiunto.

Parlando di America Latina e Medio Oriente, Castro ha riferito che “non c’è spazio solo per gli interessi nazionali, che devono sempre tenere conto degli interessi mondiali… Il nostro dovere è lottare fino all’ultimo minuto, per il nostro paese, per il nostro pianeta e per l’umanità”.

Castro ha salutato anche i familiari dei cinque agenti condannati per spionaggio negli Stati Uniti, che Cuba definisce eroi e antiterroristi per il loro lavoro di vigilanza contro i gruppi anticastristi di Miami.

“Dovete vedere cosa hanno dovuto sopportare questi uomini”, ha concluso.

Yoani Sánchez ha detto ironicamente: “Fidel Castro ha presentato i primi due volumi delle sue memorie. La minaccia è che ce ne saranno molti altri. Inoltre è riapparso in pubblico il Ministro della Cultura Abel Prieto che secondo molti era stato fatto fuori dalle stanze del potere. Stiamo a vedere…”.

Nella feature image, San Girolamo nel suo studio, di Domenico Ghirlandaio.

Nella fotografia inviata da Gordiano Lupi, il Fidel Castro scrittore.

5 Comments on Il “Guerrigliero del tempo” Fidel Castro presenta le sue memorie…

  1. Con tutto il rispetto che pur sempre si deve, mi viene in mente quello che diceva, oggidì un libro lo pubblicano davvero tutti: cani e porci…. anche nella Baia dei Porci….

  2. Oggi scrivono tutti, è vero! Ma prima di giudicare, penso sia bene leggere il libro di cui si parla. Magari è un capolavoro letterario e storico-sociale!!! Bisognerebbe chiedere a Gordiano Lupi se, oltre ad averne descritto la presentazione, ne abbia anche letto il contenuto. Un uomo di 85 anni, deve avere una marea di ricordi di cui parlare! Se poi quest’uomo è il Fidel cubano…alleluia!!!!

  3. Appunto, sarei curiosa di leggere questa intervista-autobiografica di Castro. Lui, a modo suo, ha amato Cuba, ma sicuramente meno i cubani (a meno che non fossero sigari!)

  4. Per la cronaca e a scanso di equivoci la battuta di Rina è confermata. Non credo sia neppure necessario aggiungere altro, almeno mio lato. Thanks

  5. francu pilloni // 10 February 2012 at 11:30 //

    Fidel è stato il mio mito giovanile quando, nel mio piccolo mondo di paese, prendevo in mano il giornale e cercavo, prima di tutto il resto, un eventuale trafiletto in una pagina interna in cui si parlasse di Castro.
    Nel 1958 avevo sedici anni e Fidel prese il potere.
    Non è un caso che i suoi ricordi letterariamente sin siano fermati a quella data. Sono sicuro che molti dei successivi ricordi siano piuttosto incubi per lui, come lo furono i fatti per chi dovette subirli.
    Ancora oggi, a 85 anni, immagina il dovere di ciascuno di agire per il bene del proprio paese come una “lotta”. Concetto terribilmente restrittivo, paragonabile all’idea del ladro per il quale la vita vale la pena di essere vissuta solamente se trascorsa fra un furto e una rapina.
    E solo i cubani sanno quante famiglie Castro ha rapinato della libertà e della vita.
    Oggi Fidel è la parodia di se stesso: se prima fece un “Quarantotto” squinternando i rapporti politici nell’ambito latino-americano, oggi è un vero 48.
    Ovvero un morto che parla.

Comments are closed.