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Giornalismo online: Craxi oracolo vespico e “l’estasi” di Giovanardi.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Rina Brundu. Dove sono i soldi della Margherita?” si interrogava ieri un Bruno Vespa in grande spolvero, nella consueta puntata serale di “Porta a Porta”. Per rispondere alla pregnante domanda ha subito mandato in onda una datata video-intervista nella quale vedevasi un Craxi esiliato ad Hammamet che ribadiva come fosse stato “vittima di una persecuzione politica” di una “giustizia politica” che usava due pesi e due misure….mentre i soldi, il dinero, lo prendevano tutti i partiti e i loro rappresentanti in maniera più o meno legale: chi dall’interno chi dall’estero. Così aveva infatti parlato Zarat… pardon, l’oracolo vespiano ben tre lustri fa (ndr il ventennale dell’operazione “Mani Pulite” cadrà invece il 17 Febbraio, giorno in cui venne arrestato Mario Chiesa) e, se guardiamo al presente-digitale condito di scandali penatiani e lusiani, per citarne solo alcuni, sembrerebbe non avesse tutti i torti…

Di nuovo in studio, Vespa ha spiegato di come avesse invitato ben 16 esponenti dell’ex-Margherita per discutere l’affaire-Lusi, nonché per parlare della current location dei milioni involatisi, ma anche di come per ciascuno di quei 16 inviti avesse ricevuto un “cortese diniego”. Fortuna però che gli esponenti degli altri partiti, a destra come a sinistra, non si sono fatti pregare! E così, l’immarcescibile anchor-man, ha potuto presentare gli ospiti convenuti: da Carlo Giovanardi del PDL a Marina Sereni del PD, da Roberto Castelli della Lega Nord a Mario Sederini dei Radicali Italiani. Il primo a parlare è stato proprio Giovanardi,  il quale, forse ispirato da un qualche effetto subliminale et divinatorio craxiano, sembrava continuasse ad annuire idealmente alle parole di quell’ex Presidente del Consiglio.

Non per nulla ha iniziato il suo intervento affermando che “dopo vent’anni i fatti danno ragione a Craxi”. A scanso di equivoci vorrei precisare che in questo contesto, il termine “fatti” è sostantivo maschile plurale sinonimo di accadimento, circostanza, vicenda, evento, caso. Lanciatosi poi sulle orme degli spiriti più saggi, nonché quasi trasfigurato da una sorta di inesplicabile estasi, il responsabile politiche per la famiglia del PDL, ha ammonito che la Politica è come il mondo: è fatta (sempre a scanso di equivoci vorrei sottolieneare che in questo diverso contesto il termine “fatta” è mero aggettivo) di rappresentanti disonesti e di altri uomini e donne integerrimi, irreprensibili, incorruttibili, ineccepibili, intemerati. Insomma, se per Craxi si erano usati “due pesi e due misure”, per Giovanardi “non bisogna fare di tutta l’erba un fascio”….

Frase fatta (oggi, deve essere proprio il giorno!) per frase fatta: ma, allora, dico io, mal comune mezzo gaudio? È questo ciò che dobbiamo insegnare ai posteri? Infine, a chiusura di quel suo primo intervento, l’ex Ministro per i Rapporti con il Parlamento dell’ultimo governo Berlusconi (anche se, mentre si scrive, su Wikipedia appare ancora fregiato di quel titolo: un omaggio dei mastini intellettuali della destra? Sempre che esistano, si intende…), ed ex democristiano doc, non ha saputo sottrarsi alla tentazione di parlare della “grande vergogna” (i.e. immagino lo scandalo Mani-Pulite), che, venti anni fa, avrebbe procurato la morte dei 5 partiti democratici storici…. A quel punto ho spento. Frase fatta per frase fatta mi torna in mente quella che, milioni di anni fa, usava la nonna anche per significare che in fondo le colpe sono sempre degli anziani (e dunque anche dei partiti democratici storici?), quasi mai dei giovani: este imparando su babbu a pisciae (lett: sta insegnando al padre a pisciare! – Detto con scherno perché la cosa è ovviamente impossibile!).

Nell’immagine Santa Teresa d’Avila, autore Alonso del Arco (1635-1704).
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4 Comments on Giornalismo online: Craxi oracolo vespico e “l’estasi” di Giovanardi.

  1. L’articolo è interessante, molto sottile nell’uso appropriato delle “frasi fatte”! Ma una domanda te la devo fare, cara Rina: che ha a che fare l’immagine di Santa Teresa d’Avila, con il testo? Non sono così sveglia da averlo intuito da sola, mi piacerebbe conoscere l’analogia tra l’argomento trattato e la Santa Madre Carmelitana.

  2. francu pilloni // 10 February 2012 at 11:57 //

    A me sembra significativa: l’estasi di Vespa di fronte alle “sacre” parole di Craxi. Per non dire di Giovannardi.
    L’errore sta nella citazione in sardo: quella vera, popolare (rivolta a un presutuoso) è: no has a bolliri imparai su babbu a coberriri?, tradotta con: non vorrai insegnare a tuo padre a coprire (copulare)?
    Atto con tutta antica evidenza dal genitore già esperimentato con successo, ma che, a sentire moderni, dai talk-show agli esperti in materia, ha pure modo e modo di essere concepito.
    L’atto intendo, non il presuntuoso.

  3. Grazie, Francu! Sono proprio tarda! Non avevo compreso il nesso tra l’estasi di Vespa e di Santa Teresa! Capirai, per me la Santa è la mia maestra di vita, essendo io carmelitana!! Una bella mescolanza tra sacro e profano, ma in questo caso….un connubio perfetto! Molto simpatici i vostri modi di dire sardi! Ho sempre qualcosa da imparare, da Rosebud ed i suoi autori!

  4. Caro Franco bravissimo come esegeta dei…. miei pezzi. Brilliant!
    Per il resto: ecche’ Mario P (se mi leggi Mario sai come la penso) ti ha cooptato?
    Quella citazione va benissimo cosi com’e’ ovvero come la sentivo io, in sardu biddanoesu o come direbbe Mario una strana varieta’ di sardu de mesania….:)
    Grazie tante carissimo:)

    PS Giovanardi (non doppia n – pero’ ti confesso che l’ho imparato anche io mentre scrivevo il pezzo… prima l’avrei scritto esattamente come te!)

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