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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Ricordando la sera che Scalfaro venne a Nuoro…

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

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Natalino Piras

di Natalino Piras. Oscar Luigi Scalfaro, morto ieri (ndr il 29 Gennaio 2012), che fu Presidente della Repubblica, non era simpatico alla gente. Ricordo un suo arrivo serale a Nuoro, al tempo del settennato. Pochissimi davanti alla Prefettura. Appena sceso dalla macchina si volge a salutare gli astanti, a mani aperte, in gesto presidenziale, mica le corna di Leone. Si avvicina al nostro gruppo uno dei due corazzieri motociclisti di scorta e ci invita a chiamare vicino a noi il Presidente: “A lui piace parlare con la gente.” Non lo facemmo. Eppure Scalfaro, che era un politico, era visibilmente integerrimo. Pio e bacchettone, era la sua fama: vedovo con la figlia che lo accompagnava nelle visite di Stato. Noto della sua gioventù l’episodio di una volta che schiaffeggiò in pubblico una signora in decolleté. Era un magistrato e da giudice condannò a morte un fascista a Liberazione avvenuta. Aveva un faccia da gufo, naso adunco e al mio paese c’era chi lo somigliava a un sarto nostalgico della campagna d’Abissinia, basso e con i capelli unti tirati all’indietro, un tipo comico che non sa di essere ridicolo. Eppure Scalfaro, che altri, dicevano “quel corrotto!” non era nella tipologia del politico quale comunemente la si intende, la tipologia del buffone che una volta indossati i panni non ne esce più. Intendo dire che aveva l’aspetto del buffone ma era tutto il contrario. Era una persona seria. La gente si sa, che pure dice di detestare i buffoni, non ne vuole persone serie. Che è come dire che fa quello che decidono e fanno fare i buffoni, mica le persone serie. Anche questo è un fattore globale-locale. C’è in giro molto rimpianto di Berlusconi, persona detestata da Scalfaro. Si potrebbe obiettare che pure Berlusconi detestava il Presidente della Repubblica quando fu Scalfaro a difendere quel ruolo dalla politica di colui che fu premier. Chi era il politico super partes? E chi il buffone? A proposito di interessi e di globale-locale, certo fare politico berluscone lo utilizzano oggi certi sindaci di paese in fatto di tagli veri e dimensionamenti scolastici che sempre tagli sono, perdita di risorse e posti di lavoro. Orbene questi primi cittadini fattisi a politici, somiglianti a Scalfaro più in soma che in intelletto, decidono pur di salvaguardare il proprio particolare interesse di andare ad accorparsi col paese da sempre “nemico” il cui istituto è riuscito però ad accaparrare più soldi. Senza che in questo c’entri minimamente l’interesse scolastico del paese da lui stesso governato. Una cosa come questa, un fare berluscone, un politico come Scalfaro non l’avrebbe permessa. Bacchettone e rigido ma col senso dell’interesse dello Stato. In pace e in guerra. Ricordo due scene televisive. La prima quando appena eletto andò a Capaci dove quarantotto ore prima erano stati ammazzati il giudice Falcone, sua moglie e l’intera scorta. Il Presidente non si vergognò a farsi il segno della croce. L’altra è la corsa d’ordinanza di un ufficiale dei bersaglieri a capo del picchetto che rendeva gli onori militari al Presidente Scalfaro che nella Bosnia della guerra civile era andato a vistare il contingente italiano. Il bersagliere batté forte i tacchi prima di irrigidirsi sull’attenti. Aveva davanti un politico, non un buffone. np

Nella fotografia, autore Marco Leone, fonte Flickr e Wikipedia.

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8 Comments on Ricordando la sera che Scalfaro venne a Nuoro…

  1. Concordo che Scalfaro era persona seria… per il resto non saprei Natalino….
    da quando ho letto con molta attenzione il King Lear di Shakespeare trovo sempre difficile affidare la parte del King e del Fool… ma magari sono io… boh…

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  2. Sulla tipologia del buffone la letteratura è infinita. C’è “King Lear” ma pure l’identificazione dell’ubriacone Bung sia con sir Rodney che con il re pazzo e basso nonché spietato del regno di Id. E mi sovviene pure un mio passaggio narrativo nel romanzo di Chentomines di quando il re Burgu, rapito dai saraceni dentro la cattedrale, una chiesa pure questa bassa, il giorno di Pentecoste, viene poi vestito con i panni da “scurra”, appunto da buffone, perché sia ludibrio per il popolo. Però c’è identificazione e identificazione tra re e buffone. Ulisse non sarà mai Tersite né uno dei borboni re franceschiello che per niente si differenziavano dai giullari di corte. Scalfaro aveva sguardo severo ma non faceva la faccia feroce come appunto Franceschiello comandava ai suoi soldati senza armi. Ed ebbe coraggio nel dire no a uno che che in quanto a buffoneria, seppur vestito da premier, ne aveva da vendere. Così come la vendeva chi sa se avendo o no coscienza del suo ruolo di “scurra”. Quando Scalfaro venne a Nuoro mise il dito sulla piaga dei sequestri, nostro terribile male. Lo fecce con autorevolezza, senza fare la faccia feroce del buffone.
    Ti ringrazio per la costante attenzione, ricambio complimenti e affetto.
    Natalino

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  3. “Quando Scalfaro venne a Nuoro mise il dito sulla piaga dei sequestri, nostro terribile male. Lo fecce con autorevolezza, senza fare la faccia feroce del buffone.”….
    Questo non lo si mette in dubbio… Cioè non discuto Scalfaro.

    Voglio invece discutere cosa dà autorevolezza… O meglio l’autorevolezza è qualcosa che uno si prende o qualcosa che noi gli diamo? Io penso che sia un pò tutti e due. Ed essendo figlia di tutte e due queste situazioni, di nostri sentimenti è per forza di cose… opinabile. Non oggettiva (ferme restando le esagerazione da cabaret a cui capisco bene fai riferimento!).

    Il fool e i kings di cui parlo io sono naturalmente personaggi nobili. Soprattutto la figura del fool è nobile più di quella del re. Parlo dunque del buffone che deriva dalle prime forme teatrali medievali (vedi i tropi), parlo dunque del buffone character rabelesiano per certi aspetti ma soprattutto character shakespeariano. Il che vuol dire character che dice tutto della nostra natura. Per esempio, quanto la stessa sia confusionaria, quanto l’essere e l’apparire si confondano… quanto i giudizi degli uomini siano opinabili. Appunto! Come sopra, caro, grande Natalino.

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  4. Ciao Rina, qui nevica. E sovviene tra le altre memoria del tempo dell’infanzia, quando i altro possibile leit motiv di questa nostra discussione sul re e sul buffone. Re di burla erano i pupazzi sulla neve, re di burla erano i pazzi, gli scemi del villaggio, che camminavano scalzi sulla neve. E’ un fatto: poveri di spirito erano dentro lo spirito del re taumaturgo, che se lo toccavi portava fortuna e ti faceva guarire dal male. Erano davvero dei re. Li avessimo recuperati a teatro sarebbero stati ottimi attori, appunto nello spirito del fool senza cui non è possibile avere lo spirito del re. Se puoi, a proposito di Spirito, fra un po’ vai a vedere il post “Nesit priteru Battore”, nella “Terra sospesa”.
    Natalino

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  5. Nevica? Bello! Bello vedere il Gennargentu innevato! Be’ potrei raccontare anche io di pupazzi di neve, ma per farlo dovrei indossare l’altro “mood”. Quello melanconico-nostalgico che mi prende di tanto in tanto e di cui poi, voi, sopportate con fierezza “i risultati” le “creazioni” su Rosebud. Comunque sul tema buffone-re applicato alle cose della politica moderna dovrei riflettere meglio perché raramente accade che il re (lear) decida di ritirarsi e di dividere il suo regno tra i figli (un po’ come se Berlusconi avesse detto, un pezzo a te Angelino, un pezzo a te Bondi, un pezzo a te Gasparri e via cosi distribuendo)…..

    Per essere corretti occorre pure ricordare che in cambio del regno Lear pretendeva orazioni dalle figlie, complimenti, lodi sperticate… così accadde che quando la povera Cordelia, l’unica che lo amasse davvero, si rifiutò di incensarlo (oggi si direbbe leccare il culo) e disse solamente:
    What shall Cordelia speak? Love and be silent….
    Lui la disederò.

    Che tempi!!! Che tempi!! E la neve non c’entrava niente!:)

    ps certo che leggerò. grazie:)

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  6. Ho trasferito e chiosato la discussione nel mio blog http://www.natalinopiras.it Titolo del post: La neve, il re e il buffone.

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  7. Caro Natalino grazie…. poi faccio una capatina sul sito. Abbraccio e sorry per il delay.

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  1. Ricordando la sera che Scalfaro venne a Nuoro…

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