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BETELGEUSE: l’obbedienza è virtù e vizio, meglio (molto meglio!) CRITICI che PASSIVI!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Danila Oppio. Attenzione! Oggi la prendo da lontano, da molto lontano! Sono uscita in giardino, e ho volto lo sguardo al cielo, stasera particolarmente stellato. Davanti ai miei occhi appariva nitido Orione, con la sua cintura e l’arco teso. Si tratta di una delle più grandi e splendenti costellazioni del cielo.  La parte ben visibile è costituita da un grande quadrilatero che comprende due stelle di prima grandezza, Betelgeuse – una supergigante rossa con un diametro che varia tra le 300 e le 400 volte il diametro del sole ed una distanza da noi in 310 anni luce) e Rigel – una supergigante bianco-azzurra distante da noi 910 anni luce e con una luminosità pari a 57.000 volte quella del Sole), e da tre stelle allineate, da sinistra Alnitak, Alnilam e Mintaka, rispettivamente zeta, epsilon e delta orionis.

Betelgeuse è una delle stelle più studiate dagli astronomi. Conosciuta fin dall’antichità, ben visibile a occhio nudo (è a nona/decima stella più brillante del cielo notturno, a seconda dei cataloghi), occupa una delle spalle del grande cacciatore nella Costellazione di Orione, all’interno della quale viene identificata con il nome di Alpha Orionis.

Sposto lo sguardo dalla parte opposta del cielo, e due pianeti mi fanno l’occhiolino: Venere e Giove, ben allineati e in questo periodo paiono enormi stelle, una rossastra e l’altra blu.

L’ho presa sufficientemente alla larga? Il senso dell’osservazione di parte dell’universo, sta nel fatto che lo stesso obbedisce ad un preciso ordine matematico: se dovesse disobbedire anche solo la più piccola stella del firmamento, succederebbe una catastrofe cosmica!!!

E di obbedienza, infatti, vorrei trattare, ma non di quella forma servile, subordinata ad un comando imperioso, al quale non ci si può sottrarre. L’obbedienza non è seguire di peso la volontà altrui, ma è soprattutto dare ascolto e fare spazio agli altri, rispondere alle loro attese e necessità, anche se a volte rispondere al meglio significa dover dire il contrario.

Ognuno ubbidisce a qualcosa,  per abitudine talvolta: ad un partito, ad una chiesa, al solito giornale, alle cose quotidiane. Ma non bisogna assoggettasi troppo passivamente. Lasciar decidere agli altri, che siano autorità, mode, tendenze, pubblicità…ci rende obbedienti senza accorgercene, come ipnotizzati  da chi fa più rumore.  Ascoltare e seguire qualcosa che ci viene imposta in modo subdolo, ci toglie la libertà illudendoci di darcela. Il pericolo non viene dall’essere critici, ma piuttosto dal non esserlo abbastanza. In qualunque società, il contributo migliore spesso è di chi si oppone,  che contesta, non di chi è sempre tranquillo, che non pone problemi, di chi tace anche quando dovrebbe parlare e dissentire, col rischio di fare degli sbagli e perfino del male senza rendersene conto.  La possibilità del dissenso, è l’altra faccia dell’obbedienza, senza la quale l’obbedienza è cosa vuota, indegna. La coscienza, sebbene non assoluta ed infallibile, è autorità.

Se l’universo obbedisce ad un ordine cosmico, noi possiamo obbedire o disobbedire secondo coscienza: questo è necessario per salvaguardare la nostra libertà.

Sappiamo che molti popoli sono stati, e alcuni lo sono tuttora, relegati ad una supina obbedienza a governi tiranni, ma ritengo che il fatto ancora più grave della tirannia, sia l’accettare servilmente certi ordini che sono contro la libertà individuale e sociale, contro l’espressione più importante dell’uomo: il suo pensiero, la libertà di poter lavorare, studiare, seguire il proprio credo religioso, e anche di mantenere gli usi e costumi proprie di un popolo, del loro modus vivendi. Penso all’obbligo dato alle donne musulmane di dover indossare il bourka. Noi occidentali lo riteniamo un uso barbaro, ma per loro è una tradizione.

In certi casi, però, è necessario disobbedire. Quando? Laddove, per esempio, ci impongono scelte contrarie alla nostra etica,  libertà di pensiero, filosofia di vita – questo dal punto di vista individuale – e contrarie all’economia di una Nazione, ai bisogni autentici di un popolo. Per concludere: la coscienza civile, personale e sociale,va sempre e comunque rispettata e fatta rispettare.

Ogni dittatura è un abuso di potere enorme, così come ogni governo che non fa il bene della propria Nazione ma solo gli interessi dei governanti stessi. Non capisco come si possa obbedire ciecamente laddove sarebbe necessaria una grande disobbedienza. Come è possibile che una Nazione, composta da milioni di cittadini, debba subire i soprusi di poche persone che la governano? E’ disdicevole, è contro ogni sano principio della logica!

L’universo gira secondo leggi fisiche e matematiche, e guai se Betelgeuse dovesse esplodere (lo farà tra qualche miliardo di anni) ma l’uomo può cambiare la rotta della propria esistenza, e invece di creare danni irreversibili, potrebbe migliorare questo mondo che sta andando verso una china pericolosa!  Disobbediamo un po’ a fin di bene: diciamo no agli armamenti, no all’inquinamento…..e scriviamo un bell’elenco di cose sbagliate alle quali potremmo dire no, tutti insieme appassionatamente!

Sono uscita ancora in giardino, le stelle si sono spostate nell’emisfero celeste, o meglio, la terra ha ruotato di qualche ora,  Betelgeuse mi fa ancora l’occhiolino, ed io le sussurro: ma quante volte e per quanti millenni hai già sentiti questi discorsi, e cosa è cambiato da allora?  Pare che tu mi risponda;”Tutto e niente: ma non è mai venuta meno la speranza di un mondo migliore!”.

Nella fotografia, La costellazione di Orione come potrebbe apparire qualora Betelgeuse esplodesse in supernova. La stella brillante nell’angolo inferiore sinistro dell’immagine è Sirio, quella nell’angolo superiore destro è Aldebaran. Fonte, Wikipedia.

5 Comments on BETELGEUSE: l’obbedienza è virtù e vizio, meglio (molto meglio!) CRITICI che PASSIVI!

  1. Bel pezzo Danila, al solito originale e deciso, proprio come piacciono a me. Domani voglio commentarlo al meglio. Grazie.

  2. La direttora potrebbe rispondere che per i miracoli si sta attrezzando, visto che l’impossibile lo fa di già. Complimenti a Daniela ma ancor di più all’inossidabile e inomologabile cdervello di Franco. E’ sempre un piacere leggere questi articoli e i commenti di Franco, e viceversa.
    Buona serata dalla gelida Sicilia, laboratorio(dicono) di politica e di tante altre cosette che abbiamo esportato in abbondanza. Qualcuno ha detto mafia? ma quando mai??? La mafia non eiste! Ie pura invenzione di quacche malalingua che poi ha fatto indigggestione di piombo.
    Bacio le mani.
    Don Savvo

  3. Se dovessi dare una medaglia ad honorem alle battute più sagaci di Salvo e Franco, avrei un bel po’ da pensare!!! Grazie ad entrambi per la stima. Come dicevo a Gavino, a volte mi pare di scrivere sotto dettatura di una mente superiore alla mia e mi chiedo: ma da dove mi arrivano? Ma penso che quando si ha a cuore un certo argomento, le idee vengono alla superficie con molta facilità! Un abbraccio a tutti

  4. Ma amici!…ho detto che mi sembrava, nel senso che tutto nella mia mente e poi sul Mac, tanto scorrevano fluidi i pensieri!!! Quella storia che hai scritto è bellissima, Lucifero non esiste, ma il male si, e lui è quella figura allegorica che lo rappresenta! Si Gavino, mi è tornato utile il collegamento tra stelle e umanità! ciao a tutti

  5. Macché Franco: averne di scrittori online come Danila! Vorrei averne altri 20 e si farebbero faville. Una che propone sempre argomenti originali, scrive con decisione, interviene senza farsi problemi, non si lamenta mai, non fa storie se un pezzo non viene pubblicato, non cerca scusanti di nessun tipo. Così, a mio avviso, deve essere uno scrittore online. Così sono gli user che piacciono a me.

    Fermo restando che tu, autodidatta o meno (che non ce ne può fregare una mazza e, al massimo, torna tutto a tuo onore), non sei da meno! Ciao.

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