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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Rosebud libri: recensioni e interviste (Beccacini, Rosales, Dalla Villa, Montomoli) – Gennaio 2012

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

di A.A.V.V.

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di Gordiano Lupi:

Fabio Beccacini

Ultimi fuochi per Paludi

Euro 18,00 – Pag. 288 (rilegato)

Fratelli Frilli Editore

Il commissario genovese Giorgio Paludi, torinese d’adozione, giunge alla sua terza indagine, chiudendo, da alcuni punti di vista, la trilogia noir che lo ha visto protagonista prima di Giorgio Paludi – 44 anni il giorno dei Santi e poi del più volte ristampato Sushi sotto la Mole che ha dato il via al passaparola.

L’ultimo romanzo –  Ultimi fuochi per Paludi (Frilli Editori) -, segna un passo in avanti tra i lavori di Fabio Beccacini. Al plot poliziesco questa volta si aggiungono dei personaggi decisamente meglio delineati, e un commissario che finalmente cala la maschera per confrontarsi con lo specchio degli anni.

In un’inedita ambientazione estiva (per Beccacini) il romanzo muove i passi da un esplosivo incipit durante la notte dei fuochi di San Giovanni. In un certo senso l’estate è l’elemento dirompente nella trama e nei moventi sentimentali dei protagonisti. Una colla umida avvolge la città, affiancando rom senzatetto, industriali d’armi dai pochi scrupoli, ville in collina e prefabbricati dimenticati nella periferia sabauda. Paludi è alle prese con un maxi inchiesta sul contrabbando di rame, l’Oro Rosso, e soprattutto alle prese con una nuova inaspettata passione che brucerà gli ultimi fili che lo tenevano testardamente legato al passato.

Beccacini, al solito, gioca tra cinema e cronaca nera, creando una realtà parallela che nella sua stravaganza grottesca è sempre più immagine fedele dei tempi che viviamo, perché il giocattolo funziona e mette a nudo una Torino dove gli italiani che vanno chiedere l’elemosina di una cena al monte dei cappuccini sono sempre di più.

Un romanzo che consiglio agli amanti del genere e non. Se non per altro, leggetelo per la bellissima trovata del capitolo finale.

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L’Almanaccone 2012

Labos Editrice – http://www.tellusfolio.it

Pag. 250 – Euro 17,50

L’Almanaccone 2012 è una rivista – libro che esce dalla costola del periodico digitale Tellusfolio (www.tellusfolio.it), numero 31 – 32  edizione cartacea, un contenitore annuale di arte pensosità e letteratura. Dirige e coordina l’operazione Enea Sansi, deus ex machina de ‘l Gazetin di Sondrio, che spiega nell’introduzione il legame tra sito internet e rivista, il significato di Tellus come terra madre, dea della fecondità, stagione della semina, quindi momento metaforicamente propizio per seminare idee nuove e concetti filosofici nell’animo umano. L’Almanaccone è un libro di grande livello culturale e i contributi soddisfano i palati più esigenti, ma consigliamo i lettori di visitare anche la rivista digitale dove troveranno collaborazioni politico – letterarie di buona qualità.

Il volume raccoglie scritti di Gino Songini (Il mio male si chiama Sardegna – considerazioni di un continentale sull’isola e i suoi abitanti), Sandro Fancello (A proposito di mal di Sardegna – Ricordando la Lombardia), Giacomo Bottà (Alla ricerca del centro di Helsinki), Rocco Del Nero (Cartoline dal Kosovo), Moonisa (Zoom sulla Nigeria), Vanna Mottarelli, Maria Lanciotti e Luciano Canova (Spinus e altre novelle – Vacanze in campagna), Nicola Scinetti e Marcello Mariana (Sulla 38, opera per poesia, foto e prosa d’arte), Alberto Figliolia (Sportivi ritratti), Renzo Fallati (Il nostro giardino, I magnifici quindici).

L’Almanaccone è un libro denso di storie e contenuti, nel quale ognuno può incontrare narrazioni che soddisfano il proprio gusto personale. Io per esempio ho divorato i ritratti sportivi di Alberto Figliolia, che ha la mia età, si è formato su simili emozioni calcistiche e cestistiche, per questo appassiona raccontando le carriere di Carlo Recalcati, Ilir Trebicka, Sandro Gamba, Pierluigi Marzorati, Fulvio Bernardini, Tarcisio Burnich e Giacinto Facchetti. Si legge e si ricorda, pare di fare un poetico tuffo nel passato, come se quei nomi e quelle storie che non torneranno fossero le nostre madeleines. A mia figlia ho letto la sezione curata da Vanna Mottarelli, Maria Lanciotti e Luciano Canova, perché anche quelle storie ricordano un tempo che non esiste più ma che abbiamo vissuto, tra rondini sui tetti e lucciole nei giardini. Molto suggestiva anche la sezione geografica con i ritratti culturali di paesi come Kosovo, Nigeria, Finlandia e Sardegna. Per il prossimo Almanaccone prenoto un posto per Cuba. Ordinatelo a: labos@novanet.it, oppure cercatelo in una di queste librerie: http://labos.valtellina.net/librerie.html. Ne vale la pena.

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Guillermo Rosales

La casa dei naufraghi

Pag. 140 – Euro 15 – Traduzione di Chiara Brovelli

Fandango Libri – www.fandango.it

“Sono stato internato in più di tre manicomi, da quando mi trovo a Miami, dove sono arrivato sei  mesi fa dopo una fuga da Cuba. Sono scappato dall’isola e da tutto ciò che le appartiene. Non sono un esiliato politico. Sono un esiliato totale. A volte penso che, se fossi nato in Brasile, in Spagna, in Venezuela o in Scandinavia, avrei finito comunque per fuggire dalle vie, dai porti o dalle praterie di quei Paesi”

Guillermo Rosales è uno scrittore cubano della diaspora, uno dei tanti autori ignoti al grande pubblico per volontà di un regime liberticida, e anche per questo è meritoria l’operazione recupero targata Fandango. Rosales è nato nel 1946 all’Avana, non è mai sceso a patti con un sistema autoritario che l’ha incarcerato come dissidente. Negli anni Ottanta è scappato a Miami, dove ha trascorso anni disperati lontano dagli affetti e dalla sua terra, ricoverato in manicomio per una grave forma di schizofrenia, che nel 1993, asoli 47 anni, l’ha portato al suicidio. Rosales ha creduto nelle idee rivoluzionarie, è stato comunista come la maggior parte dei cubani, ha partecipato alla campagna di alfabetizzazione per insegnare a leggere e a scrivere ai contadini della sierra. Deluso dalla deriva autoritaria della rivoluzione è finito al confino politico, esule da patria e affetti, vivendo gli ultimi anni senza provare nostalgia di Cuba ma solo un odio smisurato. Prima di uccidersi, ha distrutto la maggior parte dei suoi scritti. Resta il romanzo autobiografico La casa dei naufraghi (Boarding HomeLa casa de los náufragos, 1987), che narra la sua vita tra le mura di uno squallido manicomio, ripensando al passato, alla follia di una dittatura e a un Comandante che tormenta i sogni come un incubo assurdo. La casa dei naufraghi non è un romanzo epocale e neppure un capolavoro, come molti cercano di presentarlo, ma è un buon testo narrativo, un documento crudo e sincero di una vita allo sbando, della follia che aggredisce uno scrittore in fuga dalla sua terra, distruggendolo giorno dopo giorno. William Figueras è un personaggio costruito bukoskianamente sulla vita di Guillermo Rosales, la sua storia è un viaggio negli angoli più oscuri della mente e della condizione umana, attraverso ossessioni e umiliazioni, fino al baratro della disperazione. Il romanzo è senza speranza, scritto con una freddezza tale da non lasciare spazio a momenti nostalgici e sentimentali. Lo stile è nervoso, chirurgico, frammentario, immune da smanie descrittive e ricco di dialoghi.

Molto pregevole il saggio breve Guillermo Rosales o la collera intellettuale di Ivette Leyva Martínez, pubblicato in appendice al libro, perché chiarisce molti lati oscuri sulla personalità dello scrittore, riportando testimonianze dell’amico Carlos Victoria.

Il romanzo breve di Guillermo Rosales è l’opera di uno scrittore in crisi d’identità, di un uomo che ha perduto i suoi sogni e non ha intenzione di recuperarli con un’operazione nostalgia. Rosales preferisce sprofondare nella depressione, covando rancore per ciò che non è stato e per le illusioni che hanno segnato il passato.  Fino al colpo di pistola liberatorio, prima letterario e metaforico, poi reale e definitivo. Adesso Guillermo Rosales attende giustizia in un posto migliore, insieme a Guillermo Cabrera Infante, Carlos Victoria, Reinaldo Arenas, Heberto Padilla, Carlos Franqui e molti altri scrittori, traditi da un sogno in cui avevano creduto.

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 SEGNALIAMO INOLTRE L’USCITA DI….

TRESETTE DI FABRIZIO DALLA VILLA

Quattro amici d’infanzia, si ritrovano a giocare a tresette, dopo essere andati in pensione. Giocano e scambiano idee ed opinioni, chiacchierano a trecentosessanta gradi, cioè sia di argomenti personali, che altri più generali, convinti di poter invecchiare tutti insieme.Invece il destino ha deciso diversamente…

Per ordinare il volume…

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=688602

Last but not least segnaliamo………….

UNA STANZA VUOTA DI FRANCESCA MONTOMOLI

Alice, un matrimonio fallito alle spalle, abbandona l’Italia per trovar rifugio nella lontana Cheyenne, con l’intento di lasciare alle proprie spalle tutte le delusioni e il senso di inadeguatezza accumulati negli anni. Tuttavia non è la distanza fisica né la rimozione forzata dei ricordi e del pensiero di casa a creare dentro di sè quel vuoto necessario per poter ricostruire e ripartire. Di ciò Alice si accorge quando – per aiutare un amico in crisi matrimoniale – mette a sua disposizione la propria esperienza e apre quindi una breccia nel muro costruito per tenere indietro il passato.
Solo imparando a riconoscersi e accettarsi interamente e a non colpevolizzarsi per le proprie debolezze Alice riuscirà infine a sentirsi a casa e a non scappare più di fronte a sé stessa.
“Una stanza vuota” è una piacevole sorpresa, un libro che aggancia il lettore, lo trattiene a sé pagina dopo pagina con una scrittura elegante e mai banale, e lo porta a riflettere su se stesso e sui propri spazi interiori da svuotare e da colmare.
Francesca Montomoli con questo romanzo ci regala – oltre ad una gradevole lettura – una chiave per il superamento delle delusioni e per la rinascita personale, attraverso un percorso che necessita solo (e non è poco!) di uno sguardo sincero all’interno del proprio io.

recensione di Alessandra Gorlero

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info@ipaziabooks.com

1 Comment on Rosebud libri: recensioni e interviste (Beccacini, Rosales, Dalla Villa, Montomoli) – Gennaio 2012

  1. C’è un libro piccino piccino, ma dall’anima grande: l’ha scritto don Andrea Gallo, un prete “fuori dalle righe” ma a mio parere eccezzzziunale veramente!!! Titola: “il Vangelo di un utopista” e contiene tutto ciò che serve per chiarire cosa sia davvero il cristianesimo secondo Gesù, e non secondo i parametri della Chiesa, che in qualche modo ha preso le distanze dagli insegnamenti cristiani. Bisogna assolutamente leggerlo. A Rina invio un mio articolo sul libro e la persona di Gallo, che credo e spero di grande attualità.

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