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Giornalismo online: IL POST

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Rina Brundu. Vivaddio un bel giornale online! O meglio, un vero giornale online. IL POST (www.ilpost.it), attualmente al primo posto nella classifica Blogbabel, è la creatura del direttore Luca Sofri, giornalista, scrittore, già autore del seguitissimo angolo virtuale Wittgenstein. La redazione, a leggere la pagina CHI SIAMO, è composta da 7 rampanti giornalisti online (et non) di varia provenienza. Gli autori e i collaboratori conosciuti non sono invece pochi e tra questi spicca il nome del bravo Giovanni Floris che fra un Ballarò e l’altro trova pure il tempo di dedicarsi alle cose del giornalismo digitale: anche lui orfano di Berlusconi? Il dubbio ci assilla ma è di quelli con cui riusciamo a convivere.

Perché mi piace IL POST? Intanto perché è nato in Rete e, come scrivo da anni (sic!), questa è a mio avviso la conditio-sine-qua-non perché un qualsiasi angolo elettronico dedicato alla “notizia” possa considerarsi un giornale-online. Mi piace che sia per lo più redatto da “giovani” per i “giovani”, mi piace quell’impronta serena e seria (un elemento che posso garantirlo è diventato raro nell’atmosfera digitale impregnata di LIKES feisbukici da un lato, e di trolls nullafacenti e nulladicenti, quando non deficenti, dall’altro), e gradisco il fatto che nella sua chiara dirittura giornalistica non ti fà dispiacere neppure il continuato (d’antan?) fare l’occhiolino ideologico alle posizioni di quella sinistra ideale – da sempre vissuta all’insegna del mitico motto Berlinguer-Fausto-fratelliMarx (con gli addendi non necessariamente in quell’ordine sebbene sia sempre la somma che dà il totale) –  corteggiata da tutto il giornalismo impegnato italico et non (nda di fatto, il mio disimpegno intellettuale l’ho sempre dedotto per calcolo logico-matematico!).

Da un punto di vista strettamente tecnico, così come dovrebbe accadere con tutti i veri giornali online, non gli manca neppure quel tocco di editazione “fatta in casa” o “fatta di corsa perché non c’è tempo” (ne so qualcosa!), laddove nell’articolo redazionale “Cose buone dal Post” si legge il ridondante, quanto godibile, statement “abbiamo cominciato a cercare di migliorarlo”. A mio avviso sarebbe stato sufficiente un più prosaico “abbiamo cominciato a migliorarlo” ma allora non sarebbe stato giornalismo online. Ripeto, vivaddio un bell’angolo virtuale dedicato alla notizia! Finanche completo nel suo riuscire a catturare per-tempo l’attualità, lasciare grande spazio alla politica nostrana (mi si perdoni l’ossimoro) e internazionale, all’economia, allo sport, ai media, alla tecnologia et dulcis in fundo al “complottismo” italico. Ne converrete che se quest’ultima rubrica non fosse esistita sarebbe stato come celebrare il compleanno della nonna con la torta di mele dopo averle buttato la dentiera nello sciaquone del bagno.

Benino anche con la grafica. E l’estetica. Ma cosa manca a IL POST per bucare la RETE? Detto in soldoni gli manca L’AUTOREVOLEZZA. O, per meglio dire, gli manca quella capacità d’influenza che si è invece conquistato da tempo, tra le verdi colline mediatiche statunitensi, il prestigioso The Huffington Post di Arianna Huffington. Di fatto, acquistare autorità, potere-mediatico, importanza, considerazione, rilevanza, credito, venire considerati credibili, attendibili, competenti, esperti, essere stimati per il lavoro che si fa sono ancora fattori importanti pure nel mondo virtuale dove sputtanarsi od essere sputtanati può risultare facile o difficile in base, a mio avviso, ad un unico imprescindibile fattore: la SOSTANZA che si riesce a buttare sul campo! Le chiacchiere invece stanno a zero. Insomma, come dico sempre io, meglio sminuir sostanza avendola che millantarla essendone privi!

Fermo restando che per raggiungere l’empireo giornalistico-online serve anche tanto commitment, tanta determinazione, tanto know-how tecnico, tanta spensieratezza, un pizzico di follia, qualche bacio nel sedere ai “venerati maestri”, e sale e pepe quel tanto che basta (anche quest’ultimo ingrediente soprattutto nelle parti basse!). Then again, ogni lungo viaggio inizia con il primo passo e IL POST questo primo passo lo ha senz’altro fatto: good luck then e buon lavoro!

Collage fotografico creato da Rina Brundu: da sinistra Bob Woodward, Oriana Fallaci, Carl Bernstein.

Fonti fotografiche: Carl Bernstein Image by Larry D. Moore, used under a Creative Commons ShareAlike License. Source Wikipedia.

Oriana Fallaci, Foto non artistica di Oriana Fallaci scattata in Italia oltre 20 anni fa. Fonte Wikipedia.

Bob Woodward, photo by Kat Walsh, source Wikipedia.

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