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Ritratto a cavallo: da Bucefalo a Ronzinante…. (2011-2012)

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Rina Brundu. Difficile fare un “ritratto….a cavallo” quando appare chiaro che, così come accadeva a Don Chisciotte e a Sancho Panza, il ronzino si è ribellato e ci ha sbalzati a terra.  Il problema (uno dei problemi), credo fosse che per almeno due-tre decadi di spensierato edonismo economico-finanziario (politico?), ci siamo illusi di essere Alessandro il Grande in groppa a Bucefalo, mentre di fatto avevamo montato Ronzinante e il nostro ruolo era più  simile a quello dell’ingegnoso “hidalgo” della Mancha…..

Un anno fa, di questi tempi, Sivio Berlusconi, scandali vari-considerati, incassava la fiducia al suo governo e si presentava in grande spolvero alla conferenza stampa di fine anno, rassicurando gli Italiani che la legislatura avrebbe continuato il naturale iter, scacciando i fantasmi dell’eresia (o diaspora a seconda della simpatia) finiana, finanche ringraziando la Stampa per l’ottimo lavoro svolto. Poi venne la crisi libica, numerosi altri scandali più o meno pilotati, lo schiaffo-di-Sarkozy davanti alla nostra evidente incapacità di leadership sullo scacchiere internazionale, l’entente-cordiale con Di Pietro, la munnezza di Napoli, la.. solitudine del leader, accompagnata dalla caratteristica determinazione a non mollare mai all’insegna dell’immarcescibile motto “Muoia Sansone con tutti i filistei!”.

Intanto Luglio diventava sempre più “afoso”, e mentre l’informazione giornalistica del servizio pubblico latitava (siamo l’unico Paese al mondo che reclama una crisi-regolamentata, dalle 8-alle-5 e da Settembre a fine Giugno che poi tutti-al-mare-a-mostrar-le-chiappe-chiare!), gli indefessi strateghi di Moodys, in attesa di servire il dolce, portavano in tavola l’antipasto: il downgrade del Portogallo. Il condimento veniva invece servito dall’affair-mediatico che ha visto la chiusura del glorioso (?) News of the World di Rupert Murdoch, scandalo intercettativo della privacy altrui tutto-britannico e che ci ha ricordato come l’erba del vicino non sia mai più verde ma l’importante è farlo credere….

Poi le cose cominciarono a precipitare. Basti pensare che la prima telefonata della Cancelliera-di-Ferro Angela Merkel nei palazzi del potere italico fu sempre dell’inizio estate, successivamente il telefono ha continuato a trillare  come fosse stata ripristinata la “linea rossa” tra Mosca e Washington durante la Guerra Fredda, l’unica differenza è che nel nostro caso la linea passa per Parigi e qualche volta il gist della conversazione è “lost in translation”. Il resto è storia nota: gli svedesi volevano comprarsi il Partenone, il re degli hedge-funds George Soros è stato costretto a fare qualche passo indietro per permettere agli altri colleghi di continuare il lavoro indisturbati, le agenzie di rating hanno aggiustato il tiro e dopo infiniti, snervanti, quanto interessati ammonimenti hanno sparato in guisa di mitragliatrici impazzite (basti pensare all’incredibile downgrade dello Zio Sam!): dove cojo, cojo!

La terribile strage in Norvegia, l’infaticabile e indefesso lavoro dell’opposizione politica italiana (ricordiamo tra tutte la fondamentale proposta di Nicky Vendola di rottamare il termine “compagni” per  passare a quello più mediaticamente-trendy di “amici”!), e infinite altre situazioni di cronaca quotidiana più o meno tragiche hanno quindi pavimentato la strada verso il grande cambio al vertice-politico: dal berlusconismo al montismo con amore come direbbe James Bond. Nel frattempo, lo “spread” (termine inglese che credo abbia tormentato le notti insonni di tutti gli accademici-della-crusca, nonché compilatori di dizionari nostrani), ovvero il differenziale tra i bund tedeschi e i btp italiani, continua ad andare su e giù (soprattutto su), grazie alla manovella a mano manovrata da un’alternanza di operatori che ne scandiscono il ritmo a suon di dichiarazioni più o meno meditate.

Ho detto in apertura che per certi versi noi somigliavamo al poetico cavaliere errante Don Chisciotte della Mancia a… cavallo del suo ronzino: a ben guardare non è comunque una diminutio dello status. Neppure di quello morale. L’hidalgo spagnolo, infatti, pur nella sua follia, si era comunque messo in viaggio per difendere i deboli e riparare i torti. E se è vero che noi italici, di norma, preferiamo di gran lunga difendere i forti e scassare i “dritti”, resta pur vero che con Don Chisciotte continueremo a condividere la vana ricerca di un traguardo ideale: nel suo caso gloria cavalleresca imperitura nel nostro un posto di lavoro. Anche se sottopagato. E in nero.

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3 Comments on Ritratto a cavallo: da Bucefalo a Ronzinante…. (2011-2012)

  1. Franco, mi dispiace per le vicende personali su cui comunque non è opportuno dirimere. In ciò che dici però c’é molto di vero: ovvero che il problema sono le CASTE e quella politica non è forse la peggiore. Fermo restando che è quella che ha il potere per cambiare le cose…. E naturalmente hai ragione al 100% che con le parole si può giocare molto. Soprattutto possono venire usate per fini infiniti che dicono tutto e il contrario di tutto. Penso sia una sorta di Sindrome Gattopardica all’insegna del dire tutto per non dire niente. Per non cambiare niente. Spero comunque che stia meglio e che tu continui a buttare giù i tuo pensieri… magari raffreddandoli un poco. Proprio come dicesti a me tanto tempo fa! Ricordi?

  2. Caro Franco se mi permetti ti rispondo domani. Vorrei farlo con calma. I tuoi interventi infatti e la modalità-sentita con cui ti poni meritano la massima attenzione. E una risposta-pensata. Un caro abbraccio, carissimo, indistruttibile e indomito Franco.

  3. Franco il fatto che la politica dovrebbe essere l’unica arma per “cambiare le cose” non è un “pregiudizio” ma il tratto-portante della scienza della nostra buona amministrazione civile…. Che poi, di fatto, non lo sia è altra cosa.

    D’altro canto è pure sicuro che, come nella giungla, esistono Stati-lupi e Stati-prede: credo che sia conseguenza del fatto che gli Stati oltre ad essere espressioni-geografiche sono “agglomerati”-di-uomini ed è ben noto che homo homini lupus….

    Quanto a Berlusconi, formalmente si è fatto da parte (e ha fatto bene), tecnicamente il suo modello politico e di leadership ha fallito: no way out! Quando si ha un quarto di secolo per dimostrare qualcosa o lo si dimostra o si va a casa….

    Lui ha senz’altro il merito di essere andato a casa: ma ci resterà? God knows!
    Fermo restando che il nuovo che avanza, e che viene da destra, o da sinistra, o dal casinico-centro, non promette nulla di buono comunque….

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