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Scrittura online (3): Qual’è o qual è? – perché difendo Saviano

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Rina Brundu.

Percribbio e perdindirindina questa volta occorre davvero farlo: occorre difendere Saviano! Naturalmente lo si sarebbe difeso con più grinta se non avesse corretto il suo “errore” e se anziché twittare domande-pregnanti (ma un po’ scontate), twittasse convincenti-risposte con la R maiuscola in grado di aiutare-la-causa che sta sostenendo (qualsiasi sia). Di buono c’è che l’italico scrittore avrebbe comunque detto: “Continuerò a scrivere qual’è!” e questo ci consola e ci dà certezza che abbiamo davanti un vero spirito-che-scrive e non un altro autore abbonato al corso pomeridiano parrocchiale: grammatica-for-dummies.

Ma di cosa sto blaterando? L’oggetto del contendere è naturalmente “l’infausto” tweet newyorkese savianico che così recitava e(t) si interrogava: «Khadz Kamalov, un giornalista coraggioso, è stato ucciso. 70 giornalisti russi uccisi in Russia. Qual’è il peso specifico della libertà di parola?». Un classico apostrofo di troppo in quel di Internet (come se la Rete non avesse visto altro!!) e apriti-cielo, i puristi della lingua già si stracciavano le vesti in piazza recitando ad un tempo (a memoria e all’unisono!!) il seguente regolamento accademico-cruschiano: “L’esatta grafia di qual è non prevede l’apostrofo in quanto si tratta di un’apocope vocalica, che si produce anche davanti a consonante (qual buon vento vi porta?) e non di un’elisione che invece si produce soltanto prima di una vocale (e l’apostrofo è il segno grafico che resta proprio nel caso dell’elisione). Come qual ci sono altri aggettivi soggetti allo stesso trattamento: tal, buon, pover (solo nell’italiano antico), ecc. È vero che la grafia qual’è è diffusa e ricorrente anche nella stampa, ma per ora questo non è bastato a far cambiare la regola grafica che pertanto è consigliabile continuare a rispettare”(1).

Per certi versi la faccenda mi ricorda la volta che spesi un’intera serata in facoltà a convincere il professore di turno che “l’invisa” espressione “ma-però” aveva più valenza della regola “o usi ma o usi però”. A mio avviso la valenza gliela dava l’usage ma naturalmente queste sono vecchie storie note a qualsiasi studente (anche svogliato) di lingua e letteratura. Tuttavia, il punto importante che sto tentando di fare, prendendo spunto dall'”incidente” grammatico-internettiano capitato al bravo autore di Gomorra, è un altro. E il punto è quello che ho sempre battuto e ribattuto da dieci anni a questa parte, ovvero che la scrittura-online – che è scrittura figlia del mood-del-momento ed è per lo più scrittura dell’anima (perché in Rete si incastra l’anima come sostenevo tempo fa nel Manifesto-Net) – vive di regole proprie ed è poco disponibile a farsi “addomesticare”. Di questo un qualsiasi professionista della scrittura dovrebbe tenerne conto.

Naturalmente il mio non è un aizzare contro le usate convenzioni linguistiche (nelle scuole, infatti, occorrerebbe insegnare la  lingua così come raccomandato dalle istituzioni – in senso lato – deputate a difenderla, prima fra tutte, per noi italici, la straordinaria e nobilissima Accademia della Crusca!) ma è un reiterare che, da Joyce in poi, non si può avere nessun rispetto per uno scrittore che non è capace di esercitare alcuna ownership sul linguaggio che utilizza (piegandolo quindi alle sue necessità) e invece si fa succube dello stesso. Gli scrittori non sono grammatici e comunque che la regola la conoscano lo si da per scontato!  Per tutti questi motivi: bravo Roberto!

(1)    Dal forum dell’Accademia della Crusca.

Link correlati: Saviano e Fazio -vieni via con me

Nella foto: Villa Medicea di Castello, sede dell’Accademia della Crusca (fonte: wikipedia)

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8 Comments on Scrittura online (3): Qual’è o qual è? – perché difendo Saviano

  1. Solo un addendum se posso: crisi o non crisi le istituzioni come la gloriosa Accademia della Crusca dovrebbero essere difese con le unghie e con i denti. Un popolo senza la sua miglior memoria culturale non è un popolo ma un accampamento di nomadi! Speriamo che il governo-tecnico se lo ricordi…..

  2. Carissima,
    in realtà non è che ami poi tanto Saviano, sol perchè dopo il successo s’è dato arie da opinionista-tutto-so-tutto-sentenzio.ma questa è un’altra storia.
    Il tuo pezzo mi ha fatto sorridere perchè mi ha riportato all’antica querelle delle “d” eufoniche che io chiamo “eugrafiche” visto che sono solo scritte.
    In un corso di scrittura creativa di qualcje anno addietro ci bacchettavano per il loro uso, essendo giudicato obsoleto e anzi da segnare con la matita blu.
    Io in realtà le usavo più da trait-d’union, per velocizzare l’attacco delle parole l’un l’altra nella pronuncia(all’uso francese. Morale, non le uso quasi più, specie quando scrivo per MI-Delosbook, dove quasi to bocciano o per ondadori che risente di quell’influenza nefasta.
    Ma siccome sono un garantista, lascio che gli altri le usino insieme al qual è o qual’è.
    nsomma lasciate che la grammatica venga a me e non io vada ad essa. A meno che non si tratti di errori grossolani e marchiani. Per il resto,”Vivi e lascia vivere. Anche per la Crusca che dovrebbe anche spiegarmi come mai INNOCUO e INIQUO abbiano lo stesso suono pur essendo differenti nella scrittura.
    Un abbraccione.
    Salvo
    Un abbraqc.

  3. Scusate i refusi e gli intoppi, sto scrivendo col pPc da 10″ e i tasti da “Barbie”

  4. Ciao Salvo sono contenta che il pezzo ti abbia fatto sorridere perche’ era questo l’intento…..
    Il punto pero’ era un altro. O meglio, i punti erano due: da un lato le caratteristiche della scrittura online (parlo di caratteristiche tecniche che bisogna ben comprendere), dall’altro la scrittura che, a mio avviso, per un vero scrittore (o meglio per un vero spirito-che-scrive) dovrebbe essere per lo piu’ pulsione dell’anima come tutti i grandi modernisti ci hanno insegnato…..

    Then again si potrebbe pure dire (io ho letto Gomorrah solo in versione inglese ma non credo questo cambi tanto le cose) che la scrittura di Saviano e’ di tipo tecnico-giornalistico piuttosto che di tipo intimistico e quindi lui anche se non avesse detto che da ora in poi usera’ “qual’e'” potrebbe essere scusato… L’orizzonte d’attesa (sempre in senso tecnico) e’ senz’altro diverso…..

    Per quanto riguarda la domanda che poni in finale un qualsiasi buon manuale di filologia (materia che ho amato tantissimo all’universita’ – anche se io ho fatto piu’ che altro filologia germanica) risolverebbe il tuo dilemma….

    Buone cose

    PS Francamente non e’ tanto il fatto che Saviano si dia delle “arie” a preoccuparmi (in Italia generalmente lo fanno tutti e senza ragione alcuna), ma il fatto che quelle “arie” debbono essere giustificate da un background formativo e propositivo solido. Ripeto, anziche’ twittare domande pregnanti ma scontate, bisognerebbe twittare risposte convincenti….

    PS2 Sorry per gli accenti ma sono su computer-altro e su tastiera non italica….

  5. Per completare il discorso e per coloro che si interessano a queste tematiche (che di solito annoiano i piu’!) inserisco un link dove si e’ sviluppata una qualche discussione in proposito….
    http://internet.liquida.it/focus/2011/12/22/roberto-saviano-e-il-qual-e-su-twitter-severgnini-apprezza-l-errore/
    Lato mio avevo gia’ letto la difesa-Saviano del bravo dottor Severgnini pero’ l’ho trovata un poco all’acqua di rose…. Tanto per fa’ e tanto-per-di, per intenderci… Non certo una difesa di tipo tecnico.

    Comunque non sono sicuramente d’accordo con quanto scrive Gnocchi su “Il Giornale”: “”Se lo stesso errore di grammatica lo avrebbe fatto un giornalista, il direttore lo licenziava dopo averlo sgridato forte. Se invece lo avrebbe fatto uno studente in un tema, la professoressa ci dava cinque dopo averlo sgridato forte. Invece l’errore l’ha fatto lo scrittore Roberto Saviano, e la sua immagine, secondo illustri commentatori quali Beppe Severgnini del Corriere della Sera, ne è uscita fortemente migliorata”.

    Reitero infatti che bisogna “capire” di cosa si sta parlando. Nelle scuole occorre insegnare la lingua come da manuale, sono poi gli studenti in gamba che sapranno proporre modelli e idee diverse per modificarla, “migliorarla” e renderla strumento duttile rispetto alle loro necessita’. Alle necessita’ della loro “anima”. E non solo della loro.

    PS Sorry ancora per la forma e gli accenti ma scrivo da postazione “difficile”….

  6. Ma Gnocchi ha scritto “se lo avrebbe”???????????????????????

    Nel caso, serve il Nobel!!!!

    O magari ci sta prendendo per i fondelli:)
    Potenza delle querelle-pseudo-letterarie!

  7. Ciao Angela sono contenta…. per il resto dovresti dirimere con l’Accademia della Crusca perche’ quella parte a cui fai riferimento da quel forum veniva…..
    E in generale di loro io mi fido: anzi, ho una venerazione!!!!
    Baci

  8. PS Angela, la grammatica-for-dummies e’ abbastanza lungo da spiegare… ma non preoccuparti la battuta non cambia il senso del messaggio. Ciao

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