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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Scrittura digitale (2): la poesia e la prosa di Luca Fedele

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

Rina Brundu

Amica Din.

Obliante antibiotica apnea
Ozio è sale amor e lena
Nell’ombra della luce dell’idea
Vanità, vacue verità impera.

Tutto si trasforma il nulla crea
Come a vista il tatto, l’io vena;
Odi fangosi frutti di nymphaea
Dolci effluvi ai lumi in cera.

Muta verità ‘sì nuvola muta
C’al sol’è figlia ‘l che dal mar fuma
Che ‘l ciel muove,fermo;non cale.

Inerzia com’ozio non scruta
Se ‘l stilla s’ammara o s’appiuma
Se per ‘l sia uom natura o l’ale.

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Ne pas faire me comprendre de que tu écris

il giorno diede l’ali alla notte, al tramonto.

Il buio scelse tinte di sè, sfumature di colori primari

microchip in tilt, i neon concessero il rosso,

mentre la cenere a loroaltri li teneva saldi a terra.

La notte giocava a lasciare cadere il giorno

come il sole gioca a nascondersi dietro la luna.

La pioggia voleva che il giorno avesse ai raggi

il ricordo nel riflesso della rugiada sui fiori.

Il giorno lasciò che i raggi la trasformassero

in umido da tenere addosso

prima d’arrivare in alto tra le nuvole ancora bianche.

La notte le arrossì

Il vento sussurrò allla memoria un caldo brivido.

La contrazione concesse alle parole di scivolare

come le gocce dalle nubi grigie sul vetro.

Lentamente,

la cenere si poggiava su di loro

annegava,

come un sogno in un oceano di inutili parole.

בשבילך, מפתיע אותי

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°,°

lasciavo nebbia su quei posti

prima del caldo che fa

fondendo nuvole a tratti di sereno

immobile, col pieno d’illusioni

stabile sulle mie gambe

come seduto su un treno che sembra partire

prima di capire che è l’altro che va

materiale ignifugo in decomposizione

sostanze soggette a passaggi di stato

cenere, che il vento soffia su quei posti

foschia, che copre lo sguardo

patine di fantasia colorano il paesaggio

disegnano sapori e profumi

tra brividi che scalzano le vertebre

prima del caldo che fa

lasciavo nebbia su quei posti

si dice che: è tutto più facile

dopo..

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lesson number one

DANNO [COLLE DER FOMENTO]

PIOMBO E FANGO

io sto coi piedi per terra
e sto sul piede di guerra
trentun’anni che ogni giorno piove merda
nessuno mai che paga
nessuno fa na piega
fra sta gente timorata
che chiusa in casa prega
domenica in chiesa
e lunedì all’inferno
una mano lava l’altra
e al resto pensa il padre eterno
in un paese che è sordo
e che scorda e dimentica
ma appena fiuta il sordo
torna e rivendica
rimescola le carte
e appena cambia il vento cambia parte
a capofitto nel profitto
non conta quanto grande
è il prezzo da pagare
il conto da saldare
tanto tutto va bene
finchè tutto va male
totale in rate che mi tocca sopportare
e già dalla mattina ho l’ansia che mi sale
m’attaccano le pippe sulla fede e sull’orgoglio nazionale
in un mondo che è acchittato come un centro commerciale
le luci
gli spot pubblicitari
le offerte lancio
e tutto poi che si riduce solo a sesso e calcio
tutto compromesso già dalla partenza
la difesa l’accusa il processo e pure la sentenza
siamo senza direzione
una nazione in rotta verso l’autodistruzione
un’altra pantomima di un paese che ormai rischia il tracollo
mentre pippa cocaina con il crocefisso al collo

Rit: (x2)abbiamo avuto il piombo il fango ed ogni giorno
abbiamo avuto il piombo il fango ed ogni giorno
abbiamo avuto il piombo il fango ed ogni giorno
la dose quotidiana di merda che ci cade attorno

***********************

I_I I_I

t’ho vista con i capelli abbandonati al vento gelido..

col cuore al freddo e quelle mani calde..

gridare a squarciagola per sentire un pò il silenzio..

seduta lontana avvolta nella tua tenerezza..

sperare con tutta te stessa..

ma senza che il mondo ne fosse a conoscenza..

t’ho vista credere alle mie bugie…

t’ho vista sorridere a un Noi che sa di aria..

t’ho vista ridere di me..

t’ho vista nella tua innocenza..

t’ho vista ferma mentre tutto ti crollava intorno…

e sono stato tra quelle lacrime d’esasperazione..

sono stato a tenerti su lo specchio nel tuo giorno migliore..

e sono stato fermo a guardarti..

tanto quanto basta per perdere la ragione…

t’ho vista credere alla magia d’una canzone..

t’ho vista cedere al peso delle parole..

t’ho vista schiantarti contro un’emozione..

t’ho vista pronta a perdonarmi..

t’ho vista sola contro il mondo e pronta ad odiarmi..

t’ho vista e riletta nelle parole di prevèrt..

t’ ho vista credere e sillabare promesse…

t’ho vista vivere.. vivere con me…

per questo sono ancora incredulo…

***********************

Nictalopi

Lascio graffi di colore su pagine bianche pronte a calarsi dalla finestra di casa nel vento. Tutti i miei pensieri tornano al mondo sensibile e lasciano forse gli unici due occhi che li incrocieranno. Poi torno alle luci artificiali e all’icomprensione verso me stesso, all’illusione di vivere per me come vivere per un’altro; tutto è confuso come il nero dell’inchiostro e le lettere di word, il fumo che s’alza dalle mie labbra e si cancella nell’aria e non ne so distinguere l’odore ma ho un senso di bruciore agli occhi che potrei attribure alla stanchezza. Domani potrei essere cieco sussurra un paranoico all’ipocondriaco che già non ricorda altro che il nero e dice che sente solo il vento e le voci sulla pelle ma poi se si muova e dove sta andando di tanto in tanto glielo suggerisce qualche fedele amico bastardino. Cieco come sono spesso ho creduto alla fortuna disse l’ipondriaco al paranoico che l’accuso di essere quella lussuriosa bendata. Poi sospirarno insieme: mi sono innamorato d’una donna bellissima incorparea sotto il flusso ondulatorio del suo crine cinereo che odora del balsamo di tutti i miei fallimenti, di una galeria di me che non sono stato che non mi hanno baciato e non sono racconti da dare in pasto alla prima birra ad un’amico ma che restano nel fondo acqueo d’un pozzo stagnate; un’oblio ceruleo che gocciola intonando armonie antiche di vergini che sulle coste alzano la loro voce come la luna fa con le maree e tessono i bordi delle illusioni ottiche che infilzano la rugiada con raggi di sole,i suoi occhi. Tradisco l’emozioni ,come un buon marito con la propria moglie, e guardo quella donna nella sua evanescenza e m’imbambolo irto dalla laurea ad honorem che gli anni zero hanno accreditato ormai a più generazioni e non mi muovo e vivo scorrendo come il fiume di quel vecchio pazzo , essendone una goccia ignava come diceva l’altro porco grasso. Quella donna mi immerge in un silenzio in cui non mi sento, dove stare bene non è una questione di qualità e stare male non è un ghigno. L’amore tra noi è impossibile perchè io non sono più eppur penso. Il paranoico chiese se fosse uno specchio all’ipocondriaco che l’accuso d’essere una maschera poi temette d’essere una maschera mentre il paranoico s’intesiva a fare il gatto o l’uomo che segue l’ombre delle statuette nelle caverne cercando di capire se fossero in una stanza degli specchi. Quells donna gira in tondo come suonasasse Casadei mentre le carie d’un dente le lasciano la Corona di regina e lei si muove sensuale sul tappeto rosso lingua inumidendosi per cercare anime tra gli organi lungo il corpo.

***********************

Soffocarmi come nuvole ticchettanti , un cielo terso.

Domani, domani non esiste.
Ogni futuro mi strappa a me stesso,
rallenta il mio respiro
nel soffice calarsi di palpebre.

Fumi di disillusione in fili sottili
baciano l’aria , le mie labbra ,
le parole, s’addensano
soffiano le ceneri che tornerò

Sviscero lembi esangui
infilzo nervi con squilli d’ago.
intono le mie vene
strimpellando le irregolarità dei battiti.

Il Blu dei mari e dei cieli
dei pomeriggi invernali
è adesso.
Soffocarmi come nuvole ticchettanti
un cielo terso.

***********************

Amore nero

nero come la morte della luce
l’ombra che dilaga sull’asfalto
lo tzunami dei frustri
non ha pace non ha colore
li è tutti
La voce soffocata in Pan-Dan
con le lacrime e l’onda d’ira
dispersa dalle nuvole sub-urbane
il valzer della violenza
trova studi e toni
tabacco alle labbra
Cenere.
La stella più luminosa
del mio emisfero
è già un buco nero
Nero è il mio passato
Nero è il mio futuro
Nero è il mio Sogno.
Fenici che risorgono dalle macerie.

Luca Fedele

NOTA – Importante: Da una email di Luca: ” piombo e fango ” è una strofa che per quanto possa sentire mia, è parto della mente di un Rapper romano (Danno).

Quindi ringraziamo questo bravissimo rapper, sperando che ci scriva e ci mandi qualche suo pezzo….

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Una breve nota tecnica di Rina Brundu.

Dopo il caso Dean Morrison il caso Luca Fedele. Una maniera come un’altra per continuare la mia ricerca sulla scrittura virtuale. Immergersi nella ricchezza di linguaggio, di tematiche, di toni, di moduli utilizzati da Luca per “esprimersi in Rete” è per certi versi spiazzante. Non so quanti anni abbia Luca e non so quanta “coscienza” vi sia nelle sue scelte stilistiche, di sicuro colpisce la maturata-simbiosi con l’universo virtuale che lo ospita che ci dà ulteriore conferma di quanto la produzione digitale oggidì abbia raggiunto livelli tali da potersi misurare tranquillamente con quella classicamente-cartacea, finanche di superarla.

Soprattutto, in comune con quella di Dean (ed ecco perché la pubblichiamo), la scrittura di Luca mostra il necessario spirito irriverente capace di strapazzare i modelli tradizionali, sia stilistici che di linguaggio (basti vedere quanto linguaggio-macchina viva imprestato ai suoi versi), al fine di creare qualcosa di nuovo e di molto, molto personale. Di fatto questa è la caratteristica prima della scrittura online: ovvero l’io-che-scrive prima di tutto. E a qualunque costo.

Nell’immagine: The Awakining – Thomas Cooper Gotch (1854–1931), pittore preraffaellita.

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4 Comments on Scrittura digitale (2): la poesia e la prosa di Luca Fedele

  1. Bellissime poesíe con bellissime metafore che fanno pensare.Bravo

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  2. Luca come promesso non potrei chiudere Rosebud “per vacanze” senza ulteriore ma breve commento. Fermo restando che la tua resta la poesia giovane di un ragazzo giovane che avrà tutto il tempo di crescere, di migliorare, di fare, di vivere e di sperimentare (anche per far felici i critici-vecchio-stile!!) confermo quanto detto prima, ovvero che nel tuo poetare c’è tanto di post-post-moderno, o meglio post-digitale e tanto di imprestato al linguaggio macchina-computistica.

    Ho sempre amato gli “Shaped poems” di George Herbert prima e della “Concrete Poetry” di Carlos Drummond de Andrade poi…. Per certi “versi” (???) ho poi ritrovato la loro “poesia-scolpita” nelle cosiddetta Code-Poetry. Tantissimi sono stati infatti gli autori moderni che hanno utilizzato la lingua (e le forme) dei linguaggi di programmazione (source-code) per produrre poesia, contenuti poetici….. Non è questo il tuo caso ma vero è che in tanti tuoi titoli, in tanti “momenti” del tuo poetare, ho visto scampoli di quel linguaggio-macchina. Non è tanto importante rispetto alla tua produzione quanto piuttosto per dimostrare come anche la poesia-online stia lentamente acquistando “coscienza” propria e si nutra del background elettronico-digitale che la fa vivere…. Rendendoci, ad un tempo, tutti più umani anche quando viviamo la Rete…

    Be’ si potrebbe dire molto di più ma non servirebbe, ognuno può interpretare la poesia a seconda delle sue esperienze, del suo understanding, del suo background e ognuno ne trae così maggior godimento…. La miglior cosa sarebbe aprire l’anima e il cuore sempre, a tutti! Questo fa Rosebud nel suo piccolo, nulla più. A presto allora e buone feste.

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  3. Stupende….. complimenti a Luca e al rapper romano.
    Ciao da Marco

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  4. christopherlover // 12 December 2012 at 17:03 //

    Molto belle.

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