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Governo Monti: “Siamo una squadra fortissimi, piena di ministri fantastici….”

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Rina Brundu. Il problema infatti non è la squadra che per certi versi ricorda quella della vittoria mondiale di Germania 2006 con un capitano ispirato e una difesa impenetrabile. Il problema è senz’altro l’avversario, in questo caso travestito da congiuntura economica particolarmente nefasta, ma il “problema” è soprattutto l’arbitro. O meglio gli arbitri! No, non sto parlando né di Byron Moreno, il direttore di gara che ci rovinò l’esperienza calcistica in quel di Corea, il quale si troverebbe attualmente in carcere per detenzione di stupefacenti (come a dire oggi a me domani a te), né degli  altri arbitri più o meno “venduti” che hanno rovinato diversi campionati direttamente sul suolo italico.

Gli arbitri che ho in mente sono soltanto quelli che hanno diretto la partita e fischiato i rigori durante il Summit fiume che, l’altra notte, in quel di Bruxelles ha sancito la nascita di una Europa a due velocità, ovvero Nicholas Sarkozy e la Cancelliera di Ferro Angela Merkel. Dice: “Dopo interminabili ore di trattativa, è stato Cameron, il Premier inglese, a “rompere””. Sarà pure così, ma il dubbio che a “rompere” siano anche gli altri due non me lo leverà nessuno. Con questo non si vuole dire che i risultati ottenuti dall’Europa comunitaria durante quello storico vertice siano stati negativi. Au contraire: finalmente (potenza della crisi!) si è avuto il coraggio di marciare compatti sul corpo d’Albione che da quando è entrata nella UE (a quel tempo si chiamava ancora CEE se non ricordo male, o forse addirittura MEC), ha fatto del suo meglio per ostacolare l’obiettivo di una vera unione politico-economico-finanziaria.

Detto questo, il dubbio sulle reale mire del duo franco-teutonico resta. E il dubbio deve avere assillato per tutto il tempo lo stesso Cameron dato che nel chiassoso aftermath del lunghissimo vertice (condito di tempi supplementari e di rigori ad oltranza terminati all’alba) avrebbe dichiarato:”Ciò che è uscito dal summit Ue non era nell’interesse della Gran Bretagna, quindi non l’ho accettato. Non potevo presentare questo nuovo trattato al nostro parlamento”. Come a dire che Islanda sul Tamigi* o no, date dinamiche non cambiano oltremanica, ovvero l’interesse del Paese viene prima di tutto, così come viene prima di qualsiasi altra considerazione la sua indipendenza economica e politica.

Autogol del Premier britannico? Non proprio, nonostante gli scontati malumori di cui si sono fatte portatrici diverse fazioni politiche i famigerati tabloid inglesi esultano e con loro esultano quei sudditi di Sua Maestà da sempre ostili alle integrazioni continentali di qualsiasi natura. Non è da escludersi dunque che questo NO detto al momento giusto possa fare la fortuna politica futura di Cameron. E l’Italia? Be’, noi ovviamente abbiamo detto SI’ come facciamo regolarmente da 70 anni a questa parte. Tuttavia, pur tenendo nel dovuto conto l’ammonimento del Trap “mai dire gatto se non lo si ha nel sacco”, anche nel caso del Bel Paese non è da escludersi che questo SI detto al momento giusto possa permettere di portare il risultato a casa ad un Mario Monti ad oggi più leader per necessità che per virtù.

Il va sans dire che se poi… finiamo comunque nel balatro la colpa è solo dell’albitro (i.e. degli albitri) e…. ce lo diciamo alla Cupola….

*Islanda sul Tamigi è il nome che è stato dato alla Gran Bretagna in crisi da un commentatore politico.

(Nella foto nazionale italiana con infiltrato gallico – fonte Nonciclopedia)

2 Comments on Governo Monti: “Siamo una squadra fortissimi, piena di ministri fantastici….”

  1. Grazie ai tanti che hanno letto questo pezzo. Sono davvero stupita! Sembrerebbe che crisi o non crisi, se la Gran Bretagna continua con le sue aspirazioni imperialiste noi continuamuo con il nostro credo di sempre: Dio, famiglia e pallone. Non vorrei fosse un caso di tipo churchilliano: “Mi piacciono gli italiani, vanno alla guerra (anche contro la crisi) come fosse una partita di calcio e vanno a una partita di calcio come fosse la guerra. …”.

  2. Caro Gavino grazie per il tempo che ti sei preso e a rispondere. Più che altro il pezzo era una metafora calcistica e un poco irriverente (vedi la salsa con il famoso hit di Zalone)… Insomma, un governo Monti supportato dalla destra e dalla sinistra e quindi visto alla stregua della nazionale di calcio. Ma anche un governo Monti che gioca una partita suo malgrado diretta dagli altri. O no?

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