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Era pur grande? No, non Cesare…. LUI!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Se lo chiede Francu Pilloni – Era pur grande!, diceva la gente mentre faceva legna della quercia caduta, nella lineare quanto conosciuta poesia di Giovanni Pascoli. Ora che Silvio ha messo un ginocchio in terra, cosa si dirà di lui?

Che fosse grande immenso glielo hanno gridato stuoli di legnaioli che hanno prosperato alla sua ombra, mangiando le sue ghiande e grugnendo come cinghiali nella pozza dell’acqua. I suoi frutti per altri, molti altri, erano considerati velenosi e si sono augurati ogni giorno che finisse a pezzi per alimentare il fuoco eterno. Alcuni tra i più cinici non si sonno mai preoccupati perché già sapevano come sarebbe andata a finire. Fra l’altro, avevano notato come anche il suo semplice accesso alla stanza dei bottoni abbia scatenato le peggiori congiunture astrali, con catastrofi mai viste né previste, come la strage delle Torri Gemelle nel 2001 e la bolla speculativa finanziaria del 2008. I suoi noti e numerosi astrologi hanno compilato giorno per giorno bollettini di serene previsioni che egli leggeva mentre quelli si toccavano le parti intime.

A ben ricordare, della quercia caduta si lodava anche la bontà. Ora, un Silvio santo pare improponibile, pur considerando che era incline alle dazioni verso chi gli avrebbe potuto dare fastidio, così come verso quanti gli avrebbero potuto dare piacere. Fra questi la schiera delle capinere, quelle delle ronde del piacere della famosa canzone degli anni Venti, le quali, al contrario della capinera pascoliana che ha perso il nido e si lamenta, hanno trovato facile vitto e alloggio nelle briciole della sua immensa ricchezza sfuggite dalle sue mani bucate. Tutto considerato, pare ancora poco per farlo santo, anche se non è detta l’ultima parola, perché un suo andare a Canossa o un’alta testimonianza di fede potrebbe cancellare d’un colpo tutti gli errori del passato. Se ne contano nella storia martiri di questo tipo!

Ma allora, era pur grande? L’ardua sentenza, più che ai posteri, mi sembra relegata ai posteriori, ai lati B delle sue tante capinere. Chi meglio di loro?

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1 Comment on Era pur grande? No, non Cesare…. LUI!

  1. Povero Silvio! Sono all’estero da vent’anni ormai e mai avevo visto tanta “attenzione” sulle cose italiche come in questi giorni. Una settimana fa ho finanche capito la mia prima parola nei telegiornali gaelici dell’Irlanda: Berlusconi (pronunciato più o meno alla cinese).

    Nelle tonnellate di inchiostro versate c’é naturalmente tanto spazio per le “capinere” di cui parla Franco. Riporto, tra tutte questa bella battuta di Jimmy Carr pubblicata su Metro di oggi: “The Eurozone leaders are looking for a stimulus package. Silvio Berlusconi suggests two Viagra and a Red Bull”. Credo non ci sia bisogno di tradurre neppure per chi non pratica l’inglese.

    Detto questo la domanda di Franco resta su un piano più serio: Era pur grande Berlusconi? A mio avviso si. Certo si deve discutere cosa si intende con grande (ne parlavamo quando menzionavamo gli eroi e i miti), ma è indubbio che quest’uomo ha vissuto una vita straordinaria capace di modellare, nel bene e nel male, milioni di altre vite. Partigianerie e quant’altro considerate, questo è un dato inconfutabile. Poi, come diceva qualcuno, ai posteri l’ardua sentenza.

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