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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Al lupo! Al lupo!

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

Rina Brundu

Riflessioni e considerazioni su una paradossale favola dei nostri tempi

Avete mai letto la favola del pastorello che gridava “Al lupo! Al lupo!”? È una favola didattica attribuita ad Esopo. Dentro una classica scena pastorale, il pastorello di turno si diverte a svegliare i contadini gridando: “Aiuto….al lupo! Al lupo!”. Di scherzo si tratta, appunto, per cui, i paesani, pur arrivando con forconi e randelli sono costretti a tornarsene a casa senza aver visto neppure l’ombra del pericoloso carnivoro. La scena si ripete diverse volte con grande divertimento del burlone che la propizia e notevole scorno dei co-protagonisti-loro-malgrado. Finché un giorno il pericolo si palesa davvero. Il pastorello grida con quanto fiato ha in gola, chiama aiuto, ma i contadini, certi che di nuova celia si tratti, non si muovono. Non vengono a dargli una mano, mentre il lupo ringrazia e fa strage di agnelli.

La morale più ovvia di questa novella insegna che a mentire sempre si rischia di non essere creduti quando si dice la verità. A mio modo di vedere però la facezia racconta molto di più. Sarà che di questi tempi la verità è opzione gestibile come meglio ci conviene, sta di fatto che la contemporaneità permette di argomentare sulla questione in maniera più complessa. O, forse, semplicemente in maniera più complicata. È indubbio, per esempio, che il racconto di Esopo, grazie all’impossibilità odierna e assodata nel gestire il vero e di cui si diceva, ben si presti ad essere interpretato all’incontrario. In altre parole, studiandolo alla luce delle più svariate dinamiche potrebbe pure portare a concludere che chi racconta sempre la verità, ma nel farlo indispone i contadini (per qualsiasi motivo, magari anche solamente per come si pone), non viene creduto neppure quando racconta una bugia!

Un paradosso? Au contraire! Mettiamo il caso ipotetico, ideale, immaginario, impossibile sul piano del reale delle arcane vicende che accaddero nel meraviglioso principato di never-never-land! Il principato di never-never-land, storicamente, era sempre stato abitato da un popolo spigoloso, difficile da interpretare, a suo modo diverso. Sicuramente dotato di una morale-propria. Una morale esaltante l’assioma che il fine giustifica il mezzo, ma soprattutto che esistono mezzi e mezzi e fini e fini. E anche per quanto riguarda le giustificazioni vigeva la regola che non serve essere sempre accompagnati dai genitori o da chi… ne fa le veci. Insomma, tutto-si-aggiustava e laddove non si aggiustava ad aggiustarlo ci pensava l’amico Franco, Davide, Mario, Luigi, Carlo. Persino il fruttarolo all’angolo che-mi-conosce-da-una-vita-e-quando-serve-‘na-mano-non-si-tira-indietro.

Tutto sommato però, quella di never-never-land era sempre stata una terra felice.  Fino all’epica battaglia tra Oriazi e Curiazi, si intende. Una disfida terribile e temibile che vide il fronteggiarsi di due fazioni molto potenti, le quali – mercé la morale-propria di cui si è detto et per quanto statisticamente incredibile –  avevano sempre raccontato la verità (o così assicuravano gli adepti di entrambe le parti!). Nel farlo, tuttavia, tanto avevano dibattuto, questionato, polemizzato, contestato, confutato, generato-fracasso-partigiano da infastidire – o meglio – da istupidire grandemente il popolo-contadino-e-sovrano che ascoltava. E che, man mano che il tempo passava, diventava finanche più confuso. Confuso ad un punto tale da non riconoscere più la bugia quando fu finalmente palesata!

Può sembrare un paradosso, ma assicuriamo che un simile scenario immaginario si concretizzò-davvero nel meraviglioso principato di never-never-land! Inutile dire che il lupo ne profittò per fare strage di agnelli. Pardon, forse accadde il contrario….

Rina Brundu

16/01/2011

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