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In morte del polpo Paul

Un ricordo di Rina Brundu. Se ne vanno sempre i migliori! E non intendo solo umanamente, ma anche calcisticamente parlando. Basti pensare alle fantastiche performaces sportive del fu polpo teutonico durante i recenti mondiali sudafricani e compararle anche soltanto a quelle dei giocatori della nostra nazionale. A ripensarci bene, in una ipotetica formazione a-polpo, con una avveniristico modulo 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1, al posto del nostro coach non avrei avuto dubbi nello schierare Paul sia come portiere che come striker. Non dico la finale, ma la finalina per il terzo o quarto posto, ne sono convinta, l’avremmo portata a casa.

Se ne vanno sempre i migliori! Fosse per me costringerei i calciatori a scendere in campo con il lutto al braccio al prossimo turno di campionato. Certo, mi rendo pure conto che potrebbe apparire mossa-eccessiva ai più e che è fondamentalmente inutile piangere sul polpo vers… ehm, defunto! Del resto, a versare calde lacrime non saremmo solo noi. Basti pensare quanto ha pianto Zapatero quando si è reso conto che, oltre la vittoria mondiale, Paul avrebbe potuto predire (mille volte meglio degli analisti di Wall Street) le nefaste conseguenze sull’economia spagnola della speculazione edilizia selvaggia e del malaffare finanziario continuato. Naturalmente, et indegnamente, quella predizione l’avremmo potuta fare pure noi, ma l’avere otto braccia munite di ventose fa più figo, genera maggiore fiducia nei mercati e  si hanno maggiori possibilità di essere ascoltati.

Se ne vanno sempre i migliori! Pensiamo anche soltanto allo spreco di tutti quei neuroni sparsi lungo la superficie del corpo, che facevano di Paul uno degli esserini marini più intelligenti. E pensiamo ai posti di responsabilità che questo mollusco cefalopode avrebbe potuto occupare con maggior profitto dei tenutari umani: dal seggio in Parlamento, alla direzione di una banca commerciale in odore di collasso-sub-prime, alla gestione di questa o di quell’altra agenzia delle nazioni unite, ad un posto di burocrate comunitario in quel di Bruxelles, fino a una posizione di presidente in pectore di un qualsiasi atollo corallino sperduto nel Pacifico, paradiso fiscale per eccellenza e guardiano inflessibile di ogni nostro sudato conto offshore.

Se ne vanno sempre i migliori! Come definire altrimenti un qualsiasi altro-essere sacrificato sull’altare della nostra stupidità? Che ha subito ogni genere d’angheria mediatica, per mesi, in silenzio e senza mai sputarci in faccia? Adiós estimado Paul, vaya con dios.

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https://rinabrundu.wordpress.com/2010/07/16/il-polpo

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