PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10. Breaking News

Il polpo

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Sulla noia e sulle notizie create a misura del nostro-umore….

di Rina Brundu. Qualcun altro che, come me, si è rotto le balle del polpo veggente Paul? Per carità, non voglio apparire irrispettosa. Seppure appartenesse al Genere Octopus e alla Specie Vulgaris, lo so bene che si tratta di mollusco cefalopode nobile. So anche che siamo in presenza di un animaletto marino molto intelligente. Il rapporto peso-cervello/peso-corporeo è fra i più alti. Inoltre, ha neuroni sparsi ovunque lungo la superficie del “corpo”. Se consideriamo che sul personale di molti animali-bipedi che conosciamo, un qualsiasi neurone ha la stessa compagnia goduta dalla particella di Sodio che vive dentro l’acqua Lete (quella del mitico richiamo: “C’è nessunoooo????!” per intenderci), beh… è tutto dire.

Fascinazione con il “giallo” e con gli altri colori considerata, mi convince molto meno questa sua “supposta” veggenza. Per esempio, si potrebbe speculare che se tu hai otto “braccia” munite di ventose, e se queste braccia sono quasi tutte uguali, potrebbe diventare facile, per chi guarda, prendere fischi per fiaschi. Insomma, cosa ci da certezza di quale fosse “l’arto” inteso da Paul per effettuare il suo pronostico? E cosa ci da certezza che in quel momento il nobile cefalopode di cui sopra non si stesse invece “grattando”? Non so perché ma mi tornano alla mente i capannelli di persone intente a giocare con le 3 carte alla stazione di Napoli. Il trucco di solito c’è sempre. Se a questo aggiungiamo il fatto che Paul sarebbe stato catturato all’isola d’Elba, ed è dunque un nostro connazionale, il trucco non solo c’è ma è garantito.  Solo una mia idea, s’intende.

Trucco o non trucco, a mio modo di vedere qui si esagera! Come al solito, del resto. Con le agenzie di rating che tagliano e tengono sotto stretta osservazione il rating del Paese, con la crisi-subprime che li ha investiti come un uragano Katrina molto molto incazzato, con il tasso di disoccupazione alle stelle e le prospettive di crescita alle stalle, ma è possibile che il primo pensiero in quel-di-Spagna sia stato di adottare il polpo veggente Paul? Immagino possa trattarsi di esagerazioni da neofiti della Coppa del Mondo, ma a tutto dovrebbe esserci un limite!

E se la Spagna piange, la Germania non ride. Men che meno dovrebbe ridere al ricordo della sua posizione all’insegna del “Cicero pro domo sua” durante la recente crisi greca. Per non parlare dei “tagli” interni che l’allontanano sempre di più dall’immagine di Terra Promessa d’Europa. Naturalmente non è colpa né della Germania né della Spagna. Men che meno del polpo Paul. Anche perché quando si tratta di cambiare le carte in tavola gli arti che spuntano su un qualsiasi “collega” umano sono senz’altro più di otto.

Il problema, se problema c’è, è un problema comunicazionale. Un problema di riuscire a creare il caso, la notizia, anche laddove non esiste. Perché, se riesci ad imbastirla con una certa accortezza, quella diceria prende vita di suo. In alcuni casi, come nel caso presente del polpo Paul, sa diventare leggenda metropolitana, globale, finanche una maniera come un’altra per racimolare qualche spicciolo e tanta pubblicità da parte di chi, per merito o fortuna, volente o nolente, si trova coinvolto in tutta la vicenda. E in Germania non sono nuovi a questo genere di campagne, basta pensare alle lunghe telenovele che, nel recente passato, hanno avuto per involontari protagonisti diversi orsi.

Personalmente resto dell’idea che gli “altri Esseri”, come preferisco chiamarli (il termine animale, per quanto mi riguarda, appartienepiù alla nostra essenza di uomini), bisognerebbe rispettarli soprattutto proteggendoli dalle nostre debolezze e dalle nostre “malattie”. Prima fra tutte la noia. Quella “malattia” che ci fa storcere il naso di fronte alle tragiche notizie di cronaca (ma non solo, vedi scandali d’estate e quant’altro) che raccontano le tristi vicissitudini dei nostri simili e ci seduce invitandoci a guardare “oltre”. A crearla a misura-del-nostro-umore la notizia. E ad indorarla di conseguenza. Così è se ci pare, dunque. E anche Paul deve adeguarsi.

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