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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

La festa

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

“Meglio ripetere una verità già nota che cincischiarmi l'intelligenza con paradossi brillanti che fanno sorridere, ma non pensare.” (Antonio Gramsci)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

“Meglio ripetere una balla già detta che giocarmi la credibilità con discorsi coerenti che fanno pensare, ma non fanno likes” (Matteo Renzi via Rina Brundu)

Rina Brundu

Sul perché tutti dovrebbero gioire nella festa “mondiale”.

di Rina Brundu. Qui, da noi, ieri era festa. Un’altra di quelle secolari sagre paesane che scandiscono lo scorrere del tempo nei villaggi della Sardegna interna. Tali ricorrenze hanno marcato la memoria dei tanti per intere generazioni. Hanno colorato esistenze per loro natura “grigie” di momenti da ricordare. Hanno riempito le orecchie di parole, di risate, di baruffe-chiozzote; hanno contentato gli occhi con visioni sorgenti da sfondi bellissimi macchiati di giallo-sole. Dell’azzurro intenso del cielo. Visioni accarezzate dentro notti fatte splendenti da milioni di stelle posate su cuscini d’ebano.

Perché, se al turista distratto può sembrare altrimenti, non vi è ricorrenza della stessa festa che sia davvero uguale alla precedente. Ogni anniversario vive di un suo istante importante. Di un suo istante diverso. Di un suo istante da ricordare. Negli anni a venire. Nelle lunghe serate invernali che si spenderanno davanti al focolare. A “provare” la memoria. Appunto! Della nostra sagra di quest’anno, per esempio, occorrerebbe rammentare il freddo intenso che gelava il respiro, intirizziva la pelle. L’inusuale suonare, lungo il grande stradone che attraversa il villaggio, di numerose wuwuzelas sudafricane fatte arrivare per l’occasione direttamente dalla Cina (o giù di lì). Il silenzio solenne procurato dal rito sacrilego della partita pomeridiana.

Già! L’infausta partita della nazionale contro la Nuova Zelanda. Con annessi e connessi sentimenti di speranza, trepidazione, disillusione. Quando medito sulla complessità delle dinamiche che la passione sportiva può innescare, non riesco a non pensare a Marianne Moore (1). Alla grande poetessa e scrittrice modernista americana che, già cinquanta anni fa, costruiva associazioni tra le “necessità importanti” del nostro io-che-vive (e tifa per una squadra di baseball, per esempio) e quelle del nostro io-che-scrive: “Fanaticism?  No.  Writing is exciting, and baseball is like writing, You can never tell with either, how it will go, or what you will do; generating excitement–, a fever in the victim–, pitcher, catcher, fielder, batter. Victim in what category? Owlman watching from the press box? To whom does it apply? Who is excited?  Might it be I?” (2).

Per quanto mi riguarda, trovo l’approccio della Moore verso questi argomenti “profani”, straordinariamente evoluto. Per certi versi, è proprio questa sua grande capacità di aprirsi alle peculiarità – e alle necessità prime – di ogni diverso-universo che la circondava (nel caso specifico, quello sportivo), che mi permette di “pesare” la capacità della sua anima. Ovvero, la capacità del suo spirito-che-scrive di abbracciare una visione del mondo che non contempla dogmi. Meno che meno di natura culturale. O intellettuale. E che, nel fare questo, rivela tutta la sua grandezza.

Per queste, e per molte ragioni simili a queste, ritengo che tutti dovrebbero partecipare nella corrente grande festa “mondiale”. Ciascuno a suo modo, s’intende! E quando dico tutti intendo anche coloro che, per svariate ragioni, la avvertono mentalmente lontana dal loro sentire.  Questo perché, non vi può essere intelletto più grande, di uno che sa nutrirsi di ogni possibile esperienza di vita. E che sa giustificare, nonché comprendere, la pienezza spirituale di ciascuna di quelle esperienze. La sua ragione grande per estrinsecarsi. Per manifestarsi. Per concretizzarsi. Per essere. Per esistere. Oltre, infatti, c’è soltanto Dio. Forse.

Note:

(1)   Marianne Moore 1887-1972

(2)   Da “Baseball and Writing” (1961)

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Attività editoriali per scrittori e autori

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