Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

La “vendetta”

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Dell’ex Tigre Celtica defraudata calcisticamente e, perché no? Degli  attuali campioni del mondo!

di Rina Brundu. Dopo il 15 Settembre 2008 – giorno dell’infausto default Lehman Brothers – non sono state molte le occasioni di pubblica-felicità sul suolo della Repubblica d’Irlanda. In realtà, è stata proprio tale colossale bancarotta ad infliggere il “colpo fatale” che ha saputo arrestare il passo della  Tigre Celtica (1). Ovvero, è stato dal quel momento in poi che migliaia di piccole e grandi società, nate come funghi durante il precedente, straordinario, boom economico (1997-2007 circa), hanno cominciato la loro politica di licenziamento selvaggio. Così, senza l’ombra di significative azioni sindacali o governative tese ad impedire la deriva, i posti di lavoro hanno cominciato a perdersi come ciliegie appese ai rami di un albero squassato dalla tempesta. Squassato dalla pioggia, dalla grandine. Da quel vero e proprio uragano che è stata la corrente crisi economico-finanziaria nell’Isola Smeralda.

“C’era una volta, tanto tempo fa, un’Irlanda fatta di milionari” ci informa una pubblicità che va per la maggiore sugli schermi RTÉ (2) in questi giorni. “C’era una volta, ma adesso non c’è più!” ammonisce quindi. Eggià!! Per quanto fenomenale il boom, è indubbio che quei tempi di vacche grasse possano apparire oggidì quali momenti appartenuti ad un passato favoloso. Mitico quasi. A consegnarli definitivamente al regno dell’impossibile-improbabile, ha contribuito inoltre l’inevitabile inclusione della Repubblica nello sciagurato circolo dei P.I.G.S, ovvero delle nazioni europee meno virtuose in tema di politica economica. Che botta per i figli di Erin (3) che pensavano di avercela fatta finalmente! Che pensavano di avere finalmente consegnato alla Storia i giorni miserabili dell’aut-aut “emigrazione o morte”! Che pensavano di avere detto addio per sempre alla fame, alla povertà, alla miseria che da un’eternità-di-tempo arrivavano loro in dono insieme al primo vagito!

Come spesso accade, scandalo attira scandalo. Non che il problema pedofilia negli ambienti ecclesiastici fosse cosa nuova nel territorio della Repubblica! É indubbio però che, dopo la pubblicazione del famoso Murphy Report(4), questa piaga-nazionale abbia mostrato tutta la sua virulenza. Tutta la sua infettività, la sua tossicità, la sua velenosità. Al punto che, per quanto ferma e decisa potrà essere l’azione di repressione e punizione, nulla e nessuno potrà mai compensare l’orrore del martirio subìto dalle migliaia di piccoli angeli che sono stati vittime designate e silenziose di tanto animo criminale. Impossibile! Tanto più impossibile se si pensa che, nell’Irlanda bigotta che continua a prosperare all’ombra di ogni onesta parrocchia, non sono mai mancate le parole in “difesa” di colpevoli dichiarati.

Da un certo punto di vista, mi pesa associare i gravi argomenti trattati fino a questo momento, con gli altri più leggeri che seguiranno. É mia opinione però che la vita degli esseri umani, di tutti gli esseri umani, a qualunque Paese essi appartengano, sia fatta di momenti diversi. Di momenti felici e ad un tempo tristi. Di momenti terribili e ad un tempo esaltanti. Di momenti “poveri” e ad un tempo “ricchi” dell’energia-del-vivere che li supporta. Ne deriva, che tentare di cogliere “l’umore” più generale di una qualsiasi nazione, in un dato momento della sua Storia, non può prescindere da un’analisi di tutte le “componenti” che determinano quel mood.

Di sicuro, “l’umore” della Nazione irlandese non era uno dei migliori lo scorso 18 Novembre 2009. È stato infatti in quel fatidico giorno che, a Parigi, alla fine di una controversa partita contro la Francia, gli isolani hanno dovuto dire addio alle loro speranze di qualificazione mondiale.  E dire che gli Irlandesi ci avevano tanto sperato! E dire che avevano vissuto gli ultimi tempi-calcistici in maniera esaltante, grazie soprattutto agli ottimi risultati ottenuti dalla nazionale sotto la guida di Giovanni Trappattoni. Un altro dio del pallone, appunto! Perché, anche nella cattolicissima Irlanda, la passione per il calcio è un’altra di quelle passioni-frivole per le quali val comunque la pena vivere. Basti pensare che il gol segnato da Ray Houghton, contro gli azzurri di Italia 90, è rimasto impresso nella loro memoria meglio dei comandamenti di Mosé.

Ma se quel lontano “avvenimento-italiano” è rimasto “impresso”, il fattaccio accaduto allo Stade de France continua ad ossessionarli scolpito a caratteri cubitali. Non a caso, sebbene acciaccata e sofferente, la vecchia Tigre non ha mai smesso di sorvegliare il “progresso” dei Francesi nel mondiale sudafricano. Quieta e silenziosa ne attendeva il prevedibile passo falso. Certo, una performance così sotto-tono come quella prodotta dai transalpini contro il Messico, non se la sarebbe immaginata neppure nei suoi sogni più “wild”. Ma a caval donato non si guarda in bocca! Dopo un tempo infinito, ecco  dunque un’occasione davvero “buona” per tracannare altra Guinness nella Terra Smeralda. Echissene finanche dello spettro-emigrazione che, si mormora, avrebbe ripreso a vagare in lungo e in largo per il Paese. E poi, sarà pure una magra consolazione, ma almeno i pub fanno affari. Del resto, per far ripartire l’economia da qualche parte occorrerà pure iniziare, o no?

Magra-consolazione per magra-consolazione perché non pensare anche a quella degli attuali campioni del mondo (i.e. noi), che lo scorso 11 Giugno, durante la cerimonia di apertura del mondiale 2010, hanno dovuto vedere la “loro” coppa alzata al cielo da Patrick Vieira. Proprio vero: la “vendetta”, soprattutto quella calcistica, è un piatto da servirsi sempre freddo!

Note:

1)      Un altro modo per definire l’Irlanda del boom.

2)      Televisione pubblica irlandese.

3)      Il nome Erin deriva dalla dea Ériu. Ma era anche l’appellativo dato all’Irlanda dai poeti romantici nazionalisti del XIX secolo.

4)      Il Murphy Report ha dato visibilità dei risultati delle inchieste portate avanti nella diocesi di Dublino, rispetto al fenomeno degli abusi pedofili sui minori. È  stato reso pubblico il 26 Novembre 2009.

Advertisements