DONATE ORA per l’Emilia Romagna. Cliccando sull’immagine arriverete direttamente sul sito della Croce Rossa Italiana che lavora in collaborazione con la Protezione Civile.
Segnalo anche questa pagina web Terremoto, CS e ospitalità (Emilia Romagna, 2012).
Grazie




















Amo la Croce rossa, ho lavorato per dieci anninel 118, so cosa significa soccorrere con ogni tempo e in ogni ora, anche per Natale, quando tutti sono riuniti e allegri. Però credetemi non ne posso più di sentire “dona” “dona” “dona”. E chi dovrebbe donare non lo fa. Paghiamo ancora nella benzina le 5 lire per il Belice, per l’irpinia e non ricordo più per cosa. Che doni lo Stato,tanto siamo sempre noi a farlo.
Scusate lo sfogo ma credo che capirete.
Salvo capire si può e si deve tanto più che i tempi non sono facili. Ma il “donare” secondo me non declina all’imperativo è piuttosto un motto del cuore soggetto anche alla “possibilità”. E resta comunque una scelta privata. Da rispettarsi. Sempre. Saluti.
Sono con Salvo, non mi nascondo dietro il classico dito. Quel “dona” è diventato, per noi italiani, un inno, un rito, se volete anche, un’amara abitudine e Salvo ha citato soltanto due casi tragici e datati. Se potessi, invece, partirei subito per quelle zone, a portare il mio modestissimo aiuto, a differenza di quegli “imbecilli” di nostri concittadini che vanno colà per fare i turisti e fotogra fare, ma cosa? Come quegli altri che andavano al Giglio, sempre per turismo… …ma mi faccia il piacere…diceva qualcuno
scusate anche me, per favore
Caro Salvo, non solo capisco lo sfogo ma lo condivido