Gutta cavat lapidem – Il sito della scrittura online, creato il 27 Marzo 2010 – Anno III – www.rinabrundu.com

Marte rosso è finalmente fascista: ancora sul monologo celentanesco….

di Gianluca Avagnina. Il mio rapporto con l’arte moderna è sempre stato caratterizzato da profonda incomprensione. Insomma, io non l’ho mai capita, e lei non ha mai capito me. Ma ritrovare Francisco Franco in alta uniforme e con gli occhiali da sole chiuso dentro un frigo della Coca-Cola batte tutte le mie (negative) esperienze precedenti con questo tipo di arte.

Non mi convince nemmeno l’abbinamento dei colori, anzi mi lascia alquanto perplesso: rosso Coca-Cola e nero fascista – va bene che c’era un po’ di rosso anche sulla bandiera della Falange, ma questa è l’unica interpretazione che riuscirei a cavare,  oltre a qualche altra speculazione ideologica sul rapporto dittatura-capitalismo, libertà-liberismo. In ogni caso, per me erano sicuramente più informati i fascisti su Marte che conquistarono il pianeta rosso per eccellenza, per farlo nero: ‘Marte è finalmente fascista’. Nella mia logica tale umorismo si avvicina decisamente di più al concetto di ‘Arte’ di un frigorifero con dentro un dittatore.

D’altronde, questa è una settimana anomala: molte trasmissioni si sono concesse una pausa, per dare il giusto spazio a Sanremo. Bene, mi prenderò una pausa anch’io, almeno per quanto riguarda la politica. E vediamo di dire qualcosa su questo benedetto festival.

 Il monologo di Adriano, sia chiaro, non mi è piaciuto. Mi è sembrato un modo di fare satira un piuttosto scontato,  per niente elegante, e per certi versi anche fastidioso. Forse Berlusconi manca davvero alla satira e ai comici, proprio come hanno  cantato Luca e Paolo (quindi quest’anno decisamente meglio niente Benigni – i suoi monologhi sul Cavaliere erano sempre spettacolari).

Non mi sorprendono gli ascolti in calo, dato che sento parlare più della più presenza o meno delle mutandine di Belen sotto il vestito, che delle canzoni in concorso. A dire il vero, non ho mai sentito parlare delle canzoni in concorso. Per questo condivido in larga parte i commenti espressi sui vari social network, che vedono Sanremo più come una trasmissione a luci rosse che come un concorso musicale, quale sulla carta dovrebbe essere.

Sanremo é parte della crisi? Stavolta del gusto, degradato in questi ultimi anni –  grazie a trasmissioni come il GF – in contemporanea con le nostre finanze?

Il 17 marzo prossimo è la fine dell’anno che ha celebrato i 150 anni dell’Unità d’Italia. Ora, con Roma che rinuncia alle Olimpiadi, non so proprio che cosa ci sarà da festeggiare da qui alla fine del mondo.

Nell’immagine il pianeta Marte, fonte NASA.

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Categorised in: Attualità, Fascismo, Gianluca Avagnina, Giornalismo online, La grande crisi, Marte, Opinioni online, Sanremo

6 Responses »

  1. c’è qualcosa da festeggiare, sempre e comunque! Le menti delle persone che ragionano col cervello e non con i piedi, per esempio! Io faccio ancora festa, salti di gioia, quando trovo persone che sanno usare la propria intelligenza e la direzionano verso scelte importanti, non lasciandosi travolgere dal qualunquismo! Salto di gioia quando gli argomenti non si fermano sul gossip, sulle scemenze sempre più martellanti, di un certo genere umano. Penso che sia ora di voltare pagina, non sull’argomento Sanremo, ma proprio sulla storia attuale italiana, e di gran parte del pianeta! Mi dissocio da ogni forma di stupidità, di superficialità. E sono immensamente felice quando trovo conferme da persone intelligenti! La differenza sta appunto qui: non faccio distinzioni tra ricchi e poveri, neri o bianchi, cattolici o musulmani, l’unica vera differenza che distingue una persona da un’altra è l’uso che fa del proprio pensiero!

    • Non posso che essere d’accordo, specie notando come certe ‘etichette’ e pregiudizi stiano degenerando ogni giorno: a volte mi soprendo come possano essere più ‘razzisti’ certi immigrati, che i ‘nativi’ che li odiano e li vorrebbero fuori dal proprio paese. E poi tutta una sfilza di stupidi stereotipi, usati spesso (e con successo) anche da trasmissioni radiofoniche rivolte in particolare ai giovani.
      La differenza tra chi usa il cervello e chi non lo usa è decisamente l’ultima cosa che siamo abituati a notare in un mondo dove l’apparenza e la prima impressione sono tutto.

  2. Hai perfettamente ragione Danila: tempo di spegnere e cambiare discorso: vai col fine settimana!
    Nell’attesa di ritrovare todos il neurone-perduto…
    ciao.

  3. Chiedo venia! Mi è stato fatto notare che ho scritto tra le differenze “Cattolici e musulmani”, intendevo dire “cristiani e musulmani” in quanto non intendevo escludere tutti i cristiani non cattolici. Si è trattato di un lapsus freudiano, essendo il cattolica.

  4. Buon fine settimana a tutti voi! Rina in primis, ne ha bisogno, con tutto il lavoro che compie su Rosebud!!!

Trackbacks

  1. Franco e la Coca-Cola « A journalistic view of the world

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