di Francesco Cozzo
A SELECTED TRILOGY
1. A drop of drew
Ti ho sentita dentro.
Come una goccia di rugiada.
Fresca, profumata del profumo del fiore che ti ha accolta.
Sentita nel sentirti.
Senza veli.
Scoperta.
Indifesa.
Mentre la tensione superficiale ti teneva raccolta, tonda, nel petalo vellutato.
E il sole del tramonto cercava di evaporarti.
Ti ho sentita.
Ti sento.
Come una stilla di frementi passioni.
Cangianti nel colore.
Della differente luce.
Del rotolare della terra intorno al sole.
Delle sue frequenze che cambiavano.
Rifrangendoti colori caleidoscopici.
Senza mai che perdessi quel profumo.
Quel velluto di accoglienza.
Quel morbido giaciglio.
Nelle parole .
Nel silenzio.
Ti ho sentita.
Senza interruzione, senza fatica.
Così come sono dentro.
Senza dover essere differente.
Contraffatto.
Ho contemplato le tue rifrazioni.
Diffrazioni.
Interferenze.
Senza mai perderti.
Senza mai doverti cercare.
Ti ho solo sentita.
Dentro.
Senza mai accoglierti solo come una semplice goccia di rugiada.
Evaporata nel tenue bagliore dei raggi lunari.
Di questa notte.
Di luna piena.
Limpida.
Come il cristallino della tua trasparenza.
Del desiderio di restare liquida.
Senza perderti , sublimata, per le strade eteree della troposfera.
Pioverai un giorno, e tornerò a sentirti.
Come non fosse mai passato un battito del cuore del tempo.
FranzK
2. Sometimes
Ci sono giorni duri.
Che ti spezzano.
Qualche giorno fa scrivevo:
Ho compreso bene i miei errori.
I loro assoluti.
I loro paradossi.
Le loro psicosi.
Immotivate, se non da una vita intagliata sempre nell’assoluto, preteso per me, sempre.
Pretendendo dagli altri di cambiare senza esserne capace io per primo.
Se ci sono riuscito davvero a capirli, i miei errori, a cambiarmi, se è vero, oggi mi fermo qui.
Perché ci sono giorni duri.
Dove le parole fanno solo confusione, rumore, non musica.
E qualche volta è necessario il silenzio.
E oggi lo è.
Porto nel silenzio tutto ciò che comprendo, che sento, che provo.
Porto con me e “come me” tutte le cose belle e brutte della mia vita.
In un abbraccio semplice e privo di rumore.
Le porto a riposare insieme.
Nel silenzio del “sentirsi” lo stesso.
In giorni duri come questo.
In giorni duri come questo, l’unico modo giusto.
FranzK.
3. Panta Rei *
Vedrai che passa tutto.
È solo questione di tempo.
Poi passa.
Dopo ti sentirai meglio, vedrai.
Pensa ai momenti brutti, può aiutare.
A fare in modo che passi tutto, che ci si dimentichi.
Sai cosa ha detto un economista qualche giorno fa?
Che il 2012 sarà un anno molto bello perché ci ricorderemo in tutti i suoi giorni, che il 2011 è stato migliore.
Lo vedi che c’è una soluzione?
Prova a far qualcosa.
Pensa a qualcosa.
Di differente.
E vedrai che passa.
Dai, un bel sorriso, non crucciarti.
Vedrai che dopo sarà molto meglio.
Sai cosa ha detto un malato terminale?
Dopo la chemioterapia?
Che era contento, non sentiva più dolore.
Lo vedi?
Te lo dicevo io.
Passa tutto.
Non devi pensare alle cose belle di prima .
Ma a quelle brutte.
Ti aiuta.
A dimenticare quelle belle.
Sai cosa ha detto un pensionato oggi?
Che deve tirare la cinghia.
Ma aveva un bel sorriso perché così avrebbe buttato giù un po’ il peso in eccesso.
Sai quanti vantaggi per la salute?
Lo vedi?
Continuo a dirtelo ma tu niente.
Sei un testone.
Cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno.
Concentrati su tutti i momenti brutti che ricordi.
Passa tutto.
Devi credermi.
Era solo una piccola illusione, un po’ come un innamoramento adolescenziale.
Un po’ di tempo ……
Qualche lacrimuccia …..
E poi via!
Sotto il prossimo.
Devi stare tranquillo, t-r-a-n-q-u-i-l-l-o.
Sai cosa mi ha detto la scorsa settimana un tizio che ha comprato una casa con il mutuo?
Che le banche falliranno e avrà risolto il suo problema.
Si fregava le mani pieno di soddisfazione.
Insomma passa tutto.
Poi se proprio non ce la fai, fatti aiutare.
Ci sono pillole che sono un portento.
Al limite anche un po’ di analisi.
Non scherzo, prova a fidarti.
E poi non stare in casa lì da solo.
Esci, trova qualcuno con cui parlare insomma.
Apriti, svagati.
Sai cosa ha detto un mio nuovo amico, un vero genio, laureto a pieni voti.
Che non è vero che mancherà il petrolio, che è solo questione di tecnologia, che lo tireranno fuori anche dalla sabbia.
Finalmente uno che sa davvero e rassicura, che sospiro di sollievo.
E tu sei lì con i tuoi soliti pensieri negativi.
Non ne esci più se fai così.
Iscriviti a un corso di latino-americano.
E vedrai che passa.
Basta pensarci, ti prego.
B-a-s-t-a.
Cosa posso farci io se non ti decidi ad aiutarti un po’?
Sei pieno di risorse tu.
Cercati qualcosa da fare, inventati qualcosa.
Ti dico l’ultima perché poi ho un impegno e devo andare.
Sai cosa si sono detti ironicamente Romeo e Giulietta appena ricongiunti dopo la morte?
Siamo stati proprio due stupidi insensati.
E si sono lasciati per sempre.
Adesso si fanno concorrenza con due agenzie di ap-punta-menti.
Vedi che avevo ragione?
Passa tutto, basta saper aspettare.
E agire con buonsenso.
Ciao, devo proprio andare adesso.
Mi spiace che sei giù, davvero.
Ma devo proprio andare.
Ho un sacco di cose da fare.
Un sacco di impegni inderogabili.
e non preoccuparti davvero.
Ricorda: passa tutto.
Era una telefonata.
La voce che ho pazientemente ascoltato era il Presente e il Passato.
Chissà che uno di questi giorni non mi richiami.
Un po’ più cresciuto.
Finalmente trasformato in Futuro.
Perché non passa nulla di tutto ciò che è vero.
Tranne la nostra vita.
FranzK.
*Titolo originale: Spends All
Postfazione di Rina Brundu: Ho sempre pensato che una caratteristica importante degli spiriti più dotati sia quella di sapersi raccontare, proprio perché non hanno paura di farlo. La mia impressione è che questo sia il caso dell’inventore, ricercatore, Francesco Cozzo. Leggere la sua poesia che è in fondo un poco prosa e la sua prosa che risulta sempre un poco poetica fa equazione, infatti, con il leggere molto dell’uomo-Francesco. O dell’uomo che inseriva il tag-della-felicità, come mi è capitato di notare. Colpisce quindi, nella sua scrittura-online, la quasi ossessiva ricerca per i significati-altri, quelli profondi, quelli che si nascondono dietro i motivi, i sentimenti, le azioni più banali ma che sono pure gli unici in grado di dare un “senso” al… tutto. Alla vita. Alla morte. Gli antichi greci una tal “arte” la chiamavano φιλοσοφία, amore per la sapienza, detto altrimenti, filosofia; e di quella materia si nutre senz’altro la prosa-poesia di questo poliedrico inventore finanche lanciato sulle orme di Kafka.
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Hai ragione, Rina, quando parli della poesia in prosa di F. Cozzo, o di prosa-poesia, mai banale.
Quando è andato su “Panta rei” però, non sono riuscito a togliermi di testa quei pochi versi di una canzonetta degli anni Sessanta:
Vedrai vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
Vedrai vedrai
che non sei finito sai
non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà.
Per me è difficile concretizzare lo spessore di malinconia di chi è costretto a cedere all’illusione, usando un così ristretto numero di semplicissime parole, ancorché ripetute più volte. Un parallelo, se non sembrerà uno sproposito, nella quartina di Foscolo:
Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de’ tuoi gentil anni caduto.
L’importante, diceva Cicito Masala, è quel sentire di avere qualcosa dentro: poeta infatti ci viene da un termine greco che significa portare fuori, estrarre. Cosa assolutamente impossibile, se dentro non si ha nulla di buono.
Credo che Francesco leggendo quanto scrivi si affretterebbe a dire: ma io non sono un poeta, io non sono uno scrittore…
E, infatti, questo angolo di scrittura-online, come dici giustamente tu caro Franco, ricordando il tuo maestro (a proposito, dobbiamo riportare anche su Rosebud qualcosa di suo), mira a mostrare ciò che le diverse anime che scrivono in Internet hanno “dentro”. Da questo punto di vista si può senz’altro dire che trattasi di universo straordinario, come scopro ogni giorno che passa e…. in verità tutto ciò che mostriamo qui è una goccia (gutta) nell’oceano.
Ma si impara. A conoscere. Spiriti diversi che, a loro modo, insegnano.
Senza parole sono! Ora ne cerco qualcuna, e per Francesco, mirabilia, e per Francu, che, anche lui, qualcosa dentro ce l’ha.
Belle poesíe,cosi fresche cosí ridenti.Bravo
Inventare, toccare la materia, esserne padrone
Filosofare, vivendo anche altre vite
Scrivere di poesia, onesta e vera
Già, Panta Rei, appunto
“tutto scorre lento come un fiume”
Ecclettismo di pochi e ringrazio Francesco Cozzo