Ma dove l’ho già visto? Un pelato che da un palco incita alla censura editoriale e “provoca” l’avversario?

di Redazione Rosebud. Serie “Tutto in un titolo – Le domande arcane di Rosebud, o del dubbio che ti assilla...”.

 

 

Nell’immagine un punto interrogativo, fonte free clipart.

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8 commenti su “Ma dove l’ho già visto? Un pelato che da un palco incita alla censura editoriale e “provoca” l’avversario?”

  1. 15 febbraio 2012 a 13:01 #

    E, se posso, dato che il “commitment”, come dicevamo commentando articoli passati, e’ soprattutto “sentirlo sulla pelle” e avere il coraggio delle proprie idee… tutta la solidarieta’ al professor Aldo Grasso. Un grande, come credo dimostri anche il suo editoriale.
    http://www.corriere.it/spettacoli/speciali/2012/celentano-predicatore-decadente-grasso_96ccf2b2-5799-11e1-8cd8-b2fbc2e45f9f.shtml

    Inoltre, sempre se ancora si puo’, mai avrei creduto di essere io a farlo, tutta la solidarieta’ ai giornalisti di “Famiglia Cristiana” e de “L’Osservatore Romano”… live long and prosper! Perche’ come direbbe Voltaire: «Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire».

  2. 15 febbraio 2012 a 14:50 #

    E’ il festival delle cose più abbiete italiane, comprese le canzoni insulse, mammaRai e tutti quelli che la proteggono.
    Non vedo “Sanremo” da più di venti anni, non ne sento la mancanza, ma ho sentito, dalla mia scrivania, lontana dalla televisone, l’arrembata del ragazzo di via Gluth, presentata in ansia d’attesa, e dopo…il suo sermone….bello ….costruttivo…distruttivo da paladino del popolo sovrano…che ormai non conta più niente, anche se lui, il molleggiato, si conterà gli euri in tasca, la sua, sempre da predatore.
    Poveri noi, dice che ci meritiamo anche questi spettacoli, sempre a pagamento, ovviamente!

  3. 15 febbraio 2012 a 15:10 #

    Ammetto tutti i vostri distinguo, ma un Celentano al giorno, per un’annetto, lo vorrei proprio!
    Con un piccone si cominciò a demolire il muro di Berlino: si rideva e tutto sembrava anacronistico. Il muro (quello in pietre e cemento…) non c’è più.
    Se si sta un po più freddi, non ci si butta ne da una parte ne dall’altra, ma si apprezza il POCO che prima non c’era.

  4. 15 febbraio 2012 a 17:28 #

    Dissento Giannetto: di anacronistico c’é solo Celentano e la modalità populistica che lo propone (perché di fatto non è colpa sua, proprio come dice il prof Grasso).
    Purtroppo temo che ciò che si è visto ieri sia semplicemente lo specchio dei tempi e dello sfascio sistemico del Paese. Nulla più!

  5. 15 febbraio 2012 a 17:53 #

    Aggiungo, stupisce come certa-Stampa che in altri tempi soleva gridar “allarmi” contro censori-censore-et-censura stia così genoflessa davanti al ridicolo. Stupisce, ma non poi tanto! Come a dire che sarà difficile scavare oltre….

  6. 15 febbraio 2012 a 20:56 #

    Ma perchè, dopo, in fondo in fondo, caro Giannetto, ci dobbiamo accontentare, sopportare, farci prendere per i fondelli, perchè dobbiamo mescolarci, come creduloni (tu non lo sei, attento) al gusto di tanta spazzatura e pubblica, per di più.
    Io mi vergogno, onestamente e sinceramente, di far parte del popolo, di cui faccio parte, che urla, che grida, che abbraccia queste manifestazioni e i suoi improbabili protagonisti.
    A questo punto, ma da tanti anni, non è più una esibizione canora ma una sfilata o lo svuotamento di queel vaso di imbecillità che la Rai, anche una volta, rovescia sulla testa di tutti noi. Al massimo i cantanti devono cantare, belare, urlare, soffiare, credere nel loro successo ed hanno ragione, tutto il resto è…….spazzatura e noia

  7. 16 febbraio 2012 a 08:12 #

    Volevo correggere quanto scritto prima…. il secondo giornale è L’Avvenire non L’osservatore romano….

    Piuttosto voglio linkare questo splendido intervento di Massimo del Papa sul blog di Aldo Grasso che ristabilisce le distanze (per la serie quando ci vuole ci vuole!).

    http://forum.corriere.it/televisioni/15-02-2012/profeti-di-idiozia-2003787.html

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