Kazzenger: i misteri del lago Vostok, ma è davvero necessario svelarli?

di Danila Oppio. Che si tratti di una notizia recente, non c’è dubbio. anche se da 30 anni si sta scavando in Antartide, per scoprire i misteri del lago Vostok.

 Il colpo di scena però, è avvenuto in questi giorni, quando un team russo rompe l’ultima barriera di ghiaccio e raggiunge un bacino d’acqua temperata, un piccolo lago, sepolto da venti milioni di anni.

Un mondo autonomo, rispetto alla Terra, che pone tanti interrogativi e una lunga serie di questioni ambientali. Questa scoperta, in ogni caso, non è molto distante, per importanza, dalla conquista della luna negli anni 60.

L’enorme bacino che si trova sotto uno spesso strato di ghiaccio – alto 2,2 miglia marine, è lungo quasi 250 chilometri e largo 50 – è profondo mille metri,scoperto negli anni 70, nasconde un tesoro tutto da stimare per quantità e qualità.

Il fatto più sicuro è che contiene acqua purissima, incontaminata dall’ambiente terrestre. L’ecosistema è quindi quello di 20 milioni di anni fa, con tutto quanto possa comportare per forme di vita vegetali, animali e microbiche. Il lago è sovrastato da una cava di ghiaccio, che contiene ossigeno ed esercita pressione. L’acqua di questo lago, che in superficie è ovviamente più fredda in quanto a contatto della massa glaciale, nelle sue profondità raggiunge i 30 gradi. Un posto gradevole per farci una nuotata, se non fosse che si trova a  3.000 metri sotto l’Antartide!

Le domande si fanno pressanti: che tipo di ambiente troviamo? Quali organismi viventi?  In ogni caso, sempre forme di vita aliene al nostro ambiente.

In quella zona si riscontra anche un’attività magnetica del tutto inspiegabile, in quanto pare che in una zona ben identificata da rilevatori sismici, sia stato rilevato un corpo cilindrico, come di gigantesco Ufo seppellito dai ghiacci, o di un elemento meteorico comunque di grande forza magnetica. La forma di questo oggetto appare abbastanza regolare. Cosa nasconde il lago e quanto inciderà questa scoperta sul Pianeta Terra è tutto da capire. Si spera che i misteri che Vostok nasconde, vengano presto svelati.

Questa la notizia, a breve linee. I dati sono molto più dettagliati, ma sicuramente reperibili in un qualsiasi divulgatore scientifico, o su internet. Non è tanto sui dati tecnici che vorrei soffermarmi, quanto piuttosto al disastro ecologico che tale scoperta potrebbe causare. Magari sono in errore, però ho la personale opinione che certi “draghi” addormentati, dovrebbero essere lasciati in pace.

Immagino il nostro Pianeta come un corpo umano che, sotto il bisturi di un chirurgo impazzito, venga scavato, ferito, maltrattato, e su cui rimangono profonde ferite che spesso non si rimarginano. Quanto costano queste ricerche al governo russo? O a qualsiasi altro governo? Sono davvero necessarie per il bene dell’umanità? Quali disastri può causare uno sconvolgimento del sistema terrestre, come quello di perforare in profondità i ghiacci polari? Siamo sicuri che sia operazione davvero necessaria? Sono tutte domande che nascono spontanee e alle quali occorre dare una risposta logica. Ma se quella risposta arriva quando ormai è troppo tardi per mettere un tappo al foro prodotto da enormi pozzi installati sulla piattaforma antartica?

Non ci resta che sospirare impotenti, mormorando: “Ai posteri l’ardua sentenza!”.

Nell’immagine, spedizione Nimrod in Antartide, 1909 (da sinistra): Wild, Shackleton, Marshall e Adams, fonte “The Heart of the Antarctic”, Volume I, by E. H. Shackleton, 1909. P. 364 e Wikipedia.

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7 commenti su “Kazzenger: i misteri del lago Vostok, ma è davvero necessario svelarli?”

  1. francu pilloni
    10 febbraio 2012 a 10:58 #

    Che mondo sarebbe se, di fronte a una curiosità scientifica, a un mistero se vuoi, la ricerca si fermasse?
    Sembrerebbe un bambino che ha sentito un rumore altre la porta, ma si ferma perché ha paura del buio.
    E poi ricorda che per i posteri la sentenza non è mai ardua. Ardua, semmai, è nell’attualità.
    Ciao.
    Francu

  2. 10 febbraio 2012 a 11:52 #

    Parto sempre dal presupposto, caro Francu, che le ricerche debbano essere eseguite laddove ci sia una forte speranza di ottenere un vantaggio tangibile per l’umanità. Ricerche sulla medicina, che ancora non hanno portato alla scoperta di come debellare il cancro, per esempio. Ed invece in quel settore, si fanno tagli sulle sovvenzioni. Ricerche per qualsiasi altro settore, sempre allo scopo predetto. Ma davvero pensi che un foro praticato nel ghiaccio polare,possa portare benefici all’umanità, o piuttosto la depreda di una fonte economica, che potrebbe essere utilizzata per quelle popolazioni che muoiono di sete e di fame? Che ce ne importa di un lago subglaciale, che non appena viene a contatto con la nostra atmosfera inquinata, si inquina a sua volta? E una volta che si siano scoperti organismi viventi, risalenti a 20 milioni di anni fa, come potranno mai vivere ancora, fuori dal loro naturale habitat? E a noi a che serve, oggettivamente,questa scoperta? Non svegliamo i draghi, per favore, e neppure il can che dorme! Potrebbero mordere

  3. 10 febbraio 2012 a 22:30 #

    Incredibile.Speriamo che non lo danneggino

  4. francu pilloni
    11 febbraio 2012 a 08:44 #

    Cara Danila, tu parli e ragioni con la paura nel cuore. Se questo fosse stato il sentimento dominante di quel mammifero chiamato uomo, oggi saremmo ancora sugli alberi o chiusi nelle caverne. La paura è cattiva consigliera e non è neppure parente lontana della prudenza.
    Il contesto del lago sotto ghiaccio è un dono di Dio per l’umanità, una possibilità di “conoscere” e di scoprire le relazioni fra lo spazio e il tempo che esistono, seminate da Dio nella creazione se vuoi, ma che sono difficili da vedere. Pensa a cosa significa per la scienza esaminare il DNA di un batterio così antico, se ci fosse, e le implicazioni anche pratiche che comporterebbe la scoperta della sua diversificazione nel lasso di tempo così lungo. Potrebbe forse essere d’aiuto anche per comprendere meglio la diversificazione che avviene dentro una cellula del nostro organismo quando diventa cancerosa.
    Trascurare di studiarlo, nel massimo rispetto e con la cautela necessaria, sarebbe come sotterrare il talento, come ricorda la famosa parabola.
    I draghi non sono fuori di noi, sono le nostre paure ancestrali, dovute al fatto che si conviveva con fenomeni che nella gran parte rimanevano incomprensibili. La paura è sempre quella dell’ignoto, del buio fuori dalla porta di casa, o del buio oltre la siepe, se vuoi, dato che è cinematograficamente più significativo.
    Ciao.

  5. fabio argiolas
    11 febbraio 2012 a 12:18 #

    Reblogged this on Fabio Argiolas.

  6. 11 febbraio 2012 a 14:14 #

    La questione è da dirimere: non si tratta di paura,Franco, ho semplicemente posto dei quesiti, ai quali tu hai risposto con una ferrea logica! Le tue ragioni valgono le mie. Io sono per la ricerca. Il dubbio mi è nato quando ho letto che hanno trovato acqua purissima, ed un ecosistema diverso da quello della superficie terrestre. Le trivelle scavano, e scopriranno cose meravigliose, ne sono certa, ma dentro quel foro – o quei fori -penetrerà certamente quanto contiene l’atmosfera terrestre, e di conseguenza, anche le particelle inquinanti che ne fanno parte. Il mio dubbio è solo quello, il resto, ovvero i costi della ricerca, è una logica conseguenza. Infatti, se durante gli scavi tutto procedesse senza modificare neanche il più piccolo atomo contenuto nel lago sub-glaciale, benvenuta ricerca!! Ma se accadesse l’irreparabile, vedi bene che questa ricerca rimarrebbe infruttuosa, e le enormi spese, totalmente inutili. Resta un ultimo interrogativo: se il Creatore ha voluto che quel luogo restasse incontaminato ed inesplorato per milioni di anni, un motivo ci deve pur esser stato, o no? Forse, il dono di Dio di cui tu parli, è dono così come si trovava nel suo stato incontaminato.

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