Scrittura online (7): la poesia di Carla Paola Arcaini and… me – giochi di parole.

POETARE

Poeta, poesia, verso

Poetare

Miracolo, morte, vita

Poetare

Domani, oggi, ieri

Poetare

Natura, oggetto, persona

Poetare

Emozioni, indifferenza

Poetare

Dolore, gioia

Poetare

Paura, certezza

Poetare

Cuore, anima

Poetare

Pelle, naso, bocca

Poetare

Occhio, orecchio

Poetare

Terre, cieli

Poetare

Finiti infiniti

14 novembre, 2011

 

LE STANZE

Alba

Timida

Stiracchiati

Entra

Luce assonnata

Entra

Sole germina

Raggi stiratevi

Tramonto affacciati

Rosso caliente

Entra

Luna in punta di piedi

Fai capolino

Fascio di luce entra

Nelle stanze dell’essere

24 novembre 2011

 

DEDICATO ALLA LUNA

Tonda

Piena

Luminosa

Appagata

Somigli a lui

Stamani

Sembri il sole

9 gennaio, 2012

 

Carla Paola Arcaini e me di Rina Brundu. Quelle che avete appena letto sono tre belle poesie di Carla Paola Arcaini. Curiosa la mia amicizia con lei! La sentii per la prima volta per questioni legate al Premio Gennargentu e quindi mai più. Per lungo tempo. Poi accadde che lei, bontà sua, “incontrasse” le mie “urla”. Diceva che le piaceva la mia poesia. Rispondevo che io di poesia nulla “sentivo” e che le mie erano soltanto… “urla”, appunto. Che io giocavo con le parole. Ribatteva, sempre bontà sua, che la “ispiravano”. Così il giorno che lesse…

COME UNA SFERA DI CRISTALLO

Come
una sfera
di cristallo,
io bbbbalzo,
rimbbbbbalzo,
magnifico
gocce di rugiada che
diventano
laghi d’ argento
Montagne,
si cangiano
in paradisi altri,
rifugi,
cari allo spirito
Stanco
Come
una sfera
di cristallo,
io vvvvesto,
rivvvvesto,
coloro
le mie impressioni,
di luci,
sensazioni,
diverse.
Come
una sfera
di cristallo,
io m’ atttteggio,
voltttteggio,
nell’ aria,
indifferente.
Come
una sfera
di cristallo
io mi sppppezzo,
mi sfffffascio,
mi accccascio.
Frantumi
dell’essere
Affranto
brillano tra le dita
mostrando
lacrime
di diamante
che erano
me.

RB 2005 e 2011

… mi scrisseleggendo la tua Come una sfera di cristallo è nata per associazione Prisma che ti giro…”

Prisma

Assorbo i colori

Luce riscalda l’animo

Rifletto i colori

Luce arriva allo spirito

Mi piego

Mi alzo

Mi fletto

Mi alzo

Passi certi

Solchi

sul cammino…

3 novembre 2011

 

E il giorno che pubblicai…..

In questo tempo che passa, veloce, che mangia i suoi giorni, le ore, i minuti, tutti i nostri sogni, in questo tempo che passa veloce che depone polvere che diventa crosta si sposta illude ci costa, in questo tempo che non sento più mio mi sono accorta di averti dimenticato, di averti a mio modo scordato, di non averti convenientemente salutato. Quando te ne sei andato. Che a pensarci bene, facendo mente locale, sono solo pochi mesi che sedevamo sotto quel sole cocente, a suo modo stridente con il freddo intorno e parlavamo di niente, di robe stonate, storie mai raccontate, conosciute a memoria, fondi di bottiglia di vite antiche spezzate e che nessuno ricordava più. Che seduto sulla panca di quella vecchia piazzetta non hai mai fatto discorsi grandi, ragionamenti, convincimenti profondi credimi non so se ne avevi nel caso ritengo te li tenevi e preferivi ascoltare. Anche parlare sono convinta ti costasse fatica, come il tedio di ciò che sapevi. E poi la noia. Ma a volte ridevi quando lei si faceva gioco di noi e intuivi, capivi, presentivi, captavi ciò che non aveva bisogno di essere detto. Che a narrarlo ci pensavano i raggi del sole, quando rossastri irridevano il mondo, creavano mostri, coni d’ombra dentro e intorno al villaggio, imbrogliavano l’anima in quel canto benigno. Che a narrarlo ci pensava la pioggia cadendo fitta, briosa, dispettosa, irritante, antipatica, fastidiosa, ripuliva l’aria e ci illudeva di essere. Ancora. Che a narrarlo ci pensava la neve. Quella soffice di infiniti anni fa, quella stessa che diventava mantello, pesante, sfilacciato, afflosciato sul quale catturare anche il più docile agnello, vitello, ti costava. Fatica. Immagino. Immagino perché il resto lo narrava il silenzio proprio quello che è sempre stato barriera, muro di gomma mai veramente provato. Mi chiedo adesso cosa sei stato? Ragazzo ribelle, forse rassegnato? Uomo adulto prostrato, testardo, ostinato? O invece duttile, remissivo, ubbidiente, conciliante che in fondo, credo (di nuovo!), poco ti importava delle vaneglorie del mondo dentro il nulla dei canyon assolati dove ricercavi libertà. In questo tempo che passa, veloce, che mangia i suoi giorni, le ore, i minuti, tutti i nostri sogni, in questo tempo che passa veloce che depone polvere che diventa crosta si sposta illude ci costa, in questo tempo che non sento più mio… mi sono accorta di averti dimenticato, di averti a mio modo scordato, di non averti convenientemente salutato. Lo faccio adesso, zio.

… lei mi scrisse ancora. “Per associazione ti giro i miei pensieri….”.


Cristalli di emozioni

Attimi suggellati

Nella grotta del cuore

Al caldo riprendono luce

Accolti nel batuffolo dell’amore

Coccolati dalla tenerezza dell’anima

Sensazione di beatitudine

istanti cristallizzati

17 gennaio, 2012

In una giornata di galaverna

 

Soli-tudine

Soli vaganti

Irradiano luce

Filtrata dal mondo

In compagnia dell’io

Se ne vanno

Soli

In

Soli-tudine

20 gennaio, 2012

 

Ora che ci penso e proprio bella questa mia amicizia “poetica” con Carla Paola Arcaini: grazie Carla Paola!

Nell’immagine, scena di Simposio: musica e conversazione. Dalla Tomba del tuffatore. Museo Archeologico Nazionale di Paestum.

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16 commenti su “Scrittura online (7): la poesia di Carla Paola Arcaini and… me – giochi di parole.”

  1. 1 febbraio 2012 a 19:46 #

    Non l’ho scritto prima….. ma grazie Carla Paola!

  2. 1 febbraio 2012 a 21:16 #

    O forse sì l’avevo scritto ma… repetita…

  3. 2 febbraio 2012 a 12:07 #

    Che tu, Rina, avessi scritto i tuoi ringraziamenti o no a Paola, poco importa. Tutto l’articolo è un elogio all’amicizia, alla poesia, a quella simbiosi che lancia e rilancia pensieri, urla, sensazioni! Ispirazioni incrociate, le chiamerei! Ma, e non sono di parte, solo seguo i miei gusti, preferisco di gran lunga le tue urla e anche le poesie di Gavino, a quelle di Paola. Non me ne voglia la tua amica, ma mi lasciano indifferente. Sono solo giochi di parole, non-sense, che non toccano l’anima e la mente! Le tue:

    oh due ali d’angelo!

    Per volare dalle persone sole
    Quelle che

    A Dublino

    La notte

    Dormono per strada
    Esistono ignorate o
    Spirano dimenticate

    Oh due ali d’angelo!

    Per volare dalle persone sole
    Quelle che

    Dovunque

    Raccontano senza dire
    Guardano senza capire
    Piangono senza lacrime
    Ti toccano ma non ti sfiorano

    Oh due ali d’angelo!

    Queste non sono urla, ma pura poesia, e tocca l’anima nel profondo!!!

  4. 2 febbraio 2012 a 12:25 #

    Danila ti ringrazio ma due cose:
    - Ritengo la poesia non mi appartenga
    - Se non fosse stato per Paola le avrei gia’ buttate a mare.
    Fermo restando che Paola e’ ottima poetessa, dotata di grande sensibilita’ che credo abbia dimostrando al meglio incoraggiando me. Per questo le sono grata, per questo mi auguro che lei continui e sorrida di tutto. Un abbraccio ad entrambe,

  5. 2 febbraio 2012 a 14:02 #

    Non ho messo in dubbio la capacità poetica di Paola, ho solo espresso i miei gusti personali, che non pesano nulla sulle reali poesia della tua amica. Ho solo indicato quale poesie – urla – che mi sono piaciute di te, anche Puzzle, e naturalmente quella prosa-poesia dedicata allo zio. Se la tua amica ti ha impedito di buttare a mare quelle che per me sono piume dell’anima tua, sento la necessità di ringraziarla pubblicamente, qui e subito, per aver gettato un salvagente a quelle urla che gridavano “sos” dal mare! Non tutte le poesia, come non tutti i dipinti, possono incontrare il gusto di ogni persona. Anche nella tua produzione, qualche urla mi urla meno di altre nel cuore,così come un pittore, non mi convince con tutta la sua produzione, ma qualche suo quadro mi colpisce più di un altro.
    Dovrei leggere parecchie poesie di Paola, e sicuramente tra quelle, ce ne sarà qualcuna che mi colpirà al cuore! Bang bang!!!

  6. 2 febbraio 2012 a 17:50 #

    Questo è giusto! Ne sono convinta perché Carla Paola ha molti fan…
    Ripeto io non faccio testo in questi contesti. Sono solo… giochi di parole! Un abbraccio carissima rb

  7. 2 febbraio 2012 a 20:12 #

    tutto chiarito dunque, penso che Carla Paola si sia divertita, e non stizzita per quanto ho scritto. Ma se hai imparato a conoscermi sai anche che amo la sincerità. Aspetto una poesia di Carla Paola capace di….spararmi al cuore! Sono certa che ne pubblicherai altre!

  8. 2 febbraio 2012 a 22:05 #

    Tranquilla Danila, Carla Paola si è divertita… E sul resto e proprio per questo che ti amiamo: per la tua onestà di giudizio grande Danila. Baci.

  9. francu pilloni
    4 febbraio 2012 a 10:31 #

    Non vorrei disturbare, ma entro in punta di piedi nudi, poi rimetto subito le scarpe altrimenti starnutisco.
    Se Rina ha pensato di buttare a mare le sue urla, a mio modo di vedere ha pensato bene. Abbi il coraggio di farlo, mia cara RBE, è un gesto che ti appartiene.
    Ma prima mettile in bottiglia, tappale per bene e lanciale dallo scoglio più alto d’Irlanda.
    Il mare farà il suo mestiere.
    Quando avrai la mia età, potrai sederti sul tuo scoglio d’Ogliastra e sentire il tintinnio di bottiglie portate dalle onde: sono le tue poesie che, tornando a casa, confligeranno con le tante poesie dei tanti poeti sardi. Sono anime perse che si ritrovano, ma dubito che si capiranno. Altrimenti, che poesia sarebbe?

  10. 4 febbraio 2012 a 10:36 #

    Oja Francu e io che speravo almeno di contare sulla tua ben nota (e giusta) severità di giudizio. Rina non si occupa di “poesia”, men che meno ogliastrina (non a caso si è inventata le “urla”, credo per giustificarsi e non invadere il campo dei sommi poeti). Rina, qualche volta, si occupa di “urla” appunto che lungi dall’essere chiuse in bottiglie da affidarsi al mare, hanno il privilegio di potersi lanciare e perdere nelle profondità dello spazio. Per non tornare mai.

  11. francu pilloni
    4 febbraio 2012 a 10:55 #

    Per non tornare mai, dici?
    Non sarebbe il male peggiore!
    Andrebbero a mischiarsi ai tanti altri rebus dell’Universo e non inquinerebbero le coste sarde, già affrante da bolse cenciose rime domestiche.

  12. 4 febbraio 2012 a 11:08 #

    Questo è parlare!

  13. francu pilloni
    4 febbraio 2012 a 18:30 #

    … da matti!

  14. 4 febbraio 2012 a 18:36 #

    Macché! Diceva mia nonna che sono i matti che ridono dei sani e aveva ragione. Per certi versi e lo stesso discorso del fool e del re di cui parlavamo con Natalino nell’altro pezzo. Ciao

  15. 4 febbraio 2012 a 18:36 #

    refuso sul verbo, sorry.

  16. 5 febbraio 2012 a 11:07 #

    In ritardo, come al solito, ma mi sono divertito un mondo a leggere tutti i vostri commenti alla poesia di Carla Paola che non conosco ma che credo abbia un senso alto di quel che scrive, da rispettare in tutte le sedi. E’ chiaro che ognuno si esprime secondo i propri “desiderata”
    Aggiungo solo una cosa sacrosanta, da sempre.

    LA POESIA NON E’ MATERIA

    un abbraccio a tutti

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