Giornalismo online: Le Huffington Post? Oui, en France c’est plus facile!

di Rina Brundu. La notizia è già vecchia ma a suo modo rimane scoop epocale. Di fatto, ieri, il ventitreesimo giorno del primo mese dell’anno del Signore MMXII, il The Huffington Post di Arianna Huffington è sbarcato in terra di Francia ed è diventato Le Huffington Post (noblesse oblige!). Insomma, trattasi di una di quelle novità che non possono lasciare Charles de Gaulle troppo tranquillo nella tomba.

Da dire vi è che la “conquista” della Gallia da parte della Giovanna d’Arco d’America è stata facilitata da numerosi “agenti” autoctoni, l’unico modo, ritengo, per placcare le giuste ire di Asterix e di Obelix. Le Huffington Post, infatti, nelle parole della stessa Arianna è il risultato di una “collaborazione internazionale che ha radunato sotto lo stesso tetto mediatico il giornale Le Monde, Les Nouvelles Éditions Indépendantes e il The Huffington Post Media Group”. Tuttavia, è sempre la Huffington a rimarcare come il nuovo giornale online sarà soprattutto “radicato nella cultura francese e rifletterà il carattere unico della Francia, nazione ricca di cultura e di una varietà di voci”, e a rimarcare come la sua creatura saprà farsi sentire in un “momento in cui le fortune della Francia, le sue sfide, le sue decisioni diventano di fondamentale importanza non solo per i francesi ma per tutti gli europei e per il tutto il mondo”. Se non avessimo appena appurato che il nostro è morto – e che seppure a fatica riposa nella sua tomba – ci avrebbe sfiorato il dubbio che a parlare fosse stato proprio De Gaulle.

D’altro canto, secondo Anne Sinclair, direttore editoriale del Le Huffington Post, nonché moglie di quel Dominique Strauss-Kahn già Presidente del Fondo Monetario Internazionale che tanto da scrivere ha dato nei mesi passati ai media americani: “Le Huffington Post sarà un luogo dove celebrare, dibattere, discutere, creare, informare. I media, qualsiasi sia la forma con cui si presentano, sono essenziali per il benestare di una democrazia. E la nostra squadra è unita nell’idea di essere una piccola ma fondamentale parte di tutto questo”.

Può darsi, ma perché ci tiene tanto a sottolineare “qualsiasi sia la forma con cui si presentano”? Che non abbia tutta questa fiducia nelle possibilità del giornalismo online? Di sicuro, dando una rapida occhiata al baby Le Huffington Post si rimane un po’ perplessi. Da un lato, infatti,  tutto quel copiare pedissequamente il format americano è in netta contraddizione con le dichiarazioni da vive-la-France e la sua grandeur della Huffington (sarà per questo che De Gaulle non si fidava troppo?), dall’altro porta seco un profumo di colonizzazione digitale e mediatica che dà davvero da pensare soprattutto quando si pensa che il prossimo target dovrebbe essere proprio il Bel Paese.

Then again, non tutto l’Huffington-Post-Italia potrebbe venire per nuocere, chissà che invece non possa trasformarsi in un’altra occasione per svegliarsi dal letargo? Ne dubito, ma tant’è! Di sicuro “l’Italie” fa notizia in quello che credo sia il primo editoriale da direttrice editoriale della Sinclair. Noi, infatti, veniamo ricordati per “le naufrage en Italie” (inutile tradurre!) e poi in questo ispirato momento dello stesso articolo ““La vita è una commedia all’italiana” ripete da anni Guy Bedos nei suoi spettacoli, riprendendo un tema caro a Fellini: la vita, la morte si sfiorano tutti i giorni al ritmo con cui si dipana l’attualità”. Una commedia all’italiana? Uhm… faccia attenzione, madame, non vorrei la si finisse a tarallucci e vino!

Nella fotografia, il Le Huffington Post, home-page del 24 Gennaio 2012, autore Rina Brundu.

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Categories: Giornalismo, giornalismo digitale, Giornalismo online, giornalista digitale, Rina Brundu, Rosebud, The Huffington Post

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14 commenti su “Giornalismo online: Le Huffington Post? Oui, en France c’est plus facile!”

  1. 25 gennaio 2012 a 12:07 #

    Dopo un fitto rincorrersi di voci, sono stati ufficialmente smentiti i rumors che indicavano in Rcs Media Group il partner italiano per il lancio dell’Huffington Post. Sarà, infatti, il Gruppo Espresso a portare nella Penisola l’Huffington Post Italia, edizione nostrana del sito di informazione americano The Huffington Post. L’annuncio congiunto è stato dato ieri da Arianna Huffington, presidente e direttore di The Huffington Post Media Group, e da Monica Mondardini, amministratore delegato del Gruppo Editoriale L’Espresso.

    La joint venture paritetica (al 50%) è stata appena costituita e sta già iniziando la selezione di un team editoriale in preparazione del debutto del nuovo sito, che avverrà nel 2012. Intanto in Rete la notizia è rimbalzata sui principali social network, da Twitter a Facebook, scatenando il tam tam su chi potrà essere il futuro direttore dell’Huffington Post Italia. In pole position Riccardo Luna, già fondatore di Wired Italia, tornato lo scorso settembre a Repubblica in qualità di editorialista sui temi dell’innovazione. Ma c’è anche chi fa i nomi di Luca Sofri, direttore del quotidiano online Il Post, e di Concita De Gregorio, ex direttrice dell’Unità, giornalista di punta di Repubblica, tracciando così una continuità al femminile con la fondatrice Arianna Huffington.

    Ecco allora che un nuovo concorrente di Rosebud-giornalismo online! Dobbiamo darci da fare per non farci battere dalla concorrenza!!! ;)
    Ritengo comunque che già qui ci sono persone ben deste, uscite da mo’ (scusate il linguaggio gergale) dal un assonnato letargo intellettuale!!

  2. 25 gennaio 2012 a 12:12 #

    La prima parte l’ho tratta dal sito “Pubblicità Italia” tanto perché non mi tacciano di plagio e di notizie magari non veritiere (mi sono limitata a leggere e riportare), giusto per completare l’articolo di Rina, dal sottile umorismo tutto inglese! Le ultime 4 righe mi appartengono, compresi gli errori!!! (un “che” di troppo alla prima riga!). Bell’articolo, da vera fuoriclasse!

  3. 25 gennaio 2012 a 12:20 #

    Ma io non penso che i giochi siano fatti. Ancora! Ciao.

  4. 25 gennaio 2012 a 13:39 #

    Speriamo non venga snaturato, proprio come giornalismo-online, che in Italia sarebbe di vitale importanza, visto che il web si sta affermando sempre più.
    E speriamo anche che i giochi non siano all’italiana, di certa maniera, tanto per apparire

  5. 25 gennaio 2012 a 13:42 #

    Così è arrivato il gatto, anzi, una gattona. Arianna la Gatta, bel nome di battaglia!
    Ai gatti piace sdipanare i gomitoli e ingrovigliarli, ma noi topolini siamo bravi a rosicchiare i fili. Noi, i Topolini di Rosebud.

  6. 25 gennaio 2012 a 14:46 #

    Carino il commento di Angela…noi topolini di Rosebud!!! Vedremo come andrà a finire, visto che Rina sostiene che i giochi non sono ancora fatti! In ogni caso, quando e se uscirà Huffington in Italia, noi leggeremo e giudicheremo!! Giudici severi ed imparziali! E contraccheremo, se necessario.

  7. 25 gennaio 2012 a 15:22 #

    Sono già alla destra e alla sinistra di Angela e di Danila, con alla guida Rina, ovviamente!

  8. 25 gennaio 2012 a 16:13 #

    Ehi, Gavino!! Non sapevo che avessi il dono della bilocazione! Come fai a stare alla destra e contemporaneamente alla sinistra di Angela e me? Forse sarebbe meglio dire: in mezzo a noi! E come al solito, sparo strafalcioni: contrattaccheremo, non contraccheremo (le lettere mancanti sono rimaste nella tastiera!). Dai, che siamo una squadra!!!

    • 25 gennaio 2012 a 20:08 #

      Infatti ho pensato questo, io in mezzo, sono solo, con al fianco, a destra o a sinistra, una di voi, in salita o in discesa, comunque sempre uniti in questa squadra, come dici.
      La bilocazione da parte mia sarebbe un abuso, o no?

  9. 25 gennaio 2012 a 17:59 #

    Un pò di cose. Prima fra tutte non cliccate sui pingback di Politica Oggi perché a quanto ci dice Google il sito non è safe. Non permetterò più il pingback fino a che non risolvono.

    Per il resto vorrei solo dirvi che mi servirebbero altri 20 come voi e poi altro che Huffington! Di fatto il termine giornalismo online lo creai io circa dieci anni fa su un sito giornalistico quando ancora i più non sapevano neppure di cosa stessi parlando… anche se a dire il vero sembrerebbe non lo sappiano neppure ancora: almeno la smettessero di scrivere on line, una forma scritturale che considero un crimine non solo contro la lingua di Shakespeare ma finanche contro l’umanità.

    Mi complimento Danila però! Di fatto sono usa parlare di questi argomenti con gli addetti ai lavori ma non avrei mai pensato di trovare anche su Rosebud degli intenditori! Ed hai perfettamente ragione:siamo una squadra! Una ottima squadra che si sta facendo conoscere. Non lo scrivo mai perché chi si loda si imbroda ma ricevo sempre tante email di complimenti. E soprattutto ci saranno altri amici giornalisti, finanche direttori di giornale che manderanno pezzi. Le università invece non mi hanno mai abbandonata sin dai tempi di TPW e per questo sono grata. Ma soprattutto sono grata a tutti voi per il know-how, lo spirito, la goliardia e tutto quello che mettete in questo atipico angolo di mondo virtuale. Con molta serenità e molta tranquillità. Un abbraccio a tutti.

  10. 25 gennaio 2012 a 18:43 #

    Gavino, Danila, Rina, sapete a me tutto è venuto fuori dal nome della Signora Huffington, Arianna, Arianna e il suo filo … Poi le donne del segno del cancro s’intendono di fili, ne fanno maglioni ma in realtà sono reti, reti da tenditore, come dice Mika Waltari nel suo Sinhue l’egiziano. Ma lo trasformo e dico reti da ‘intenditore’. E sono queste da cui bisogna guardarsi. Arianna offerse a Teseo un filo per salvarsi e lui le diede spago fino a che l’abbandonò su un’isola lontana da tutte le rotte. Ma lei fu salvata da Dioniso che era anche lui un gran intenditore e la portò con sè. Queste signore, della mitologia o no, cascano sempre in piedi.
    A parte questo, cosa sono i ‘pingback’?

  11. 25 gennaio 2012 a 18:45 #

    L’espressione, i Topolini di Rosebud, è stata invece un’invenzione felice perchè sono felice di essere fra voi.

  12. 26 gennaio 2012 a 15:50 #

    Ecco allora una Topolina che condivide la felicità di essere insieme a voi su Rosebud!!!
    Rina, ma a cosa ti riferisci riguardo agli “addetti ai lavori” tra i quali (quasi) mi inserisci, dicendo che non avresti mai pensato di trovare degli intenditori? Di che lavori stai parlando?

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  1. Giornalismo online: Le Huffington Post? Oui, en France c’est plus facile! - 25 gennaio 2012

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