Franco Luceri. Ho corretto due volte il titolo del precedente articolo, perchè non mi sembrava giusto parlare di “Stato monco”, visto che a differenza del sud, dove lo Stato prende tasse e restituisce disservizi, al nord sembra esserci uno Stato con la mano che dà e quella che prende. E così ho titolato “A sud lo Stato è monco”.
Ma dopo 24 ore ho capito che non è merito della politica se al nord lo Stato conserva entrambe le mani. E non è colpa degli sfruttatori del nord, (come abbiamo sempre pensato tutti) se il sud non è mai riuscito a colmare il divario e da decenni si difende con evasione e mafia dallo Stato monco che portando tutto e tutti al fallimento rischia di scatenare una guerra civile.
Le cause sono da ricercare nella differenza che c’è fra comunismo e liberismo. Ma mentre i liberisti hanno criticato il comunismo fino alla nausea, i comunisti non solo hanno smesso da un pezzo di criticarlo, ma in massa si sono convertiti tutti al liberismo, persino i rifondatori comunisti: intellettuali, sindacalisti, giornalisti e politici.
Se la Fiat mettesse in commercio un’auto difettosa, chi avrebbe il dovere e la convenienza di metterne in luce i difetti, Marchionne o le industrie concorrenti?
Il liberismo è come un’auto difettosa, ma i comunisti ci salgono a bordo rassegnati facendo rivoltare Marx nella tomba, che in tempi non sospetti aveva capito la tendenza del capitalismo a fare i ricchi più ricchi e i poveri più poveri.
E finchè non si troverà la chiave di questo rebus, che vede al nord concentrati i ricchi sfruttatori e al sud gli sfruttati, alla faccia dei mille apparenti correttivi della politica comunista e fascista, l’Italia, l’Europa, l’Occidente e l’intero Pianeta ormai irreversibilmente liberale e capitalista, non potranno che arretrare verso la barbarie.
Tutti diamo per scontato che la politica se volesse potrebbe spostare ricchezza dai ricchi ai poveri e salvare capre e cavoli. Invece il difetto strutturale del liberismo è che la politica non ha tutto il potere che serve per governarlo. Anche se si guarda bene dall’ammetterlo.
E’ come un allevatore di bestiame, che alleva in gabbia alcune specie di animali e libere altre. Di quelle che alleva in gabbia ha il controllo capillare e può farsele in brodo quanto le pare. Mentre quelle libere rimangono solo se la politica garantisce mangime fresco e abbondante senza fiatare, altrimenti cambiano Regione, Stato o Continente.
Ed è per questa ragione che la politica, nella sua sconfinata imbecillità, rapina gli allevamenti in gabbia del sud, per non perdere le galline libere e dalle uova d’oro del nord, che un giorno dopo l’altro minacciano di cambiare aria, di “delocalizzare” se il mangime scarseggia.
Insomma nei sistemi liberisti la politica ha il potere di legare i poveracci del sud come cani alla catena e negargli persino pane e acqua. Ma se osa mettere a dieta gli elefanti economici del nord, quelli girano il culo e se ne vanno, perchè non ci sono catene sufficienti per costringerli a defecare dove hanno mangiato: a pagare il risanamento dello Stato che per ingrassarli ha sterminato milioni di pulcini del sud e si è anche indebitato da fare schifo.
Il nord ha avuto la fortuna di avere un’alta concentrazione di elefanti economici e la politica e il sindacato hanno sacrificato il sud per mantenersi in Italia gli elefanti, mica per arricchire la padania.
Ora un bel pò di elefanti sono migrati in Cina, e i Mammut che sono rimasti in Italia lo dicono chiaro e tondo che qua stanno solo se c’è da incassare e ci stanno alle loro condizioni salariali ed economiche, mica a quelle imposte dalla politica, a quel fesso di Pantalone del sud.
Insomma la politica esercita sui pulcini del nord e del sud ingabbiati e tirannizzati, un potere mostruoso, ma ne subisce altrettanto dai grossi bestioni del mercato nei cui confronti ha solo il potere di ingrassarli, mai di tassarli, di farli defecare in Italia.
Sta tutta qua la differenza fra comunismo idiota e liberismo criminale. E chi fosse tentato di chiedere a me la medicina per curare la malata Italia si risparmi il fastidio.
Solo i sistemi economici chiusi restituiscono l’intero potere alla politica, ma un popolo che sia totalmente autonomo non l’hanno ancora inventato.
Quindi il comunismo non funziona perchè consegna troppo potere alla politica; mentre il liberismo lascia alla politica il potere di fare buchi nell’acqua e di osservare inerme lo spettacolo cannibalesco dell’uomo lupo dell’uomo.
Nel quadro, l’episodio di Muzio Scevola raccontato da Bernardo Cavallino, 1650 circa, Kimbell Art Museum.

























Secondo me Franco devi scendere dal piedistallo massimalistico e con questa tua innata capacità di creare metafore colorate (quando non bizzarre) diventeresti un ottimo giornalista online. Il quale giornalista online è caratteristica imprescindibile, ovvero il dire perché come direbbe il mio amico Franco Pilloni “gli/le scoppia”. Come dirla diversamente? Non esiste solo il sole-luna liberismo-comunismo, esistono i mondi su cui, insieme ad altri soli, fanno luce e riflettono. Occorre raccontare questi mondi. Il dettaglio. A buon intenditor carissimo Franco Luceri.
Sorry leggasi “Il quale giornalista online è dotato di una caratteristica imprescindibile…”.
Che dire e che fare allora? Speravo molto in una ricetta, un balsamo una panacea contro i liberismo criminale e il comunismo idiota. Ma non era marx che diceva che occorre sfruttare le risorse del capitalismo per abbatterlo? Ecco perchè i comunisti salgono sulle auto scassate del capitalismo e perchè Della Valle razzoli benissimo, si fa i miliardi col Made in China(nonostante quello che giura e spergiura e un giorno gli cadrà il pisello!9 e poi urla e protesta contro questo capitalismo.
Il Sud non è sfruttato, il Sud è più “furbo” di quanto si pensi; il Sud lavora in nero e se ne sbatte degli altri che pagano le tasse con onestà. Il ud fa il doppio e il triplo lavoro e incassa l’assegno di disoccupazione! Non illudiamoci signori miei: Scarpe grosse e cervello fino hanno permesso millenni di sopravvivenza”dorata”. Il Sud fa credere di essere sfruttato per aggiungere soldi a soldi e prebende a prebende. Con buona pace dei… fessacchiotti del Nord.
Salvo
Cara Rina, io non voglio diventare niente di più e niente di meno di quello che sono. Questo piedistallo massimalistico che vedi tu mi aveva già indotto a non mandarti più i miei pezzi, perchè ho capito che non c’è convergenza possibile fra il tuo cervello poetico che io rispetto e il mio cervello filosofico settantenne e forse rincoglionito che solo la bomba atomica potrebbe modificarlo. Il poeta cerca i dettagli e il filosofo ti disegna solo i contorni, trascurando i dettagli che non gli sfuggono affatto.
Salvo, condivido il tuo pensiero, il sud con le scarpe grosse e il cervello fino potrà anche guadagnarci da questa situazione, è vero, lo fa da millenni, ma perchè chiamare tutto questo democrazia?
Il prof. Ernesto Galli Della Loggia, sul Corriere della Sera di ieri ha scritto ciò che uno come me non riuscirebbe mai a scrivere accettabilmente per te cara Rina:
“Non è vero che il contrario della democrazia sia necessariamente la dittatura. C’è almeno un altro regime: l’oligarchia. E tra i due regimi possono esserci poi varie forme intermedie. Una di queste è quella esistente da qualche tempo in Italia. Dove ci sono da un lato un Parlamento e un governo democratici, i quali formalmente legiferano e dirigono, ma dall’altro un ceto di oligarchi i quali, dietro le quinte delle istituzioni democratiche e sottratti di fatto a qualunque controllo reale, compiono scelte decisive, governano più o meno a loro piacere settori cruciali, gestiscono quote enormi di risorse e di potere: essendo tentati spesso e volentieri di abusarne a fini personali.”
Questa è l’Italia come la vedo io, ma che non riuscirei mai, per le mie limitate capacità, a descriverla così.
Rina, smettila di ritenermi un mito, perchè più ti illudi tu delle mie capacità, più io ti disilludo col mio pensiero a base di topi, galline e conigli.
Un abbraccio a tutti e criticatemi da levarmi la pelle, perchè solo la critica ci fa riflettere. Degli elogi io faccio volentieri a meno.
Franco Luceri tu sei e resti un mito, di sicuro un mio mito e chiunque mi conosca anche solo un poco sa che io non regalo patenti a-gratis. Di questo stanne sicuro! Ho avuto il privilegio nella mia vita di trattare con una variegata gamma di personaggi dagli incolti ai dottissimi, ma ti assicuro che non ho mai perso la bussola quando si tratta di andare a vedere la sostanza. Che è poi quella che pertiene allo spirito da milioni di anni e se ne frega dell’estetica-esistenziale.
Tu ti riconfermi un mito quando scrivi “io non voglio diventare niente di più e niente di meno di quello che sono”. Straordinario!
Sono in disaccordo invece quando ritieni che io ti voglia cambiare: lungi da me! E’ proprio il contrario, riconoscendo in te delle doti, ti invito ad usarle. Ovvero, a fare tesoro della tua eventuale passione filosofica per indagare sotto-la-superficie per capire le dinamiche-altre… questo manca nei tuoi pezzi a mio avviso (e se pensi che io parli tanto per fare vai sul tuo blog e conta tutti gli articoli dove compaiono le parole comunismo e liberismo, saranno il 90% circa, io, infatti, questo esercizio l’ho fatto!)… Ed è per questo che lungi dallo smettere di scrivere dovresti sedere et riflettere et pensare. Cercando di non raccontare l’ovvio ma guardando verso quelle diverse prospettive di visione che la tua lunga esperienza di vita ti può permettere di catturare. Tutto qui!
ps Inoltre, se tu metti avanti la mia anima poetica sulla mia indole-filosofica…. uhm… dobbiamo ancora lavorare. Conoscerci meglio! Time will tell… come dicono gli inglesi.
ps2 No, non è critica-da-levarti-la-pelle comunque… è tanto per dire… perché pubblicare su Rosebud nel mio ideale orizzonte non dovrebbe venire a gratis… Un poco come quando pubblichiamo poesie di autori che le hanno già pubblicate da altre parti: noi comunque diciamo cose diverse. E facciamo una differenza. Pardon, almeno tentiamo di farla. Un grande abbraccio carissimo Franco.
Caro Franco Luceri (qui è meglio che metta il cognome perchè con tutti questi Franchi… già ieri me ne sono inventato un altro per sbaglio) io penso che quella dei pulcini del Sud chiusi in gabbia e ingozzati sia fin troppo poetica. Per me al Sud sono più liberi che al Nord
tant’è vero che hanno potuto costruirsi da vivere esentasse. Solo quelli che hanno voluto diventare migranti e sono venuti su al nord come forza lavoro, allora sono stati chiusi in gabbia (leggi fabbrica, leggi Fiat). Ma chi ha voluto restare al paese suo, di fame non è certo morto, una famiglia se l’è sempre costruita e un tetto l’ha sempre avuto(anche perchè nessuna legge è mai arrivata fin là a contestarglielo).
In quanto alla mafia, per quello che ne so, è nata all’epoca borbonica, proprio per proteggere i cittadini del sud dai soprusi del governo. Un po’ alla Robin Hood o alla Zorro.
Un giorno si scoprirà che la mafia ha persino aiutato Garibaldi a sbarcare a Marsala …
Ehi! Non sto difendendo la mafia. E neanche la gente del nord, che, certo, ha un altro concetto dell’ orario di lavoro e di come riempirlo mentre è chiusa in gabbia, nella sua merda (e se la deve pure smazzare se vuole un po’ di spazio pulito) mentre gli allungano un vassoio con cui dovrà
ingozzarsi di cibo in tempo per correre a ritimbrare il cartellino. Quest’ultima parte l’ho tratta da
un depliants che illustra ‘Le Delizie del Nord Italia: veniteci a trovare nelle vostre vacanze e non ve
ne pentirete’.
Bellissimo commento Angela. Un esempio per Franco Luceri che ora, messo alle strette, sono certa non si tirerà indietro nell’analizzare il dettaglio del problema e non ci parlerà né di comunismo né di liberismo ma di problemi reali. Lo attendiamo al varco da par suo:).
Anche io avevo commentato più o meno come Angela. Ora dunque Franco é circondato!
Salvo
Scusami Salvo mi è sfuggito forse a causa della foga con cui avevo risposto a Franco…
Comunque ora sì è circondato. Insomma, deve venire fuori con una soluzione non filosoficamente-dogmatica, non-massimalista, non-retorica… ma pratica. Non vedo l’ora di leggere. Per quanto ne so infatti Franco Luceri non si tira mai indietro davanti ad una sfira. Non lo farà neppure ora.
leggasi sfida… al solito polpastrelli più veloci del pensiero… et distratti.
Scusa anche me, Salvo, ma non mi piace l’idea che uno sia circondato. Non credo che Franco Luceri ne abbia bisogno ma, se occorre, sappia che lo aiuterò a spezzare l’accerchiamento …
Angela e mica è un accerchiamento indiani-cowboy. E’ un esercizio d’intelletto che Franco vincerà alla grande e da par suo…
Più semplicemente, o detto più chiaramente io credo che Franco possa produrre articoli straordinari se usasse questa sua scrittura colorita per raccontare fatti minimi, pene quotidiane, momenti di vita piuttosto che speculare sempre sui grandi teoremi…. Ma non è detto che sia così, dico solo che questa è la mia visione delle cose. Posso sbagliarmi.
Non ti sbagli, cara Rina! In effetti mi pare un po’ troppo drastica la divisione dell’Italia tra nord e sud, e di difficile soluzione. Come ho letto dai commenti successivi, si enfatizza troppo la ricchezza del nord (non è così, anche qui c’è povertà, disoccupazione in quanto le fabbriche che fino a qualche decennio fa, davano lavoro a tutti, dalla classe operaia a quella dirigenziale hanno chiuso: fallite o le hanno riaperte in Romania, in Turchia, in Cina, dove il costo-lavoro è minimo, rispetto all’Italia). Così abbiamo cinquantenni che non trovano altro lavoro, a causa dell’età , ma non possono neppure percepire la pensione, perché troppo giovani. Una vera incongruenza. E a differenza del sud, dove l’arte di arrangiarsi è di casa,qui nonè possibile perché guardati a vista . Le gabbie dei polli ci sono anche al Nord!La Diocesi milanese sta cercando di tappare qualche falla, aiutando le famiglie – un tempo benestanti grazie al lavoro – ora cadute in miseria, grazie alla politica economica della fuga all’estero di capitale-lavoro. Ma per fortuna abbiamo ancora molte cose che funzionano: gli ospedali, per esempio! Quanta gente del sud viene a Milano o a Legnano per farsi curare, per interventi delicati che non vogliono affidare ad ospedali del sud! Abbiamo visto che in quello di Lamezia, si entra sani in sala operatoria, e si esce distesi (in una bara). E dalla prenotazione al momento di una visita specialistica,passano un numero imprecisato di mesi, prima di ottenerla – fai a tempo a morire e risorgere, nel frattempo!!! Questo lo dico non solo per averne sentito notizia dai media, ma anche per averlo appurato attraverso amici del sud, e apprendendolo in ospedale, dai degenti stessi che me lo raccontavano e che hanno quindi scelto gli ospedali del nord. Dunque, c’è del buono e del cattivo in tutta Italia, centro compreso! La mafia è arrivata al nord, si è insediata per bene e lavora alla grande! Quindi non è più prerogativa del meridione d’Italia!
Vediamo di non parlare per stereotipi, l’Italia funziona bene per certi versi, e malissimo per altri. Io sono solo capace di fare l’osservatore, di ascoltare e vedere, ma non ho le basi né di economia né di scienze politiche per trovare una possibile soluzione al problema. Ma ho fiducia in Monti: almeno gliela ho affidata, il tempo poi ci illuminerà. Qualche giornale lo critica, non ripone fiducia in questo economista,ma posso anche pensare – anzi lo credo proprio – che ci sia sotto una manovra subdola, Berlusconi anche se non è più presidente di Consiglio,resta sempre dietro le quinte, e dà ordini. Chi dipende da lui – giornali, televisione, società, e non vuol perdere il cadreghino, si rende complice e lavora ai fianchi.
A volte mi basta guardare in faccia una persona, per capire se è onesta, se conosce il proprio lavoro: Monti ha la faccia pulita, l’occhio limpido. Ma si è anche trovato un bel disastro da sistemare, un disastro che non ha causato solo Berlusconi e la sua politica del bunga-bunga, era già antecedente, col governo Craxi. Prima di tirare le somme, lasciamo lavorare quest’uomo, e se anche dovremo pagare qualche tassa in più, per risollevare le sorti della nostra Nazione, non brontoliamo. Vediamo invece se le pagheranno anche gli evasori, che li prendano una buona volta, perché non è certo il reddito tassabile di un operaio a bilanciare il conto economico! Diamo a Monti qualche anno perché possa studiare la strategia giusta e metterla in pratica…tanti anni li abbiamo dati anche a Berlusconi, l’avete pure rivotato! (io no, mi ha fregato una volta, la seconda non ci sono cascata!) dobbiamo negarli a Monti? Questo è il discorso da farsi, non puntare il dito sulle ideologie di questo o quel partito. (tra l’altro, non esiste più un’ideologia univoca, ma tutta una miscellanea (quella macchina qua spostatela là) la canzone di Francesco Salvi, che era diventata un tormentone, vale ora per i membri dei vari partiti politici, che si sono spostati da qui a là a seconda di come tirava il vento! Comunismo? Socialismo?Liberismo? Ma è roba da mangiare? Ormai è tutto un fritto misto, se vogliamo anche un tantino indigesto!!!
Cari amici di Rosebud, voi e la vostra direttora cascate male, se pensate di accerchiarmi per avere da me la soluzione dei problemi politici ed economici del liberismo criminale e del comunismo idiota che in Italia si puntellano a vicenda. Voi mi avete scambiato per la pietra filosofale e al massimo io sono quella dello scandalo.
A sei anni, intagliando un unico pezzo di legno ho ricavato una chitarra che è ancora funzionante. Non ho messo mai piede in un laboratorio artigianale, ma per la mia famiglia ho fatto tutti i lavori manuali possibili e immaginabili con successo, poi a 44 anni mi sono ammalato di giornalismo nel 1985 e per mantenere questa passione ho comprato il primo portatile dell’Olivetti chiamato M10 ed ho imparato a programmarlo con i comandi tutti in inglese pur non sapevo un tubo di quella lingua.
Ma torniamo indietro alla mia storia culturale che a quanto pare non siete in grado di dedurla da soli. A 26 anni ho preso per sfinimento i miei professori e mi hanno regalato il diploma di ragioniere che non ho mai utilizzato. E per inventarmi un lavoro ho iniziato a fare l’agente di commercio perché avevo un buon fiuto per le ricerche di mercato. E quando fini il lavoro incominciai subito a leggere giornali e scrivere. Poi alla festa del papà del 1987 mi regalarono un libro che leggevo puntualmente ogni giorno fino a mandarlo a memoria (ma non chiedetemi che libro è perché non ve lo dirò manco sotto tortura). Vi dico solo che prima di leggere quel libro mettevo la punteggiatura a casaccio peggio del formaggio, della grammatica e della sintassi conosco le parole ma non chiedetemi che significano perché non lo so.
E pure, grazie a quel libro, (unico ad aver letto in vita mia per intero) ho prodotto una quantità di articoli giornalistici mostruosa. Quando ho incominciato a sentirmi sicuro ho comprato il fax ed ho sepolto le redazioni dei miei articoli che tutti pubblicavano, fino a quando il direttore del quotidiano di Lecce si scomodò per venire a conoscermi e mi dedicò la prima pagina del giornale con un articolo di elogi che svergognava i docenti dell’università di Lecce, perché a suo dire nessuno scriveva quanto me e come me. E quello fu il primo intellettuale con i prosciutti sugli occhi a fare di franco luceri un mito.
Ma dopo tredici anni cambiò il direttore e iniziai a scrivere fisso per la Gazzetta del Mezzogiorno per altri cinque anni. Scrivevo da due a cinque articoli al giorno minimo di due pagine cadauno e per alcuni argomenti arrivavo a dieci pagine e oltre. Della pagina delle opinioni di due tre giornali avevo il monopolio.
Poi sono arrivati i problemi col fisco, e gradatamente ho smesso di mandare in giro i miei scritti per tre o quattro anni, finchè il direttore di un nuovo giornale ha incominciato ad interessarsi e a pubblicarli. E quando lui è passato dalla carta al web, ho scritto un altro anno per lui. Finchè in Aphorism non ci siamo tamponati con la nostra Rina Brundu e per risarcimento danni ha preso a pubblicare lei i miei scritti.
Ora avete capito che razza di errore avete commesso ad accerchiare un artigiano dilettante per avere da me del buon giornalismo? Avete fatto peggio di quello che gettò le reti sull’autostrada del sole per pescare dentici e saraghi. Voi avete pescato una cernia. Rompete le righe che qua non c’è trippa per gatti.
Io vi ho bombardato di comunismo e liberismo sperando che qualcuno di voi si sentisse di correggere le mie fesserie spiegandomi perché dopo il comunismo che ha massacrato mezzo mondo, il liberismo rischia di massacrarlo per intero.
Un professore di italiano aveva un amico fruttivendolo e da lui non andava solo a comprare la frutta, ma a farsi insegnare la matematica, perché come tutti i commercianti di una volta era un genio a fare di conto.
Ora voi finissimi intellettuali state facendo con me la stessa cosa. Dall’artigiano dilettante franco luceri, volete articoli di filosofia, politica, sociologia, economia ecc. Scriveteli voi che io li leggo.
Rina, io ti avevo avvisato che prima o poi ti avrei rotto il “mito” con la grazia dell’elefante in una cristalleria. Ma se mi dici che non ci sono riuscito neanche adesso allora mi arrendo.
Ora andate in pace che le munizioni le ho sparate tutte. Ciao
P.S. a me non dovete mai chiedermi di improvvisare un’opinione, perchè non sono abituato a rimangiarmi il giorno dopo ciò che ho detto il giorno prima. L’unico caso in assoluto è stato quello che ho titolato “A sud lo Stato è monco” e dopo 24 ore ho confessato l’errore, perchè’ più e prima di quella degli altri, io non sopporto la mia incoerenza.
E la nostra acutissima direttore a chiamarmi Scevola non ha sbagliato. Ciao.
Vedo con piacere che il film “ombre rosse” ha fatto scuola. Il bravo Franco Luceri ha disposto le diligenze in cerchio e si è ben difeso dalle frecce di noi Sioux. E appena ho letto del suo palmares, mi sono davvero annichilito, chiedendomi io cosa avessi fatto nella mia vita.
Poi mi sono “ricordato” d’avere avuto un’infanzia e un’adolescenza agiate, fatte di doveri(studi) rispetto(dei genitori e del prossimo) e giochi. A venticinque anni dunque sono diventato dottore(senza strafare), a ventisei ho iniziato a fare il rianimatore e dopo 35 anni ho smesso. Nel frattempo, suonavo la chitarra, ristudiavo Dante e il Dolce stilnovo, leggevo Proust, Moravia, Pavese, Cardarelli, Leopardi Asimov Bradbury, Dick Brown(insomma il gotha della Fantascienza. Perché di sognare non ho mai smesso. Sognavo il famoso “mondo migliore” degli anni ’60 ed ero uno di quelli che avrebbe dovuto cambiarlo. Eravamo i capelloni che predicavano amore e sesso e i fiori nei cannoni. E nel frattempo Agnelli, Andreotti, Lama Carniti e Benvenuti, ci mettevano altro nei deretani. Almirante faceva il nostalgico e Berlinguer il nobile(e ricco) comunista.
Non salvammo nulla!
Io continuai a giocare a scacchi con una “nera signora” in una Rianimazione di provincia e tante partire persi, quante ne vinsi. Le resi l’onore delle armi e ricevetti in cambio un sorriso “divino”.
Alla fine capii che facevo solo il mio dovere, quello che papà Luigi(medico di campagna) m’aveva insegnato e inculcato come il tesoro più rezioso. Rinunciai alla tavola che lui avrebbe voluto imbandire per me, per fare il “salvatore” della specie umana.
Ho imparato a non cercare dagli altri le risposte, ma a pretenderle quando gli altri facevano una diagnosi. Caro Franco, hai fatto una diagnosi, non puoi cavartela adesso, dicendoci: “Chiamate il 118”. Questa è Omissione di soccorso.
Lieto di fare un consulto con te al capezzale dei ostri malati, ma non possiamo tirarci indietro.
E come diceva “Scion” nel film “Giù la testa”(Duck,You Sucker!”, non usare una miccia corta.
Con grande stima e simpatia.
Salvo
Non hai “rotto” il tuo mito lo hai ampliato facendo proprio quello che ti avevo chiesto. Non ti rendi conto quanto è bello questo racconto di te. Tante cose già sapevo, altre no. Di certo non sapevo della chitarra…. A mio avviso dovresti continuare con questo dono quando scriverai i tuoi prossimi articoli. E se fossi in te non mi preoccuperei di tentare di risolvere i problemi grandi ma quelli piccoli che poi portano a quelli grandi. Racconta il tuo mondo le tue peripezie e avrai fatto più del tuo dovere. Noi avremmo fatto altrettando pubblicando. Ai letterati spetta indicare il guado melmoso, ai giornalisti sporcarsi i pantaloni mentre lo attraversano, ripulirlo spetta ad altri. Ma è conseguenza del lavoro di tutti. Questo è ciò che penso io. Un abbraccio. Rina
Secondo me, Franco, il Luceri per intenderci, ha fatto bene a “dettagliare” il suo curriculum, per me normale e lineare per uno che ha avuto ed ha la capa tosta, peggio di noi sardi.
In quell’auto perennemente difettosa, sempre per me, ci vedo l’Italia e nei Muzio Scevola ci vedo noi italiani, al rovescio, però!
Ho letto l’articolo, che sottoscrivo, ed i commenti, variamente “articolati”, dove si parla di tutto, anche di storia, e posso dire che in quasi quel tutto mi sono ritrovato, un po’ spaesato, a dir verità.
La cosa che, comunque, mi da fastidio (NON SIETE VOI), da appena nato, (eh!..un po’ esagerato, ma…), e anche un po’ di prurito, chiamatelo civile o intellettuale, inteso dell’intelletto),è quando sento parlare di Nord e di Sud e non in senso positivo, anche se ormai è di gran moda
Ma cos’è questo Nord e questo Sud che io conosco solo in geografia terracquea?
E se il nostro stivale, creato da cento glaciazioni e da una miriade di terremoti, avesse avuto la forma di una ciabatta grossa, tipo Emilia Romagna ingrandita, mica tanto, questo profondo Sud col profondo Nord sarebbe esistito? Credo di no.
Qui si usano semplicemente le distanze, i chilometri, che, dopo, sono diventati distanze culturali, mentali, industriali, commerciali, direi distanze di vita, di quella che ognuno di noi ha cercato e ha saputo costruirsi.
Chi l’ha mai detto che al Nord si lavori più che al Sud? Dove sta scritto? Risulta che, dappertutto, a seconda delle opportunità di lavoro espresse, si siano create più disponibilità di occupazione. Se, dopo, queste si sono presentate maggiori in alcune zone e molto minori in altre, bisogna saperle interpretare, facendo entrare, qui, in ballo, quei famosi chilometri, la distanza.
La Fiat è nata a Torino, poteva nascere a Taranto se quella famiglia fosse stata del posto e, allora, non credete che migliaia di operai non si sarebbero fiondati, armi e bagagli, al Sud? Per necessità e sopravvivenza?
Datemi la risposta.
Le mafie e le camorre esistono, sono centenarie e più, e non pensa siano dovute all’arte di arrangiarsi. Chi le guida sono cervelli umani che sapevano dove e come muoversi ed ora, da decenni, si muovono più al Nord, dove han trovato più disponibilità e ricchezza occulta.
Ma i grandi siti di monnezza, in Campania o in quel di Napoli e dintorni, monnezza come scorie chimiche e dannose per la terra e l’ambiente, chi li ha riempiti? Le grandi industrie del Nord tutto, dal Piemonte al Veneto e oltre, tramite prezzolatissimi accordi con la camorra, con il beneplacito di tutte le amministrazioni pubbliche, prezzolate anche quelle, come da cronache quotidiane, o no?
Franco Luceri ha ragione quando scrive di liberismo criminale, perchè di quel liberismo si sono ammantate tutte le democrazie, facendo entrare in queste tutti gli amanti delle libertà dispotiche, arroganti nonché politicamente, ricchissime e che han fatto del liberismo una “nuova” mafia, diventata, ora, inattaccabile, ammenochè gli indignados, speriamo globalizzati, speriamo giovani, non riescano a distruggerla.
E tanto più ha ragione lui, il Luceri, citando il comunismo idiota, quel comunismo-socialismo che avrebbe dovuto
scontrarsi col nemico liberistico-massimo, propenso sempre a far spendere più soldi a chi non ne ha (vedi parte delle attuali liberalizzazioni).
Hegel e Marx, con la loro filosofia, han finito, purtroppo, di insegnare ai loro moderni discendenti (ma dove sono?) l’arte del rispetto del lavoro, quello seppur più basso nella scala dei valori.
I grandi e storici palazzi, le grandi regge che ancora possiamo ammirare, li han costruiti, con le mani e con l’amore per il lavoro, il muratore, solo il muratore, il più grande di tutti i lavoratori.
Caro saluto alle signore e a lorsignori
gavino
Mi piace questa espressione “il Luceri” chiara indicazione che sta diventando la stella del gionralismo online. Del resto si è pure già beccato del Savonarola e del Muzio Scevola quindi non potrebbe essere altrimenti.
Sulla geografia italica dissento un poco. Perché è stata proprio la sua geografia ad avere molta importanza nella spartizione che nei secoli appena passati si sono fatti i grandi imperi europei del Bel Paese. Spartizione che poi ha giocato un ruolo chiave nel definirne le dinamiche macro-economiche ma anche sociali e culturali che noi conosciamo oggi.
Anche le mafie e le camorre per molti aspetti derivano da questa particolare “estensione” geografica, basti pensare anche soltanto a quando gli Alleati usarono la mafia siciliano come “mezzo” per arrivare in Sicilia, farsi strada dentro quell’isola e poi risalire verso Roma. E basti pensare a quanto quell’eredità sia costata in connessioni politico post-repubblicane al Paese.
Io dico invece a Franco Luceri che se non fosse stato per quel liberismo lui a quest’ora starebbe ballando nella sconfinata taiga russa vendendo caviale al mercato nero. Et varie et eventuali. Ma questo è solo il mio parere e conta poco. Ma bello discutere con voi. Grazie Franco e grazie Gavino. E a tutti quelli che sono intervenuti in calce qua sotto. Rina.
Ne deduco, allora, che se fosse stata creata, la nazione italica, a forma di ciabatta grossa, tutto questo casino di malaffare non sarebbe successo, ci saremmo sentiti tutti più vicini,
meno di nord e meno di sud, tutti comunque un pochino più intelligenti
gavino
Non credere che sia idea tanto peregrina. Au contraire, direbbe qualcuno! Esiste proprio una scienza creata per studiare questi argomenti, si chiama geopolitica. In particolare, la geopolitica (da non confondersi con la geografia politica e con la politica internazionale) è una disciplina che studia le relazioni tra la geografia fisica, quella umana e l’azione politica. Ancorché si tratti d’una disciplina nata già da numerosi decenni e piuttosto popolare, ne manca ancora una definizione univoca e condivisa.
Sul fatto di essere più intelligente a Nord non saprei: mai saputo del CEPU-eschimese ma può essere:)
Ci basta il CEPU, quello nato al Nord, quello nostro, non sono razzista, attenzione!, nato privatamente e che gode ottimamente di soldi pubblici e che sforna grandi ed emeriti asini che hanno sempre fretta, anche di acculturarsi e magari occupare posti….già raccomandati
La geopolitica quasi è di moda, la geografia è rimasta terrena, ancora, anche se mutata.
gavino
Manca Carl Sagan per il gotha. Tendenzialmente manca poi l’anima visionaria di Jene Roddenberry e qualche altro ma per tutto il resto concordo. Comunque credo che da questo momento in poi avremmo un Luceri nuovo su questo sito: rinato. Che non siamo qui a pettinare bambole come direbbe Bersani….
Sagan c’era pure. l’avevo solo dimenticato. Sono cresciuto con “pane Ebreo..”(pane…Azimov!)
Credo che dopo questa cavolata, mi depennerai definitivamente.
Un abbraccio.
Salvo
No, Salvo, sei stato proprio carino con il tuo ‘pane Azimov’!
Caro Salvo prima di depennare chi ha letto tutti questi autori che adoro mi trincio la mano alla maniera del Muzio Scevola ricordato in questo articolo. E anche parlando di cavolate dovrei cominciare prima dalle mie. Mi piacerebbe invece che questo luogo di commenti virtuali fosse un luogo sereno…. Sappiamo tutti che quando si scrive un commento oggidì stiamo tutti facendo sette cose ad un tempo…. profittiamo perciò delle libertà scritturali online con serenità. Per i grandi componimenti ci sarà tempo.
Credo che abbiamo colorato al meglio questo pezzo di Franco che ci perdonerà anche per le numerose libertà che ci siamo presi, ma naturalmente non l’avremmo fatto se non gli volessimo molto bene e se non sapessimo che lui è tanto intelligente da accettare il gioco. Detto questo attendiamo di rileggerlo quanto prima. Idem per quanto ti riguarda. Grazie a tutti voi che fate di Rosebud un luogo a suo modo speciale.
E concordo con Angela sulla battuta.
A parte te cara Rina, che ti sembra monotono e inutile parlare di comunismo e liberismo; se non ho capito male, Salvo, Angela, Danila e Gavino mi sembra che gradiscano la politica da me argomentata, pur con diverse sfumature di punti di vista. Se tu non ci tieni a pettinare bambole, io e gli altri tuoi illustrissimi lettori ci teniamo ancora meno. La mia tendenza a filosofare non è culturalmente acquisita, perchè io non ho cultura e non ho ideologie di nessun tipo. Per dirla con le parole del direttore di “Quotidiano di Lecce” di cui sopra, il mio è “scetticismo socratico e pura ricerca conoscitiva”. Sul piedistallo massimalistico dove tu mi vedi, io non ci sono mai salito, sono con i piedi per terra dall’età di sei anni, perchè già lavoravo in campagna con mio padre e mio fratello. Ho invece la tendenza a volare alto, e a cercare empiricamente le soluzioni a costo zero, visto che sono nato allergico alla scienza e a qualunque forma di cultura che non sia acquisita da autodidatta.
Sono andato a pescare la frase con cui mi sono presentato ad Aphorism a giugno dell’anno scorso (quindi in tempi non sospetti) per toglierti qualunque dubbio sulla mia tendenza ad usare piedistalli massimalistici o pettinare bambole.
E c’è scritto così: ex agente di commercio, pensionato, e con tre passioni incurabili: invenzioni da sempre, e giornalismo e aforismi dal 1985. Non ho mai combattuto nessuno in vita mia, non mi sono mai schierato, ma non lascio ad un solo problema il diritto di sbarrarmi la via.
Per come la vedo io, risolvere problemi politici è lavoro da padreterno, non perchè sia difficile pensarla la buona politica, ma è difficile tradurla in maniera comprensibile alle prede della vecchia politica, e convincere i predatori a convertirsi ad una dieta vegetariana.
Ma per quanto una sfida possa essere folle, non è mai abbastanza perchè io vi rinunci apriori. Sono un qualunquissimo signor nessuno, ma non cercatemi dove si pettinano bambole, perchè là non ci sarò mai.
Grazie a chi apprezza il mio pensiero, e un grazie speciale a chi lo contesta, perchè mi costringe a riflettere su quello che ho detto per correggerlo e migliorarlo.
Sei la prova vivente di quanto ho sempre argomentato in altri siti giornalistici: ovvero che la sostanza fa la differenza. Se tu fai una opposizione ad un mollusco quello, privo per sua natura di scheletro sostanziale, si offende, si richiude in se stesso, se può ti attacca e in ultima analisi ti offende. Perché non conosce altro.
Se fai una opposizione ad una persona di sostanza qual tu sei il meglio viene fuori. E questo, se il direttore non fossi io che poco so, potrebbe pure essere un merito per il giornale che ti ospita, o no? Di sicuro, basta leggere tutto ciò che hai buttato in calce a questo articolo per dire che qui si è visto un Franco Luceri in grande spolvero nonché tutto il suo potenziale. Ne sono davvero lieta Franco. Davvero lieta. Il mio motto nella vita è sempre stato che la merda ti deve girare intorno ma non ti deve sfiorare mai. Questo significa anche che intorno ti debbono girare le persone capaci. Capaci di mettersi in gioco, capace di raccontarsi con grande onestà e umanità. Capaci di essere solo ciò che sono e di farlo alla grande. E tu sei tutto questo. E per questo sono onorata di essere tua amica.
Rispetto allo “scetticismo socratico” menzionato dal tuo amico diretto. Come sappiamo lo scetticismo nacque nel IV secolo a.C come “espressione del profondo disagio in cui le varie scuole filosofiche si trovavano per l’insuccesso nella ricerca della verità assoluta nell’ambito della conoscenza”. Come a dire che forse la tua tendenza al massimalismo l’ha riscontrata pure quel tuo amico ma magari ha voluto dirtelo in maniera diversa. Puo essere? Concordi? Si, credo proprio che il cerchio si possa chiudere li. Fermo restando che l’opinione che io e quel tuo amico abbiamo di te e probabilmente la stessa: sei un grande!
Caro Salvo sono venuto a rileggermi il tuo commento, ed ho spostato nel mio queste tue parole riferite a tuo padre che sono musica per le mie orecchie: “Rinunciai alla tavola che lui avrebbe voluto imbandire per me, per fare il “salvatore” della specie umana. Ho imparato a non cercare dagli altri le risposte, ma a pretenderle quando gli altri facevano una diagnosi.”
Salvo, la tua pelle trasuda sensibilità e generosità da tutti i pori, (esattamente ciò che Ippocrate voleva dai medici degni di questo nome) ed io pensavo proprio di tirare le cuoia a 70 anni prima di trovare un’altro che sudasse altruismo come e quanto me.
Io non ho dovuto prendere il coraggio a quattro mani per alzarmi dalla tavola di mio padre super imbandita, ma per allontanarmi dal lavoro agricolo, per me iniziato a sei anni e fino a ventinove quando mi sono sposato ed ho cambiato paese.
Vedo con piacere che anche tu hai il vizietto di volare alto, l’ambizione di trovare la “chiave del paradiso”, che tutti promettono ma consegnano sempre quella dell’inferno e pure arrugginita.
Ma forse nel mondo più che la chiave, manca proprio la serratura, che Dio si è preoccupato di sfasciare creando due razze di individui di ogni tipo, tanto contrapposti, incompatibili e antagonisti da abolire qualunque alternativa alla guerra totale.
Creando gli intelligenti Dio ha creato i predatori e con gli stupidi li ha riforniti di prede. E alla lunga gli intelligenti si sono convinti che il mondo dovessero plasmarlo in modo da trovare le pietanze umane quotidiane belle e pronte sul loro tavolo e consumarsele in grazia di Dio.
Per me questa è la linea di partenza per qualunque analisi e qualunque terapia che volesse mitigare il cannibalismo dei cosiddetti intelligenti, dei lupi tanto per capirci, costringendoli a diventare vegetariani, consumando erba anziché agnelli.
Il mondo non è a misura degli ignoranti e degli stupidi. Perciò qualunque correttivo intelligente deve modellarlo in tal senso: deve modificare la destinazione d’uso del mondo per lupi, per farne due mondi complementari e pacifici, ma senza muri di Berlino che li separino.
I più penseranno che qui si spazia, si vola e si vaga nel mondo dei sogni, visto che un certo Marx ha provato a pensarlo un mondo per vegetariani, ma quello che ora può osservare dall’alto è solo per cannibali, manco per carnivori.
Caro Salvo e cari amici di Rosebud, è da questo punto che io partirei per ipotizzare qualunque “NUOVA” soluzione culturale, sociale, politica ed economica. L’Intera civiltà umana dai presocratici ad oggi ha una sola funzione: garantire agnelli teneri ai lupi. E ci sono seri rischi che tale rimanga fino all’estinzione dell’idiotissima specie umana, fatta da rarissimi esemplari di soggetti autonomi e un allagamento, un nubifragio di soggetti dipendenti in tutto e per tutto dai lupi..
Cambiare in meglio il mondo è semplice come infilare il blaccio nelle fauci di un leone, e afferrata la coda rivoltarlo come la manica di una camicia. Se avete tempo da perdere incominciate voi con questo esperimento semplice semplice, che quando mi libero vengo a portarvi una dozzina di protesi di braccia, per chi ce l’avesse rimessa.
Mettetevi al lavoro e fatevi coraggio, ma fatelo anche a me, perché quella discola della Brundu di sicuro mi punzecchierà il sedere con qualche altra accusa tipo “piedistallo massimalistico” e dovrò improvvisarmi avvocato del diavolo per sfuggire alla condanna.
Ciao a tutti e cattiva lettura.
Non posso che dirti grazie!Non per ciò che hai scritto e per aver letto bene il mio animo, ma per avermi ricordato che a volare alto si finisce come Icaro! Ma meglio schiantarsi dopo aver goduto del sole, che volare basso e respirare le cacche dell’Homo sapiens sapiens, o insipiens.
Per la “tosta Brundu” potrei pensare di passare, vilmente, dalla tua parte e difenderti, ma forse qualcuno l’ha già fatto il 3 settembre del ’43, dicendo che era l’8! No non voglio fare il voltagabbana, per un ideale serio potrei anche, se solamente fosse migliore del mio.
Un caro saluto.
Salvo
Vorrei fare una domanda: che cos’è un ‘piedistallo massimalistico’?
Secondo il Dizionario “Salvo&Salvo”, è un “gigante dai piedi di argilla”; basta poco per farlo crollare.
Salvo
Salvo non ci ho capito un tubo del tuo ultimo rebus, perchè non è materia che mi interessa. Riguardo al franco luceri sul piedistallo massimalistico il gigante ce lo mette lui, voi tramutatelo pure in un mille piedi di argilla pronto a crollare, se proprio vi serve a sentirvi meglio, tanto la sua scorta di autostima basta e avanza per le prossime mille vite.
Aspettate che mo crolla e tanti saluti.
Franco, ma perchè tanta rabbia? E poi il Dizionario “Salvo&Salvo” non mi convince. E non mi importa niente delle interpretazioni. Anche se comiche. Come la tua, Franco, che è poprio buffa: adesso ti senti tramutato in ‘un mille piedi di argilla’.
Ho solo chiesto, con ingenua serietà, cos’è un ‘piedistallo massimalistico’ perchè non lo so.
Non potreste partire da cos’è massimalista? perchè almeno il piedistallo so cos’è. Vedete, vi semplifico il lavoro.
Cara Angela Fabbri, mi fa piacere che nemmeno lei sapesse (io non lo sapevo) cosa fosse il piedistallo massimalistico da cui io farei bene a scendere prima di cadere: perchè i miei piedi da gigante d’argilla potrebbero spappolarsi da un momento all’altro.
Riguardo alla rabbia che ha visto lei, sarà stato un effetto ottico, perchè io so bene che l’uso e l’abuso dei paroloni, dei rebus, degli enigmi, serve ad occultare il proprio pensiero al soggetto che ascolta.
Il mondo è bello perchè è vario. E’ fatto di persone che amano costruire autonomamente per sentirsi parte e utili alla società e di persone che traggono il loro benessere psicologico demolendo l’opera altrui che temono possa oscurare la loro.
Quelli che amano costruire ti si accostano con l’intento di aiutarti, mentre gli altri aspettano il completamento dell’opera per ergersi a docenti e bocciarla.
Chi ama costruire, va alla ricerca di capolavori da ammirare e geni da elogiare, e non perde il suo tempo per denigrare il lavoro fasullo degli altri. Perchè come dice il proverbio, chi disprezza vuol comprare.
Insomma, cara Angela Fabbri, lei vuole fare la discente come me che sono andato sul vocabolario a cercarmi il massimalismo, e lo facciamo in due, chi invece vuole fare il docente si accomodi pure, perchè a quanto pare sta salvando il Mondo e l’Umanità.
Ci voleva Franco perchè finalmente io capissi perchè mai non son diventato primario! A parte le arrampicate alla Meissner di chi mi seguiva, è stato soprattutto perchè sapevo di non sapere, ma sapevo come fare. Ergo chi non sa Fa! e chi sa insegna e fa il Primario. Ho fatto il “manovale” della medicina fino al mese di agosto, ininterrottamente e come i portalettere, con qualunque tempo e in qualunque festività.Ma non è un merito, è professionalità, come disse qualcuno: L’etica è un dono, la professionalità un obbligo.
Ora se qualcuno mi sta suonando la campana(non a morto, ma a memento) che suoni pure. Suonerò le mie trombe e vedremo fin dove arriveranno le note.
P.S. @Franco, di quali rebus parli? Sono un valente engmista(alla bartezzaghi) ma non ci arrivo.
Salvo
Va bene, caro Franco Luceri, potrei andare anch’io sul vocabolario, ma per ora non ne sento la necessità.
Dopotutto ho fatto solo una domanda, visto che si è parlato di lei come ‘piedistallo massimalistico’ per una trentina di commenti, mi sembrava normale fermarli chiarendo il significato.
Se così non va, io sto bene lo stesso.
Franco Luceri!!! Proprio vero che quando il gatto non c’é il topo che fa? Balla!
E tu di uomini e topi, lo sappiamo, sei il massimo esperto insieme a Steinbeck.
Piedistallo massimalistico? Ti sei dato agli ossimori? Perché bada bene, nel mio intendindimento il massimalismo non è sinonimo di macro-picture. Nello specifico era un limite. Un limite da sindrome DonCamilloPeppone. Ma i tempi sono cambiati. Ora servono i tecnici e coloro che sanno fornire dettaglio informato. Ti perdono solo perché in calce a questo post hai dimostrato di essere pur capace di quel dettaglio informato e quindi attendiamo con trepidazione il tuo prossimo articolo. Ma non farmi il martire che di giornalisti martiri ne abbiamo le scatole piene, o no?
abbraccio – la discola (che però sa bene quel che dice!):)
Cara Angela Fabbri io non mi sono offeso perchè lei ha chiesto cos’è il massimalismo, ma perchè Salvo ha tirato fuori il suo dizionario personale ed ha risposto così:
“Secondo il Dizionario “Salvo&Salvo”, è un “gigante dai piedi di argilla”; basta poco per farlo crollare”.
Che è come darmi del pallone gonfiato: una puntura di spillo e viene giù. Un ignorante che si atteggia ad intellettuale e basta poco per metterlo in difficoltà.
Io posso accettare di scendere dal piedistallo massimalistico (di cui ci sono cinque interpretazioni diverse) perchè me lo sta chiedendo la discola (leggi Rina Brundu), un altro conto è sentirmelo arrivare da Salvo, dopo aver letto un mio intervento di elogi e stima nei suoi confronti.
Spero solo che sia stato io ad equivocare il suo pensiero perchè sono io lo sprovveduto di Rosebud, perchè se è lui che ha equivocato me, sicuramente sono io che non mi sono spiegato. Giù i guantoni e qua la mano, Salvo.
E tu discola smonta il ring quando esci di casa. O metti il veleno per topi così io starò a distanza di sicurezza dal gatto Salvo che ti bazzica per casa.
Ma no Franco, mi dispiace per l’equivoco e ti chiedo sinceramente SCUSA”!!
Non mi sarei mai permesso di definirti in quel modo che non voglio nemmeno riportare.
Scherzavo(e amo scherzare… sono un po’ goliarda e un po’ Peter Pan).
E la mia definizione anadava al piedistallo, non certo al Franco Luceri che invece stimo e apprezzo.
Torno a chiederti ancora scusa per l’equivoco in cui mi sono cacciato esprimendomi in modo davvero maldestro.
on tutta la stima che posso.
Salvo… il gatto.
Caro Franco io come forse sai ho fatto molto scuola e ho vissuto le vite di sette persone normali. Altro che gatti io ho vissuto con gli squali finanziari, tecnici, editoriali, giornalistici e quant’altro. E io sono più squalo degli altri. Per coprire il mio CV (quello vero) devi chiamare in aiuto (e ammontichiarli) numerosi personaggi e ancora non riusciresti a fare una Rina. Manco una sua costola a dire il vero. Quindi…. quindi., inutile dire… attendiamo il tuo prossimo articolo con trepidazione e basta con il martirio. Guarda che attendo è. Sto cercando un fantastico articolo possibilmente a tema liberalizzazioni, articolo 18 e quant’altro… Scriviamo, scriviamo non perdiamo tempo. A presto.
Dimenticavo: a buon intenditor…
Io invece non dimentico mai di chiedere: Rina, cos’è il tuo CV?
Curriculum Vitae Angela! In senso lato:)
Chiudendo il discorso su questo post vorrei dire che a mio avviso non c’é nulla di cui ti debba scusare Salvo. Franco che è stato il primo dei miei sponsor quando gli ho detto che volevo riaprire Rosebud in altra guisa sa bene che ne volevamo fare un sito tosto. Diverso. Essere in un sito simile significa prenderne un poco. Darne un poco. E significa tante altre cose. Ho molta esperienza di dinamiche giornalistiche-online perché, proprio per testarle, non ho esitato anche ad espormi in prima persona (il target sarebbe tirarne fuori un saggio in futuro!), e questa esperienza mi porta a dire che quando si commenta si scrivono tante cose anche cose che riflettendo di più non si scriverebbero, ma, posta la buona fede… restano tutte questioni da dirimere con la massima serenità. Sennò che esempio diamo? Inoltre, un’altra cosa che purtroppo la scrittura online non trasmette è il senso dell’umorismo, il tocco goliardico (io ne so qualcosa!) e io comincio a conoscere Salvo come persona goliardica. Io lo sono altrettanto quindi mi è difficile non concordare…. Senza considerare Franco che come ben sai Rosebud è casa tua quanto mia e qui tu sei untouchable… Donc, non si capisce il motivo della contesa…. Male che vada attendi la prossima e poi colpisci!! Goliardicamente. Io faccio sempre così! Ciao