Gutta cavat lapidem – Il sito della scrittura online, creato il 27 Marzo 2010 – Anno III – www.rinabrundu.com

Dimmi perché scrivi e ti dirò che amico (o che leader) sei. Io scrivo per noia: lo confessa…..

Franco Pilloni. Gianfranco scrive per schietta indignazione; Gigi per scrupoloso insegnamento; Aba con puntiglioso ingegno; Micheli per instancabile precisione; Elio per incorruttibile passione; Giuseppe con ampio respiro; … Grazia per amorevole nostalgia; Rina perché le scoppia dentro.

Io scrivo per noia.

Sì, per noia; e non potrebbe essere altrimenti. Guardo al domani senza emozioni, non ho paura e non ho speranza; so già cosa mi riserva, cosa ci riserva, non per una sorta di prescienza, ma in virtù dell’esperienza, per aver vissuto, nel mio piccolo, più e più volte non gli accadimenti  possibili, che sono in numero importante, ma quelli probabili che da noi si ripetono con monotona cadenza.

È come se i corsi e i ricorsi della storia, di cui parlava il Giamba Vico due secoli fa, abbiano subito un’accelerazione impressionante come quegli altri cicli, diventati in fretta bicicli e poi motocicli con velocità che solo il signor Rossi e pochi altri sanno dominare.

Per stare coi piedi nella solidità della cronaca attuale, quanti pensano, e forse trepidano o temono, che il signor Monti riesca a portare a termine il suo programma di governo? A me non vengono i brividi e tantomeno la febbre al pensiero di dipanare il dilemma, perché già so come andrà a finire: Monti farà tanto e farà poco, più di quanto molti lo accreditano, meno di quanto sarebbe servito. Perché? Perché questa è l’Italia, così ha sempre fatto, così sempre sarà. Con la differenza che, un tempo, ogni singolo ciclo storico si sviluppava in vari decenni, aveva bisogno della partecipazione attiva (a volte sofferta) di numerose generazioni di nostri concittadini, mentre al giorno d’oggi un ciclo viene bruciato in qualche mese soltanto.

Ciò che va considerato è che gli Italiani, rispetto all’accelerazione della storia, c’entrano quasi nulla, piuttosto la subiscono, la più parte senza comprenderla. E parlo di Italiani non solamente riferendomi ai singoli cittadini, i poveri cristi di Di Pietro, ma anche alle organizzazioni che hanno montato senza badare a spese Centri Studi di tutto rispetto, allo scopo di investigare e capire in anteprima come gira il mondo. Mi riferisco con tutta evidenza ai partiti politici, ai sindacati dei lavoratori e degli imprenditori e a quante altre forme di associazionismo economico e culturale in cui si articola la società.

Non si creda che alcuno fra gli italiani non abbia compreso per tempo dove sarebbe evoluto il sistema mondiale: fra chi sapeva però, molti hanno taciuto; e chi ha parlato, lo ha fatto nel deserto mediatico.

Un’eccezione c’è, come è sempre lecito supporre: la Chiesa. Abituata da secoli non a contare solamente, ma a valutare i cicli storici dell’intera umanità, in fondo vi è stata costretta dal comportamento del suo Padre-Padrone che, per qualità connaturate, è perfettamente a conoscenza di quanto è prossimo venturo. Pe questo motivo, posso dire che, nel suo immenso, il Padre-Padrone mi assomiglia: è assalito dal tedio.

La ragione della sua noia sta nel modo in cui il mondo va: da tempo ha smesso di buttare l’occhio sul teatro multicentrico in cui uomini e nazioni, mutando gesti, costumi di scena e linguaggio, recitano da sempre lo stesso dramma.

Esiste però, e c’era da supporlo, una non lieve differenza fra la mia noia e la Sua: se è vero che da essa ambedue siamo spinti a scrivere, è altresì storicamente accertato che Egli ha prodotto le Tavole della Legge e le ha imposte al mondo, mentre io elaboro solo idiozie.

E scusa se è poco, Signore, ma in qualche modo dovevo pur distinguermi!

In questa bellissima foto Julia Stephen, nipote di Virginia Woolf. Autore Julia Margaret Cameron, zia di Julia. Fonte, Wikipedia.

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Categorised in: Cultura, Francu Pilloni, Giornalismo online, Opinioni online, Rosebud, Sardegna, Scrittori, Scrittura

20 Responses »

  1. Che bello Franco quando dici: “Guardo al domani senza emozioni, non ho paura e non ho speranza; so già cosa mi riserva, cosa ci riserva, non per una sorta di prescienza, ma in virtù dell’esperienza…”. Non solo concordo ma aggiungo, a parziale rettifica, che a Rina le “scoppiava”. Adesso, anche io, da tempo immemore, (non)-scrivo, per noia.Il Padreterno però non mi somiglia… Anche con Supermario Monti, secondo me, e per dirla con Di Pietro, ch’azzecca poco…. tranne, ovviemande quando parli di “imposte”…. e di tasse, e di balzelli, e via così tartassando.

  2. Come in tutte le altre situazioni, il ciclo si brucia Franco! Basti anche gettare uno sguardo alla tecnologia, che ha fatto passi giganteschi che neanche immaginavamo solo qualche decennio fa. Così la medicina e la ricerca scientifica. Ma come mai invece gli Stati, Italia in testa, invece di migliorare il proprio modo di governare, decadono in modo indecoroso? La risposta è una sola: non si cerca più il bene sociale, ma solo il proprio tornaconto. La poltrona comoda e redditizia, il resto del mondo si arrangi come meglio può. anzi, come peggio può. Vorrei tanto che invece di lamentarci tutti del malgoverno, delle cattive speculazioni economiche, ci fosse qualcuno che dica: BASTA! Mi ci metto io a sistemare le cose, insieme ad altri che vogliono salvare il mondo. Fintanto che ci piangiamo addosso, che puntiamo il dito contro questo o quello, ma non ci attiviamo per migliorare le cose, dimostriamo di acconsentire, di accontentarci, e forse anche di essere, tacitamente, complici! Il ciclo non brucerebbe, se qualcuno decidesse di spendersi per una giusta causa!

  3. Intendi, Danila, che ci vorrebbero persone che allungano il ciclo, che lo portano avanti con voci proprie in modo che, se non tutti, in molti dovremo per forza accorgerci che questo ciclo esiste, che ci siamo dentro, che forse è il caso che gli diamo un’occhiata?
    Mi sembra proprio una buona idea. E mi sembra anche che lo stiamo già facendo, su questo strano giornale Rosebud, litigandoci e/o incensandoci, ma sempre mettendoci in gioco di persona, con cose scritte, che spesso sono più difficili da cancellare della faccia di chi compare sulla carta stampata o su facebook.

  4. Si, Angela, intendo proprio questo!! Se la stampa ufficiale la smettesse di essere di parte, e la smettesse di pendere dalla parte dei potenti, per occuparsi invece, con grida forti e udibili anche dai (volutamente) non udenti, della difesa dei giovani, del posto di lavoro che non c’è più, delle famiglie in condizioni precarie, delle cose pubbliche che non funzionano a dovere, e di quant’altro possa servire per aprire gli occhi anche ai (volutamente) ciechi, il mondo si sveglierebbe e le cose andrebbero meglio. Ma se i governi demotivano proprio i giovani, non offrendo un futuro lavorativo, non difendendo i loro interessi, questi perdono ogni speranza in un mondo migliore. Allora si buttano sulle droghe, annegano nell’alcool, vivono pericolosamente…tanto non c’è futuro, quindi a cosa serve crearselo? Guarda che è triste, ma è così. Non penso a me stessa, arrivata alla parabola discendente della vita, ma proprio ai giovani, il mondo è in mano a loro, ma se questi giovani distruggono la loro vita a causa di un malessere profondo, a chi affidiamo questa povera Italia? Vorrei che fossero i giovani, aiutati e stimolati da persone più sagge e mature, a prendere in mano la situazione e lottassero per questa nostra bella Italia (e per il mondo intero). Certo, questo giornale fa già tanto, perché è vivo e sincero, perché dice come stanno le cose, ed evidenzia solo il buono, e se prende in considerazione il brutto, lo fa solo per sottolineare che così non va bene! Avessi il potere di far qualcosa, comincerei a rivedere tutti i palinsesti televisivi, pieni di stupidaggini, che fanno credere che la vita sia quella che si vede oltre lo schermo: grande fratello, veline, concorsi, giochi a quiz insulsi, soap opera tutte uguali, telegiornali di parte, e per trovare un programma intelligente, occorre cercarlo col lanternino. I giovani che crescono con questi non-valori, che faranno da grandi? Gli uomini politici devono essere educati fin da piccoli alla responsabilità che potrebbero avere un domani: di conseguenza, tutti i bambini, fin da piccoli, dovrebbero sapere che da grandi potrebbero doversi occupare di governare il loro Paese! Si, Angela, io scrivo ciò che ho in cuore, e non mi pento mai del mio pensiero, dovesse anche essere criticato! La critica fraterna è utile, non offende, ma aiuta a crescere intellettualmente!

  5. Che bello!
    Sembra che le lettrici, almeno quelle intervenute, abbiano capito tutto e ancora di più.
    Rina ha fatto troppo in fretta a pubblicare, infatti rileggendo, ho constatato alcune sviste.
    Chissà se si può sostituire con quello riveduto?
    Comunque grazie.

  6. Danila, qusta tua frase mi ha colpito: ‘ [ ... ] tutti i bambini, fin da piccoli, dovrebbero sapere che da grandi potrebbero doversi occupare di governare il loro Paese! ‘.
    O almeno, e sarebbe già tanto, che da grandi potrebbero doversi occupare dei propri genitori diventati vecchi e che hanno bisogno di essere curati e coccolati e tirati su di morale. Questo nemmeno a noi è stato insegnato. Ci siamo trovati di fronte a un compito sconosciuto e per affrontarlo abbiamo dovuto imparare sul campo. Un po’ come ricominciare daccapo, quando due mettono insieme una famiglia senza sapere quale impegno comporterà. Nessuno è nato genitore, infatti, e nessuno è nato genitore dei propri genitori, è qualcosa di inaspettato. Ci si riesce, con alterne fortune, cercando la forza dentro di noi. E qualcosa che forse, ai giorni nostri, non insegna più nessuno: la rinuncia. Che può essere al proprio tempo personale, ai propri sogni o anche all’acquisto di qualcosa che ci piace, la rinuncia a un viaggio, a vedere gente e, basta, non continuo più.

  7. Risolto Franco.Tutto si può. Saludos

  8. Per il resto direi che queste sono carezze: Rosebud é nato con l’intenzione di esercitare una critica (a 360 gradi)… se si volessero salamelecchi si andrebbe altrove. E c’è solo l’imbarazzo della scelta!
    Il 90% dell’Internet letterario è dedicato alle marchette per esempio. L’ideale sarebbe invece creare un altro mondo virtuale e mettersi tutti serenamente in gioco. L’ho fatto diverse volte in contesti molto più “primitivi” e “dialetticamente arroganti” di questo e non mi sono mai pentita perché se noi non abbiamo la forza e il coraggio di mettere la faccia in ciò che facciamo o a sostegno delle nostre opinioni o non valgono nulla quelle opinioni o non valiamo nulla noi!
    Let’s move on e commentiamo ulteriormente questo bel pezzo di Franco…. che sempre ringrazio per esserci.

  9. Forse stiamo uscendo fuori tema,ma desidero rispondere qui ad Angela! Quando parlo di educare i bambini al loro ruolo futuro, ho sottolineato che potrebbero anche diventare governanti, uomini politici, e devono conoscere il loro dovere, innanzitutto, piuttosto che i vantaggi che un certo ruolo comporta. Se un bambino viene educato in un certo modo – buono – sarà anche un bravo padre – figlio – marito – onesto lavoratore . etc. (metti anche al femminile). Se i nostri genitori si sono presi cura di noi, crescendoci ed educandoci, noi sentiamo che è giusto occuparsi di loro, quando tornano ad essere bambini (spesso gli anziani sono bambini con le rughe e l’artrosi, o la demenza senile). Così come tutto il resto, se si è stati educati in un certo modo, si imparerà ad affrontare ogni evenienza della vita con intelligenza, disponibilità e amore. Ma se cresciamo bambini prepotenti, capricciosi, dispotici e aggressivi, avremo futuri uomini con le stesse caratteristiche. Educare è il mestiere più difficile del mondo, per quanto credi di aver fatto bene una cosa, ne hai già sbagliate 10! Ma bisogna provarci e riprovarci.
    E tornando all’articolo di Franco, mi è piaciuto molto la conclusione, che anche Dio si sta annoiando!! Siamo così amorfi, senza spina dorsale per combattere certe storture, che stiamo annoiando ed annoiandoci!! Non noi che scriviamo qui, noi come umanità pensante!! Abbiamo forse smesso di pensare? Ci lasciamo vivere, permettendo agli altri di farlo al posto nostro: decidendo per noi, depredandoci di tutte le certezze, lasciandoci in un mare di ovvietà? C’è qualcuno tra noi, qui su Rosebud, che voglia candidarsi alle prossime elezioni, e abbia intenzione di cambiare certe leggi inique, certe manovre speculative, ma perché usare un linguaggio forbito? Cambiare certe stronzate fatte a Roma, la cui puzza arriva fino al Polo Sud? Chi vuole metterci la faccia? Me lo dica, che lo voto subito, perché sono sicura che tra di voi ci siano persone che vogliono il bene della Nazione e del Mondo intero!

  10. Candidarci? Perché no? E a proposito di linguaggio forbito, parafrasando De Falco, avrei pure lo slogan già pronto: “Torniamo a far Politica, cazzo!”. Et varie et eventuali.

    ps Per il simbolo – vista la crisi – usiamone uno rottamato: PD, PDL, Forza Italia… a meno che non voglio fare vintage e allora andiamo per DC PCI PRI PSI… PEPSI.. COCACOLA o che dir si voglia…

  11. Vorrei concludere la serata online, la mia intendo, dicendo questo.
    Io non mi annoio. Ho tanto da imparare in ogni campo che non ho tempo di annoiarmi.

  12. Cara Angela,
    credo che quel tipo di noia cui si riferisce Franco, sia piuttosto la nausea! Noi difficilmente ci annoiamo, con tutte le cose di cui dobbiamo occuparci, e di quanto vogliamo apprendere: personalmente, mi servirebbero giornate di 35 ore, come minimo! Ma se Franco intende la noia come un senso di disgusto, su questo sono concorde (non Concordia però). Ma piangerci addosso per la politica che abbiamo, ripeto, non serve a nulla, dobbiamo reagire almeno prendendo le distanze da certe decisioni o peggio . da certe indecisioni!!! Se devo fare il quadro di come io vivo questo particolare momento storico, dovrei dire che non ne sono stata sfiorata negativamente: ho la mia casa (comprata con un lungo mutuo), vivo con la pensione di mio marito (buona), ho tantissimi interessi, dai più umili come “fare la calzetta” a quelli un po’ più intellettuali (nei miei umani limiti . dipingendo e scrivendo), ho da occuparmi di una madre di 92 anni che vive con noi, di un marito infartato ed operato, di un cane da portar fuori casa con un gelo pazzesco, alle 7 del mattino, un gattone persiano che lascia peli dappertutto e quindi devo pulir casa, occuparmi del giardino quando è stagione…dei figli che hanno sempre bisogno della mamma e dei nipotini. Quando la vita è tanto intensa,davvero guardi dalla finestra e vedi le cose con un’ottica diversa, e ti dici: in fondo sono fortunata,in mezzo ad un mare di guai italiani e non, mi vien da dire “speriamo che me la cavo”, come quel film della Wertmuller! Ma sarebbe una forma di egoismo che non mi appartiene, per cui continuo anche a preoccuparmi dei giovani che non trovano lavoro,della politica che va a rotoli, e di quant’altro. Cosa posso fare personalmente per dare una mano? Nulla di veramente concreto, ma posso almeno dire NO verso certe decisioni del governo che sono contrarie anche alla nostra Costituzione!

  13. Scrivere per noia, per te, Franco, invece per Rina perchè le scoppia dentro.
    Due opzioni in antitesi ma giustificate entrambe dalla ragione, direi quasi civile, perchè di questo si tratta, esprimere il proprio pensiero nonostante tutti i dubbi che hanno concorso a formarlo.
    E se anche quel Dio si sta annoiando, forse giustamente, cosa dovrebbero dire quelli che in lui credono e quelli che non credono?
    Esattamente quello di cui sopra. Ognuno di noi, tutti i Franco e tutte le Rina, hanno il sacrosanto dovere di parlare e di scrivere, come avviene in Rosebud, del bene e del male che ci affligge.
    Poco bene e tanto male, volendo trasferire questi due termini in ambito politico-sociale-economico
    di questo nostro paese., “martire” di sé stesso, abituato, da decenni, a piangersi addosso senza riuscire mai ad individuare i colpevoli di quel pianto. Anzi, no!, i colpevoli sono stati sempre conosciuti e riconosciuti, tutti e nessuno, perchè quel popolo, dopo, li ha sempre ri-votati, credendo, povero ed illuso, nella speranza di un ravvedimento politico e radicale, (senza i Pannella) che potesse veramente trasformare quella amministrazione della res-publica, invece di continuare a regalarla, quella res, ad interessi privati dei nostri ducetti politici.
    E così, oggi, ci ritroviamo l’ennesimo governo che sta cercando di riparare a quei danni causati non solo dall’ultimo, “del vogliamoci bene”, “dell’amore”, “degli italiani allegri e spensierati” nelle vetrine del godi-godi, ma da quello di decenni di repubblica dell’andirivieni, senza crescita, con infinite e incorruttibili corruzioni, con altissime spese di molto superiori alle entrate, ma sempre con gli stessi personaggi politici, che altro non han fatto che rafforzare la loro posizione di leader-sheap
    a dispetto nostro, popolo libero e “intelligente”, ma maledettamente abituato a salvare le proprie piccole “cose”, invece di riunirle per farne grandi “cose”.
    Cito, per finire, la stessa frase di Franco Pilloni, perchè sono maledettamente d’accordo:
    “perchè questa è l’Italia, così ha sempre fatto e così sempre sarà”
    Saluti a tutti
    Gavino

  14. Purtroppo Gavino ha ragione, così come Franco! Fintanto che esistono politici corrotti o corruttibili, l’Italia non si risolleverà. Il voto lo diamo a chi se lo merita, ma poi anche quella persona si fa prendere dalla sete di potere e dalla fame di soldi! E’ difficile rimanere onesti “in questo mondo di ladri”!

  15. Oh, Gavino, come ti capisco!
    Ti è rimasto un dubbio: “E se anche quel Dio si sta annoiando, forse giustamente, cosa dovrebbero dire quelli che in lui credono e quelli che non credono?”
    Cosa dovrebbero dire, non so; però so cosa fanno: quelli che credono, escono di casa senza parapioggia perché tanto confidano in Dio; quelli che non credono, neppure sanno che esiste il parapioggia!
    Saluti a tutti, non disperate.

  16. Caro Francu,
    commento di pura saggezza, che in parte ci appartiene
    Un caro saluto
    Gavino

  17. Franco sono piegata in due dal ridere: non avrei potuto metterla al meglio!!

    Non farci caso Emilio e che ti ho visto spendere e spandere su infiniti articoli queste perle compresse e non sapevo come rispondere ma vedo che Franco lo ha fatto da par suo.
    Grazie Emilio però e saluti in Venezuela.

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  1. Dimmi perché scrivi e ti dirò che amico (o che leader) sei. Io scrivo per noia: lo confessa…..

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