Ma la Legge punisce lo Stato che fabbrica e spaccia banconote (e monete metalliche) false?

di Salvo Figura. Il 30 dicembre del 2001 comprai un paio di jeans Lewis per 90.000 lire, un paio di scarpe  Geox per 110.000 lire, una camicia alla Standa per 50.000 lire e un chilo di pomodori dal fruttivendolo sotto casa per 1500 lire. Al Bar pagai un caffè 900 lire e lasciai cento lire di mancia al barman. La sera in pizzeria, una “capricciosa”, la pagai 5000 lire e infine misi 10.000 lire di benzina. Il mio stipendio, allora, era di duemilioni e ottocentomilalire(diconsi:2.800.000 lire).

Il 1° febbraio del 2002 pagai gli stessi pantaloni, 90 euro, le scarpe 110 euro la camicia 50 euro e i pomodori 1euro e 50 centesimi. Il caffè lo pagai  90 centesimi e non lasciai nessuna mancia. La pizza della sera la pagai 5 euro e misi ancora  10 euro di benzina. Il mio stipendio, rimase fermo a 2.800.000 lire, cioè poco più di 1500 euro. Mi sarei aspettato che andasse almeno a 2.800 euro!

In poco più di un mese avevo perso quasi il 50%(dicesi cinquantapercento) del potere d’acquisto del mio stipendio(a reddito fisso!). Tutti i lavoratori che non erano a reddito fisso(dal fruttivendolo all’avvocato, al medico) guadagnarono in meno di un mese, il 50% in più. Ma solo in teoria, perché il vero guadagno lo fecero i professionisti del lavoro “intellettuale” che non dovevano acquistare materie prime. Gli altri ad usufruirne, furono i banchieri delle banche europee che si ritrovarono una montagna di banconote che valevano la metà di quelle che loro avevano in cassa.

Nessuno, o meglio, pochi, capirono che l’EURO, non ce lo stavano regalando, ma eravamo costretti(?? Ma perché la GB non la costrinse nessuno?) a comprarlo a 1937 lire!

Nel 2001 ci dissero che sarebbe entrata in circolazione la nuova moneta, che dovevamo adeguarci, ma non ci spiegarono o lo fecero male. Il 1 febbraio del 2002 le mille lire metalliche rassomigliavano paurosamente a 1 euro ma valevano la metà, i cinque euro alle 5000 lire e inoltre delle mille lire esisteva anche la versione cartacea. Sulle banconote in lire, una frase ammoniva severa: “La Legge punisce i fabbricanti e gli spacciatori di banconote false”.

L’impennata dei prezzi ci fu nonostante la doppia circolazione dei prezzi(perché non della moneta?) E non ci sarebbe voluto un genio della finanza per capire che in questo modo avremmo potuto resistere sì e no per una decina d’anni.

E infatti siamo qui, come direbbe Schopenhauer, a “festeggiare in questa valle di lacrime, il decimo compleanno dell’Euro”.

Sulle banconote dell’Euro, quella scritta ammonitrice, non è riportata. Ci hanno dato (lo Stato e la Legge), banconote false. Auguri!

Collage fotografico Salvo Figura, Rina Brundu.

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9 commenti su “Ma la Legge punisce lo Stato che fabbrica e spaccia banconote (e monete metalliche) false?”

  1. 16 gennaio 2012 a 19:04 #

    Grazie Salvo per questo pezzo che ci permette di parlare del “problema Euro”. Secondo me, sarà un’inezia, però molto avrebbe potuto quella proposta di legge tesa a creare una banconota da un euro…. esattamente come accade per il dollaro. Mi rendo conto che nel mare magnum delle problematiche che l’euro ha portato (in verità ha portato pure grossi vantaggi!) questa è un’inezia, ripeto, ma in verità la psicologia nell’economia ha più forza di quanto si creda. Per questi motivi Tremonti premeva…. poi non se ne fece più niente. Credo.

  2. 16 gennaio 2012 a 20:08 #

    Sì, Salvo, è andata proprio come tu ci hai ricordato così bene: ogni prezzo diviso per mille e qualificato come EURO anzichè LIRE.
    In realtà l’euro, essendo pari a quasi 2000 lire, avrebbe dovuto portare a 45 euro una camicia che costava 90.000 lire, a 55 euro un paio di scarpe che costavano 110.000 lire e così di seguito.
    Venne eseguita una curiosa operazione di matematica-economica dalla quale all’inizio lo ‘Stato’ parve dissociarsi dando la colpa ai commercianti, ma invece si adeguò fissando il prezzo di un versamento in c/c postale (leggi bollettino) a 1 euro, a fronte del vecchio prezzo di 1000 lire. E nessuno bloccò la faccenda.
    Ci hanno anche ammonito di non rifare mai più il conto all’inverso ( cioè provare a riconvertire in lire un prezzo in euro ) perché ormai il gioco era fatto, l’euro era la nuova moneta, bisognava piuttosto imparare in fretta a pensare in euro, e scordarci il passato.

  3. 16 gennaio 2012 a 20:15 #

    Questo è quanto scriveva Repubblica nel 1998

    BRUXELLES – L’euro è una realtà. Con una storica decisione 11 Paesi dell’Unione europea hanno stabilito i tassi di cambio irrevocabili delle loro valute e hanno dato vita alla moneta unica europea.

    La Commissione europea ha proposto al Consiglio dei ministri dell’Economia e delle Finanze che l’euro valga 1936,27 lire. Si tratta di una valutazione che apprezza un po’ la valuta italiana rispetto alle previsioni della vigilia che parlavano di una quotazione tra le 1938 e le 1940 lire. In termini di marchi tedeschi, la nuova valuta europea vale 1,95583: questo vuol dire che nei prossimi tre anni — finché non entreranno in circolazione anche le monete e le banconote in euro — il marco varrà sempre 989,999 lire.

  4. 16 gennaio 2012 a 20:42 #

    Ma l’esempio più elementare e castrante l’han dato, e subito, i nostri parlamentari o i grandi dirigenti, pubblici e privati.
    L’onorevole senza onore guadagnava allora 15 milioni al mese che sono diventati subito 15.000 euro, il dirigente che prendeva 5-6 milioni è passato subito a 5-6 mila euro
    L’insegnate o il dipendente con un buon stipendio, come dice Salvo, sono, invece passati esattamente quasi alla metà, parametrandolo legalmente con la lira, poverina!
    Il nostro governo, allora, si doveva opporre, e subito, invece di andare a sbandierare al popolo che sarebbe stato la nostra salvezza. L’Inghilterra ha fatto benissimo a starne fuori.
    Infatti il risultato è sotto gli occhi di tutti, purtroppo o purpoco!
    Gavino

  5. 16 gennaio 2012 a 21:00 #

    Salvo ha ragione! Ma sono 10 anni che Salvo ha ragione!! Come abbiamo ragione noi italiani a sentirci presi per il giro .(questa è l’espressione che ha coniato una mia amica egiziana che ha vissuto in Italia – per sua fortuna – quando circolavano le lire. Presa in giro e presa per il c..o ,una perfetta fusione creata dall’amica molto ben educata che non voleva usare parolacce,ma le faceva intuire chiaramente). Tutti infatti ci saremmo aspettati il controvalore di cui parla Angela, rispetto ai prezzi applicati dai negozianti. Chi aveva scorte di magazzino, ha fatto affaroni! Chi aveva piccole scorte di lire, ha fatto la fame!! Chi contava sui proprio stipendio fisso – buono, come quello percepito da Salvo nel 2001, ha dovuto stringere i cordoni della borsa, e credo non possa oggi, con lo stipendio dal potere d’acquisto dimezzato, permettersi di acquistare allegramente jeans Lewis e scarpe Geox. Certo, se ama le buone marche, fa gli stessi acquisti, ma l’allegria è scomparsa come per incanto! Mi sorge spontanea una domanda, come avrebbe detto Lubrano: “ma se effettivamente il potere d’acquisto dell’euro ha dimezzato quello della lira, la nostra economia non dovrebbe essere in crescita?”. Mi spiego: se tutto è raddoppiato, e l’italiano sciupone continua a spendere come prima, non dovrebbe esserci un incremento nell’economia, invece che un calo? Non sono ferrata in materia, ma se un caffè, tanto per semplificare, costava 1.000 lire, ed ora ne costa – circolassero ancora le lire -2,000, gli introiti del barista raddoppiano. Come quelli del fornaio. Ribattete che anche la materia prima è aumentata, e quindi barista e fornaio sono costretti a far lievitare i prezzi. No, la materia prima non ha avuto da subito un sostanziale aumento di costo. E’ stato un bel tranello! L’euro doveva unificare l’Europa, ma a me pare che l’Italia sia il fanalino di coda di una bicicletta dalle ruote sgonfie!! Siamo stati mal governati, questo è certo, ed ora ci chiedono sacrifici per rimetterci in sesto: comincino coloro che sono al governo, tagliando certe spese del tutto superflue. Inutile qui elencarle, tutti conoscono l’alto tenore di vita di coloro che vivono a spese della nostra Nazione, e che non fanno nulla di rilevante per meritarselo! Sono per la meritocrazia: se un economista è in grado di sistemare il bilancio dello Stato, e di mantenerlo in attivo con scelte oculate, si merita alti emolumenti, e noi italiani saremmo anche ben disposti ad accollarci i dovuti sacrifici per sgravare il deficit, ma fintanto che a Palazzo danzano e ballano infischiandosene della plebe, non si lamentino poi se li prendiamo per il giro anche noi!!
    La nostra moneta non ha più valore, è carta straccia, più che falsa!! Il bello è che non possiamo neppure più investire in franchi francesi o marchi tedeschi, che erano ancora un buon investimento: tutto livellato, esattamente come affermava Totò nella sua “a livella”.
    Che però metteva fine a tutto!!

  6. 18 gennaio 2012 a 12:05 #

    Amici, grazie a tutti per i vostri commenti puntuali e cortesi. L’euro? Ormai ci siamo e balliamo. Tornare indietro non sarebbe più possibile. Non sono un econosmista ma se prima il Marco lo pagavamo a circa 680 lire adesso lo pagheremmo 1936,47 lire!Significherebbe il fallimento della nostra economia. A meno che i signori commercianti e chi ha fatto incetta in questi dieci anni non sarebbe disposto a riproporre i pomodori a 1500 lire (80 centesimi) anzichè a 1,50 euro. IMPROPONIBILE.
    Il rimedio? C’era, ma nessuno lo volle applicare. Malafede? Ignoranza? Eccesso di ottimismo? Sarebbe bastata la doppia circolazione della moneta per almeno due anni(non due mesi) e al primo fruttivendolo o medico che avesse alzato la parcella o il prezzo di un solo centesimo, sarebbe arrivato uno… SGANASSONE che se lo ricorderebbe ancora.
    Scsate il linguaggio poco tecnico ma anche i medici… nel loro piccolo s’ncazzano(come scriveva l tizio a proposito delle formiche.
    salvo

  7. 18 gennaio 2012 a 17:01 #

    Non scusarti, caro Salvo, per gli sganassoni che in certi casi ci sarebbero voluti e ci vogliono ancora! E Gino e Michele avevano ragione a dire che anche le formiche si inc(avola)no!
    Ma sai, se non fosse che tutti sappiamo che i partiti che vanno al governo spesso manipolano i voti, o li spostano al capolista Pinco (che magari noi che abbiamo votato, non volevamo lui ma Pallino a cui abbiamo messo la crocetta, però per strane decisioni, quei voti sono andati a Pinco). Così non va mai al governo la persona sulla quale avevamo riposto la nostra fiducia, e ci va invece quello che è riuscito . con una campagna elettorale più costosa . ad ottenere più voti. Insomma i soldi sono sempre in mezzo ad ogni operazione, che siano lire o euro! Ma la Costituzione Italiana dice che l’Italia è una Repubblica, res publica, di tutti e non di Monti o di Pinco Pallino. L’Italia è democratica,demos è il popolo, tocca a noi, quindi, darci da fare perché la nostra Nazione non cada in mani sbagliate. A me non importa quale partito sale al potere, mi interessa che gli uomini di governo siano persone corrette. La correttezza, al momento del cambio tra la lira e l’euro, non c’era! Speriamo che le cose cambino, cominciamo già noi per fortuna!

    • 18 gennaio 2012 a 17:32 #

      Carissima Danila, ti ringrazio e leggendo della tua Demos mi hai riportato alla mente un piccolo saggio che scrissi qualche anno fa(www.lulu.com) su “La scoperta della D()emocrazia, tutta colpa di una eta”? Dove all’interno delle parentesi in maniera provocatoria(o tipo sliding doors, mi chiedevo come sarrebbe andata la storia se Solone anzichè con la eta, avesse scritto quella parola con la epsilon( che è la seconda vcale con cui i greci scrivono la “e”. Dom demos, diverrebbe potere del corpo(dunque dell’immagine) con demo(epsilon e omega finale) potere dei costruttori(azzurro caltagirone per capirci) con daimon potere del demone (inteso come divinità) una sorta di teocrazia ante litteram. E tralascio l’aforisma di Lincoln per cui sarebbe “The Gogernement of the people, by the people, fore the people. Coi significati intrinseci di of, by, for. Mi fermo quì vi ho annoiati troppo, ma ne riparleremo sugli equivoci di questa grande piccola parola.
      Salvo

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