Gutta cavat lapidem – Il sito della scrittura online, creato il 27 Marzo 2010 – Anno III – www.rinabrundu.com

Camorra deriva da Gomorra: ma Saviano lo sa?

di Massimo Pittau. Il vocabolo italiano camorra «associazione a delinquere, consorteria di malaffare e della malavita» (Napoli) è fino al presente privo di etimologia. L’Autore del presente scritto ritiene essere molto probabile che esso derivi dal toponimo biblico Gomorra per traslato, attraverso il significato intermedio di «vizio, malaffare, malavita, delinquenza».

The Italian word camorra «criminal association, crook clique and organized crime» (Naples), is up to now without etymology. The Author of this paper believes that it most probably derives metaphorically from the biblical toponym Gomorra, through the intermediate meaning of «vice, roguery, delinquency».

Il problema dell’origine etimologica del vocabolo camorra «associazione di gente di mala vita, intenta a vivere di sopruso, estorsione, frode (Napoli) ed è regolata da speciali leggi e consuetudini» (definizione di Alfredo Panzini, Dizionario Moderno, Milano 1927, edit. Hoepli) ha dato luogo a controversie abbastanza lunghe tra i lessicografi e i glottologi, senza che peraltro si sia fino ad ora arrivati ad una tesi unanimemente accettata. Le ultime posizioni degli specialisti si sono addirittura messe su un piano prudenziale: M. Coltellazzo – P. Zolli, Il nuovo etimologico – DELI Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, Bologna 1999, edit. Zanichelli: «camorra è voce napoletana di origine dubbia». Questi autori hanno poi fatto osservare che «Come per tutte le voci di origine controversa, anche per camorra le proposte continuano a proliferare», indicando la relativa bibliografia essenziale.
Ebbene, a mio giudizio una soluzione dell’annoso problema esiste e mi sembra del tutto soddisfacente e perfino abbastanza ovvia e chiara, tanto che stupisce grandemente il fatto che essa non sia stata finora prospettata da nessun autore.
Premetto che non ritengo necessario fare tutta la storia dei numerosi tentativi fatti per la soluzione di questo problema etimologico, sia perché ciò sarebbe troppo lungo, sia perché la storia dei numerosi tentativi precedenti in effetti non ha alcuna rilevanza ai fini della spiegazione che io intendo proporre nel presente studio. Mi limito pertanto a presentare le spiegazioni “ufficiali” – dirò così – quelle cioè che compaiono nei recenti vocabolari etimologici della lingua italiana.
B. Migliorini – A. Duro, Prontuario Etimologico della Lingua Italiana, Torino 1949-1950, edit. Paravia: «Dal napol. camorra (che forse è dal prefisso ca- e mmorra “frotta”)».
Angelico Prati, Vocabolario Etimologico Italiano, Milano 1951, edit. Garzanti: «Forse da mmorra (nap.) “torma, banda” col rafforzativo cata- accorciato in ca-».
Dante Olivieri, Dizionario Etimologico Italiano, Milano 1961, II ediz., edit. Ceschina: «forse dal napol. mmorra “branco, banda”, con prefisso ca-, da catà».
C. Battisti – G. Alessio, Dizionario Etimologico Italiano, I vol., Firenze 1950, edit. Barbèra: «Etimol. incerta, ma la voce sembra in relazione col nap. morra, sic. calabr. murra moltitudine, torma, gregge».
Come si vede, tutti questi autori presentano – sia pure in maniera dubitativa – una sola spiegazione, la quale risale – come vedremo più avanti – almeno a Giulio Bertoni.
Giacomo Devoto, Avviamento alla etimologia italiana – Dizionario etimologico, Firenze 1966, edit. Le Monnier, invece, lascia cadere ogni dubbio ed inoltre va dal napoletano al “fondo mediterraneo”: «camorra dal tema mediterr. *morra per “gregge”, “banda” rinforzato da ca- [……] “la banda per eccellenza”».
Si noti che tutti i linguisti citati considerano il vocabolo come di origine italiana, sia pure italiana dialettale; ma c’è chi non condivide questo punto di vista: A. Altamura, Dizionario Dialettale Napoletano, Napoli 1956: «camórra da sp. camorra, s. f. “associazione a delinquere; consorteria di malaffare”».
Salvatore Battaglia, Grande Dizionario della Lingua Italiana, II vol., Torino 1962, edit. UTET, manifesta un dubbio totale sia circa l’origine sia circa l’etimologia: «Voce gergale attestata a Napoli nel secolo XVIII: di etimo incerto. Cfr. spagn. camorra “lite, alterco” (nel 1780)».
Siccome questi ultimi due autori si richiamano esplicitamente allo spagnolo, passo adesso a questa lingua: J. Corominas, Diccionario Crítico Etimológico de la Lengua Castellana, Berna 1954, I vol. Questo linguista ha tracciato le linee essenziali di quasi tutta la discussione del problema, ha rigettato le spiegazioni fino allora presentate dagli altri e finalmente ha prospettato alcune sue ipotesi in forma dubitativa. Ma la sostanza della posizione del Corominas è questa: «origen incierto».
Il Corominas non ha avuto alcun dubbio sul fatto che il vocabolo sia passato dallo spagnolo al napoletano e non viceversa, nonostante che egli abbia citato come data della prima documentazione spagnola gli anni 1786-1791 e come data della prima documentazione napolatana l’anno 1735. Per parte mia gli dò piena ragione: l’area di diffusione spagnola del vocabolo camorra è molto più vasta della sua area di diffusione italiana, anzi napoletana, ragion per cui è molto più ovvio un passaggio del vocabolo dall’area spagnola all’area napoletana che non viceversa.

Fatta questa premessa, vengo alla mia proposta di spiegazione: camorra deriva da Gomorra, nome della famosa località citata dalla Bibbia assieme con Sodoma.
Questa mia etimologia non dà adito a difficoltà degne di rilievo, sia sul piano fonetico sia su quello semantico. Da quest’ultimo punto di vista è sufficiente spiegare che il passaggio semantico da Gomorra, nome proprio di località, all’appellativo camorra «associazione a delinquere, consorteria di malaffare e della malavita», sarà avvenuto per traslato, attraverso il significato intermedio di «vizio, malaffare, malavita, delinquenza».
Più in generale è opportuno ricordare quanto hanno in più luoghi scritto Giuliano Bonfante e Giacomo Devoto sulla importanza, a lungo trascurata, della “predicazione religiosa” nella formazione delle lessico delle lingue e dei parlari dell’Europa intera. Ed il richiamo e la condanna delle viziose città di Sodoma e di Gomorra fatti dai predicatori cristiani in tutta Europa non potevano non far presa nella coscienza delle masse popolari e in maniera particolare nella coscienza e dopo anche nella lingua del popolo spagnolo.
Per quanto riguarda l’aspetto fonetico della mia etimologia ritengo opportuno, innanzi tutto, riportare ciò che Giulio Bertoni aveva scritto nel suo Vocabolario della Lingua Italiana, della Reale Accademia d’Italia (Milano 1941, vol. I (ed unico): «Napol. camorra (gam.), forse comp. di (m)morra, branco, torma, banda, voce del nostro mezzogiorno, e di ca- accorciatura di cata-, prefisso rafforzativo». Ciò fatto invito i lettori a fissare la loro attenzione sulla sillaba, messa fra parentesi, (gam.). Ebbene, anche perché questa sillaba non figura nell’elenco delle abbreviazioni premesso al Vocabolario, io interpreto che il Bertoni volesse segnalare l’esistenza di una variante gamorra. E se questa mia interpretazione è esatta, allora abbiamo una chiara e forte conferma della connessione dell’appellativo camorra col toponimo biblico Gomorra.
Ma c’è un codicillo: a mio avviso il toponimo Gomorra è da chiamare in causa anche per spiegare l’antico termine medico ital. gomorrèa e francese gomorree = «gonorrèa» (sec. XIV).
C. Battisti e G. Alessio, op. cit., hanno spiegato il vocabolo come un probabile incrocio di gonorrèa con gomma. Io invece propongo la tesi molto più semplice e scorrevole di un incrocio di gonorrèa con Gomorra. Come valore semantico intermedio sarà sufficiente richiamare l’idea di “lussuria”, che, come tutti sappiamo, è legato al binomio biblico Sodoma e Gomorra.
Per finire preciso che questo mio studio – con qualche leggera differenza – era stato da me già pubblicato come “appendice” di un mio libro del 1976; senonché esso era passato del tutto inosservato dagli etimologisti italiani e da quelli spagnoli. Così come era passato inosservato anche un altro mio studio relativo all’etimologia dell’appellativo dialettale, ma di vastissima diffusione in Italia, blittri «cosa e persona da nulla, bazzecola, sciocchezzuola». D’altronde era naturale che questi due miei studi passassero del tutto inosservati per un motivo facile a spiegarsi: il mio libro era intitolato Problemi di filosofia del linguaggio (Cagliari 1967, edit. Fossataro)…

Titolo originale “Camorra deriva da Gomorra” di Massimo Pittau

Nell’immagine il Mar Morto, tra Israele e Giordania. Opera di David Shankbone. Fonte Wikipedia

Tagged as: , , ,

Categorised in: Cultura, Giornalismo online, Gomorra, Massimo Pittau, Roberto Saviano, Rosebud, Saggi

24 Responses »

  1. Ottima la dissertazione di PIttau che sviscera dizionari e toponimi per definire il termine Camorra. Potrei anche essere d’accordo con tutto quello che dice, soprattutto sulla provenienza spagnola del termine, che avrebbe a che fare con “fastidio”, “punzecchiatura”, “litigio” e “gonorrèa”, forma “blanda di sifilide importata dagli spagnoli dal SudAmerica in europa(in cambio regalammo loro il morbillo e altri esantemi a loro sconosciuti). E dico ciò in quanto nella mia lingua siciliana, esiste il termine “CAMURRIA” che ha un significato identico a quello spagnolo. Dunque sarei d’accordo con Pittau. Ma vorrei anche suggerire la variante di “CAMULIA” dove la “CAMULA” è quel parassita delle fave secche che ne provoca il disfacimento farinoso(come i tarli col legno) e dunque ancora il significato di punzecchiatura e fastidio.
    Non scordiamo del resto che Napoli e la Sicilia fecero parte entrambe del Regno Borbonico e come tali assunsero atteggiamenti e linguaggi simili. E l’influsso spagnolo fu fortissimo in entrambi. Dunque sarebbe bene che Saviano leggesse anche un po’ di Siciliano.
    Cordiali saluti.

  2. Tuttavia l’etimologia di camula è specifica non indoeuropea e foneticamente lontana a mio avviso
    càmula (tarma) [arabo: qaml, qamla = pidocchio; latino: camura; piemontese: càmola] Angelo Senisio, “Declarus”, anno 1348: vermis, qui dicitur camula, quasi terens et rodens vestem.

    Fermo restando che quel pidocchio….

  3. Santo cielo signor Pittau! ma ha scritto tutto quello che ha scritto per dare ragione a Saviano? o non ho capito niente?
    Angela Fabbri

  4. Scusami Angela qui debbo intervenire velocemente. Come forse sai il prof Pittau è uno dei più grandi linguisti che abbiamo al momento… non solo in Italia.
    Il titolo originale di questo lavoro era semplicemente “Camorra deriva da Gomorra”…. il resto è titolo giornalistico inserito da Rosebud come prassi in questo sito giornalistico.

    Quello del prof è uno studio che non ha nulla a che vedere con Saviano per intenderci.

    Accludo sotto una breve biografia del professore a beneficio di chi non lo conosce. E ne profitto per ringraziarlo ancora della sua pazienza e grande disponibilità..

    Massimo Pittau (Nuoro, 6 febbraio 1921) è un linguista e glottologo italiano, studioso della lingua etrusca, della lingua sarda e protosarda. Ha pubblicato numerosi studi sulla civiltà nuragica e sulla Sardegna storica, esulando dal contesto meramente linguistico..

    Laureatosi in lettere a Cagliari nel 1944, ha conseguito la libera docenza nel 1959. Professore ordinario nella Facoltà di Lettere del Magistero dell’Università di Sassari, vi ottiene nel 1971 la cattedra in Linguistica Sarda e diventandone preside dal 1975 al 1978.

    Le sue posizioni sono vicine a quelle del linguista Max Leopold Wagner con cui è stato in rapporto epistolare. Nel 1971 entra a far parte della Società Italiana di Glottologia e circa 10 anni dopo nel Sodalizio Glottologico Milanese. È uno studioso che sostiene la funzione esclusivamente religiosa dei nuraghi sardi.

    Opere
    Questioni di linguistica sarda, Pisa 1956
    Il dialetto di Nuoro, Bologna 1956
    Il linguaggio – i fondamenti filosofici, Brescia 1957
    Studi sardi di linguistica e storia, Pisa 1958
    Filosofia e linguaggio, Pisa 1962
    Problemi di filosofia del linguaggio, Cagliari 1967
    Lingua e civiltà di Sardegna, I serie, Cagliari 1970
    Aristotele, La Poetica, Palermo 1972, Palumbo Editore
    Grammatica del sardo-nuorese, Bologna 1972, 2ª ediz. 1972, 5ª ristampa 1986
    Problemi di lingua sarda, Sassari 1975
    La Sardegna Nuragica, Sassari 1977, 5ª ristampa 1988.
    Pronunzia e scrittura del sardo-logudorese, Sassari 1978
    La lingua dei Sardi Nuragici e degli Etruschi, Sassari 1981
    Lessico etrusco-latino comparato col nuragico, Sassari 1984
    I Cognomi della Sardegna – significato e origine, Sassari, 1990, 1ª ristampa 1992
    Testi etruschi tradotti e commentati – con vocabolario, Roma 1990, Bulzoni Editore
    Grammatica della Lingua Sarda – varietà logudorese, Sassari 1991
    Poesia e Letteratura – Breviario di poetica, Brescia 1993
    Ulisse e Nausica in Sardegna, Nuoro 1994
    L’origine di Nuoro – i toponimi della città e del suo territorio, Nuoro 1995
    Origine e parentela dei Sardi e degli Etruschi – saggio storico-linguistico, Sassari 1995
    La Lingua Etrusca – grammatica e lessico, Nuoro 1997
    I nomi di paesi città regioni monti e fiumi della Sardegna – significato e origine, Cagliari 1997, I ristampa, 2004, E. Gasperini Editore
    La Tabula Cortonensis – Le Lamine di Pirgi ed altri testi etruschi tradotti e commentati, Sassari 2000
    Dizionario della Lingua Sarda – fraseologico ed etimologico, 2 volumi, Cagliari, 2000, 2003
    La Lingua Sardiana o dei Protosardi, Cagliari 2001
    Vocabolario della Lingua Sarda, Cagliari 2002
    Lingua e civiltà di Sardegna (II), Cagliari 2004, Edizioni della Torre
    Grammatica del Sardo Illustre, Sassari 2005, Carlo Delfino Editore
    Dizionario della Lingua Etrusca, Sassari 2005
    Dizionario dei Cognomi di Sardegna, 3 volumi, Cagliari 2006, “L’Unione Sarda”
    Toponimi Italiani di origine etrusca, Sassari 2006
    La Sardegna Nuragica, II ediz. riveduta e aggiornata, Cagliari 2006, Edizioni della Torre
    Storia dei Sardi Nuragici, Domus de Janas editore, Selargius (CA) 2007
    Il Sardus Pater e i Guerrieri di Monte Prama, Sassari 2008, II edizione ampliata e migliorata 2009, EDES-Editrice Democratica Sarda
    Dizionario Comparativo Latino-Etrusco, Sassari 2009, EDES-Editrice Democratica Sarda
    I toponimi della Sardegna – Significato e origine, II Sardegna centrale, EDES-Editrice Democratica Sarda, Sassari

  5. Ripeto… questa è una breve biografia tratta da Wikipedia ma informazioni sul professore sono tracciabili dovunque in Rete e in qualsiasi biblioteca o libreria.

  6. Mi ritiro in buon ordine. Io e la mia ironia (che poi era legata al titolo del pezzo).
    Angela Fabbri

  7. Macché Angela… sono convinta che il professore quando vedrà il commento si farà una serena risata: vai tranquilla. E poi tu non sei sarda…. Bacioni. ciao

  8. Lo spero, perchè sono stata appassionata di etimologia fina da bambina e il Signor Massimo Pittau mi interessa molto su questo fronte.
    Angela fabbri

  9. Ma cosa c’entra il fatto che non sono sarda? (Sento una piccola piccola traccia ddi razzismo
    anche se bonario…)
    Angela Fabbri

  10. Mah no Angela:)) volevo dire che essendo uno studioso della lingua sarda per noi è pure più facile conoscerlo ma insomma il dire è relativo…

    Invece ti giro un link ai bookstore con i libri del Prof Pittau, incluso l’ultimo del 2011

    http://www.ibs.it/libri/Pittau+Massimo&seq=VEN/i+libri+piu+venduti+massimo+pittau.html

    Ecco quello specifico a Gli antichi sardi fra i popoli del mare

    http://www.ibs.it/code/9788897084167/pittau-massimo/antichi-sardi-fra.html

    Bene per la passione etimologica!!

  11. Che bello questo argomento, sono con Angela Fabbri, con la sua ironia naturale e sono con Rina per quello che vuol far conoscere, giustamente, della sua e nostra Sardegna
    Gavino

  12. Bravo Gavino…

    Tuttavia, stavo pensando che si dovrebbe continuare sulla scia di Salvo… almeno si imparerebbe qualcosa… Debbo dire che sono più ferrata sul lato filologico germanico ma insomma chiunque avesse delle idee sarebbe bello le buttasse giù qui in calce, o no?

    • Diceva “qualcuno”: . Mi fa piacere che condividiate anche il mio pu nto di vista. Non sono un giornalista o un editorialista, sono soltanto un Rianimatore curioso delle mie origini greco-corinzie e delle etimologie. Ho definito la camula nel precedente intervento come il parassita delle fave; ho commesso un piccolo errore. La camula è il parassita che infesta ANCHE le fave secche, ma questo ha un nome ancora più specifico: CAPIZZANA.
      La camula è più generico e può applicarsi al legno(tarlo) o al vestiario(tarma).
      In ogni caso, colui che infastidisce, punge e crea danni è il CAMURRIUSU o CAMULIUSU.Il senso non cambia. E comunque anche Gomorra ci può stare. E se lo spagnolo c’entra(eccome) non dimentichiamo cosa la “cattolicissima “Spagna, combinò in America e credo anche in Sardegna. Alla prossima.
      Salvo

  13. Rina, cedo le armi, non sono un linguista, men che meno un filologo, ma non sono d’accordo, nel mio piccolissimo, che i nuraghi fossero dei templi religiosi, molto probabilemnte il contrario, ma chi se ne intende ne sta ancora discutendo
    gavino

  14. Be’ effettivamente… guardando a tutto ciò che sta venendo fuori, anche dalle mie parti, a S’Arcu ‘e is forros per esempio… nonché ai numerosi villagi nuragici ancora sepolti che ho visto… difficile dire che fossero solo templi religiosi… mi pare tirato. Ma, francamente, dirimerei nell’ignoranza. Non ho alcuna knowledge di questi argomenti e quindi più che esprimere una opinione non saprei… Di certo, però, in futuro si potrebbe portare qui su Rosebud qualche bello studio in merito… e conosco anche la studiosa che potrebbe aiutarci….

  15. Sono tutte belle opzioni Salvo, in ogni caso insegnano parecchio su tante cose…. Penso sia l’utile del pubblicare simili articoli. Grazie.

  16. mamma mia…. mi vergogno di aver risposto a Pittau! Non sapevo del suo “palmares” così prestigioso e chiedo ancora scusa. Traggo i miei studi dai miei ricordi del liceo Classico e da una sana curiosità che mi porta a risalire all’etimologia di ogni parola.
    Quanto a Rina volevo farti notare solo per inciso che hai ragione che Camula potrebbe derivare dall’arabo, ma ti ricordo anche(ed è superfluo perchè lo sai già) che gli arabi hanno scorrazzato per 800 anni in Spagna e dunque le contaminazioni linguistiche ci sono eccome tra spagnoli, arabi, siciliani e sardi.
    Solo per puntualizzare. Dopodichè mi taccio prima che Pittau(simpaticissimo Prof) mi metta dietro la lavagna.
    Buona serata e … baciamo le mani(Santu e riccu era la risposta del signorotto al primo saluto).
    Salvo

  17. Sulle parole e sulla loro etimologia non posso intervenire ma se vado su Wikipedia lo faccio anche e non è il caso.
    Sui nuraghi e la loro storia, il tutto non è finito, a distanza di circa 4000 anni. La materia è fascinosa, Rina ce lo insegna, ma soprattutto il professor Lilliu che ho avuto l’onore di ascoltare in un corso di guida turistica, tanti anni fa, e non a caso.
    Ma c’è tempo per tutto
    Gavino

  18. Salvo come ho detto ad Angela vai sereno: si dovrebbe poter sempre argomentare di tutto, o no? Anche se non siamo esperti, del resto questo è un forum pubblico non un conclave riservato ad alcuni…. Ripeto, sono convinta che il prof si farà una sana risata domattina. Tutto qui:)

    Gavino, si un giorno portiamo qualcosa del prof. Lilliu…. sono certa che riusciremo!

  19. Angela, Salvo, Gavino visto che ieri sera avete animato cosi bene questo dibattito volevo dirvi che non solo il professore lo ha gradito ma mi ha invitato a pubblicare un suo pezzo sui nuraghi, tema introdotto da Gavino…. Lo faro’ molto presto, dunque. Grazie a tutti voi. E al prof Pittau naturalmente. Diversi professori universitari partecipano regolarmente a Rosebud con i loro pezzi… io penso questo sia un grande esempio per i tanti da seguire. Perche’ anche questo e’ un modo per insegnare… per trasmettere il sapere accumulato dai pochi e passarlo alla moltitudine di navigatori online. E a suo modo questo e’ pure quel giornalismo online che inseguo da sempre.

    • Non posso che esserne lieto due volte: da lettore e da “non professionista” della parola scritta. Ho un grande rispetto per chi insegna(al di là del vecchio aforisma che vorrebbe che “chi sa fa e chi non sa insegna!”), perchè fa una doppia fatica: dover imparare e sforzarsi di far capire a chi non sa. Il tuo giornale online inoltre, e non lo dico per piaggeria, è davvero uno dei pochi o l’unico che mi soddisfa. Pieno di vera cultura e di persone che sanno”seminarla”.
      Grazie ancora.
      Salvo

  20. Grazie… ma di MIO qui non c’é nulla…. c’è molto di nostro. Di tutti noi. Ciao

  21. Be’ hai messo in rete qualcosa di bello. Ne parlavo stasera con un amico giornalista e gli fornirò le coordinate per inviarti qualcosa. Dicevo che hai messo in rete un bel giornale, dunque è TUO! che poi noi(io almeno) nel nostro piccolo lo si aiuti a crescere… tanto meglio. Ma è tuo, diciamo che ne sei la mamma e noi… gli zii!
    BUona serata, in particolare a Gavino che mi sta molto simpatico pur non conoscendolo “de visu”.
    Salvo

  22. Più che la mamma…. tanto per restare in tema di cenerentole-montiane direi la sorellastra:)
    Grazie per la pubblicità però. A quanto si sente diversi giornalisti manderanno i loro pezzi. E non è poco. A presto.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Connecting to %s

blipper
Seguimi su Libero Mobile
Italian Bloggers
classifica siti
GiornaleBlog Notizie dai Blog Italiani
Blogstreet - dove il blog è di casa
GiornaleBlog Notizie dai Blog di Attualità e Politica
Upnews.it
Politica Oggi
intopic.it
In classifica
Parrotized
http://www.wikio.it
Net news di Informazione Libera
Miglior Blog
Wikio - Top dei blog
Il Bloggatore
OkNotizie
Wikio - Top dei blog - Costume e società
classifica siti
BlogItalia - La directory italiana dei blog
contatore
Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 1,659 other followers

%d bloggers like this: