di Rina Brundu. Difficile fare un “ritratto….a cavallo” quando appare chiaro che, così come accadeva a Don Chisciotte e a Sancho Panza, il ronzino si è ribellato e ci ha sbalzati a terra. Il problema (uno dei problemi), credo fosse che per almeno due-tre decadi di spensierato edonismo economico-finanziario (politico?), ci siamo illusi di essere Alessandro il Grande in groppa a Bucefalo, mentre di fatto avevamo montato Ronzinante e il nostro ruolo era più simile a quello dell’ingegnoso “hidalgo” della Mancha…..
Un anno fa, di questi tempi, Sivio Berlusconi, scandali vari-considerati, incassava la fiducia al suo governo e si presentava in grande spolvero alla conferenza stampa di fine anno, rassicurando gli Italiani che la legislatura avrebbe continuato il naturale iter, scacciando i fantasmi dell’eresia (o diaspora a seconda della simpatia) finiana, finanche ringraziando la Stampa per l’ottimo lavoro svolto. Poi venne la crisi libica, numerosi altri scandali più o meno pilotati, lo schiaffo-di-Sarkozy davanti alla nostra evidente incapacità di leadership sullo scacchiere internazionale, l’entente-cordiale con Di Pietro, la munnezza di Napoli, la.. solitudine del leader, accompagnata dalla caratteristica determinazione a non mollare mai all’insegna dell’immarcescibile motto “Muoia Sansone con tutti i filistei!”.
Intanto Luglio diventava sempre più “afoso”, e mentre l’informazione giornalistica del servizio pubblico latitava (siamo l’unico Paese al mondo che reclama una crisi-regolamentata, dalle 8-alle-5 e da Settembre a fine Giugno che poi tutti-al-mare-a-mostrar-le-chiappe-chiare!), gli indefessi strateghi di Moodys, in attesa di servire il dolce, portavano in tavola l’antipasto: il downgrade del Portogallo. Il condimento veniva invece servito dall’affair-mediatico che ha visto la chiusura del glorioso (?) News of the World di Rupert Murdoch, scandalo intercettativo della privacy altrui tutto-britannico e che ci ha ricordato come l’erba del vicino non sia mai più verde ma l’importante è farlo credere….
Poi le cose cominciarono a precipitare. Basti pensare che la prima telefonata della Cancelliera-di-Ferro Angela Merkel nei palazzi del potere italico fu sempre dell’inizio estate, successivamente il telefono ha continuato a trillare come fosse stata ripristinata la “linea rossa” tra Mosca e Washington durante la Guerra Fredda, l’unica differenza è che nel nostro caso la linea passa per Parigi e qualche volta il gist della conversazione è “lost in translation”. Il resto è storia nota: gli svedesi volevano comprarsi il Partenone, il re degli hedge-funds George Soros è stato costretto a fare qualche passo indietro per permettere agli altri colleghi di continuare il lavoro indisturbati, le agenzie di rating hanno aggiustato il tiro e dopo infiniti, snervanti, quanto interessati ammonimenti hanno sparato in guisa di mitragliatrici impazzite (basti pensare all’incredibile downgrade dello Zio Sam!): dove cojo, cojo!
La terribile strage in Norvegia, l’infaticabile e indefesso lavoro dell’opposizione politica italiana (ricordiamo tra tutte la fondamentale proposta di Nicky Vendola di rottamare il termine “compagni” per passare a quello più mediaticamente-trendy di “amici”!), e infinite altre situazioni di cronaca quotidiana più o meno tragiche hanno quindi pavimentato la strada verso il grande cambio al vertice-politico: dal berlusconismo al montismo con amore come direbbe James Bond. Nel frattempo, lo “spread” (termine inglese che credo abbia tormentato le notti insonni di tutti gli accademici-della-crusca, nonché compilatori di dizionari nostrani), ovvero il differenziale tra i bund tedeschi e i btp italiani, continua ad andare su e giù (soprattutto su), grazie alla manovella a mano manovrata da un’alternanza di operatori che ne scandiscono il ritmo a suon di dichiarazioni più o meno meditate.
Ho detto in apertura che per certi versi noi somigliavamo al poetico cavaliere errante Don Chisciotte della Mancia a… cavallo del suo ronzino: a ben guardare non è comunque una diminutio dello status. Neppure di quello morale. L’hidalgo spagnolo, infatti, pur nella sua follia, si era comunque messo in viaggio per difendere i deboli e riparare i torti. E se è vero che noi italici, di norma, preferiamo di gran lunga difendere i forti e scassare i “dritti”, resta pur vero che con Don Chisciotte continueremo a condividere la vana ricerca di un traguardo ideale: nel suo caso gloria cavalleresca imperitura nel nostro un posto di lavoro. Anche se sottopagato. E in nero.

























Caro Franco Luceri onde evitare che Rosebud diventi un altro luogo virtuale dove ci si scambiano salamelecchi se permetti pubblico qui il tuo “ritratto” socio-politico 2011-2012, o meglio alcune “perle” dai tuoi post… Quando ripassi da qui fammi sapere se condivi la scelta……
ciao.
1) Per tutta la sinistra “il problema è entrare nel mondo del lavoro, non uscirne”: parola di Bersani.
Da: Imprese modello nassa da pesca…
2) Io ci sbatto il cervello da 25 anni per capire quali posture sbagliate portano le democrazie alla deformità totalitaria, anche se la libertà di aggredire il potere è così spinta, che quelle deformità sembrerebbero indimostrabili. Come può esserci dittatura dove c’è tanta libertà di parola e di partecipazione politica?
Da: DEMOtirannia
3) La gente ormai è così rassegnata ai servizi pubblici ad ostacoli che si attrezza di un giornale, di un libro, o di un computer per ammazzare il tempo in macchina e non essere tentata di ammazzare qualche umano disumano. Se potesse, si porterebbe a rimorchio davanti all’ufficio pubblico a cui è condannato a sprecare il suo tempo, il terreno da coltivare, la casa da costruire, l’impianto idraulico da riparare, il bagno da piastellare, ma deve solo allenarsi ad aspettare senza bestemmiare.
DA: Se MONTI scendesse a valle…
4) A Berlusconi stava per scoppiare in mano la bomba del default, ma gli italiani lo hanno saputo dopo che il Presidente della Repubblica ha affidato a Monti il disinnesco di quel ordigno.
Da: Titanic Italia
5) Una politica che non fosse in grado di mettere a dieta il pubblico e all’ingrasso il privato, potrebbe portare subito i libri contabili in tribunale e dichiararsi fallita. Perché i popoli pneumatici, che vivono di sola aria, non li hanno ancora inventati: chi non produce profitti, produce perdite private, e default pubblico.
Da: Liposuzione bancaria e tributaria
6) A giudicare da come noi umani giriamo in tondo alla ricerca della verità, come i cani che tentano di mordersi la coda senza mai riuscirci, non è improbabile che la nostra specie abbia subito un prolasso intellettivo: il cervello si è liquefatto, e colando lungo la schiena, si è coagulato all’altezza del sedere, diventando, peggio della coda dei cani, uno scacciamosche virtuale e niente più.
Da: Italiani, tribù di anarchici
7) Parafrasando Schiller, sarei tentato di affermare, che contro la stupidità del comunismo, persino i demoni del capitalismo, lottano invano.
Da: Dov’è l’uscita dal tunnel?
8) Uno Stato che ritrasforma in galantuomini migliaia di ladri, truffatori e assassini, lasciando prescrivere i loro reati, ma perseguita per tutta la vita un evasore di 1 centesimo anche dopo averlo ridotto al suicidio, non è uno Stato di diritto, ma una Torre di Babele condannata a passare dal caos alla guerra civile.Le pezze politiche che tentano di metterci in Italia gli addetti ai lavori sono ridicole dopo sei decenni di politiche strabiche e di giustizie addrucoiucoiu.
Da: Governi e Ministeri a manovela
9) In Italia il premier ha il potere di un due di briscola in una partita a scopa.
Da: Berlusconi non fugge dai mulini a vento
10) Una volta l’intelligenza si spremeva dai popoli affamando i pensatori (che a stomaco vuoto ragionano da dio) e sfamando i manovali (che a stomaco pieno rendono di più).
Don Chisciotte, col suo cavallo, e con Sancho Panza e il suo ronzino, aveva una meta, quasi impossibile, come la sua vita,ed era quella di aiutare i poveri a risollevarsi dalla china ove erano stati sospinti. Non ci sarà riuscito ma l’esempio da seguire l’ha lasciato e lampante!
Ma dopo, ai tempi nostri, chi l’ha seguito? Il Berlusca con la sua famosa promessa “ingessata” sulla lavagna di Bruno Vespa, ai tempi del proclama elettorale da attuare durante la sua legislatura?
Ma facciamoci il piacere!!!!!!
E proprio da gennaio 2011, quando il signore di Arcore credeva di avere in pugno il governo e con esso l’Italia intera, incomincia la sua discesa (fortemente in ritardo!), travolto, come gli altri governi europei e non, da quei fatti che ricordi e ai quali quel governo caduto aveva dato pochissima importanza, dimostrazione, se ve n’era bisogno, che di Politica nazionale o internazionale non capiva un amato piffero di montagna.
E arrivando, quindi, ai giorni nostri,, a questo breve, pesante ma necessario, dicono loro, squarcio di
montismo, ci stiamo rendendo conto di quanto il passato recente ci abbia danneggiato e di quanto il presente-vivente ci stia facendo respirare ad intermittenza, con l’aggravante, ne eravamo certi, che a pagare sarebbe stato, come è, il solito “pantalone” italico, noi del popolo sovrano.
Gavino
La mia idea è che il presente ce lo siamo fottutto molto tempo fa. Sentivo oggi di quell’imprenditore siciliano che si è tolto la vita perché ha dovuto chiudere la ditta e licenziare gli operai. E di quell’altro agricoltore nel centro Italia che si è suicidato dopo aver ricevuto le ingiunzioni di Equitalia. E poi dall’altro lato le quanto mai pericolose dichiarazioni di Grillo su Equitalia….. Davvero ci sono infinite ragioni per riflettere sul tempo che stiamo vivendo che, finalmente ce ne stiamo accorgendo anche in quel d’Italia (in Irlanda ce ne eravamo accorti prima) non è la dimensione mediatica del Grande Fratello. Rinnovo il mio invito a Franco Luceri, da ex imprenditore, a dire la sua… Se vuoi Franco. Quando vuoi.
Si cara Rina, la tua idea concide con la mia, come una fotocopia a colori. “IL PRESENTE CE LO SIAMO FOTTUTO MOLTO TEMPO FA”. Anche se io avrei titolo per affermare che ve lo siete fottuto, visto che io parlo di iniquità fiscale dal 1985, solo come un matto. E nel 1987, quando iniziò per me la persecuzione tributaria, nemmeno il giornale su cui scrivevo da due anni prese le mie difese. Nemmeno con una denuncia alla Procura della Repubblica di Lecce ottenni giustizia. E così capì subito che dovevo solo sedermi sulla riva del fiume e aspettare che il cadavere dell’Italia mi sfili davanti. Il desiderio di ammazzare chi mi perseguitava l’ho avuto, ma non trovando esseri umani viventi da ammazzare, quelli che vedevo in giro camminavano perchè non si erano accorti di essere già defunti, decisi che in Italia c’era solo da aspettare la Giustizia Divina del default e puntualmente sarebbe arrivata.
Tutti quelli che per 25 anni hanno mangiato, anzi si sono ingrassati come maiali grazie al lavoro sporco degli esattori e del fisco, oggi sono pronti a linciarlo. E’ tardi, siete fuori tempo massimo. Oggi il problema sono le CASTE (di cui quella politica è la meno colpevole) non le equitalie. E contro quelle, da Robespierre in poi, si sono fatti solo buchi nell’acqua.
Solo gli imprenditori onesti sono la spina dorsale di un popolo. Chi ha trovato che lo sterminio di quella gente, in perfetta legalità, non era un suo problema, ha peccato di miopia. Ma ora che il problema è di tutti e che la vista vi è tornata: dello Stato, quello che è stato è stato. Potete solo spingerlo sulla sedia a rotelle,
Le multinazionali e le banche sino pensate per succhiare all’Italia, quel che resta di midollo spinale, mica per ricostruire allo Stato di diritto la spina dorsale: autorevolezza e autonomia! Quando mai !!!!!
Il mondo si è riempito come un uovo di gente che sa giocare con le parole: dovrebbe strapparsele dalle viscere con la rabbia di chi non accetta di rendersi complice del massacro della VERITA’, invece gli intellettuali (si fa per dire) italiani, le parole le tirano fuori a fiumi dalle tasche del soprabito, con l’intento di speculare sullo sfascio, mai e poi mai di rimuoverlo.
Ciao Rina e grazie della sorpresa. Hai fatto più utile tu con questo servizio, dei passati 25 anni di coma irreversibile del mondo dell’istruzione, informazione e giudiziario.
Franco, mi dispiace per le vicende personali su cui comunque non è opportuno dirimere. In ciò che dici però c’é molto di vero: ovvero che il problema sono le CASTE e quella politica non è forse la peggiore. Fermo restando che è quella che ha il potere per cambiare le cose…. E naturalmente hai ragione al 100% che con le parole si può giocare molto. Soprattutto possono venire usate per fini infiniti che dicono tutto e il contrario di tutto. Penso sia una sorta di Sindrome Gattopardica all’insegna del dire tutto per non dire niente. Per non cambiare niente. Spero comunque che stia meglio e che tu continui a buttare giù i tuo pensieri… magari raffreddandoli un poco. Proprio come dicesti a me tanto tempo fa! Ricordi?
Rina, senza accorgerti, hai lasciato cadere nel tuo commento una affermazione da un milione di euro e mi è sembrato uno spreco non recuperarla. In riferimento alla casta politica che “non è forse la peggiore”, hai puntualizzato: “FERMO RESTANDO CHE E’ QUELLA CHE HA IL POTERE DI CAMBIARE LE COSE…”.
E se per nostra disgrazia questo fosse solo un pregiudizio, e ai rappresentanti del popolo sovrano, in una confederazione di Stati poco politica e molto economica, dove ci sono gli Stati lupi e gli Stati prede, ai politici italiani fosse rimasto solo il potere di rubare per sè?
Il fatto che il nostro Premier Berlusconi, dopo una telefonata ricevuta dal Presidente della Repubblica ha dovuto farsi da parte come un cane bastonato, la dice lunga sul RESTANTE potere dei politici italiani di cambiare le cose italiane.
Certo, pensare che tu popolo puoi scassare e rubare tutto ciò che ti pare, tanto c’è la politica che rimette a posto le cose, è una gran bella illusione, ma io, nel mio piccolo cervellino temo che non sia così.
La politica aveva già perduto da decenni il controllo del potere. Poi è arrivata, l’UE, il Mercato globale, Bin Laden, la guerra al terrorismo, il petrolio alle stelle, il fallimento delle banche americane, e la nostra Casta politica ha perduto persino il potere di grattarsi il naso autonomamente. Certo che il teatrino della politica è ancora in piena attività, ma bisogna vedere con l’aria che tira in Europa, in America e in Cina, se al popolo italiano hanno lasciato almeno il potere di scritturare gli attori. Perchè se abbiamo solo il privilegio di allestire scene e di pagare comparse a 20.000 euro mensili, di cambiamenti gattopardiani ne avremo d’abbuffarci.
Questo è il mio pensiero, odio le illusioni, e mi auguro sinceramente di essere io lo strabico della comitiva, prontissimo a curarsi.
Caro Franco se mi permetti ti rispondo domani. Vorrei farlo con calma. I tuoi interventi infatti e la modalità-sentita con cui ti poni meritano la massima attenzione. E una risposta-pensata. Un caro abbraccio, carissimo, indistruttibile e indomito Franco.
Franco il fatto che la politica dovrebbe essere l’unica arma per “cambiare le cose” non è un “pregiudizio” ma il tratto-portante della scienza della nostra buona amministrazione civile…. Che poi, di fatto, non lo sia è altra cosa.
D’altro canto è pure sicuro che, come nella giungla, esistono Stati-lupi e Stati-prede: credo che sia conseguenza del fatto che gli Stati oltre ad essere espressioni-geografiche sono “agglomerati”-di-uomini ed è ben noto che homo homini lupus….
Quanto a Berlusconi, formalmente si è fatto da parte (e ha fatto bene), tecnicamente il suo modello politico e di leadership ha fallito: no way out! Quando si ha un quarto di secolo per dimostrare qualcosa o lo si dimostra o si va a casa….
Lui ha senz’altro il merito di essere andato a casa: ma ci resterà? God knows!
Fermo restando che il nuovo che avanza, e che viene da destra, o da sinistra, o dal casinico-centro, non promette nulla di buono comunque….