Giornalismo online: il moderatore (o dell’ Idra di Lerna), e del “Navigo, ergo scrivo!”.

 di Rina Brundu. Un’altra caratteristica tecnica della scrittura online è il suo essere figlia-del-mood-del-momento. O, per meglio dire, dell’umore del momento. Che significa? Significa che la sua modalità di produzione è meno- “pensata” rispetto ai “tempi” della scrittura-su-carta. Navigo, ergo scrivo! Navigo e dunque mi sento in dovere di commentare qui, navigo e dunque mi sento in dovere di commentare là, navigo e dunque mi sento in diritto di scrivere tutto quel che mi pare e tutto ciò che mi viene in mente, qualunque sciocchezza sia e senza rifletterci troppo: toccata e fuga!

Le conseguenze di un simile status-quo sono indubbiamente innumerevoli. E se da un lato il progressivo diffondersi di Internet ha procurato lo straordinario melting-pot linguistico di cui sappiamo, e che, a mio avviso, trova sociologico equivalente soltanto nell’America del calderone etnico, dall’altro è innegabile che sia maggior causa e concausa dell’altrettanto evidente imbarbarimento epidermico di ogni lingua-sotto-il-sole, sia scritta che parlata. Naturalmente il discorso del “degrado” di un qualsiasi idioma è relativo, dato che le lingue (anche in versione scritta) sono “cosa viva”. Per meglio dire, ciò che può apparire “affronto-semantico” al padre è “tratto-scritturale-trendy” per il figlio, quando addirittura non risulti tratto evolutivo imprescindibile per assicurare la sopravvivenza stessa del vernacolo sotto osservazione.

Ma se quest’ultima questione è appunto opinabile, è invece indiscutibile che sia stata la scrittura-online, ovvero la scrittura che-è-figlia-dell’umore-del-momento, e di cui parlavo nell’incipit, ad “uccidere” la grande-letteratura. Detto più chiaramente ad ”uccidere” il modello classico di “grande-letteratura” o, per intenderci ancora meglio, a dire-stop alla produzione scritturale che trovava esaltazione della sua essenza nella meditazione, nello studio, nell’applicazione, nella cogitazione e nell’abitudine a pensare-profondo. Chi avesse dei dubbi in merito può tranquillamente rileggersi gli intramontabili romanzi dei grandi inglesi dell’ottocento, dei grandi russi, dei tedeschi e fare il raffronto con le produzioni moderne, ovvero con le produzioni degli autori figli-dell’età-digitale (anche quando pubblicano su cartaceo, si intende!).

A ben guardare però, e per quanto possa sembrare “grave”, non è l’aver ucciso la bella-letteratura la “colpa” più grande di cui si è macchiata la scrittura-digitale. Di fatto è la sua modalità-veloce di generazione la vera responsabile per la comparsa (sul pianeta Rete), di un mostro-comunicazionale degno dell’Idra di Lerna: il moderatore dei forum! Onde non scomodare le inevitabili ovvietà-fantozziane che la sola menzione di questa “figura” porta seco, basandomi sulla mia personale esperienza in una molteplicità di siti (inclusi i miei), mi azzardo a dire che esistono almeno 7 o 8 tipologie di moderatori di forum. In particolare:

-          Il moderatore onnipresente. Ti sta col fiato sul collo alla stregua di un cane cercapersone. Non c’è ora del giorno o della notte in cui si allontani dalla sua “creatura” virtuale, l’unico modo per fuggirlo è spegnere il computer, sbatterlo al muro e arruolarsi nella Legione Straniera.

-          Il moderatore onniscente. Sa tutto! Finanche a quale ora avete pensato di mandarlo a quel paese. Nel breve può essere piacevole, nonché inesauribile fonte di aneddoti, storie bizzarre, barzellette buffe, freddure illuminanti, notizie curiose. Alla lunga, stanca.

-          Il moderatore saccente. Non sa nulla, ma fa finta di sapere tutto! E’ l’unico caso in cui anziché sbattere al muro-il-computer ti viene voglia di sbattere al muro il moderatore. Però è onesto. Francamente mi ci riconosco!

-          Il moderatore-fiera. E’ casereccio. Manca di una adeguata formazione e tenta di supplire come può… Quando non vi riesce lancia i suoi strali contro il mondo intorno, insieme a tanti di quegli improperi che il sito-deputato diventa vietato-ai-minori hic-et-nunc per misericordiosa intercessione del Dio-virtuale….

-          Il moderatore assente (detto anche l’anti-moderatore). Non lo trovi manco a pagarlo oro! I navigatori si scannano, si aizzano, si insultano, si offendono, si ingiuriano, si scherniscono, si denigrano, si irridono, si insolentiscono, si vilipendono e lui/lei….non c’è. Inutile anche parlarne tanto non ci legge…..

-          Il moderatore distratto. Si confonde facilmente. Ama i voli pindarici. Tu gli/le parli di Marx e lui/lei sta pensando Hegel. Tu gli/le parti di Gramsci e lui/lei sta pensando Croce. Tu gli/le parli di Blair e lui/lei sta pensando Thatcher. Tu gli/le parli di Lincoln e lui/lei sta pensando Bush. Tu gli/le parli di Togliatti e lui/lei sta pensando Casini. Tu gli/le parli di Bersani e lui/lei sta pensando sinistra….

-          Il moderatore-libidinoso. E’ lì per ragioni diverse, ma nessuna di queste ragioni ha a che fare con la scrittura-online…..

-          Il moderatore saggio. E’ raro.

In conclusione si potrebbe quindi affermare che “fatta la leg…”, pardon, “fatto il sito, trovato il moderatore!”! Ma se questo è vero è pure vero che le “fortune” digitali di ogni forum virtuale e quella del suo moderatore sono inscindibilmente legate: a moderatore “valido” –  onnipresente, onniscente, saccente, assente o distratto che sia -corrisponderà un sito “valido”. Diverso e soprattutto onesto.  Se vi è una singola caratteristica della scrittura online che secondo me vale la pena “preservare” è, infatti, il suo non permettere a nessuno di mentire troppo, men che meno troppo a lungo. Insomma, no way out!

Nell’immagine “La testa di Medusa” di Peter Paul Rubens, 1618 ca.

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Categories: giornalismo digitale, Giornalismo online, moderatori, Rina Brundu, Rosebud

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7 commenti su “Giornalismo online: il moderatore (o dell’ Idra di Lerna), e del “Navigo, ergo scrivo!”.”

  1. 30 dicembre 2011 a 14:55 #

    Abbi pazienza, Rina, con me che sono un vecchio scrittore perché sono anche una vecchia signora.
    Internet mi ha appassionato subito e sono stata felice della sua nascita. Nel mio libro sull’Informatica la paragono alla Biblioteca di Alessandria (soffro spesso e con molta rabbia per questa perdita) e infatti così l’ho usata. Ritenendomi fortunata di avere un background di ricercatore: dai dizionari e dalle enciclopedie ho imparato tanto, ma anche e soprattutto un modo di cercare e un modo di capire la bontà di quello che trovavo. Questo mi è stato utile per fare ordine nella bagarre di Internet.
    Come scrittore non ho mai rinunciato al pensiero-profondo che vivo, salta fuori, rimaneggio fino ad averlo più nuovo e talvolta così originale da spaventarmi perfino.
    Internet mi è servita proprio per trovare velocemente le risposte che servivano alla storia che stavo mettendo insieme. Senza mai dimenticarmi la storia, il suo significato, la sua emozione.

    Angela Fabbri

  2. Francesca
    30 dicembre 2011 a 15:38 #

    Ciò che mi piace dello scrivere fuori dalla rete è proprio la riflessione, il gusto di un gesto posato e assaporato, vissuto prima per se stessi e solo in un secondo tempo condiviso. Si potrebbe dire slow writing. Sulle prime mi sono avvicinata ad internet come a qualcosa di misterioso e oscuramente infido. Ci ho girato attorno rimandando sempre a un non meglio precisato “poi” il momento del contatto ravvicinato e dell’utilizzo. Mi sono infine arresa solo perché senza un indirizzo e-mail non si va più da nessuna parte e me ne sono quasi innamorata, benché ancora preda di sana diffidenza. Per me che, vuoi per carattere, vuoi per contingenza, tendenzialmente resto rintanata nel mio piccolo habitat, la possibilità di accedere a un sì vasto scibile e di comunicare col mondo intero con un click è stata seducente come la scoperta, a suo tempo, della vastità degli orizzonti letterari. Non sono un’abile navigatrice, perciò mi attengo alla regola dell’usare con moderazione, mi “incasino” in continuazione e la frase di rito è “chissà che avrò combinato”, ci ho messo un paio d’anni prima di passare dalla fase del “leggo solo perché non so come fare e poi mi vergogno” a quella dell’intervento diretto, e ancora mi ci devo abituare, ma mi piace. E’ vero, c’è forum e forum, c’è sito e sito, c’è blog e blog, e le figure dei moderatori meglio non potevano essere descritte, ma con tutti i suoi difetti … guai a chi ce la tocca la rete :-) ! Il difetto non sta nel mezzo, come sempre, sta in chi lo usa.
    Bacioni e un felice anno nuovo, ‘ché la felicità si trova in luoghi e in modi insospettabili :-)
    Francesca Montomoli

  3. 30 dicembre 2011 a 16:43 #

    Un bellissimo argomento, appena letto, due volte per la precisione, ma già ho trovato due gentili signore, la Angela e la Francesca, scrittrici a tutto tondo evidentemente, che mi hanno preceduto con il loro pensiero, che faccio mio perchè anche io diffidavo, alla mia maniera, di internet, avendone sentitio e letto di tutti i colori.
    Usavo il pc per motivi di lavoro, quindi entravo ed uscivo nella solita stanza dove rovesciavo dati, rapportini e numeri che le aziende mi chiedevano.
    Dal 1994, dopo la pubblicazione del mio primo libro, sono stati i miei figli a “costringermi” ad abbracciare e coltivare questo straordinario mezzo che mi ha permesso, davvero, di mettermi in contatto con il mondo, quello mio ovviamente. Ed è stato un successo e me ne sto accorgendo di più ora, con Rina e il suo Rosebud, dove leggo “cose” che in altri siti o blog non avevo ancora letto.
    Questo genere di giornalismo online nasce, secondo me, dalla spontaneità e dalla preparazione culturale che ognuno di loro, i giornalisti, s’han creato.
    Il bello di questa comunicazione è l’attualità del pensiero, la spontaneità immediata che può creare confronti e forum di discussione, sempre comunque guidate dalla verità di quel che si scrive, diversamente entra in gioco il moderatore così detto, il responsabile del blog, che può chiudere qualsiiasi intervento per non scalfire la serietà di chi quell’impegno ha preso.
    Comunque grazie a Rina che di questi argomenti, anche futuri, che si può scrivere e d io ne sono conntento, modestamente.
    Gavino

  4. 30 dicembre 2011 a 18:57 #

    Caro Gavino, io non ho mai ‘diffidato’ di Internet. Ho anzi detto che sono stata felice della sua nascita e che l’ho usata e la uso come strumento di ricerca, avendo imparato a cercare usando nel passato dizionari e enciclopedie (che non ho buttato via). Esisteva, già tanti anni fa (inizio anni ’70), un’enciclopedia che parlava della storia dei popoli non ognuno a sè stante, ma in parallelo. E ad esempio ci raccontava cosa succedeva agli Aztechi quando Abramo usciva da UR di Caldea …
    Angela Fabbri di Ferrara

    • 30 dicembre 2011 a 21:09 #

      Impropriamente, gentile Angela, ho scritto “diffidavo” come lei non avrebbe scritto, visto che è anche una informatica. Era piuttosto riferito a me, finchè non è intervenuto mio figlio, informatico di professione, il quale mi aveva convinto che internet non era, e non è, solo un accozzaglia di notizie più o meno inutili.
      Che dopo sia una miniera di informazioni, dagli Atzechi ai Sumeri e a mille altre ancora, non è più una novità pure per me, che allora, appunto, ero abbastanza scettico.
      Cordialissimi saluti et auguri per uno splendido 2012
      Gavino Puggioni

  5. 30 dicembre 2011 a 19:38 #

    La mia era una analisi tecnica (sebbene goliardica). Non ho detto che non ci sono scrittori, finanche signori Rossi qualsiasi abituati a pensare-profondo, ho detto che oggidì non esiste una produzione-letteraria capace di eguagliare quella dei grandi autori del passato (pensate soltanto al genio dei russi e dei tedeschi, ripeto!!). E poi ho scritto che il modello di riferimento (i.e. il grande romanzo, in senso tecnico, per intenderci la matrice che ha prodotto sia il romanzo classico sette-ottocentesco sia il romanzo modernista tout-court che come sappiamo vive di dinamiche piuttosto sfilacciate rispetto alle “origini” – per dirlo terra terra esiste un abisso tra l’orizzonte d’attesa proposto da un’opera di Defoe e quello proposto da una Woolf) non è più il “modello” …. Per provare questo basta anche solo leggersi i romanzi vincitori dei più importanti premi letterari nazionali ed internazionali negli ultimi 10 anni…. assicuro che il paragone, quando guardiamo al diverso spessore-ideale, è umiliante. Non so se qualcuno ha fatto questo esercizio, io sì! In ogni caso il gist del discorso era che la scrittura online è figlia del mood del momento per sua natura e per suo destino, no doubts about it!

    Angela, Francesca, Gavino grazie a tutti voi… magari continuiamo il discorso nel 2012 perché queste tematiche saranno piuttosto frequenti su Rosebud… Ciao per adesso, vediamo se riesco a chiudere Rosebud con qualcosa di divertente invece…..

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