Crisi 2011: l’AMERICAN-STRAZ e gli ITALIAN-STRACC…, li ricorda….

Angela Fabbri. Visto che il governo ci ha detto molto chiaramente che dobbiamo essere noi ceti medio-bassi a risollevare il Paese, prendiamoci per l’ennesima volta questo carico con dignità. Quello che dispiace è che ci sono tantissime persone senza lavoro, perchè non l’hanno mai avuto o perchè gli è stato tolto, che non potranno sentirsi partecipi di questi sacrifici: a loro è stata levata anche questa dignità e questo è a dir poco infame.

Di fame ne conosceremo molta nei prossimi mesi e non sarà perchè non avremo da mangiare (pane, cipolle, lenticchie, un po’ di pomodoro e la polenta che costa così poco non potranno mancare), sarà perchè ci avranno tolto i sogni (che non sono certo mai stati a base di caviale e champagne).

Be’ allora, noi che siamo nati subito dopo la seconda guerra mondiale, cerchiamo di ricordare qualcosa che adesso ci può apparire impossibile e che abbiamo dimenticato. Mi è tornato in mente poco fa e ho voluto parlarne con voi, è quello che qui a Fràra (a Ferrara) chiamavamo per disprezzo l’ “AMERICAN  STRAZ“ (“gli stracci degli americani”) cioè il vestiario che veniva dagli USA (infatti era usato) e trovava posto in una ben delimitata zona del nostro mercato cittadino, ben lontano dalle bancarelle italiane.

Era roba buona, a saper scegliere, ma si sceglieva di nascosto e entrare in quella zona era segno di disagio economico. Ma ce ne siamo serviti tutti, dai ceti medi in giù. Magari le mogli non lo dicevano ai mariti e rimettevano in ordine un collo di pelliccia (incomprabile da noi) e poi glielo facevano passare come “un’occasione trovata al mercato”.

Guai che lui l’avesse potuta far vergognare dicendole ” Non l’avrai mica preso all’american straz?”. E guai che lei avesse potuto far vergognare lui della zona di acquisto, ma neanche che la potesse rimproverare di aver speso troppo per un bene voluttuario come un collo di pelliccia (anche se gli inverni erano particolarmente rigidi e ai mariti che amano la propria moglie piace vederla un po’ in ghingheri).

E più le signore erano brave a disinfettare e a rimettere in ordine, a adattare gli american straz, più questi perdevano memoria della loro origine: elemosina USA.

Dopotutto, la stessa elemosina del nostro usato smesso che noi oggi diamo alla Caritas o alla Croce Rossa.

Non molto tempo dopo ci fu il BOOM  ECONOMICO. Chissà perchè?

Fotografia nell’articolo: una scena dal film Miseria e Nobiltà (1954) con Totò, regia Mario Mattioli,

Nota redazionale: Ho rischiato di non pubblicare questo bellissimo ricordo di Angela per la prima modalità di invio: mi raccomando tutti gli articoli in allegato e non nel corpo della e-mail! Bellissima perla-della-nostra-memoria-storica, Angela!

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25 commenti su “Crisi 2011: l’AMERICAN-STRAZ e gli ITALIAN-STRACC…, li ricorda….”

  1. 27 dicembre 2011 a 20:29 #

    Volevo chiudere ieri con le pubblicazioni ma sono contenta di non averlo fatto…. Questo pezzo di Angela ha infiniti motivi di discussione. A cominciare dall’elemosina USA che è forse diventata elemosina tedesca oggi… non saprei…. Certo mi piacerebbe che Gavino e Franco puntellassero questo pezzo con i loro ricordi di quei tempi… o chiunque gli abbia vissuti insomma. Sarebbe bello penso. E si imparerebbe qualcosa….

  2. 27 dicembre 2011 a 20:54 #

    Questo pensiero-ricordo di Angela Fabbri l’ho letto volentieri, io leggo tutto e, se pubblicato qui, ancor di più, perchè sto conoscendo meglio coloro che vi scrivono.
    Rina, è vero che noi viviamo di ricordi, quelli di allora, meglio senza data, tanto si conosce,
    ma la cosa tragica, e ripeto tragica, è che noi, in generale, bada, non abbiamo memoria, di quella buona, o facciamo finta e sai perchè?. Perchè ci atteggiamo, perchè vogliamo sembrare e a tutti i costi, perchè non vogliamo dire che abbiam fatto la fame, quella vera.
    Ma perchè avrei dovuto vergognarmi se mia moglie o mia suocera o mamma andava alla piazza degli americani per comprarmi un giubotto o un paletot arrivato da chi sa dove? Vabbè, da La Merica, come dicevano i vecchi di una volta che non la conoscevano.
    Oggi, se la cosa è cambiata, non è colpa di nessuno, nemmeno della Germania che si atteggia ma soffre. E’ solo colpa nostra e chiedo scusa a chi mi legge, perchè siamo sempre stati, da 60 anni, un popolo di farfalloni, mai seri, nemmeno nelle nostre intimità pubbliche, diceva qualcuno.
    Plaudo ad Angela Fabbri
    gavino

  3. 27 dicembre 2011 a 21:09 #

    … Insomma abbiamo i politici e i governi(anche tecnici) che ci meritiamo? Lo chiedo a me, lo chiedo a voi, lo chiedo a Rina con cui abbiamo disquisito anche “duramente” sui meriti(dice lei) e i demeriti(dico io) della Deutschland uberalles.
    Facciamo un concorso di colpa al 50%. Loro col carattere dominante , mai domi(e i Romani(quelli di Cesare per capirci) ne sanno qualcolsa, noj con la nostra fantasia e il nostro “Umanesimo”.
    E siccome la società globale è fondata sulla moneta, sull’economia e sulla finanza, non certo su Lucrezio, Catullo e Cicerone, allora il nostro Umanesimo perirà miseramente sotto montagne di carta inutile e filigranata, E l’epitaffio dell’Europa, anzi dell’Italia, “culla della civiltà” sarà: Pecunia non olet sed olet qui non tenet.
    Salvo

    • 27 dicembre 2011 a 21:59 #

      Caro Salvo, sì, noi, i nostri governi, ce li siamo sempre e dico sempre meritati (io non me ne sono mai vantato, però, da italiano e da cittadino apolitico) Dopo aver letto di Gramsci e delle sue lettere, tanti anni fa, avevo abbracciato l’idea socialista, quella ante-litteram che molti non vogliono ricordare.
      Noi italiani ci siamo sempre etichettati cultori e detentori nel mondo di quella “culla della civiltà”, colma dei Lucrezio, dei Catullo, dei Virgilio e dei Ciceroni, ma sembra che a questsi ci siamo fermati, mentre il mondo andava e va avanti, in tutti i campi, compreso quello politico ed economico, da cui noi, sempre noi, sembra che abbiamo preso certe distanze.
      La Germania, sconfitta come noi, è inutile negarlo, ha saputo fare di più ed è per questo che si è fatta rispettare in tutti i campi, cosa che l’Italia ha cercato di fare negli anni sessanta ma dopo non ha saputo andare avanti, grazie alla paolitica e all’indifferenza da parte nostra.
      con stima un caro saluto
      gavino

  4. 27 dicembre 2011 a 21:20 #

    Gavino, io personalmente credo che le persone che si “vergognavano” fossero persone oneste non abituate all’elemosina. I marpioni invece probabilmente prendevano e rubavano agli altri ciò che non li serviva e non si vergognavano affatto. Esattamente come accade oggi, concordi?

    • 27 dicembre 2011 a 22:05 #

      Sì, hai ragione quando dici che erano persone non abituate all’elemosina, ma le contingenze di quel momento avevano costretto tutti a tali comportamenti “vergognosi”
      Chi rubava c’era anche allora, erano i così detti grassatori, quelli che approffitavano dell’altrui bontà e fiducia per continuare ad arricchirsi alle spalle dei derelitti, giusto come avviene oggi, e lì hai perfettamente ragione. ciao
      gavino

  5. 27 dicembre 2011 a 21:23 #

    Caro Salvo io mi diverto solo con queste belle “scazzottate all’alba” qui su Rosebud… Questo è un sito simil-giornalistico mica dobbiamo fare le damine ottocentesche!! Quindi tutto ok! Detto questo resto ancora convinta che la Germania-moderna abbia molti meriti, mentre i demeriti nostri sono quelli di non riuscire a farci sentire mai. Fortuna che Machiavelli è morto. Ed è morto pure il meno brillante Manzoni che comunque nel suo Marzo 1821 si lamentava….

    “Oh giornate del nostro riscatto!

    Oh dolente per sempre colui

    Che da lunge, dal labbro d’altrui,

    Come un uomo straniero, le udrà!

    Che a’ suoi figli narrandole un giorno,

    Dovrà dir sospirando: «io non c’era»;

    Che la santa vittrice bandiera

    Salutata quel dì non avrà.”

    Poco è cambiato, sigh!!

    • 27 dicembre 2011 a 22:15 #

      Si potrebbe aggiungere questo?
      Il Macchiavellismo è finito, purtroppo o no. Molti, non so quanti, se ne vorrebbero ri-servire ma a cosa servirebbe, oggi?
      E dopo, sempre verso la nostra Italia, del Manzoni, 5 marzo 1821, a Napoleone-Italia
      ” Ei fu, siccome immobile”….. Essa fu, siccome immobile era, com’è ora…..
      saluti
      gavino

  6. 28 dicembre 2011 a 00:04 #

    Il machiavellismo è stato il vero modello di riferimento del berlusconismo per certi versi…. Non credo che sia finito ancora. Per il momento credo si sia in fase di stanca: il vero principe infatti manda sempre a saggiare quanto il grado sia profondo…. e con la crisi-che-corre il guado allagato é profondo: no doubts about that!

    Ma torniamo a monte: mi piacerebbe che qualcuno raccontasse di più su quei tempi dell’American-straz… Angela tu stessa potresti elaborare qui in calce. Se vuoi. Ciao.

  7. franco luceri
    28 dicembre 2011 a 08:41 #

    Ci vuole un grazie sincero per Angela Fabbri che ha introdotto il nostro problema politico con queste parole inequivocabili: “visto che il governo ci ha detto molto chiaramente che dobbiamo essere noi ceti medio-bassi a risollevare il Paese, prendiamoci per l’ennesima volta questo carico con dignità”.
    Allora credo che dovremmo fare chiarezza su questo punto: Monti sta scaricando sulla classe media i costi del risanamento, ma le colpe dello sfascio sono della classe media che oggi si finge vittima o sono delle multinazionali e delle banche che riteniamo carnefici?
    Se escludiamo poveri e disoccupati; ci rimangono due soli presunti colpevoli dello sfascio: ricchi e classe media. E se escludiamo i ricchi che per natura sono immuni o vaccinati alla peste della miseria, rimangono i poveri che sono già limoni spremuti e la classe media che è come un bel limone succoso da spremere.
    Sarà pure giustificato il lamento della classe media passata nello spremiagrumi della politica; ma non pensate che sia il caso di domandarci una buona volta per tutte, quali accidenti di colpe hanno i banchieri che vogliono rimanere banchieri ricchi e non poveri; e quali la classe media impegnata ad arricchire in maniera ossessivo compulsiva senza produrre valore aggiunto, ma solo indebitando e sfasciando lo Stato?
    E per concludere, vogliamo risponderci o no a questa domanda? Siamo vittime di Monti, o della classe media ignorante e ladrona che nello spremiagrumi ci ha tenuto i poveri per sei decenni, e ora vorrebbe metterci i banchieri al posto suo, ma la politica le ha revocato la concessione dell’arricchimento indebito e le ha imposto quella dell’impoverimento dovuto?
    Io la mia fesseria l’ho detta, ora tocca a voi smentirmi: Rina, Salvo, Gavino, Fabbri e lettori e amici di Rosebud, che saluto. franco

  8. 28 dicembre 2011 a 17:21 #

    Risposta a Franco Luceri:
    Ho usato apposta l’espressione ‘ceti medio-bassi’ e non ‘ceti medi’.
    Dovevo forse dire ceti medio-bassissimi o ceti medi tendenti al basso o ceti ormai bassi e non più nemmeno medio-bassi per i quali l’aggettivo ‘medio’ è diventato solo un illusione?
    Angela Fabbri

  9. 28 dicembre 2011 a 18:44 #

    Caro Franco Luceri le buone notizie sono che Rosebud sta andando alla grande rispetto al nome che si sta facendo e anche alle visite ricevute (non è poco partire il primo mese e raggiungere quasi 5000 visualizzazioni senza farsi troppa pubblicità – fermo restando che presto riporteremo il traffico ai livelli dei miei siti e oltre)…… E per questo bisogna ringraziare pure la tua grinta fantastica che come sai io adoro…..

    Le “cattive” notizie sono che al solito ho qualcosa da obiettare. Ma ormai mi conosci no?:)
    Dunque ti “smentisco”:).

    A mio avviso, infatti, noi non siamo vittime di Monti né della classe media. Noi siamo vittime di noi stessi. Della nostra furbizia. Della nostra incapacità di farci sentire dove serve. Della nostra incapacità di sfruttare al meglio le risorse mentali e umane che abbiamo (davvero straordinarie per certi versi se pensiamo che dalle nostre università vengono letteralmente “rubati” i cervelli migliori!). Le risorse culturali. Della nostra incapacità di uscire dal loop. Della nostra conclamata abitudine di vedere prima la famiglia e poi lo Stato. Perché famiglia fa equazione con noi, insomma è “cosa nostra”. Lo Stato sono gli altri. O meglio, lo Stato è la mucca Gelsomina degli altri: mungiamola dunque! Ohibò!

    Ne convieni?

  10. franco luceri
    28 dicembre 2011 a 19:05 #

    Angela Fabbri non intendevo minimamente criticare il suo bellissimo pezzo e come prima cosa ho detto che la ringraziavo. Ma ho semplicemente approfittato dell’argomento da lei introdotto: il governo Monti e l’Italia da risanare, per aprire un dibattito su quali classi sociali hanno indebitato lo Stato e quali stanno chiamando a risanarlo.
    Io non ho da insegnare niente a nessuno, ma temo che se escludiamo i poveri perchè poveri, i ricchi e i banchieri perchè potenti, i politici in quanto servi dei banchieri, non rimane che il limone della classe media da spremere a rischio guerra civile. E certamente la medio-bassa e la bassissima, più che spremute finiscono strangolate.
    Invece, col discorso nuovo che tentavo di aprire, volevo capire col vostro aiuto, se siamo così malridotti perchè abbiamo politici e banchieri moralmente criticabili o una classe media di cittadini a cui istruzione e informazione di regime hanno azzerato il senso critico, fino a farli credere nel miracolo dei favori o delle scelte politiche e nella filantropia dei banchieri che ti finanziano la costruzione della casa o dell’impresa perchè sono impegnati a sviluppare popolo e Stato. Invece sono impegnati ad avviluppare di debiti tutto e tutti per vendere finanziamenti sempre più onerosi.
    Le rivendicazioni di un popolo che pretende dalla politica sempre più diritti e sempre meno doveri, sempre più salario e sempre meno lavoro, sono musica per le orecchie dei banchieri, perchè così il governo di uno Stato con un piede e mezzo nel default, si sposta automaticamente dai politici rappresentanti del popolo, ai banchieri maneggioni della finanza mondiale. Così per la classe media illusa inizia la stagione della dieta e per i banchieri filantropi, dell’ingrasso.
    Spero di non essere stato altrettanto infelice come sopra, mettendo tutti nel calderone della classe media che ha a sua volta vittime e carnefici. E mi riscuso ancora con lei Angela Fabbri.

  11. 28 dicembre 2011 a 19:14 #

    Scusa se intervengo ancora Franco ma non ho capito, da dove pensi che vengano i banchieri. Da Marte? Un pò come coloro che pensano che i politici vengano da Venere. L’establishment politico-economico di un Paese democratico (e almeno questo noi lo siamo) riflette i vizi del Paese che lo ha prodotto ed è un poco come il serpente che si morde la coda. Ovvio che i banchieri staranno sempre all’ingrasso mi pare ridondande il concetto…. mi pare assiomatico. Molto si può fare invece per cambiare la cultura nel background e dunque attenuare gli effetti dell’amara realtà…. I miracoli, o le promesse di miracoli, lo abbiamo già visto… non funzionano. Neppure quando camminiamo sulle acque.

  12. franco luceri
    28 dicembre 2011 a 19:23 #

    Cara Rina, temo di essere un portatore sano (almeno lo spero) di pazzia ed ho difficoltà a tradurre in parole inequivocabili quello che penso e vorrei dire. La mia visione della realtà è maledettamente contro corrente e faccio una fatica cane a rendermi comprensibile. Ho iniziato il mio pezzo quando il tuo non lo avevi ancora pubblicato e condivido perfettamente la tua smentita. Nel mio secondo pezzo credo di essere stato meno infelice e meno criticabile. Poi vedi tu ciao.

  13. 28 dicembre 2011 a 19:33 #

    Ma che c’entra il “criticabile” Franco? Ognuno ha le sue opinioni e valgono tutte allo stesso modo, la tua vale di più della mia perché hai più esperienza di vita… Ma io ti invito a ragionare logico: perché credi che la politica o la finanza abbiano tanto potere? Oltre il lecito?
    Se rispondi a questa domanda forse ci rincontriamo…..
    Quando vuoi….

  14. 28 dicembre 2011 a 20:11 #

    Franco Luceri, non mi sembrava che la sua fosse una critica e soprattutto che avesse bisogno di scuse. Con la mia breve risposta ho voluto solo puntualizzare di chi parlavo.
    Sono stata un informatico per 34 anni e dentro lo sono ancora, così amo la precisione.
    Come scrittore, invece, amo proprio le critiche e spero che lei avrà il tempo di riservarmele per qualcos’altro che sicuramente scriverò.
    Angela Fabbri

  15. 28 dicembre 2011 a 21:49 #

    Moltro brava Angela! E’ proprio questo lo spirito di Rosebud o così mi piacerebbe che fosse: libere idee in un luogo libero! Perché é solo con il confronto, la discussione che si comprendono visioni altre e dunque si impara… Se la pensassimo tutti in maniera uguale la discussione sarebbe futile e tanto per fare. Vorrei invece che Rosebud fosse un luogo vero come la vita! Luoghi finti, infatti, ce ne sono già tanti…

    ps Senza considerare Franco che forse tu non vedi quanto noi amiamo le tue idee, la tua “dedizione” nel tentare di capire le cose e quanto la tua “verve” insegni….

  16. 28 dicembre 2011 a 21:58 #

    Che bella questa discussione!, illuminante e propiziatoria magari per altre.
    Mi piace che si parli del nostro paese e anche in questa maniera. IO darei ragione a tutti voi, Franco, Angela e Rina. In fondo il motore che spinge è uguale, sempre lo stesso.
    Il malcontento ormai allargato a tutte le classi sociali, i poveri lasciamoli lì, tanto saranno, purtroppo, sempre più poveri. I politici, le banche, gli amici dei politici, e i sostenitori delle banche, oltre che politici, sono stati da sempre i finanziatori, i grandi industriali e le grandi lobbies petrolifere che han strangolato ogni altro potere popolare, vedi la democrazia da noi volontariamente e legalmente eletta, per farci strangolare, appunto.
    Gli italiani, da molti anni a questa parte, si sono abituati a quel “tiriamo a campare”, per me anche disonesto, perchè non si è mai avuto il coraggio di dire la nostra, abbiamo idolatrato
    la paolitica-spettacolo, tant’è che i teatranti con le veline sono aumentate a dismisura, dimostrandosi alfieri e promotri di nuovi uffici di collocamneto, come la Rai, Mediaset e chi più ne ha ne metta

    .
    E’ la cultura del vivere civile che in Italia è mancata e sta mancando e pare che quell’altra cultura, quella della scuola e della Università interessi ormai poca gente.
    Forse esagero, cari amici, ma non vedo rimedi prossimi per cui poter scrivere o asserire “ce l’abbiamo fatta!”

  17. 28 dicembre 2011 a 22:27 #

    Mah Gavino forse sarò io troppo dietrologa… tuttavia resto dell’idea che “gli italiani del tiriamo a campà” fossero quelli del periodo american-straz che tanto appropriatamente Angela ci ha ricordato…. Oggidì, i figli dei figli siamo invece diventati gli “italiani-del-tutto-bisogna-arraffà”…. ovvero, la causa-default primaria sulla quale si interroga tanto Franco….. No misteries!

  18. 29 dicembre 2011 a 17:22 #

    ha fatto boom perché non poteva fare altro che implodersi, questa selvaggia economia mercenaria, in cui chi dovrebbe essere salvato in realtà salva, un Robin Nibor,cioè qualcosa di rovescio,storto, che si adegua alle troppe storture quotidiane a cui siamo assoggettati senza,da tempo, essere soggetti.Oggetti sì, noi, tutti, compresi quelli che credono di essere potenti e invece abbisognano di noi, i fessi,che non si nutrono a pane e cipolle e isogni li trovano al MD, tirando a campare oggi come ieri anche se,in molti, han creduto di poter emulare un mondo da sogno, per altro in crisi profonda che si risano stampando verdoni ma e che mostra la sua faccia usata troppo spesso con l’effige da salvatore quando invece era un’aquila rapace. L’america strasse c’era anche a Padova, ero ragazzina, e andavo a comprarci i maglioni all’americana, quelli con le maniche non a livello della spalla, e il girocollo alto, blu sempre blu, che ora non si trova da nessuna parte. Li usavo fino a consumazione, nemmeno i poveri li avrebbero usati un’altra volta. Ora è diventato un negozio, dove si vende altro,niente stoffa al kg e pezze di scampoli in scelta da fare vestiti o per arredo, ha messo in vendita roba da campeggio,ora abiti da montagana e attrezzature da sci…ma in fondo tutto ha la medesima sostanza: tutto resta sempre temporaneo e passato un genere sotto a chi tocca,proprio come nelle pagine di storia.

  19. 29 dicembre 2011 a 17:54 #

    Ho cercato di allargare il discorso ROSEBUD a un’altra ventina di persone che stimo e spero che qualcuna di loro partecipi. Una in particolare mi interessa perchè all’epoca degli stracci americani (io avrei intitolato il pezzo “ALL AMERICAN STRAZ” cioè “tutti gli stracci degli americani”, ma va bene così) io ero ancora una bambina mentre lui era un ragazzo e oggi mi raccontava che ricorda bene quel tipo di mercato perchè c’erano,ad esempio, i giubbotti di pelle con la fodera e il colletto di pellicciotto bianco stile aviatore … Spero che il
    mio caro amico Signor Giancarlo abbia il tempo di scrivere qualcosa su questo.
    Angela Fabbri da Ferrara

  20. 29 dicembre 2011 a 19:15 #

    Bellissimo commento Fernanda! Non vorresti raccontarci altro di quel periodo? Io per esempio non ho capito una cosa o almeno non ne sono sicura di questa cosa… Immagino che american-straz fosse un modo popolare per dire avanzi-piano-marshal, o no? Eravamo in quel periodo… o era più tardi?

  21. 29 dicembre 2011 a 19:17 #

    Angela sei un angelo. Straordinaria!!! E, signor Giancarlo se ci sente… scriva scriva per cortesia…. faccia in modo che le sue memorie ci insegnino qualcosa di bello noi che pensiamo che la CRISI sia solo questa e abbiamo la memoria-corta, o meglio non l’abbiamo proprio…

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