Gutta cavat lapidem – Il sito della scrittura online, creato il 27 Marzo 2010 – Anno III – www.rinabrundu.com

On leadership: “Dottor Vespa non son qui per piacer mio, ma per far piacere a Dio!”.

di Rina Brundu.

A dire il vero le parole di Mario Monti a Bruno Vespa, durante la “sua prima puntata” a Porta a Porta, sono state ”Non sono qui per fare un piacere a lei”, ma il punto non cambia troppo: finalmente un “politico” (sebbene sui-generis) che sembrerebbe immune al fascino delle luci della ribalta. Habemus leader, allora? Troppo presto per dire.

Certo l’avventura mediatica del montismo, inteso come dottrina “politica” e dunque modello di leadership, non è davvero iniziata al meglio. Da un lato abbiamo avuto quella sorta di  aleggiante “spirito confusionario” durante tutta la conferenza stampa di presentazione della manovra, dall’altro, in quella stessa occasione, le lacrime del bravissimo ministro Fornero (a proposito, viva le rughe sul suo bellissimo viso, che sarebbe stato finanche più bello senza quel collier d’oro al collo in tempi di crisi!), che se fanno molto nazional-popolare e possono ingraziarsi un ceto-medio-basso desideroso di candidi-salvatori-della-patria dall’altro non fanno sicuramente leadership.

Di converso il momento in cui il Premier è intervenuto per togliere la parola al ministro dopo la sua “gaffe” e ha fatto punto di non restituirgliela se non molto tempo dopo, è stato, a mio avviso, il primo istante in cui abbiamo capito che Mario-Monti-versione-Presidente-del-Consiglio è uno che sa cos’è la leadership. Che sa che quando si presenta un progetto di quella rilevanza non si versano lacrime ma si infonde coraggio, fiducia, perché tra le tante parole che si pronunciano in simili occasioni ve ne sono altre non articolate che se declamate dovrebbero recitare: “Datemi credito, io sarò l’uomo (o la donna) forte che sa quel che fa e che vi tirerà fuori dalla melma!”.

Detto questo tra il sapere cos’è la leadership e l’essere un leader esiste una grossa differenza. Temo anche che, in questo senso, non faccia curriculum il rispondere per le rime al presentatore di turno: al più questo fa “soddisfazione” dell’uditorio italico dopo anni e anni di politici genuflessi davanti alla telecamera. Ne deriva che la vera prova del nove per il modello di leadership che presenterà il montismo potrebbe essere l’Europa. Di fatto, con una Angela Merkel-Peppino e un Nicholas Sarkozy-Totò impegnati da mane a sera a mandare lettere alle nazioni “malefemmine” d’Europa, a quando un sonoro: “Ma mi facciano il piacere!?”.

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Categorised in: Crisi 2011, Giornalismo online, Leadership, Mario Monti, Montismo, Politica, Rina Brundu, Rosebud

9 Responses »

  1. Più che “Ma mi faccia il piacere…” vedrei meglio il pernacchione classico di Totò. E sul titolo:” Non lo fo’ per piacer mio… ” dovremmo dirlo noi iTaliani inchiappettati di brutto dal Prof. Monti! Torniamo a indossare allora le camicie da notte delle bisnonne, quelle lunghe fino ai piedi, non sollevabili, ma con una fessura all’inguine…
    Orsù che Monti ci detterà le …posizioni e dopo il Kamasutra, anche il Karahiri.
    Salvo

  2. Salvo, ho speso mezz’ora a decidere se dovevo scrivere “non lo fo’” o “non son qui”. Ritengo che la seconda opzione sia più appropriata e più rispettosa del Premier. Piuttosto oggi discutevo con una persona giovane ma a mio modo di vedere molto capace quando si tratta di questioni di economia e di politica. Ebbene, da europeo non italico, egli pensava che le possibilità dell’Italia di contare in Europa oggidì siano uguali allo zero. Io resto dell’avviso invece che ciò che fa la differenza tra un grande leader e un altro leader qualunque è la sua capacità di riuscire laddove gli altri non possono. Di fare il miracolo, insomma. Basti pensare che Gandhi lo ha fatto camminando a piedi nudi attraverso tutta l’India con un bastone in mano e un semplice manto gettato sulle spalle a coprire il corpo smagrito. Ne deriva che, tecnico o non tecnico, chiedere a Monti di far sentire la nostra voce in Europa non è chiedergli l’impossibile, ne conveniamo?

  3. Il signor Vespa, a livello nazionale, da qualche tempo a questa parte, conta ben poco, nonostante i suoi libri, a dir il vero un po’ meno letti che in altri anni.
    Conta, invece, per Rai uno e sul quel programma che lui conduce fin da bambino.
    L’intervista, che Vespa agognava, naturalmente, non è andata secondo i suoi abituali parametri e Monti l’ha subito fermato, precludendosi a continuare in un colloquio che, per il professore, non aveva niente e di nuovo e di meraviglioso.
    Per Salvo dico che questo egregio signore, Monti, farà quel che deve fare, perchè è l’Europa delle banche che glielo chiede, anche se sono in disaccordo quasi su tutto.
    Il pegno da pagare te lo lascio immaginare, ma ormai l’abbiamo individuato tutti.
    Per Rina, chi sa cosa hai pensato quando quel signore europeo, non italico, ti ha detto che l’Italia, in Europa contava e conterà quanto l’asso di piche!
    Personaggi come Ghandy, anche se attuali, in questo mondo, ormai, sono anacronistici, solo degni di esser letti e portati ad esempio, di più non si può fare, e la storia recente ce lo insegna
    Gavino

    Di una cosa sono certo, che il Premier Monti difenderà il suo paese, e a diritto, non farà miracoli ma regalerà più credibilità all’Italia che ne aveva bisogno.
    Il resto lo vedremo fra qualche mese. Speriamo in bene.
    Cari

  4. Sono d’accordo con entrambi. A Gavino dico che Monti mi fa una bella impressione. Però mi da anche l’idea del prete…scopatore che predica bene e razzola meglio. Aveva iniziato bene dicendo che rinunciava allo stipendio sacrosanto da leader, è andato avanti peggio, mascherando il suo intervento con “finti aumenti” che diverranno MANNAIE in Gennaio e per concludere(non vorrei passare per PRESSAPPOCHISTA), ha ingioiellato la Signora, ha indossato lo smoking delle grandi occasioni ed è andato con scorta e controscorta a godersi il DONGIOVANNI alla SCALA. Perdonatemi ma mi è cascato sui maroni proprio a quel punto. Con la gente che deve stringere la cinghia se la poteva evitare.
    Ok… adesso lapidatemi pure ma ho detto quello che pensavo. Non per la serata in sè, ma perchè SAPEVA che TUTTI i flash d’Italia l’avrebbero immortalato. Eppure stamattina sul Tg% un’idiota con 4 fili di perle ha avuto la sfaccitaggine di dire che ” la crisi fa bene alla Scala”

  5. Non ho risposto a Rina; lo farò domattina.Prima aspetto i macigni di Gavino. Ma devo dire che il rispetto ce lo meritiamo non per Monti, ma perchè in passato abbiamo dato prove eccellenti di grande serietà L’abbiamo persa strada facendo. Forse non è tardi per ritrovarla. E infine se ritrovassimo un po’ di Umanesimo ed Umanità anzichè SEMPRE e solo ECONOMIA…

    • Ma no Salvo, i macigni, per di più, sbriciolati, non servono, serve, piuttosto, una grande dose di “pazienza” ( dirai – ancora?) che significa intelligenza civile per accertarsi che il professor Monti possa limare alcune decisioni, che per la fretta dell’Europa,ha voluto presentare e far approvare. Vedrai, alla fine, ma presto, il tutto si ridiscuterà, almeno pensioni e tasse sui ricchi, ma ti ribadisco che anch’io non plaudo a tutto il pacchetto.
      La presenza alla Scala era ed è una sua abitudine e quest’anno c’è andato con l’aureola del “salvatore della patria”. I gioielli della sua signora sono “intoccabili”, appartengono alla femminilità leggiadra di ciascuna di loro. L’importante è non esagerare nè ostentare, d’altronde marito e moglie erano già ricchi per proprio conto.
      Un caro saluto
      Gavino

  6. Lapidarti per così poco Salvo mi pare esagerato! Di sicuro portiamo i nostri omaggi alla signora Monti che non c’entra nulla nella faccenda. E poi Salvo, la prima della Scala è un momento importante, il Premier non poteva non partecipare. Sarebbe sciocco però dire che la “crisi fa bene alla Scala”, al contrario è l’opera che fa bene alla crisi. Nel senso che la scaccia, da impressione di normalità ed è comunque un segno di speranza. Come lo è sempre l’arte. Penso inoltre che non sia in queste situazioni-mondane che si decide della capacità di guida di un leader, credo piuttosto che questo si decida sui tappetti rossi che portano ai G8, ai G20, ai vari direttori europei, ai meeting con questo o quel rappresentante di Obama e così via decidendo. Questa è senz’altro la mia idea ma naturalmente potrei sbagliarmi….ciao.

    • Dice bene Rina, La Scala è monumento nazionale della nostra cultura musicale, chi la frequenta, come in questa occasione, ha la possibilità economica di parteciparvi.
      Certo lusso impera, come imperano certe presenze, al femminile e al maschile, vestite dell’ostentare più becero e che nulla ha a che fare con la cultura.
      Insomma, con tutto il rispetto per il teatro, il SEMBRARE batte sempre dieci a uno l’ESSERE.
      Ciao
      Gavino

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  1. On leadership: “Dottor Vespa non son qui per piacer mio, ma per far piacere a Dio!”.

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