Gutta cavat lapidem – Il sito della scrittura online, creato il 27 Marzo 2010 – Anno III – www.rinabrundu.com

Non tutto il MONTISMO vien per nuocere e sul capro espiatorio Italia…

di Rina Brundu.

Conveniamone: il MONTISMO non è POLITICA, piuttosto rappresenta L’ANTIPOLITICA per eccellenza! Ovvero, il suo solo esistere, proprio nel momento di maggiore difficoltà della nazione, è chiara evidenza del fallimento della Politica tout-court e di un dato modo di intenderla. Il modo sbagliato, naturalmente.

La mia non è una critica ma una mera constatazione dello status-quo. Del resto sono ben altri gli appunti che, nel tempo, sono stati mossi all’idea di tecno-burocrazia, ovvero all’idea di un governo di tecnocrati. Tra questi ricordiamo l’accusa di incensare troppo la scienza, il progresso, ma soprattutto la sua visione-complessiva (macro-picture) nonché apparentemente dimentica delle innumerevoli, quanto complesse, frammentazioni di quella stessa società umana che vorrebbe amministrare. Detto altrimenti un Paese non è una fabbrica d’affari e neppure un modello matematico-logico da fare muovere secondo parametri definiti e più o meno attentamente testati in questo o quell’altro laboratorio di questa o quell’altra prestigiosa università.

Più generalmente, dal mio punto di vista, il know-how tecnico dovrebbe essere visto solo e soltanto come un ingrediente importante nel background umano e professionale di chi desidererà fare politica in futuro, ma mai come un elisir di lunga et ammirabile carriera burocratico-amministrativa. Ne deriva che la Politica, la buona Politica, resta l’unica arte da considerarsi quando si tratta di guardare alle cose di una valida amministrazione delle nazioni moderne e civili. Soprattutto resta arte insostituibile per far muovere le dinamiche democratiche faticosamente conquistate nel corso della nostra storia. Meglio sarebbe dunque che uscisse quanto prima dal regime di amministrazione-controllata in cui si trova attualmente e quanto prima tornasse a prendere in mano le redini del suo destino. E non solo quelle del suo destino.

Occorre comunque sottolineare che non tutto il MONTISMO vien per nuovere. Di fatto questo di Mario Monti è il primo Esecutivo della nostra-storia che non dovrà rispondere direttamente ai suoi elettori, quanto piuttosto ai possibili futuri rappresentanti di quegli stessi elettori. Per certi versi, quindi, il margine di manovra, di operatività di questo governo e più ampio di quello dei governi tradizionali, i quali vivono, di norma, all’insegna del quotidiano compromesso. Il tutto ci porta dunque a concludere che il MONTISMO non avrà scusanti. O meglio, non dovrà e non potrà fallire, soprattutto non dovrà fallire in quell’imprescindibile tentativo di cambiare, nelle teste italiche, l’atavica, quanto deleteria, idea che lo Stato sia prima di tutto una mucca da mungere e/o un maialetto da arrostire pro-conto-nostro e senza buttare via niente.

Detto questo, tecnocrate o mero amministratore del miglior bene pubblico che sia, non guasterebbe se, di tanto in tanto, mentre affannato a risolvere le urgenti equazioni impossibili di cui tutti sappiamo, un qualche rappresentante dell’attuale governo alzasse la voce dove occorrerebbe alzarla e ricordasse in quel di Germania e in quel di Francia che l’Italia non è il capro espiatorio di nessuno. Va bene essere abitualmente (ir)responsabili per noi stessi, ma diventare all’improvviso (ir)responsabili per il futuro di tutti, da Venezia a Vladivostok, come affetti da vetusta Sindrome Assassinio sull’Orient-Express, mi pare davvero troppo!

Tagged as: , , , ,

Categorised in: crisi politica, Democrazia, Economia, Giornalismo online, Mario Monti, Montismo, Politica, Potere, Rina Brundu, Rosebud

19 Responses »

  1. Complimenti Rina, bellissimo articolo. Soprattutto nel sottolineare quella parte di “umanesimo” di cui siamo composti, espressione fenotipica del nostro genotipo ellenico:dialettica e sofismo, è vero; ma anche eroismo Termopolita!
    Ricordiamo ai signori Teutoni chi siamo, da dove veniamo e chi saremmo senza la nostra ir(repsonsabilità) che ci ha fatto perdere prestigio negli anni e nel mondo.R icordiamo loro che mentre i loro pastori pascolavano le greggi sulle Alpi di Francia o nella foresta nera, noi parlavamo già in lingua Aristotelica e Socratica, con Ippocrate che curava le nostre malattie.
    Che non lo scordino quei barbari vestiti di pelli di mucca ed in testa le corna delle loro mucche e spesso delle loro… Madames.
    Salvo

  2. Ti ringrazio Salvo. Francamente, senza scomodare l’italica retorica d’antan, io mi contenterei che una-tantum davanti all’ennesimo sorrisetto di Sarkozy o all’usata chiamata alle armi della Merkel si sentisse per l’aere una chiara pernacchia alla Totò. Degna, insomma, del mitico principe… Sono piccole soddisfazioni ma ogni grande viaggio (quale sarebbe quello della nostra rinascita come nazione rispettabile e rispettata) inizia con un piccolo passo. E questo non l’ho detto io ma qualcuno molto, molto più saggio.

    PS Aspettiamo ancora un tuo contributo su Rosebud:)

  3. Forse non ci sarà tempo sufficiente per parlare del Montismo come del Berlusconismo
    creato anche dai giornali o da chi credeva ancora negli “ismo”.
    In un certo senso non dovremmo usare o abusare di questi neologismi quando questi sono legati ad una persona, politica in quanto ricopre una carica politica, diversamente si torna indietro negli anni e non ne abbiamo assoluto bisogno.
    Del governo ormai passato e durato tanto, davvero troppo, mi auguro non si parli ancora di Berlusconismo come di un tempo beato, dedicato alla felicità, al benessere (di chi?), all’amore (per chi e per cosa?), alla giustizia (per chi?), e poiché tutto questo andrà in pagine di storia del nostro Paese, mi auguro ancora che, a questa, siano dedicate una, o al massimo, due pagine

    Di Monti è presto per parlarne anche perchè lui deve “soltanto”, con opera immensa, aggiustare qualcosa che si era rotta diciassette anni fa, quando un imbonitore di platee fatiscenti aveva letteralmente regalato agli Italiani il suo uovo di pasqua che conteneva una lavagna, rimasta oscura, di intenti, proposte e speranze con le quali abbiamo continuato a vivere, e come!, fino ad ieri.

    Certo, questo governo è tecnico ma la tecnocrazia applicata allo stesso buon governo non può tralasciare o ignorare la politica, perchè dentro questa si dovrà pur muovere.
    Non ci saranno solo nuove o vecchie leggi da rispettare, ci sarà la società intera, la nostra, che va salvaguardata, dal bambino che nasce al nonno che percorre il sentiero del tramonto.
    L’impresa, come dicevo, è immane, ma immane è lo sforzo che noi tutti Italiani dobbiamo fare, perchè dobbiamo capire, una volta per tutte, che è il popolo che fa la nazione e non il contrario.

    Ricorderemo sempre quella frase di J F Kennedy quando si insediò alla Casa Bianca
    …non l’America deve fare per voi, ma cosa voi siete pronti a fare e a dare per la vostra patria -

    E se la politica è un’arte, come tale va rispettata da chi la percorre e la disegna.

    Di Francia o di Germania, è meglio non (s)parlare adesso, aspettiamo.

    Gavino Puggioni

    Sassari il 3 di dicembre 201

    • Gavino, ho paura che un giorno dovremo dire”Si stava meglio quando si stava peggio!”: 43- 45% di IREPF, Torna l’ICI sulla prima e la super Ici sulla seconda e mio padre e mia madre che sudarono trentanni per regalarmi la loro prima casa, adesso che per me diventa la seconda, io che faccio? Dico che l’ho rubata? E non parliamo delle pensioni dopo che per anni ci hanno mangiato sopra , adesso paghiamo il conto noi? E questa non è MACELLERIA SOCIALE? Come la chiami Gavino?… Ah e l’IVA al 23-24% cos’è, beneficenza ai bambini africani? Dai,… siamo seri non ci volevano i professori per fare tutto questo po-po’ di tojaio(come direbbero a Piombino) bastavano due…MALFATTORI!
      Salvo

  4. Buongiorno Salvo, la mia paura non è quella che tu riporti di quei tempi, anche se vicini ma siderali. E’ quella che oggi, in una Europa finanziariamente degradata, si possa davvero ripetere la recessione del 1929, non nostra ma dopo fatta nostra, proprio come sta avvenendo adesso.
    Dalla nascita della Repubblica tutti i governi che in essa si sono succeduti non hanno mai badato ai conti dello stato, hanno speso sempre più di quanto incassato, per cui quel debito pubblico mastodontico ora si stringe alle nostre gole e l’unico modo per uscirne è rientrare nei ranghi, magari piano piano.
    Lo so che tutti ci stiamo lamentando ma la bancarotta (non voluta) è dietro l’angolo.
    Affermo però che non ho mai letto di rivoluzioni costruite solo a parole, ci vorrebbe ben altro, ma non siamo preparati
    Gavino

  5. Caro Gavino, ho letto. Intanto di berlusconismo ne ho parlato sicuramente molto io durante la prima fase di Rosebud (e in numerosi siti giornalistici). E per quanto riguarda il Montismo, francamente questo pezzo è il primo che io vedo dove il termine compare sillabato in chiaro e a lettere capitali. Questi “ismi” sono modi come altri per definire semanticamente i diversi periodi della nostra storia. A mio avviso non sono un male. Come italiani infatti veniamo da una storia di coalizioni partitiche (ricordi il mitico governo pentapartitico et similare?) dove la colpa era di tutti e di nessuno. Be’ oggidì la colpa è sempre di nessuno ma almeno abbiamo una macrocategoria di responsabili dove andare a guardare, o no? Insomma, a mio avviso gli ismi sono un fattore di crescita come avviene in tutte le grandi democrazie moderne. Di fatto, anche guardando alle sole, numerose, letture di questo pezzo, deduco pure che di MONTISMO la gente voglia sentire parlare, se non altro per sapere che stanno a fà in quel di Palazo Chigi. Fortuna che Martedì ci penserà direttamente Monti ad illuminarci a Porta a Porta. Speremo bene. Per quanto riguarda le parole di Kennedi io credo che in Italia arriverebbero comunque troppo in ritardo. Da noi, infatti, leggerebbero: Non chiederti che cosa puoi fare tu per la patria, quanto piuttosto cosa può fare per te l’ennessimo ente pubblico et inutile…. O almeno questo è il mio pensiero. Ciao.

  6. Sorry per i refusi e “ennessimo” leggasi “ennesimo”….

  7. Cara Rina, il mio riferimento non era tanto al Montismo, appena accennato, quanto allo straabusato Berlusconismo, infausto periodo lungo lungo che io ho sempre combattuto quando se n’è presentata l’occasione. (La mia battaglia era personale anche se ritengo di non averla combattuta da solo)
    D’accordo con te per il resto, d’altronde e in genere, noi italiani, abbiamo avuto quasi sempre la memoria corta. Amiamo ricordare i particolari di qualcosa che ci ha fatto gioire
    ma era stella cadente.
    Gavino

    • Cari Gavino e Rina,
      quante volte da piccoli abbiamo guardato le stelle cadenti, forse meno disillusi che da grandi e a bbiamo fantasticato molto su mondi sereni e felicità improbabili. Tu hai combattuto, Gavino, Berlusconi e i suoi sogni, lui era riuscito a renderli quasi terreni; che poi fossero utopie o speranze o inganni vani la storia soltanto ce lo dirà. Certo riapetto ai grigi della sinistra più vetero e becera sicuramente ci ha fatto sperare… forse troppo. Poi è caduto anche lui, vittima dei suoi stessi sogni, ma non facciamo “all’italiana”, per favore. Anche negli anni 20 e trenta, i nostri padri e nonni sognarono; si svegliarono davanti a un mostro chiamato Germania, in armi! Che strani ricorsi, anche adesso ci svegliamo davanti allo stesso mostro, chiamato Germania. E’ armato anche adeswso e sta vincendo la sua guerra in Europa con le armi della finanza e della povertà sociale… per gli altri. Forse non ci avevamo riflettuto molto, tutti quanti.
      Cordiali saluti.
      Salvo

  8. Gavino premessa. La mia posizione è sempre stata chiara rispetto al berlusconismo: di fatto io non ho mai pensato che i governi di Berlusconi fossero peggiori (o migliori) dei precedenti, ho solo pensato che il berlusconismo abbia fallito per due motivi fondamentali: il primo per non essere mai riuscito a distanziarsi (come pretendeva di fare) dalla tipica cultura italica del mangia mangia (anzi, ha contribuito ad elevarla sugli altari), il secondo motivo sta tutto nel fallimento del suo modello di leadership. Ho scritto un articolo su questo poi se lo trovo posto il link. Ne deriva pure che io non penso che il montismo sia figlio di un berlusconismo deleterio, quanto piuttosto è figlio di 60 anni di malaffare continuato (politicamente parlando, s’intende). Questo lo ha ripetuto pure ieri lo stesso Monti in conferenza stampa. Ovvero ha rimarcato come il nostro strepitoso (!!!) debito pubbico sia il risultato di quella pratica consolidata governatizia italica di non guardare mai alla big-picture e quindi all’interesse futuro del Paese, quanto all’interesse immediato della fazione che lo ha votato. E qui torno pure allo statement di Panebianco che avevo pubblicato in altro articolo e che meravigliosamente inquadrava questa situazione.
    Salvo – capisco il tuo dire ma io avrei delle riserve su due punti. Non credo che Gavino abbia “combattuto” Berlusconi. Così come non credo che lo abbia fatto nessuno e credo pure che non ce ne fosse bisogno in un Paese democratico come il nostro dove ancora ancora abbiamo l’arma del voto. Gli unici combattenti che io conosco e ammiro sono i ragazzi del 99. Soprattutto quelli che fecero grande la Brigata Sassari durante la prima guerra mondiale e che furono sbattuti dal badare alle greggi allo stare al fronte da mane a sera senza che parlassero neppure la lingua dei loro connazionali. Allo stesso modo, ho tantissimi amici tedeschi, ho studiato per un certo periodo in Germania, adoro la letteratura e i pensatori tedeschi e so per certo che la Germania di oggi è tutta altra cosa rispetto a quella del secondo conflitto. Di fatto, io penso che se noi manchiamo di capacità di leadership la colpa è nostra, non degli altri. Siamo noi che dobbiamo venire fuori con gli attributi e imporre il nostro volere, laddove questo abbia senso e sia nel giusto. Danto calci in culo laddove è necessario (dato che qualcosa ancora contiamo piaccia o non piaccia), oppure mostrandoci umili abbastanza da capire che abbiamo sbagliato pratiche e che molto, non tutto, è da rifare. Così fanno i grandi popoli, così fanno i grandi Paesi, così fanno le grandi nazioni civili e democratiche. Ciao.

    • Rina, mi dispiace ma non sono d’accordo solo su un punto: Gli attributi li avemmo una sola volta, nel 15-18. Allora si chiamavano austriaci ma erano dei tedeschi mascherati e allora li battemmo dopo che avevano rotto le scatole a mezza europa. La combinarono di nuovo nel 39 e come degli idioti ci calammo le brache al signor Adolfo.Se avessimo mostrato le… attributi anche allora anzichè correre loro dietro(come stiamo facendo oggi), racconteremmo tutta un’altra storia. Ammiro anch’io i ragazzi del ’99 un mio zio ci rimase allora, non adoro affatto il Signor Monti che nega che si stai calando le braghe davanti all’intransigenza di quella mezza “Massara” di campagna della signora Anghela, che ha permesso che la grecia affondasse e adesso fa il direttorio col nasone francese.
      Concordo su molte cose con te, anche sulla nostra mancanza di leadership ma non col fatto che la ermania ci sta riprovando; senza armi da fuoco. ma spara cartucce esplosive anche stavolta. L’esplosione del ceto medio italiano: Tu ed io e Gavino in mezzo.

    • Certo, Rina, hai ragione quando dici del fallimento, in due punti, del governo precedente, Anzi, di quelli che l’han preceduto, solo Prodi ha durato due anni e qualcosa; tutti gli altri avevan fatto l’abbonamento a chi cadeva prima, una specie di corsa alla fine della quale era sempre il popolo a pagare e a ri..votare.
      Sessant’anni di repubblica non sono serviti a niente se non a far aumentare quel mangia-mangia a cui noi, purtroppo, ci siamo abituati.
      Come già ho scritto, è il popolo che fa o costruisce una nazione, non il contrario.
      E intanto noi siamo sempre indietro per quanto riguarda il senso della così detta civiltà politica, proprio per quelle ragioni che tu hai esposto.
      Ciao
      Gavino

  9. Sul fallimento del modello di leadership berlusconistica avevo scritto in questo pezzo
    http://rinabrundu.com/2011/10/15/leredita/
    Purtroppo per qualche ragione il post era venuto fuori non al meglio ma il contenuto dovrebbe ancora leggersi.

  10. Dissento. Non bisogna confondere il ruolo di leader che spetta alla Germania in Europa con eventuali pretese revanchiste e/o imperialistiche. La Germania fa il suo interesse. E la signora Merkel col suo fare la voce grossa (l’ha fatta?) in realtà sta tenendo più di mira il fronte interno. Avrei capito semmai una critica al ruolo di Sarkozy che è davvero esagerato rispetto al ruolo economico del suo Paese… ma la differenza la sta facendo la sua capacità di leadership. Quella di cui appunto noi manchiamo. Non penso che un’analisi obiettiva dello status quo possa venire dall’essere prevenuti a priori contro Tizio o Caio. E neppure contro questo o quell’altro popolo. Roma non è diventata grande perché gliel’hanno concesso i galli o i visigoti ma perché ha imposto la sua leadership. Questa regola vale pure in tempi moderni, vale pure in Politica, e vale pure nei sistemi democratici. Sempre.

    • Dissento anch’io vostro onore! Forse non ricordi più chi ha fatto grande la Germania. L’hanno fatta grande le centinaia di migliaia di siciliani, calabresi, sardi, e greci e turchi cha hanno lavorato per decenni in Germania, nelle miniere o nelle fabbriche tedesche, vivendo la sera nelle baracche e mangiando crauti. Quesrto la Signora Cancelliera finge di non ricordarlo. Non è revanchismo il mio; è memoria storica degli zii Turiddu, Peppino, Carmelo, Concetto che hanno visstuo in germania dagli anni 50 agli ottanta. Non scordiamocelo per favore. Ora la germania è ricca e forte e fa la voce grossa coi deboli. Come sempre! E questo non è revanchismo; è STORIA!
      Un abbraccio.
      Salvo

  11. P.S. e mi fa specie per i tedeschi che conoscono i classici greci meglio di noi e dovrebbero sapere cos’è la demovcrazia, quella con la “eta”. A quanto pare conoscono solo la seconda parte di quella parola: CRAZIA=F0RZA=POTERE.
    E se vuoi dissertiamo anche su questo. Ne ho scritto un saggio!

  12. Hai mai vissuto in Germania? Be’ io si, da studentessa universitaria. Ti posso assicurare che gli italiani emigrati si sono perfettamente integrati e che quella è una nazione di grande civiltà. Credi forse che i figli del signor Turiddu, Concetto e chi-altro si sentano italiani o tedeschi? Loro sono tedeschi perché, grazie al cielo, l’appartenenza ad una moderna nazione democratica non è determinata da connotazioni razziali. Questo non significa che abbiano dimenticato la loro origine. E non significa neppure che i sacrifici degli italiani emigrati siano stati dimenticati. E’ ridicolo! Ad un tempo penso che tutto il discorso non regga… queste sono quisquilie pinzillachere. Quando la Merkel fa l’interesse della Germania lo fa anche in nome di quei figli degli emigrati italiani. Il punto su cui mi focalizzavo io infatti è altra cosa rispetto al tuo e riguarda la macro-picture. Ovvero è un discorso di moderna leadership all’ombra dello sboom finanziario dove ti assicuro non c’è spazio per queste robe d’antan. Se c’è una cosa che ci ha insegnato l’euro-caos è proprio il fatto che adesso l’Europa è una cosa sola come forse non lo è stata mai prima nella sua Storia perché quando c’è in gioco il portafoglio… nessuno scherza. Tedesco o italiano che sia.

  13. E qui, cari miei Rina e Salvo, state parlando anche di storia, chi ha fatto la Germania, chi l’ha odiata, chi l’ha abbracciata, alla fine, perchè un paese civile attira sempre di più che uno meno civile.
    Ma chiediamoci, invece, chi ha “distrutto” l’Italia. Non certo solo Berlusconi e di questo, forse, la storia ne parlerà. Lui ha soltanto spinto l’acceleratore, per sue comodità ovviamente, mentre i suoi al governo dovevano solo ubbidire.
    Un ultima cosa, che spero si avveri per tutti noi.
    Si devono creare gli Stati Uniti d’Europa, diversamente l’euro è destinato ad essere soppresso.
    Salutissimi
    Gavino

  14. L’Italia caro Gavino l’hanno distrutta gli italiani. Fermo restando che sono sempre loro che l’hanno costruita e a mio avviso l’hanno pensata attrezzata agli urti. Saluti.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Connecting to %s

blipper
Seguimi su Libero Mobile
Italian Bloggers
classifica siti
GiornaleBlog Notizie dai Blog Italiani
Blogstreet - dove il blog è di casa
GiornaleBlog Notizie dai Blog di Attualità e Politica
Upnews.it
Politica Oggi
intopic.it
In classifica
Parrotized
http://www.wikio.it
Net news di Informazione Libera
Miglior Blog
Wikio - Top dei blog
Il Bloggatore
OkNotizie
Wikio - Top dei blog - Costume e società
classifica siti
BlogItalia - La directory italiana dei blog
contatore
Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 1,659 other followers

%d bloggers like this: